262,887 research outputs found

    L'animale e la conchiglia. L'architettura di Manuel e Francisco Aires Mateus come dimora del vuoto.

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    Per la collana documenti di architettura, Electa pubblica L’architettura di Aires Mateus, rassegna monografica dell’opera dei fratelli Manuel e Francisco Aires Mateus, attualmente protagonisti indiscussi del panorama architettonico portoghese. La ricerca dei fratelli Mateus, principalmente rivolta al tema delle case unifamiliari, si traduce in esiti di grande raffinatezza e maestria, accomunati dalla particolare riconoscibilità che caratterizza ogni loro progetto. La leggerezza, raggiunta scolpendo la materia con semplici espedienti e l’aderenza fra l’ideazione e la costruzione, è frutto di una meticolosa esplorazione delle possibilità che lo scavo della materia offre. Governa l’indagine dei due progettisti la loro straordinaria capacità nel saper annullare il peso della massa, combattendone la gravità, scegliendo modalità espressive lontane dagli eccessi formali che caratterizzano i linguaggi dell’architettura contemporanea. Il saggio introduttivo di Francesco Cacciatore ne chiarisce l’approccio e la poetica formale incentrata sul tema del vuoto

    Abitare il limite : dodici case di Aires Mateus & Associados.

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    Il progetto di una casa costituisce sempre una sorta di percorso di ricerca. Intensa, per la familiarità che abbiamo nei confronti del programma. Unica, per la specificità e la peculiarità di ogni situazione. In effetti, quello della casa rappresenta il programma con il quale si ha più confidenza. A partire da vincoli e possibilità determinate, ogni casa si materializza attraverso la costruzione, specificando la sua funzione e il suo aspetto. La questione della materialità diviene fondamentale, pertanto, dato che va a definire un limite, un campo di forze ben determinato, una nuova centralità. Quasi a sottolineare il ruolo di sperimentazione che il programma e il progetto della casa unifamiliare assumono all’interno della peculiare ricerca progettuale dei portoghesi e, allo stesso tempo, all’interno del dibattito contemporaneo sull’architettura, questo libro di Francesco Cacciatore raccoglie in un unico volume tutti i principali progetti di case unifamiliari sviluppate da Aires Mateus & Associados a partire dalla fine degli anni Novanta fino ad oggi

    Dimensioni filosofiche e storiche dell'interculturalità

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    Nei contributi che compongono il presente volume, incentrato su un tentativo di analisi critica delle diverse dimensioni filosofiche e storiche dell'interculturalità, risultano operativi nei rispettivi specifici discorsi almeno sei profili teorici principali, che è forse possibile enucleare e sintetizzare nel modo seguente: un orientamento più attualizzante e descrittivo concentrato a riflettere sull'urgenza empirica di singoli fenomeni sociali connessi all'emergenza quotidiana dell'interculturalità innanzitutto nel suo aspetto di effetto migratorio; un altro orientamento focalizzato sulla riflessione circa la pluristratificata dimensione universale storico-letteraria locale e/o globale contemporanea, rivelatrice di fondamentali orizzonti e inedite configurazioni del fenomeno interculturale; un altro orientamento che cerca di indagare i presupposti storico-spirituali più remoti anche geograficamente e intellettualmente dell'emergere dell'intreccio interculturale euroasiatico ed eurolatinoamericano; un ulteriore orientamento teorico che è possibile indicare come neoumanistico e che tenta di ancorare più saldamente il discorso critico sull'interculturalità ad una prospettiva filosofica storicistica di ampio respiro ed impegno etico-civile storico-universale; inoltre, un orientamento che problematizza in chiave ermeneutico-universale il rapporto filosofico-interculturale Oriente-Occidente in un quadro concettuale di tensione tra forte identità razionale assimilatrice europea e alterità fantasmagorica extraeuropea, e che ha il suo precipitato esemplare nel discorso filosofico e filologico-storico orientalistico; infine, un orientamento più generalmente metafisico che cerca di trovare un problematico fondamento universale dell'interculturalità e delle sue polarizzazioni senza optare però per alcuno schema storico-intellettuale prestabilito, neanche filosofico, e perciò attraversandola in senso radicalmente transculturale

