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La nozione di persecuzione nel diritto dell’Unione europea in materia di rifugiati e responsabilità internazionale dello Stato
L’autore esamina il rapporto tra la nozione in questione ed il regime di responsabilità internazionale dello Stato. Dopo una preliminare illustrazione della nozione di persecuzione accolta nella Convenzione di Ginevra, l’analisi affronta in primo luogo i due approcci prevalenti nella ricostruzione giurisprudenziale della materia nonché l’evoluzione più recente della prassi, al fine di individuare i confini esatti in cui si situa oggi il dibattito concernente la rilevanza di persecuzioni ad opera di attori non statali ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato. In secondo luogo, si prendono in considerazione le esigenze interpretative nonché le diverse argomentazioni che sottendono a queste due visioni divergenti per poter avanzare una possibile soluzione alla questione del rapporto tra il regime internazionale di responsabilità dello Stato e la definizione della nozione di persecuzione nel diritto dei rifugiati nel rispetto dei criteri interpretativi sanciti dal diritto internazionale consuetudinario e degli obiettivi di tutela alla base della Convenzione.The author examines the relationship between the concept of persecution and the regime of State responsibility. After a preliminary illustration of the concept adopted in the Geneva Convention, the chapter analizes the relevant case law and practice in order to define the relevance of persecution by non-state actors for the purposes of recognition of refugee status. Secondly, the diverging interpretations and arguments are taken into account in order to advance a possible solution to the question of the relationship between the regime of State international responsibility and the definition of persecution in refugee law in accordance with the interpretative criteria laid down in international customary law and the objectives underlying the Convention
Periodontitis and atherosclerotic cardiovascular disease: a critical appraisal
In spite of intensive research efforts driving spectacular advances in terms of prevention and treatments, cardiovascular diseases (CVDs) remain a leading health burden, accounting for 32% of all deaths (World Health Organization. “Cardiovascular Diseases (CVDs).” WHO, February 1, 2017, https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/cardiovascular-diseases-(cvds)). Cardiovascular diseases are a group of disorders affecting the heart and blood vessels. They encompass a collection of different conditions, among which atherosclerotic cardiovascular disease (ASCVD) is the most prevalent. CVDs caused by atherosclerosis, that is, ASCVD, are particularly fatal: with heart attack and stroke being together the most prevalent cause of death in the world. To reduce the health burden represented by ASCVD, it is urgent to identify the nature of the “residual risk,” beyond the established risk factors (e.g., hypertension) and behavioral factors already maximally targeted by drugs and public health campaigns. Remarkably, periodontitis is increasingly recognized as an independent cardiovascular risk factor
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Modelli costituzionali a confronto: la specificità della tutela dei diritti fondamentali nel processo di adattamento al diritto dell'Unione europea
L’obiettivo dell’analisi condotta è quello di evidenziare i più significativi elementi di convergenza tra le posizioni assunte dalle diverse corti costituzionali degli Stati membri dell’UE in relazione al contenuto materiale delle riserve costituzionali al primato assoluto del diritto dell’UE proclamato dalla Corte di giustizia, seguendo una logica che tende ad individuare differenti modelli esplicativi della rappresentazione dei rapporti tra ordinamenti interni e ordinamento UE. Il dato che emerge dalla, sia pur parziale, rassegna della giurisprudenza delle corti costituzionali degli Stati membri è costituito dalla tendenza ad individuare nella tutela dei diritti fondamentali della persona, piuttosto che nel parametro della sovranità nazionale, l’elemento di potenziale conflitto con l’ordinamento UE. Tuttavia, l’analisi condotta mette in rilievo come le riserve di costituzionalità individuate nell’ambito degli ordinamenti di diversi Stati membri non vanno lette come un ostacolo al processo di integrazione, bensì quale espressione dell’istaurarsi di un dialogo costruttivo tra corti nazionali e Corte di giustizia, costituendo uno stimolo alla costruzione del progetto europeo, che metta al suo centro anche la tutela dei diritti inalienabili della persona. L’articolo sottolinea, infine, le prospettive nuove che potrebbero aprirsi, attraverso la valorizzazione delle “identità nazionali” degli Stati membri, che l’Unione riconosce in base all’art. 4, par. 1, TUE. Detta clausola potrebbe essere letta, infatti, come un’apertura dell’ordinamento UE alle singole visioni costituzionali degli Stati membri, anche per ciò che riguarda le peculiarità inerenti alla salvaguardia dei diritti fondamentali, con la possibilità per la Corte di giustizia di tenerne maggiormente conto nella propria giurisprudenza (cd. “europeizzazione dei controlimiti”)
Le operazioni di contrasto dell’immigrazione clandestina alle frontiere marittime dell'Unione europea e la tutela dei richiedenti asilo
Lo scopo dell’articolo è quello di evidenziare come il contrasto dell’immigrazione clandestina, quando si concretizza in azioni di polizia in mare coordinate a livello dell’Unione europea, attraverso l’Agenzia FRONTEX, ponga problemi in merito all’appli¬cazione degli strumenti che tutelano il diritto dei migranti a godere, quando ve ne siano i presupposti, della protezione internazionale. L’articolo valuta, infatti, la compatibilità della normativa UE riferibile al ruolo di FRONTEX con le norme del diritto internazionale relative alla protezione dei rifugiati e al salvataggio delle vite umane in mare. In questa analisi sono prese in considerazione anche le proposte di riforma del quadro giuridico di FRONTEX. L’analisi condotta mette in rilievo lo scarso numero di operazioni FRONTEX condotte per contrastare l’immigrazione clandestina via mare, riconducendolo proprio alla mancanza di chiarezza del quadro normativo ed operativo nell’ambito del quale l’Agenzia deve muoversi nella sua azione di sostegno agli Stati membri. Il processo di riforma in atto non sembra modificare sostanzialmente questo quadro giuridico
Il principio d’attribuzione e la tutela dei diritti fondamentali nelle decisioni di politica estera: quid iuris se la lacuna non fosse stata sanata?
L’océan Arctique entre reviviscence des politiques étatiques et recherche d’une coopération international renforcée : quel régime de protection pour son environnement ?
L'articolo esamina, nell'ottica delle norme rilevanti del diritto del mare, l'attuale regime giuridico dell'oceano Artico e le prospettive per una nuova governance, all'indomani del fenomeno dello scioglimento dei ghiacci e delle nuove rivendicazioni territoriali degli Stati costieri
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