267 research outputs found

    L'Adriatico nella venezianistica di Roberto Cessi

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    The author illustrates the historiography of Venice in the years 1930-1960 and the strong influence of its chief exponent, Roberto Cessi. His studies of the relationship between Venice and the Adriatic region, in particular, had a long-lasting influence. Only recently have Cessi’s interpretative models been outweighed by the contributions of a new generation of historians. Keywords: Venetian Historiography, History of the Adriatic, History of Venice, Roberto Cessi

    Cohousing e welfare generativo. Le strategie in Italia e in Europa

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    L'articolo approfondisce le modalità e le motivazioni che le amministrazioni adottano per diffondere il modello dell'abitare collaborativo sui propri territori. Dall'analisi dei benefici sociali ed economici agli strumenti messi in campo dagli enti di gestione del territorio, il testo esplora la natura fisica e relazionale del cohousing in Europa, ne elenca esempi virtuosi, lo colloca nella sfera del welfare di tipo generativo, ossia reso disponibile ma allo stesso tempo prodotto dalla struttura stessa, con echi sulla società

    L'Istria moderna. Un'introduzione ai secoli XVI-XVIII

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    Dal 1420 al 1797 la penisola istriana fu terra di confine tra la Repubblica di Venezia e i domini degli Asburgo. Per quasi quattro secoli vi si sono saldati due diversi modelli politici e amministrativi. C’era l’Istria veneta, pari a due terzi della penisola, un contesto soprattutto comunale, composto da città marittime, borghi, contadi e qualche feudo; per Venezia, essa è stata la prima periferia marittima, quasi una parte prolungata delle lagune. I secoli XVI-XVIII sono in fondo la storia della compresenza veneto-asburgica in una regione già ricca di dicotomie territoriali, economiche e sociali, linguistiche e culturali. L’Istria moderna, soprattutto quella veneta, conosce come altre regioni europee, tra il XVI ed il XVIII secolo, adeguamenti e resistenze in merito a una progressiva volontà politica accentratrice e razionalizzante, espressione dell’affermazione (o tentata affermazione) del cosiddetto Stato moderno sui particolarismi locali. Entro questi riquadri si collocano le esperienze economiche, sociali, religiose e culturali di genti differenti per lingua e costume. La compresenza sul territorio di comunità che si proclamavano diverse l’una rispetto all’altra e le strategie e i modi della loro convivenza sono argomenti che affascinano e che sempre più ritorneranno negli studi sull’Istria. Questo volume punta a delineare gli aspetti fondamentali, fin qui noti, anche per lasciare il campo a una nuova stagione di ricerche

    Misura del campo visivo mediante personal computer nella diagnostica neurologica

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    In neuroophthalmological diagnosis, the visual field can detect neurological pathologies along the visual pathway. By means of a simple personal computer with standard peripherals it is possible to examine the central visual field. In the last years a similar technique has been also employed to test the chromaticity perception: this test allowed to discriminate between normal subjects and patients affeted by multiple sclerosis or glaucoma

    Macchine sceniche. La dimensione teatrale dell'architettura e alcune mise-en-scène

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    La dimensione teatrale in architettura è un giano bifronte: spesso usata come traslato, metafora del progetto, è anche, al contempo, un evidente e concreto campo di lavoro, uno strumento di verifica ed alterazione della città, un modo di intendere e costruire lo spazio. Diverse esperienze del teatro di avanguardia italiano, città temporanee della politica, riproposizioni alterate della canonica concezione del manufatto teatro, spazi costruiti per precise esecuzioni musicali ricordano un nesso diretto tra architettura e mise-en-scène. I contenuti, le opere, le cronache, i fatti delle stesse esperienze sono capisaldi di altre discipline: del fare teatro, della politica nazionale, della storia della musica; ma raramente sono state lette come cardini dell’architettura e come segni di un quadro indiziario della teoria del progetto. In tutti i casi la trasfigurazione dello spazio si offre come potenziale da evocare o da accendere, è un’energia già presente nelle cose: il compito del progetto è individuare questa latenza ed attivarla

    Egidio Rocci: Memórias de um escafandrista urbano

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    To think about the work of Egidio Rocci is also to delve into an urban experience through the city as a subsidy for art and memory. To do this, we will use the artist's poetics, investigating his search for matter and for fragments that are the "remains" of the modern city. This work aims to discuss the lines of artistic heritage, artification and heritage of emotions as a field of theoretical delimitation. In this way, the city is not just restricted to the urban space, it is perpetuated in the metaphor of the artist as an urban scavenger, who dresses himself in the city and who was always prepared to dive into his work and into the memory that resides in the objects left by the city. In his work, the material used was found in spaces in the city of São Paulo or in a kind of construction waste from the São José dos Campos City Hall.Pensar na obra de Egidio Rocci é também mergulhar em uma experiência urbana através da cidade como um subsidio para a arte e a memória. Para tanto, utilizaremos a poética do artista, investigando a sua busca pela matéria e por fragmentos que são os “restos” da cidade moderna. Este trabalho tem o intuito de discutir as linhas do patrimônio artístico, artificação e patrimônio das emoções como campo de delimitação teórica. Deste modo a cidade não se restringe apenas ao espaço urbano, ela se perpetua na metáfora do artista como um escafandrista urbano, que se veste da cidade e que estava sempre preparado para mergulhos na sua obra e na memória que reside nos objetos deixados pela cidade. Nas suas obras a matéria utilizada era encontrada em espaços da  cidade de São Paulo ou em uma espécie de lixo de construção proveniente da Prefeitura de São José dos Campos