    Filosofia pratica e filosofia civile nel pensiero di Benedetto Croce

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    Il volume si inserisce in un progetto di ampio respiro – sul quale l’A. sta lavorando ormai da tempo – che riguarda la storia e la teoria dello storicismo, sia sul versante italiano (Vico, De Sanctis, Croce, Piovani), sia su quello tedesco (Humboldt, Droysen, Dilthey, Troeltsch), sia infine su quello spagnolo (Ortega). Il libro dedicato a Croce, pur toccando i principali nuclei storiografici e teoretici della riflessione crociana (l’idea di storia e di conoscenza storica, il concetto di vita, il problema dell’autobiografia, il tema del progresso e la critica della filosofia della storia, la storia d’Europa e il suo significato etico-politico), pone come suo filo conduttore la questione della fondabilità logica e della determinazione storico-concettuale dei contenuti di una possibile filosofia pratica. Vita e dimensione esistenziale costituiscono sicuramente i due poli dello storicismo critico europeo (con Dilthey e Ortega in primo luogo), ma anche di quella particolare “svolta” filosofica crociana che, a partire dagli anni ’30 del Novecento, ha guardato sempre più ai temi della storia etico-politica, ma anche e soprattutto all’esistenza storica e alla responsabilità dell’agire in una declinazione etica e civile. L’originalità dell’interpretazione crociana elaborata da Cacciatore sta proprio nel tentativo di superare la sempre riaffiorante contraddizione della filosofia di Croce tra l’istanza storicistica e il presupposto idealistico, affidandosi non solo alla “filosofia civile” del grande filosofo napoletano (di cui i capitoli sull’antistoricismo, sull’utopia liberale e sull’idea di Europa, rappresentano i momenti cruciali) ma anche alla sua “filosofia pratica” colta non tanto e non soltanto nelle opere sistematiche, ma soprattutto nei “frammenti” di etica, nelle opere minori, nelle pagine autobiografiche: insomma nel Croce che ragiona filosoficamente, fin dall’inizio e non solo nel periodo delle riflessioni ultime sul “vitale”, del grande tema della vita e dell’esistenza finita degli individui

    Gli Iblei nella casa : sei case di Messina e Infantino in Sicilia

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    Domestica è una collana dedicata all'architettura della casa. Ogni volume si concentra sulla dimensione dello spazio domestico secondo un format che prevede l'individuazione di un luogo che costituisce il campo d'indagine e di un architetto che ha saputo interpretare i caratteri distintivi di tale paesaggio urbano o territoriale, declinandoli all'interno di progetti riguardanti il programma dell'abitazione. La collana è ideata e diretta da Francesco Cacciatore (Università Iuav di Venezia) e il Comitato Scientifico è composto da Fabio Capanni (Università di Firenze), Carlo Moccia (Politecnico di Bari), Giorgio Peghin (Università di Cagliari), Antonio Tejedor Cabrera (Università di Siviglia). Questo volume è dedicato alle case realizzate da Bruno Messina e Francesco Infantino nell’ambito del paesaggio ibleo della provincia di Siracusa. L’antropizzazione millenaria di questo territorio vive un momento di intenso sviluppo a partire dall’Ottocento quando, completata l’abolizione del latifondo, si innesca un fenomeno di capillare insediamento delle campagne a scopo agricolo. Negli ultimi decenni, in seguito al generalizzato abbandono produttivo di questi luoghi, si determina una nuova spinta insediativa in cui l’architettura della casa assume un ruolo di primo piano. All’interno di tale scenario, la ricerca progettuale dei due architetti siciliani cerca di invertire una tendenza speculativa che ha già compromesso vaste aree e importanti manufatti di questo comprensorio, portando alla luce e mettendo in pratica un modello insediativo sostenibile, attuale e, allo stesso tempo, rispettoso della tradizione

