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    Elementi di didattica dei giochi sportivi: l'allievo e lo spazio tempo

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    L'articolo evidenzia e classifica gli aspetti cognitivi legati alla percezione e all'analisi dello spazio e del tempo nelle situazioni di gioco sportivo. Dopo una analisi e riflessione sulle condizioni spaziali relative ai giochi di invasione e di rimando, si individuano alcune categorie fondamentali dello spazio (tattico, tecnico, proiettivo, dinamico, topologico) in relazione alle situazioni di gioco. In stretto rapporto con lo spazio viene richiamata l'importanza delle traiettorie di spostamento con cui l'atleta può rispondere alle esigenze tattiche di aggiustamento spaziale. Per quanto riguarda il tempo viene sinteticamente sottolineato l'aspetto di anticiapzione o ritardo del comportamento motorio. In relazione agli aspetti spazio-temporali vengono classificati i fondamentali tecnici di padronanza spaziale, da cui si giunge alla trattazione dei comportamenti di finta. Ad ogni aspetto trattato seguono indicazioni didattiche tendenti a fornire spunti di esercitazione individuale, esercitazione con partner ed esercitazione situazionale, con i quali poter costruire strategie di allenamento adattabili, in forma specifica, alle varie specialità dei giochi sportivi

    L'identità professionale del docente

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    Il contributo non è certo esauriente le dinamiche e le problematiche legate alla formazione iniziale degli insegnanti ma, con grande umiltà, si vuole proporre come una opportunità di riflessione su temi che coinvolgono la professionalità docente e che richiedono, senza ombra di dubbio, una continua analisi in coloro che vogliono intraprendere questo stupendo e difficile mestiere. Ancora una volta siamo di fornte a una innovazione, una riforma del sistema educativo che sta cambiando, non senza problemi e strascichi, gli ordinamenti scolastici in funzione di una istruzione-formazione che promuova, almeno nelle intenzioni, il capitale umano della società futura. Come sempre alle intenzioni, più o meno condivisibili, dovrà seguire la volontà di mettere in atto tutte le risorse, economiche, organizzative e amministrative, per dare corpo a un vero cambiamento del sistema scolastico che valorizzando gli insegnanti, come risorsa primaria e indispensabile, tuteli l'educazione di tutti gli studenti. L'identità professionale del docente, riconducendoci alla metafora del "domatore-prestigiatore", viene affrontata rispetto ad alcune problematiche attuali e future, come la proposta di un portfolio degli insegnanti, la formazione premanente in servizio, il curricolo delle scienze motorie e la formazione rispetto alla didattica laboratoriale (che sempre ha caratterizzato l'Educazione Fisica). I cardini della professionalità docente, vengono ribaditi nell'area dei saperi disciplinari, nell'area pedagogica, nell'area metodologico-didattica , nell'area organizzativa e, importantissima, nell'area della ricerca e dell'innovazione didattica. Su questa professionalità si innesta il currivolo delle Scienze Motorie e delle sue molteplici piste educativa (educazione al movimento, educazione del movimento) e formative (educazione attraverso il movimento)

    I nuovi ordinamenti scolastici

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    Il contributo analizza e commenta i nuovi ordinamenti scolastici (Legge 28 marzo 2003, 53 e DL 19 febbraio 2004), anche con spririto critico, nell'intento di dare corpo al nuovo assetto dell'educazione fisica, oggi denominata "Scienze Motorie", nel conesto dei nuovi cicli scolastici. Viene recepita l'importanza del movimento, in tutte le sue accezionei, ribadita dalla norma come indispensabile e importante nello viluppo della persona, ma non viene recepito il potenzialmento della discipline che non è contemplato e previsto. Oltre questa antica diatriba, che certamente non ci pone a livello degli standard europei, il contenuto della riforma spinge su una educazione orientata alle competenze, basata sulla relazione educativa. Le innovazioni principali riguardano in particolare: - la personalizzazione dei piani di studio; - la figura del docente "tutor"; - il monte ore facoltatirvo opzionale; - il portfolio delle competenze. Alcune perplessità vengono espresse in relazione ad un impegno formativo gravante, in modo consistente, sulla figura dell'insegnante Tutor che, per gli impegni e le funzioni chiamate a svolgere, dovrà essere perfezionata ad itinere per non rischiare di rendere improba e irrealizzabile una funzione così importante e cruciale per la riforma in atto. In seguito vengono analizzate le Indicazioni Nazionali, per i Piani di Studio Personalizzati, in riferimento alle Scienze Motorie e al loro nuovo assetto nazionale, quello cioè che deve essere garantito come standard minimo in tutte le istituzioni scolastiche del paese. Ad essi viene collegata l'educazione alla Convivenza Civile che affianca e integra, secondo il principio della sintesi e dell'ologramma, gli obiettivi delle singole discipline. Infine viene analizzato il profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) alla fine del primo ciclo di istruzione, con particolare riguardo agli obiettivi integrati delle Scienze Motorie

