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    Divagazione sul tema del sandalo: significato e valenza tra la sfera celeste e quella ctonia

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    Il sandalo è un elemento ricorrente nella mitologia greca, dove si ritrova in associazione con diversi personaggi assumendo di volta in volta svariate valenze simboliche. Da una parte è interessante notare il valore cultuale che un solo calzare riveste nelle più note attestazioni – si pensi al caso di Giasone, di Perseo o ancora a quello di Licurgo –, dall’altra la diversa valenza che esso assume in riferimento a testimonianze meno conosciute, ma comunque attestate nelle fonti letterarie. Tra queste si ricordano quelle relative al sandalo dorato di Demetra e ai due, l’uno bronzeo e l’altro aureo, legati alla figura di Ecate. In quest’ultimo caso i sandali, che rappresentano metonimicamente il cammino di Ecate lunare in cielo, variano il loro colore in rapporto alle fasi lunari : dorati durante la luna nuova, bronzei in occasione di quella piena. D’altro canto essi rappresentano i due lati della dea Ecate, l’uno legato al rapporto con Demetra e Core, l’altro al suo aspetto infero. Obiettivo di questo contributo è quello di mettere in luce, con l’ausilio delle fonti letterarie e di quelle iconografi che, le caratteristiche e il signifi cato che stanno alla base dell’associazione di questo oggetto mitico, il sandalo appunto, con uomini, eroi, divinità/ entità connesse alla sfera celeste, ma anche a quella ctonia.Divagations sur le thème de la sandale : signification et valeur entre sphère céleste et sphère chthonienne La sandale est un élément récurrent dans la mythologie grecque : elle se trouve associée à différents personnages et revêt à chaque fois des significations symboliques variées. Il est intéressant de remarquer d’un côté la valeur culturelle qu’une seule chaussure assume dans les témoignages les plus connus – dans les cas de Jason, de Persée ou encore de Lycurgue, par exemple -, de l’autre la signification différente qu’elle a par rapport à des témoignages moins connus, mais également enregistrés par les sources littéraires. Parmi ces traditions nous rappellerons celle de la sandale dorée de Déméter et des deux sandales, l’une de bronze et l’autre d’or, liées à la fi gure d’Hécate. Dans ce dernier cas, les sandales, qui symbolisent le chemin d’Hécate lunaire dans le ciel, changent leur couleur par rapport aux phases lunaires : elles sont d’or lors de la nouvelle lune, de bronze à la pleine lune. Elles représentent aussi les deux côtés de la déesse Hécate, l’un lié à son rapport avec Déméter et Coré, l’autre à sa dimension infernale. L’objectif de cette contribution est de mettre en évidence, à l’aide des sources littéraires et iconographiques, les caractères et la signification qui expliquent l’association de cet objet, la sandale, avec hommes, héros et divinités en rapport avec la sphère céleste mais aussi celle chthonienne.Carboni Romina. Divagazione sul tema del sandalo: significato e valenza tra la sfera celeste e quella ctonia. In: Gaia : revue interdisciplinaire sur la Grèce Archaïque, numéro 16, 2013. pp. 113-131

    Introduzione

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    Breve introduzione agli atti del convegno sulla fase che va dalla costituzione della provincia all'età augustea

    Magic and maleficia in the Ancient World: The Case of Roman Sardinia

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    This paper will focus on magic rituals aimed at causing maleficia in a specific area: Sardinia. Although difficult to retrace, there is some evidence, on the island, of th existence of forms of both necromancy and oracular divination that refer, with their own forms, to the culture spread in the Roman empire. Among the most significant documents, there are the tabellae defixionum, some epigraphic texts widely documented in the Roman world, and even earlier in the Punic world. The evidence, in this case, is quite interesting, also, because it reflects the combination of different cultures in Sardinia, whose results are “original”, also in the world of magic

    Nora. Le terrecotte votive dell'ex area militare

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    Il volume si incentra sullo studio dei materiali fittili votivi provenienti da un settore della città punico-romana di Nora, collocata nei pressi dell’odierno paese di Pula, lungo la costa meridionale della Sardegna. Si tratta del risultato di un lavoro sviluppato parallelamente alle attività di scavo e ricerca in un settore del sito, l’ex area militare, dove la Cattedra di Archeologia Classica del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni culturali dell’Università di Cagliari opera dal 2013. Le attestazioni votive prese in esame in questo lavoro – che trovano confronti in numerosi siti di tutto il Mediterraneo – si rifanno ad un orizzonte culturale e cultuale che si denota spesso di livello popolare, pur con una compresenza di influenze e di elementi di livello più elevato, specchio dell’incontro tra comunità di origine diversaThis book focuses on the study of votive clay materials from a sector of the Punic-Roman city of Nora, located near the present-day town of Pula on the southern coast of Sardinia. It is the result of work developed in parallel with excavation and research activities in a sector of the site, the former military area. Here the research group of Classical Archaeology of the Department of Humanities, Languages and Cultural Heritage of the University of Cagliari has been engaged since 2013. The votive finds examined in this work refer to a cultural and cultic horizon that is often of a popular level, with the co-presence of influences and elements of a higher level, reflecting the encounter between communities of different origin

    Nora, Ex area militare. Settore sud-orientale. L’area meridionale (Università degli Studi di Cagliari)

