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Il caso Assange davanti al Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite: un parere controverso su una vicenda kafkiana
Il caso Assange viene analizzato alla luce del parere del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria mettendo in luce le criticità e le omissioni della controversa ed annosa vicenda che non riesce a trovare soluzione
La spesa militare mondiale nel 2014
Analisi della spesa militare mondiale nel 2014 alla luce della pubblicazione del Rapporto SIPR
Libia. Guerre e conflitti nel mondo
Analisi ed aggiornamento della situazione di crisi in Libia alla luce degli ultimi avvenimenti bellici che hanno sconvolto il paese, e delle conseguenze del conflitto sulle relazioni internazionali, la tutela dei diritti umani, il commercio illegale di armamentii e la proliferazione incontrollata di armi leggere
Disarmo, aspetti umanitari e diritti umani
Il diritto internazionale del disarmo costituisce oggi un capitolo essenziale del diritto internazionale contemporaneo e si inquadra nel contesto degli strumenti necessari per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, obiettivi cardine delle Nazioni Unite.Si è ritenuto fino ad ora che la limitazione e il controllo degli armamenti abbiano poco a che vedere con i diritti umani, eccezion fatta per il generico riconoscimento che l’uso delle armi, soprattutto nucleari e di distruzione di massa comportino conseguenze irreparabili per l’umanità, per l’ambiente e per la dignità dell’essere umano, secondo il parere della Corte internazionale di giustizia del 1996 sulla legittimità dell’uso delle armi nucleari. Non bisogna sottovalutare altresì la pericolosità delle armi chimiche, biologiche e batteriologiche, dei residuati bellici che colpiscono molto tempo dopo i conflitti e il ruolo devastante delle armi leggere e di piccolo calibro che facilitano il verificarsi di manifestazioni di violenza.
L’esigenza che si incontra oggi è sicuramente quella di superare la persistente dicotomia fra la sicurezza nazionale e la sicurezza delle persone, intesa quest’ultima nella sua declinazione di libertà dalla paura e dal bisogno. Il concetto di sicurezza umana fa emergere la piena incompatibilità della corsa agli armamenti, giustificata dall’esigenza di proteggere lo Stato, con la vita sulla Terra.
L’evoluzione del diritto internazionale dei diritti umani non ha avuto immediate ripercussioni sul diritto internazionale in materia di disarmo. Un primo avvicinamento tra i due settori si è avuto attraverso il concetto di sicurezza umana emerso negli ultimi anni nel dibattito internazionale. La sua affermazione ha prodotto uno spostamento dell’attenzione dalla prospettiva della sicurezza militare dello Stato verso la sicurezza delle persone
Aspetti giuridici del disarmo nucleare: dall'art. VI del Trattato sulla non proliferazione nucleare al Trattato sulla proibizione delle armi nucleari
La ricerca si concentra sugli aspetti giuridici del disarmo nucleare, partendo dall’analisi dell’art. VI del Trattato sulla non proliferazione nucleare (TNP), per arrivare ai recenti sviluppi in materia con l’adozione del Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari. Il TNP rappresenta la prima base giuridica che ha reso possibile la prevenzione e la non proliferazione delle armi nucleari. L’art. VI rappresenta il “terzo pilastro” del TNP ed è l’unica previsione di disarmo contenuta nel Trattato. Esso è stato inserito nel TNP dopo lunghi negoziati ed a seguito della pressione politica del gruppo degli Stati non-nucleari. La norma stabilisce che gli tutti gli Stati Parte al Trattato si impegnano a perseguire in buona fede negoziati su misure effettive di cessazione delle armi nucleari in tempi brevi, sul disarmo nucleare e su un trattato di disarmo generale e completo sotto un efficace controllo internazionale. L’art. VI pone due obblighi “futuri” per gli Stati Parti: il primo è quello di perseguire i negoziati in buona fede al fine di adottare misure efficaci per la cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare; il secondo prevede di condurre negoziati per un trattato sul disarmo generale e completo.
L’obbligo di raggiungere il disarmo nucleare mette in evidenza oggi una nuova volontà manifestata dal gruppo degli Stati non-nucleari, che supportano la cd. “iniziativa umanitaria” (Humanitarian Pledge). I recenti sviluppi normativi in materia annoverano il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari, adottato il 7 luglio 2017. L’adozione del Trattato, non ancora entrato in vigore, rappresenta un momento storico, in quanto esso mette definitivamente al bando le armi nucleari. L’obiettivo principale della ricerca consiste quindi nel capire come il regime di disarmo nucleare, posto in essere dal TNP, cambierà alla luce del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari e se quest’ultimo possa sostenere i significativi progressi già compiuti grazie al TNP. Il quesito consiste nel valutare se il Trattato del 2017 possa rappresentare una pietra angolare del regime di disarmo nucleare generale e completo secondo la sua formula flessibile e il suo regime non discriminatorio (al contrario del TNP)
L'Agenda “Donne, pace e sicurezza” e la tutela dei diritti umani. Un bilancio a vent'anni dalla Risoluzione 1325 (2000)
L'articolo propone una panoramica sull'adozione della ris. 1325 (2000) da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in occasione del ventesimo anniversario dalla sua adozione. La risoluzione è uno dei documenti più importanti del Consiglio, sebbene non giuridicamente vincolante, ed ha creato la cd. Agenda "Donne, pace e sicurezza". L'elaborato si propone di sottolineare i profili giuridici di rilievo della risoluzione e delle successive risoluzioni che compongono il corpus normativo dell'Agenda. In particolare, nell'articolo si evidenziano i profili giuridici in materia di diritti umani, nello specifico dei diritti umani delle donne, dimostrando che sia la ris. 1325 (2000) che l'Agenda "Donne, pace e sicurezza" nel suo complesso debbano incardinarsi all'interno del framework normativo della tutela dei diritti umani in quello che l'autore chiama "il nuovo trinomio nell'equazione dei diritti umani".The article provides an overview of the adoption of United Nations Security Council Resolution 1325 (2000) in view of the 20th anniversary of its adoption. Resolution 1325 (2000) is one of the most important resolutions of the UNSC even if not legally binding and has created the so called "Women, Peace and Security" Agenda. This paper aims at highlighting the relevant legal aspects of the Resolution and the following ones which constitutes the legal corpus of the Agenda. In particular, his paper highlights the legal aspects of the international protection of human rights, specifically women’s human rights, and shows that it both Resolution 1325 (2000) and also the "Women, Peace and Security" Agenda as a whole should be enshrined within the legal framework of the protection of human rights in what the author has called "the new trinomial in the equation of human rights"
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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