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    La TV dei bambini, i bambini della TV

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    Quali sono i modelli di identità e di relazione che si offrono allo sguardo penetrante e distratto, incantato e smaliziato, onnivoro e selettivo dei fruitori televisivi in età scolare? Che tipo di rappresentazioni del femminile e del maschile, dell'infanzia e dell'età adulta, dell'identità e dell'alterità vengono subite, inventate e sperimentate attraverso i programmi che i bambini guardano? Secondo quali modalità le immagini e i testi televisivi si innestano sui vissuti, sulle visioni del mondo degli spettatori bambini? Il libro si propone quale strumento teorico-metodologico per un'etnografia del consumo televisivo infantile. I bambini di oggi - proprio come per l'antropologia per i "nativi" di ieri - possono fornire nuovi percorsi e inedite interpretazioni del concetto di uso del testo televisivo arricchendo di complessità e sfumature le domande che si pongono gli studiosi del fenomeno mediatico

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Cittadinanze lacerate

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    La città contemporanea sembra rifiutare di essere descritta e analizzata nei termini propri degli studiosi del passato. La sua rappresentazione sembra esserci sfuggita di mano. Ed è sfuggita di mano ad amministratori e politici, ad architetti e sociologici, ad antropologi e urbanisti. Innegabilmente, la città, i suoi spazi, i suoi circuiti di vita, oggi, sono il risultato dei processi molteplici, diversificati e contraddittori del mondo in cui viviamo. La città potrebbe quasi essere assunta a metafora per analizzare i paradossi e la complessità dei mondi contemporanei. Spazio unificato ma al tempo stesso sempre più eterogeneo, oltrepassa e trascende con le sue mescolanze di lingue, codici espressivi, usi, costumi, lo Stato e la Nazione, vale a dire i confini costruiti, nel passato, dalla modernità a garanzia dei diritti di cittadinanza. Allo stesso tempo molti conflitti urbani della contemporaneità seguono vecchi modelli propri delle battaglie per il possesso del territorio. Anche per questo la città ci sollecita a seguire gli intrecci tra locale e globale, ad analizzare insieme i processi di globalizzazione e di indigenizzazione, i movimenti transnazionali e contemporaneamente la loro interpretazione contestuale. Bologna è una città universitaria, una città mercato, la città delle fiere, la città del divertimento, la città dell’immigrazione. Una città che raccoglie diverse cittadinanze, di fatto e non di diritto, diversamente stratificate per luogo e tempo di residenza, istruzione e reddito, storicamente differenziate, socialmente sovrapposte ma che appaiono oggi profondamente lacerate. E’ negli ultimi tempi - a cominciare dagli anni Ottanta – che queste cittadinanze hanno accentuato questo carattere di mondi separati. E i diversi gruppi che compongono le tessere di questo mosaico appaiono ignorarsi, privati di una politica coerente che li ponga gli uni accanto agli altri. Così, complice la nuova stagione che comprime e riduce il sistema di welfare mente si inneggia da più parti alla forza propulsiva del libero mercato, la gestione e le relazioni con le diversità si sono canalizzate soprattutto in un rapporto commerciale e mercantile che ha sottolineato nelle alterità – immigrati, studenti fuori sede, turisti delle fiere, operatori culturali – soprattutto la durata temporanea della loro presenza nei circuiti cittadini. E gli incontri hanno subito il filtro della loro immediata convivenza, assumendo spesso quell’alone di pericolosità così comune nei mass media nazionali e cittadini. Oggi la contemporaneità richiede che la complessità non sia assunta come dato da semplificare/eliminare ma sia individuata come caratteristica specifica della cultura della città; e allora una città dotata di lunga storia è chiamata a difendere la sua tradizione aprendola tuttavia a una lettura nuova del passato che ponga in primo piano le necessità del presente e che si orienti su forme di rappresentazione che considerino la complessità delle relazioni nelle nuove articolazioni delle differenze come dati strutturali e non accidentali. Si tratta, cioè, di valorizzare i meticciati, le contaminazioni di gruppi, di linguaggi, di codici, già diffusamente in atto per svilupparne la produttività e potenzialità

    Migrazione e processi di globalizzazione

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    Analisi antropologica dei processi migratori nell'età contemporane

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Cooperazione internazionale e cooperazione fra università lontane

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    Pratiche di cooperazione internazionale. Uno sguardo antropologic
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