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    Nel corso della campagna di scavo del 2015 nell’ex area militare di Nora si è proseguita l’indagine delle aree di scavo messe in luce nei due anni precedenti, con lo scopo di fornire risposte in merito ai rapporti tra le aree Alfa e Delta, collocate nel punto altimetrico più alto della particella in concessione di scavo, e le aree Gamma e Beta, quest’ultima corrispondente ad una porzione della strada E-F1 (fig. 1). Le indagini hanno così permesso di mettere in evidenza un nucleo edilizio (Aree Gamma I, II, III, IV) antistante alla strada basolata indagata negli anni precedenti. Al termine della campagna del 2015 è stato possibile confermare la presenza di almeno tre ambienti rettangolari (A, B e C) ancora di incerta funzione. Il primo di questi è un vano quadrangolare (Vano A = Area Gamma III) che ha restituito strati caratterizzati da una forte presenza di resti combusti, frustoli di carbone ed elementi fittili con tracce di bruciato

    L’architettura sacra nella Provincia Sardinia et Corsica: alcune considerazioni su persistenze e innovazioni tra età repubblicana e media età imperiale

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    Le tradizioni edilizie della Sardegna e della Corsica, isole accorpate a partire dal 227 a.C. in un’unica provincia, mostrano in età romana soluzioni solo in parte uniformate dall’influenza dei modelli romano-italici. La presenza dell’elemento indigeno in combinazione con il sostrato culturale punico in Sardegna e con la matrice greco-etrusca in Corsica porta infatti nei due territori a risultati diversi e, in alcuni casi, originali. Scopo di questo contributo è quello di presentare alcune riflessioni sui linguaggi architettonici e i modelli edilizi adottati, in particolare in ambito cultuale, nelle aree provinciali in questione tra l’epoca repubblicana e la media età imperiale. Si cercherà in questo modo di mettere in risalto, da una parte, le diverse scelte architettonico-costruttive adottate in questi due territori posti sotto il controllo di Roma e, dall’altra, di evidenziare le combinazioni risultanti dall’incontro tra l’elemento locale e quelli allogeni.During the Roman age, the architectural traditions on the islands Sardinia and Corsica, unified in one single province since 227 BC, show solutions only partially uniformed by the influence of Roman and Italic models. In the two regions, indigenous elements, combined with the Punic cultural substratum in Sardinia and the Graeco-Etruscan one in Corsica, lead to different and sometimes original results. The current paper aims to analyse and compare both the architectural languages and the building models adopted in the two considered areas, between the Republican age and the mid-Imperial period, particularly referring to religious contexts. On one hand, the different architectural and construction choices adopted in these two regions under the Roman rule will be thus emphasized; on the other, the synergies given by the combination of local and allogeneic elements will be highlighted as well

    L’ultimo omaggio al defunto attraverso l’esame di vasi e pinakes attici del Museum Schloss Hohentübingen

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    Il presente lavoro è stato realizzato durante un soggiorno di studio presso la Eberhard Karls Universität di Tübingen finalizzato al completamento del lavoro di tesi dal titolo “La rappre- sentazione del dolore nella Grecia antica. Prothesis ed ekphorà" per la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli Studi di Cagliar

    Dea in limine. Culto, immagine e sincretismi di Ecate nel mondo greco e microasiatico

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    The image of Hecate is widely divergent. While Hesiod admired her, she is rarely found at sanctuaries [e.g. Lagina, Caria] or in ancient texts and was later considered unimportant and appaling. She was responsible for crossroads, magic, the moon, female rites of passage as well as doors and gates, including the one to the underworld. The study focusses on evidence for the goddess in the Greek world, the Black See Region, Asia Minor and Northern Africa. Its first part investigates the different aspects of Hecate, changes of iconography, and her representation in the literary and mythical context. The second part analyses, on the basis of a systematic and critical catalogue, the literary, epigraphical, pictorial, and other archaeological evidence in detail. The cult of Hecate probably came from Caria, where the goddess functioned as a sentinel of the realm of the dead together with Hermes, and reached Ionia in Archaic times. She was frequently represented in a threefold manner, for the first time by Alcamenes on the Athenian Acropolis, or with a torch. The heyday of her cult was in Hellenistic and Roman times, e.g. in the context of the Eleusinian Mysteries.Das Bild der Hekate divergiert stark. Während Hesiod sie bewunderte, begegnet sie selten an Heiligtümern [z.B. Lagina und Karien] oder in antiken Texten und galt später als unwichtige und schreckliche Gottheit. Sie war zuständig für Kreuzungen, Magie, den Mond, weibliche Übergangsriten sowie Türen und Tore, auch das zur Unterwelt. Schwerpunkte der Arbeit sind Nachweise der Göttin in der griechischen Welt, am Schwarzen Meer, in Kleinasien und Nordafrika. Der erste Teil untersucht die verschiedenen Aspekte Hekates, Veränderungen der Ikonographie und ihre Darstellung im literarischen und mythischen Kontext. Im zweiten Teil werden auf der Grundlage eines systematischen und kritischen Kataloges die literarischen, epigraphischen, bildlichen und weiteren archäologischen Zeugnisse ausführlich untersucht. Der Hekatekult war wohl karischen Ursprungs, wo die Göttin mit Hermes als Wächter des Totenreiches fungierte, und kam in archaischer Zeit nach Ionien. Häufig wurde sie dreigestaltig dargestellt, erstmals von Alkamenes auf der Akropolis, oder mit einer Fackel. Die Blüte ihres Kultes fiel in hellenistische und römische Zeit, u.a. im Zusammenhang mit den eleusinischen Mysterien
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