    Situazione educativa e ferri del mestiere

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    Il contributo analizza la "situazione educativa" come contesto sistemico e olistico, in cui si muovono tutti gli attori del processo educativo (allievo, insegnante, contenuti, clima educativo, ambiente). La relazione educativa viene individuata come collante indispensabile per una interazione insegnamento-apprendimento costruttiva e soddisfacente. A corollario di tutto ciò, una serie di indicazioni e spunti di riflessione, passati sotto il termine di "ferri del mestiere", vengono analizzati in relazione alle strategie didattiche e agli stili di insegnamento. In tali indicatori si riassumono le abilità operative dell'agire docente: la comunicazione educativa come abilità relazionale da coltivare e sviluppare ad ampio raggio; il setting didattico, come elemento di analisi e strumento di progettazione attenta e adeguata; i contenuti delle scienze motorie, come elementi funzionali su cui costruire l'attività laboratoriale per mediare tra la cultura disciplinare e l'agire in situazione dell'allievo. Docente, dunque, come mediatore culturale e facilitatore di apprendimento in un contesto laboratoriale che lasci spazio alla centralità dell'allievo

    Il genere e l’educazione fisica e le percezioni degli insegnanti: un’indagine esplorativa | Gender, physical education and the perception of teachers: an exploration

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    La pandemia accentua nell’educazione fisica, nuovi interrogativi sul piano metodologico ed epistemologico- ontologico. Se la didattica deve rinunciare a contatti e vicinanze corporee, altri nodi centrali attendono di essere sciolti, come la discriminazione di genere. Il contributo presenta evidenze, emerse da ventotto insegnanti di educazione fisica, riferite al genere e alla consapevolezza che ne deriva. Tali evidenze devono fare i conti con orientamenti alla competitività e performance ereditati dallo sport, storicamente dominio maschile. L’educazione fisica, per il suo ruolo educativo, deve affrontare il problema del genere per delineare strategie proprie, originali, attuali. I dati del questionario, riguardo il genere, fanno emerge la necessità di attivare una formazione, degli/delle insegnanti, sul laboratorio riflessivo, da cui determinare criteri di orientamento didattico applicabili all’educazione fisica, anche in ragione della dimensione etica e politica dell’esperienza educativa o formativa universitaria.COVID-19 has accentuated new methodological and epistemological-ontological questions in Physical Education. It is not only a didactic problem but sits alongside other central important issues waiting to be resolved, such as gender discrimination. This contribution presents evidence, gathered from twenty-eight P.E. teachers, on the subject of gender and the awareness that derives from it. This evidence deals with the tendencies towards competitiveness and performance inherited from sport, historically a male domain. Physical Education, due to its educational role, must address the issue of gender, in order to outline original and up to date strategies. The gender-related data from the questionnaire demonstrate that for the didactic orientation criteria applicable to Physical Education to be determined, teacher training needs to be initiated in the reflective laboratory, allowing for the fact that professional experience gained in school or through university training does not explore these issues in depth

    ATTENTION AND REFLECTIVITY IN P.E. TOWARDS GENDER EQUITY AT THE TIME OF COVID-19

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    During the Covid-19 pandemic schools face a peculiar situation that forces the realization of a different education, a distance learning, that discriminates particularly Physical Education among other subjects. In this situation, since it is no longer possible to carry out the usual sport related content, Physical Education teachers have to face more transversal situations where good practices and a fair education towards gender can come to surface. The psychophenomenological contribution, also taking into consideration evidence appeared in literature (P. Vermersch 2019), underlines the importance of keeping up the focus of teachers towards social justice issues and specifically gender ones. From strategies of involvement of mixed classes, forced to body distance and to static postures in space, the Physical Education teacher can avoid the drift of attention to sexed bodies through reflective processes, mainly self-reported, and attention to gender relations

    Educazione motoria e soft skills nella scuola primaria: multilateralità intensiva e transfer nell'ambito della capacità di differenziazione cinestesica.

