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Conversazione con Carlo Alberto Pratesi
In un periodo in cui si invoca sempre maggiore attenzione all’impatto sociale e ambientale delle imprese, il concetto di Purpose sta diventando fondamentale per le organizzazioni. Il Purpose va oltre l’identità aziendale e si concentra sul «perché» un’organizzazione esiste, sul significato della sua attività e su come può contribuire al bene della società.
È necessario comprendere, definire e adottare il proprio Purpose in modo consapevole, ma trovarne uno in cui tutti si riconoscano e che esprima l’identità dell’azienda è più difficile di quanto si pensi.
E il tema della sostenibilità non è l’unico che conta: il Purpose può essere perseguito in modo ancor più valido se si tiene conto con cura e sensibilità del benessere delle persone
Lo sviluppo di un indicatore composito per misurare la sostenibilità delle discipline sportive
L’obiettivo di questa tesi è quello di sviluppare un indicatore composito (o indice) di sostenibilità delle discipline sportive, costruito a partire da un modello di indicatori di performance economica, sociale ed ambientale. Lo studio si inserisce all’interno della letteratura del management dello sport e in particolare nel dibattito riguardante la misurazione delle performance di sostenibilità.
Il lavoro è stato realizzato attraverso un approccio metodologico Mixed-Method Multifase, ovvero caratterizzato da un insieme di fasi allineate in sequenza, sia di natura qualitativa che quantitativa, dove ognuna viene costruita sulle risultanze di quelle precedenti: definizione del fenomeno da misurare e sviluppo del modello concettuale; selezione degli indicatori di base; normalizzazione degli indicatori; aggregazione degli indicatori normalizzati; e, infine, validazione.
Attraverso un’analisi della letteratura, è stato sviluppato un modello gerarchico costituito da dimensioni, variabili e indicatori di base. Per la convalida di questo modello sono stati intervistati tredici esperti del settore dello sport che hanno fornito il loro prezioso contributo sulla base del proprio osservatorio privilegiato.
Successivamente, il modello è stato testato sui dati di un campione di otto Federazioni Sportive Nazionali (FSN) e una Disciplina Sportiva Associata (DSA). I dati di queste organizzazioni sono stati raccolti e normalizzati mediante la tecnica del re-scaling.
La ponderazione del modello, necessaria per determinare il contributo che ogni dimensione, variabile e indicatore di base apporta al calcolo dell’indicatore composito, è stata realizzata attraverso il parere di esperti, utilizzando l’Analytical Hyerarchical Process (AHP).
Infine, l’indicatore composito è stato calcolato attraverso un’aggregazione lineare semplice che ha permesso di individuare, per ciascuna organizzazione, un valore espressione del proprio contributo allo sviluppo sostenibile.
Stando alle nostre attuali conoscenze, questo studio risulta essere uno dei primi tentativi di sviluppo un indicatore composito di sostenibilità per le organizzazioni dello sport che sia basato su indicatori di performance quantitativi. Si ritiene che esso abbia una duplice valenza. Innanzitutto propone un insieme di indicatori di base quantitativi, selezionati e disegnati espressamente per le organizzazioni di vertice del sistema sportivo, consentendo ad esse di raccogliere e sistematizzare le informazioni rilevanti in tema di sostenibilità. Inoltre, con l’ausilio di tecniche riconosciute in letteratura, si propone un processo per aggregare questi indicatori di base in un Indice composito di sostenibilità, uno strumento che pur perdendo molte delle informazioni che lo costituiscono, permette di comunicare con facilità ed estrema sintesi un concetto altrimenti molto complesso da esprimere.
La tesi è strutturata in cinque capitoli. Nel primo si offre una panoramica dell’evoluzione del concetto di sostenibilità e di come esso si leghi al settore dello sport, le cui caratteristiche principali, invece, vengono delineate nel secondo capitolo. Nel terzo capitolo si propone un excursus sulla creazione di indici compositi, affrontandone i principali lineamenti e le principali alternative metodologiche. Nel quarto capitolo si entra nella parte empirica della tesi e si descrive il percorso che, partendo dalla costruzione e alla validazione del modello concettuale e passando per la raccolta, normalizzazione e ponderazione dei dati, ha portato all’aggregazione degli indicatori di base per la costruzione dell’indicatore composito di sostenibilità. Nel quinto e ultimo capitolo della tesi, infine, vengono discussi i principali risultati della ricerca e si delineano le conclusioni
Sviluppo e gestione del palinsesto editoriale
Se da un punto di vista tecnico il palinsesto editoriale può essere descritto come un documento,
piuttosto semplice – nel quale viene riportata la successione dei singoli programmi audiovisivi di
una rete, dettagliatamente distribuiti all’interno di una griglia temporale – in un prospettiva di
marketing esso rappresenta il risultato di un’insieme di attività e decisioni complesse. La sua
costruzione, infatti, è il risultato dell’organizzazione e del coordinamento dell’offerta di
programmi televisivi secondo criteri di pertinenza fra i vari generi (intrattenimento, fiction,
informazione, ecc.) nelle diverse fasce orarie della giornata e nelle diverse stagioni, in base alle
previsioni quantitative e qualitative del pubblico. Il tutto in una costante dinamicità.
L’aspetto interessante in termini di marketing, non è dunque il documento in sé, ma l’iter
decisionale e i diversi fattori che conducono alla sua definizione. Tale processo può essere
considerato a tutti gli effetti come la sintesi dell’attività di marketing televisivo, in quanto è il
risultato della migliore combinazione tra vincoli/opportunità del mercato e forze/debolezze
dell’azienda
Content Marketing e Brand Journalism: un'analisi esplorativa sull'uso dei contenuti editoriali per sviluppare la corporate reputation
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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