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Il credito cooperativo: storia, diritto, economia, organizzazione
Nella terra e nel lavoro: qui affondano le radici del credito cooperativo, il movimento di banche locali che da quasi 130 anni aiutano le tante comunità del nostro paese a crescere coniugando solidarietà ed economia. Le Banche di Credito Cooperativo (le vecchie Casse Rurali ed Artigiane) nascono nel 1883 e da allora sono protagoniste di un modo «differente» di fare banca, basato sul mutualismo e sul reinvestimento del risparmio raccolto nel territorio di competenza. Banche senza fine di lucro e fondate sulla partecipazione democratica dei soci che, grazie al principio «una testa un voto», sono di fatto i «proprietari» della cooperativa di credito di cui eleggono gli amministratori. Una formula bancaria originale che, all’interno del mercato, dimostra il diritto di cittadinanza del pluralismo. Anche banche che non perseguono un fine speculativo possono essere efficienti. Questo volume, arricchito dai contributi di accademici ed esperti, analizza e illustra tutti gli aspetti e le particolarità del credito cooperativo: la lunga storia (parte I), la normativa di riferimento (parte II), gli aspetti economici propri della cooperazione mutualistica (parte III), l’ambito concorrenziale e di governance (parte IV), l’organizzazione e la cultura (parte V). E spiega anche perché esso sia, oggi più di ieri, un’esperienza attuale, moderna, efficac
Factoring: regolamentazione, mercato e gestione
Il presente lavoro raccoglie gli articoli di fondo pubblicati nella newsletter Fact&News di Assifact, Associazione Italiana per il Factoring, e relativi alle principali tematiche dell’evoluzione del mercato del factoring.
Il lavoro è diviso in cinque parti, relative rispettivamente alla regolamentazione del sistema finanziario e alla vigilanza; alla domanda di factoring; ai profili giuridici e contabili delle operazioni; all’evoluzione dell’intermediazione finanziaria e alla gestione del business del factoring; all’attività degli intermediari finanziari non bancari nell’ottica della Banca d’Italia.
Il quadro che emerge dai contributi, principalmente opera di studiosi del diritto e dell’intermediazione finanziaria e di qualificati operatori del settore del factoring, è molto articolato e ricco di spunti. Esso mette in evidenza i progressi compiuti dall’industria italiana del factoring, sotto il profilo della regolamentazione, del mercato e della gestione, in un ampio periodo di tempo, denso di avvenimenti e cambiamenti per l’intero sistema finanziario e dà conto inoltre dell’intenso lavoro compiuto da Assifact, presieduta nei primi venti anni di attività da Giorgio Bondioli, Giorgio Burchi, Antonio De Martini, Franco Rosso, Roberto Ruozi e Paolo Sciume
European exchanges, investor behaviour and asset allocation criteria: country vs Industry approach
The integration of the European exchange industry, which began in the second half of the 1990s and was boosted by (1) the demutualization of securities exchanges, (2) the launching of
phase 3 of the UME, and (3) the ICT developments in market management (trading-engine), has now emerged from its embryonic phase and has asserted itself on the international stage. Euronext and Omx are only the most widely known forms of a process that has concerned the European exchange industry for a number of years now. The European securities market has abandoned a purely national outlook and has opened up to
the continent as a whole, wherefore it is interesting to focus on the reaction of European investors. The removal of a series of regulatory (and psychological) barriers has unquestionably fostered the development of cross-border trade, broadening the scope for investment of the single investors and potentially questioning the asset allocation criteria used
in the past. The aim of this paper is to investigate the manner in which the integration of the European securities market has affected the asset allocation criteria of European investors. Based on an analysis of the dividend yields of the principal European markets we intend to verify the predominance, in relation to asset allocation, of geographical versus industry diversification
criteria. It can be plausibly assumed, in fact, that an integrated market, where transactions on foreign markets are one and the same with those on the domestic market, changes its diversification outlook, from Country (e.s. Italy, Germany, UK, etc.) to Industry (Industrials, Basic Materials, Financial, etc.). On the contrary, markets where cross-border trade is considered a scarcely viable alternative will remain attached to an essentially geographical approach. The assessment as to which approach, Country vs. Industry, prevails on the European exchange market will be made analysing the index trends representative of the principal European markets. Using appropriate statistical methods – cluster analysis and principal component analysis – we will examine how the European market has evolved in the period
between 1995 and 2006, also verifying the current situation, besides the development of this phenomenon over the years.
