1,720,974 research outputs found

    Tra le carte di un avvocato-banchiere: Camillo Giussani e la Banca commerciale italiana

    No full text
    Il 6 dicembre 1945 il consiglio di amministrazione della Comit nominò Camillo Giussani, da oltre trent’anni suo consulente legale di fiducia, presidente della banca. La presidenza Giussani, dunque, prese avvio in una situazione economica e finanziaria pesante, e coincise con gli anni della ricostruzione e del “miracolo economico” (Giussani morì nel febbraio 1960). Di Camillo Giussani, l’Archivio storico Intesa Sanpaolo conserva le carte, un patrimonio documentario da poco interamente accessibile agli studiosi. Se infatti la ricerca sul Giussani avvocato d’impresa ha già dato risultati concreti, del tutto inesplorata è la documentazione relativa agli anni della presidenza. Questo articolo intende così gettare una prima luce sul Giussani banchiere. Ne emerge, il ruolo di rappresentanza esterna, il patrimonio di reputazione individuale e di stima sociale, l’estesa area di rapporti fiduciari che l’avvocato-banchiere riuscì nel tempo a creare.On December 6, 1945 the board of directors of Comit (Banca Commerciale Italiana) nominated as chairman of the bank Camillo Giussani, who was for over thirty years its legal consultant. The Giussani chairmanship thus started in a difficult economic and financial situation and overlapped with the years of reconstruction and then with the “economic miracle” (Giussani died in February 1960). The Historical Archives of Intesa Sanpaolo preserves Camillo Giussani's papers, a documentary heritage that only recently has been made accessible to scholars. While the research on Giussani as business lawyer has already produced significant results, the documentation regarding the years of chairmanship has been thus far completely unexplored. This article aims to shed light on Giussani as a banker. From this analysis it emerge his role as agent for the bank, his individual reputation and social esteem, the extensive network of relations that the lawyer – banker managed to set up over time

    La storia dell’Associazione italiana donne ingegneri e architetti nella costruzione di nuove professionalità dentro e fuori gli atenei

    Full text link
    L'articolo ricostruisce la storia dell’Associazione italiana donne ingegneri e architetti (Aidia). Fondata a Torino nel 1957 grazie all’iniziativa di un piccolo gruppo di “pioniere” e di giovani laureate, l’Aidia ha l’obiettivo di sostenere le donne nella carriera professionale, valorizzarne il lavoro nel campo della tecnica, costruire una rete di legami in Italia e all’estero con le altre associazioni professionali femminili. Sulla definizione di queste strategie, così come sull’organizzazione e la struttura territoriale dell’Aidia, a lungo si sono riverberate le dinamiche del processo d’inclusione del genere femminile nel campo dell’ingegneria e dell’architettura. L’Aidia sconta infatti sia i tempi molto lenti della femminilizzazione dell’ingegneria e dell’architettura, sia un mercato professionale nel quale ancora oggi per le donne appare ancora complicato il pieno raggiungimento di una “normalità” di condizioni di esercizio della professione tecnica. Intrecciando biografie individuali e biografia collettiva, le vicende dell’Associazione italiana donne ingegneri e architetti, offrono un ottimo punto di osservazione per capire le condizioni culturali e istituzionali che hanno condizionato le traiettorie di mobilitazione e di affermazione delle professioniste tecniche italiane

    Le libere professioni negli atenei dell'Emilia Romagna dal dopoguerra alle soglie dell'università di "massa"

    No full text
    L’evoluzione delle facoltà professionali degli atenei dell’Emilia Romagna e del mercato professionale sono analizzati attraverso l’andamento degli iscritti, delle lauree e dei risultati degli esami di abilitazione nel primo ventennio repubblicano. Ne emerge un quadro complessivo in cui a prevalere sono le continuità (culturali, formative e professionali) con il passato, né l’aumento della popolazione studentesca anticipa le grandi trasformazioni, di genere e di dimensioni, degli anni settanta

    I professionisti nel «Dizionario Biografico degli Italiani»

    No full text
    La presenza dei professionisti nel Dizionario Biografico degli Italian

    Vecchie e nuove professioni in Italia: profili, competenze e mercati che cambiano

    No full text
    L’obiettivo di questo contributo è di ricostruire, sia pure a grandi linee, l’evoluzione delle libere professioni italiane. Nell’economia complessiva, accanto alle professioni ordinistiche, da anni oggetto delle ricerche di storici e sociologi delle professioni, ampio spazio è riservato alle professioni non regolamentate di cui vengono presentate la «cornice» istituzionale, i profili, le dinamiche, interne ed esterne, le criticità, le strategie e le traiettorie

    Le professioni tecniche, giuridiche ed economiche

    No full text
    Il saggio affronta sotto varie angolature il tema del rapporto tra le professioni e le istituzioni politico-amministrative regionali nel quadro di una svolta della politica e dell’economia che appare in stretta relazione con l’affermarsi simultaneo di differenti processi economico-sociali: terziarizzazione avanzata, crescita del knowledge working, sviluppo del ruolo dei tecnici. La ricerca, che si snoda lungo un arco cronologico che va dal 1970 a oggi, analizza i modi con cui le Regioni hanno istituzionalizzato il rapporto con le professioni e gli organismi che le rappresentano; e come le professioni hanno risposto a questa nuova alleanza che si è creata nel tempo; prende poi in esame le altre vie attraverso le quali le Regioni “valorizzano” i professionisti, indaga, infine, sui cambiamenti che investono il mercato dei servizi professionali: se le Regioni generano mercato per le professioni, queste a loro volta producono ricchezza, partecipando in maniera consistente alla formazione del prodotto interno lordo delle singole Regioni

    Tra istruzione e professione: le prime generazioni di donne periti industriali

    No full text
    Il saggio ricostruisce la presenza femminile (studentesse e diplomate) all’istituto tecnico industriale nel periodo compreso tra il secondo dopoguerra e i primi anni Novanta del Novecento, un arco di tempo caratterizzato dallo sviluppo economico del paese, dall’evoluzione delle strutture di formazione secondaria e superiore, dall’estendersi del tessuto lavorativo e professionale ma anche da squilibri sociali e territoriali. L’evoluzione della presenza femminile all’istituto tecnico industriale viene analizzata attraverso i dati quantitativi sulle iscrizioni e sui diplomi mentre i dati sulla scelta degli indirizzi specialistici mostrano il rapporto tra istruzione professionale e accesso al mercato del lavoro. Il processo di femminilizzazione viene inserito nelle dinamiche più generali dell’istruzione tecnica industriale, le quali riguardano l’evoluzione della sua popolazione studentesca, l’indice di diffusione territoriale degli istituti tecnici industriali, l’offerta formativa. Ne emerge un quadro complessivo nel quale la femminilizzazione dell’istruzione tecnica secondaria appare ancora minoritaria a dimostrazione della persistenza di una segregazione nelle scelte educative alla quale si accompagna la difficoltà nel permanere in un mondo del lavoro discriminante nelle carriere, con una forbice che tende ad ampliarsi lungo tutto il corso della vita lavorativa

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Full text link
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
    corecore