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    Il poco tempo dedicato dall’infanzia al gioco libero all’aperto, sta causando notevoli problemi al corretto sviluppo psico-motorio dei bambini. Le strategie riferite alla multilateralità estensiva non sembrano più sufficienti a rispondere a tale problema e devono integrarsi alla multilateralità intensiva. Nel presente studio sono state confrontate classi di scuola primaria che svolgevano multilateralità intensiva, applicata alla differenziazione cinestesica nel tiro su bersaglio fisso, e classi che svolgevano multilateralità estensiva generale. I risultati confermano la maggiore efficacia della prima strategia sulla seconda, sia in relazione all’abilità di tiro, sia in relazione alla trasferibilità da ambiti generali ad ambiti specifici come il tiro a pallacanestro, in questo caso.Current childhood generation have no time for free play in parks and courtyards. This is a problem for the correct psycho-motor development of children. The strategies referring to extensive multilateralism do not seem sufficient to solve this problematic and need to be integrated by intensive multilateralism strategy. In the present study, primary school’s classes which carried out intensive multilaterality, on the kinesthetic differentiation applied to fixed target shooting, were compared with other school’s classes that carried out general extensive multilaterality. The result confirm the grater effectiveness of the first strategy on the second strategy, both in relation to shooting ability and to transferability from general area to specific area such as basketball shooting

    Dalla Paidia al ludus

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    L'organismo umano è fatto per il movimento globale, assoluto, inarrestabile, quel movimento che non trova ostacoli creativi ed è capace di evolvere continuamente in comportamenti sempre nuovi e diversificati. A maggior ragione nel bambino, per le caratteristiche di vivacità, esuberanza, bisogno di evolvere e crescere, il movimento deve svilupparsi con attività energiche e vigorose che stimolino e accompagnino il suo forte impulso evolutivo. Nel fanciullo un'attività che soddisfi queste condizioni è il gioco, tramite esso i bambini e le bambine, possono estraniarsi dai bisogni e dalle tecniche del mondo adulto, possono sfuggire alla presa della costrizione esteriore per creare mondi illusori. Il gioco mette in atto funzioni e capacità che la normale attività non stimolerebbe, riesce a impegnare pienamente il soggetto e lo coinvolge in tutte le aree della personalità (cognitiva, affettivo-emotiva, sociale, motoria). Quanta possibilità di gioco offre l'organizzazione scolastica? Quanto viene soddisfatta questa esigenza che si collega, prima di tutto, al bisogno di movimento? Il movimento va educato, non represso, e l'organizzazione del gioco non deve essere orientata forzatamente verso un compito ben definito: il bambino gioca, non si allena, e giocando acquisisce una più ampia capacità di superare gli ostacoli o di far fronte alle difficoltà che incontra crescendo

    Capitolo quarto "Didattica e gioco" Capitolo Quinto "Dalla paidia al ludus il percorso dell'educaziione tramite il gioco"

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    Il "gioco è gioco", serve a dare benessere e racchiude in sè il concetto dell'unità della persona, individuando con ciò la massima espressione soggettiva di valore dell'azione motoria. Dalla prospettiva filosofica, antropologica e sociologica si passa alla funzione culturale, emotiva ed educativa del gioco e del giocare. Educare al gioco diviene aspetto probante nella dinamica formativa, un percorso che parte dal corpo per ritornare al corpo in un cerchio che, invece di chiudersi su se stesso, si apre a nuovi orizzonti: il sè e l'altro, lo spazio e il tempo, l'espressività e la drammatizzazione. Insegnare a giocare come stimolo al "apprendere ad apprendere", per sviluppare competenze che, ben oltre il saper fare, caratterizzino il saper essere. La valorizzazione del gioco assume aspetti determinanti, dai tre agli otto anni, per mantenere la motivazione, la cuiriosità verso il nuovo e, di riflesso, lo spirito creativo e immaginifico. La didattica metacognitiva e l'oculata miscellanea delle categorie e degli universali ludici, consentono infinite opportunità educative che dal gioco funzionale al gioco tradizionale, fino al gioco presportivo, possono accompagnare e soddisfare le esigenze e i bisogni formativi dell'Homo ludens

    Educare attraverso la danza durante la DAD nel lockdown COVID19

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    This study presents an educational dance project carried out during the DAD caused by the COVID19 lockdown. The educational action, included in the online school activities, verified the effects on the levels of self-efficacy and enjoyment, of a fifth grade elementary school children. The contents, proposed through video-links, have engaged children and parents in a fun and interesting path showing positive effects on the variables studied. The project, monitored with standardized instruments, has highlighted the importance of expressive-body activities in a period in which the long-distance relationship between school and students had put a strain on the daily life of children and lowered their levels of sensory-motor and emotional involvement
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