Lastly, the use of time windows taking account of the milestones in the integration of the European exchanges (agreements, alliances, mergers, etc.) shall allow us to verify the extent to which agreements between stock exchanges may affect market performance
La fiducia nel sistema finanziario tra norme e comportamenti: una sfida ancora da vincere
After the crisis, it is necessary to promote in organizations a compliance culture in order to guide management behaviours. But also the choice of the supervision style by the Banking Union will be crucial in order to properly and effectively orient the relations between supervisors and supervised subject
Competition e Regulation among banking and quasi-banking institutions: evidence for Italy
Le fusioni in banca: gestire l'integrazione per creare valore
L'intenso processo di concentrazione in atto nei sistemi finanziari dei principali paesi ha mantenuto le promesse fatte agli azionisti, alla clientela e al mercato? Quali sono gli elementi di successo delle operazioni di M&A e cosa, al contrario, può compromettere la creazione di valore dei piani industriali? La risposta a tali domande e, in generale, il tema delle concentrazioni bancarie assumono particolare rilevanza quale argomenti di ricerca poiché gli studi e le statistiche disponibili a livello nazionale e internazionale inducono a numerose cautele nell'apprezzamento dei risultati prodotti da tali operazioni. In particolare, specifica attenzione meritano i processi di integrazione successivi alla fusione e i profili di change management, in quanto è a questo livello che si gioca la capacità delle banche di tradurre o meno la crescita esterna in un vantaggio competitivo reale e in un decisivo salto di posizionamento. Il volume, che riassume i principali risultati di una ricerca che ha analizzato le operazioni di fusione e acquisizione nell'ottica di individuare le determinanti primarie del valore generato, prende avvio da una ricognizione, a livello italiano ed europeo, del fenomeno per soffermarsi poi sulle implicazioni relative alle performance dei protagonisti delle fusioni e ai relativi comportamenti competitivi. L'indagine, supportata da aggiornate evidenze empiriche e dallo studio di casi concreti, si estende ai fattori critici collegati a tali operazioni, che si traducono principalmente nello scostamento tra obiettivi e risultati. Il lavoro suggerisce infine le variabili da monitorare allo scopo di rendere più efficaci i processi di integrazione e di superare le non poche difficoltà connesse alla governance di comportamenti del management non sempre razionali e virtuosi, favorendo l''allenamento' alla cultura dell'integrazione attraverso l'attento presidio dei profili valoriali e la maggiore attenzione al fattore umano e ai comportamenti individual
Governance 2.0: stili di vigilanza, buona governance e cultura dei rischi per la finanza di domani
La buona governance promuove il valore delle aziende, contribuendo all’efficienza economica e alla crescita del capitale. Nelle banche, la qualità dei sistemi di governo e controllo favorisce altresì la sana e prudente gestione e quindi la stabilità del sistema finanziario nel medio e lungo termine. Ed è proprio in questa direzione che legislatori e regolatori pongono da tempo un’enfasi crescente sul miglioramento della governance bancaria, lungo diverse direttrici: tutela delle minoranze azionarie; impegno e attivismo degli azionisti; dimensione, composizione e organizzazione del consiglio di amministrazione e delle funzioni di controllo interno; maggiore efficacia dei sistemi di gestione e monitoraggio dei rischi; compliance e orientamento agli stakeholder; sistemi di remunerazione e incentivazione del management; sistemi sanzionatori e relativi effetti reputazionali.
Il volume, articolato in tre sezioni – Regolamentazione, Governance, Cultura –, si focalizza sulla relazione tra banche e Autorità di vigilanza, ripercorrendo il cammino delle norme verso modelli macro e microprudenziali orientati a disciplinare l’organizzazione e i comportamenti degli intermediari; sull’analisi delle modalità di misurazione dell’efficacia della governance e del funzionamento dei consigli di amministrazione; sulla evoluzione degli approcci e dei paradigmi culturali nel settore bancario e del loro impatto sulle performance.
Una riflessione a più voci, in cui gli autori affrontano tutti i temi delineati, in una costante e assidua ricerca delle relazioni più significative e degli indirizzi più efficaci per una corretta e sana gestione dell’attività bancaria. Ne emergono la necessità e l’opportunità di affermare e incrementare una cultura aziendale ben governata e orientata a dare valore ai profili di controllo e presidio dei rischi e che indichi a controllori e controllati la “via maestra” verso il rinnovamento di obiettivi, strategie, strutture, stili manageriali e protocolli di comportamento organizzativo e individuale
Dal dire al fare: la comunicazione delle banche centrali, l’efficacia delle regole e l’azione di vigilanza
Qual è la relazione tra la comunicazione proveniente dalle banche centrali in tema di vigilanza e il comportamento dei soggetti vigilati? Con l’aiuto della metodologia Computer Aided Text Analysis, sono passati in rassegna i contenuti dei discorsi del Governatore e dei membri del Direttorio della Banca d’Italia, nonché le sanzioni riportate nei Bollettini di Vigilanza. Emerge la presenza di «segnali di indirizzo», percepiti in modo variabile dai destinatari, in particolare negli ambiti dell’adeguatezza patrimoniale, del contenimento dei rischi, della governance, dell’organizzazione e dei controlli intern
Cooperative banking in Europe: case studies
This book investigates the main features of the evolution of the cooperative banking model in European countries, using 'country case-study' analysis. Structured in two parts, the first deals with a sample of countries that joined European Union before 2000; the second part with a sample of other newly admitted European Union member countrie
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