    Macchine sceniche : la dimensione teatrale dell’architettura e alcune mise-en-scène

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    La dimensione teatrale in architettura è un giano bifronte: spesso usata come traslato, metafora del progetto, è anche, al contempo, un evidente e concreto campo di lavoro, uno strumento di verifica ed alterazione della città, un modo di intendere e costruire lo spazio. Diverse esperienze del teatro di avanguardia italiano, città temporanee della politica, riproposizioni alterate della canonica concezione del anufatto teatro, spazi costruiti per precise esecuzioni musicali ricordano un nesso diretto tra architettura e mise-en-scène. I contenuti, le opere, le cronache, i fatti delle stesse esperienze sono capisaldi di altre discipline: del fare teatro, della politica nazionale, della storia della musica; ma raramente sono state lette come cardini dell’architettura e come segni di un quadro indiziario della teoria del progetto. In tutti i casi la trasfigurazione dello spazio si offre come potenziale da evocare o da accendere, è un’energia già presente nelle cose: il compito del progetto è individuare questa latenza ed attivarla

    L’emergere del sistema cibo e delle sue fragilità nell’emergenza: uno sguardo da Torino

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    Gli effetti delle misure restrittive, legate al contenimento dell’epidemia di Covid-19, sui sistemi locali del cibo sono oggetto di un dibattito che si è animato rapidamente [si vedano ad esempio Egal e Berry 2020; Fao 2020; Fsin 2020), rivelando fragilità diffuse universalmente e specificità locali e offrendo agli esperti del settore l’occasione per riflettere sulla possibilità di ripensare le modalità con cui le filiere agroalimentari intersecano le modalità di approvvigionamento e consumo, a diverse scale. L’obiettivo di questo contributo non è di fornire un’analisi completa e rigorosa delle ricadute della crisi sul sistema locale del cibo di un contesto metropolitano complesso come quello di una grande città delle dimensioni di Torino, impossibile per il poco tempo trascorso e per la difficoltà a mettere in campo programmi di ricerca sul campo efficaci, a causa delle restrizioni. È possibile tuttavia proporre una serie di spunti di riflessione a partire dall’osservazione di alcune dinamiche relative al sistema del cibo torinese, emerse durante i mesi del lockdow

    Al César lo que es del César. Dos lecturas sobre el poder temporal: Hugo de San Víctor y Egidio Romano

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    Aegidius Romanus is a prominent author within several theoreticians on the relationship between Temporal & Spiritual Power in Christian Medieval Theocratic Thought. However, in the process leading to his work (early XIV Century) some relevant antecedents can be found: Hugh of Saint Victor anticipated in the XII Century the main tenets of Aegidius' Political and Theological view, while Augustine of Hippo (early V Century), and Pope Gelasius I (late V Century) also held doctrines present in Aegidius' work. This paper presents the incipient Division of Powers in the V Century, the subordination of Temporal Power to the Spiritual one in Hugh of Saint Victor, and the radical submission of the Temporal Power to the Churchly Might in Aegidius.Egidio Romano es un autor prominente dentro del cuadro de teóricos que discutieron la relación entre el poder temporal y el espiritual en el pensamiento teocrático de la Cristiandad medieval. Sin embargo, su trabajo (principios del siglo XIV) puede encontrar ciertos antecedentes relevantes: Hugo de San Víctor anticipó, en el siglo XII, los postulados centrales de la visión política y teológica de Egidio. Y también Agustín de Hipona (a principios del siglo V) y el Papa Gelasio I (a fines del siglo V) defendieron doctrinas presentes en el pensamiento de Egidio. Este trabajo expone, así, la incipiente división de poderes en el siglo V: la subordinación del poder temporal al espiritual en el pensamiento de Hugo de San Víctor y, luego, la sumisión radical del poder temporal frente al poder religioso propuesto por Egidio

    Al César lo que es del César. Dos lecturas sobre el poder temporal: Hugo de San Víctor y Egidio Romano

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    Aegidius Romanus is a prominent author within several theoreticians on the relationship between Temporal & Spiritual Power in Christian Medieval Theocratic Thought. However, in the process leading to his work (early XIV Century) some relevant antecedents can be found: Hugh of Saint Victor anticipated in the XII Century the main tenets of Aegidius\u27 Political and Theological view, while Augustine of Hippo (early V Century), and Pope Gelasius I (late V Century) also held doctrines present in Aegidius\u27 work. This paper presents the incipient Division of Powers in the V Century, the subordination of Temporal Power to the Spiritual one in Hugh of Saint Victor, and the radical submission of the Temporal Power to the Churchly Might in Aegidius.Egidio Romano es un autor prominente dentro del cuadro de teóricos que discutieron la relación entre el poder temporal y el espiritual en el pensamiento teocrático de la Cristiandad medieval. Sin embargo, su trabajo (principios del siglo XIV) puede encontrar ciertos antecedentes relevantes: Hugo de San Víctor anticipó, en el siglo XII, los postulados centrales de la visión política y teológica de Egidio. Y también Agustín de Hipona (a principios del siglo V) y el Papa Gelasio I (a fines del siglo V) defendieron doctrinas presentes en el pensamiento de Egidio. Este trabajo expone, así, la incipiente división de poderes en el siglo V: la subordinación del poder temporal al espiritual en el pensamiento de Hugo de San Víctor y, luego, la sumisión radical del poder temporal frente al poder religioso propuesto por Egidio
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