    Prefazione

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    Nei contributi che compongono il presente volume, incentrato su un tentativo di analisi critica delle diverse dimensioni filosofiche e storiche dell'interculturalità, risultano operativi nei rispettivi specifici discorsi almeno sei profili teorici principali, che è forse possibile enucleare e sintetizzare nel modo seguente: un orientamento più attualizzante e descrittivo concentrato a riflettere sull'urgenza empirica di singoli fenomeni sociali connessi all'emergenza quotidiana dell'interculturalità innanzitutto nel suo aspetto di effetto migratorio; un altro orientamento focalizzato sulla riflessione circa la pluristratificata dimensione universale storico-letteraria locale e/o globale contemporanea, rivelatrice di fondamentali orizzonti e inedite configurazioni del fenomeno interculturale; un altro orientamento che cerca di indagare i presupposti storico-spirituali più remoti anche geograficamente e intellettualmente dell'emergere dell'intreccio interculturale euroasiatico ed eurolatinoamericano; un ulteriore orientamento teorico che è possibile indicare come neoumanistico e che tenta di ancorare più saldamente il discorso critico sull'interculturalità ad una prospettiva filosofica storicistica di ampio respiro ed impegno etico-civile storico-universale; inoltre, un orientamento che problematizza in chiave ermeneutico-universale il rapporto filosofico-interculturale Oriente-Occidente in un quadro concettuale di tensione tra forte identità razionale assimilatrice europea e alterità fantasmagorica extraeuropea, e che ha il suo precipitato esemplare nel discorso filosofico e filologico-storico orientalistico; infine, un orientamento più generalmente metafisico che cerca di trovare un problematico fondamento universale dell'interculturalità e delle sue polarizzazioni senza optare però per alcuno schema storico-intellettuale prestabilito, neanche filosofico, e perciò attraversandola in senso radicalmente transculturale

    Barclay & Crousse. Segnali di vita tra i due deserti. Barclay & Crousse. Señales de vida entre dos desiertos

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    La costa desertica peruviana: una lunghissima linea sul Pacifico che si estende da nord a sud per circa 2400 km, scandita da un sistema regolare di oasi trasversali. Ogni traccia della presenza dell’uomo è spesso occultata da questa natura estrema. Anche le rovine precolombiane, che di rado si incontrano ai margini delle oasi, appaiono come tracce astratte di una natura geometrizzata. La condizione geografica dell’intero Perù è tale da replicare, sia alla grande sia alla piccola scala, analoghe condizioni insediative. Ogni sua porzione si distingue nettamente dal paesaggio desertico a cui si contrappone, che sia l’immensa distesa oceanica, l’impervio altopiano andino o l’impenetrabile foresta pluviale. Tutti gli insediamenti umani, città o edifici, si configurano spesso come strategiche isole di confine tra due frammenti di deserto. In questa radicale condizione si inserisce il lavoro che Sandra Barclay e Jean Pierre Crousse sviluppano dalla fine degli anni ’90 fino ad oggi raccontato dal libro di Cacciatore e Foti. Dieci case, progettate e costruite sulla costa pacifica, esprimono chiaramente le straordinarie potenzialità architettoniche insite in questo contesto

    Patent evaluation of US2019338018 (A1) 2019-11-07 (antibody fragments for the treatment of biofilm-related disorders)

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    Introduction: To date, microbial infections are also difficult to eradicate due to the increasing capability of bacteria to form a biofilm. In the era of antibiotic resistance, antibody-based approaches represent great promise in curing infective pathogens. The authors of US2019338018 patent propose a method for the treatment of biofilm-related disorders by using specific antibody fragments. Areas covered: The US2019338018 patent reports antibody fragments, pharmaceutical composition that contains it, and their application for the treatment of biofilm-linked disorders. Proof concept and preclinical results show that mAb mIhfB4NTHI Fab caused robust eradication of the biofilm in the middle ear lumen of chinchillas affected by Hemophilus influenzae infection. Expert opinion: Fab fragments of the US2019338018 patent are new in a general concept to treat bacterial biofilms and biofilm-linked disorders. However, pre-clinical data are only shown for the treatment with Fab fragments of infections caused by H. influenzae in the middle ear of chinchillas. There are no clinical trials that demonstrate that the treatment with Fab fragments may induce a disruption of biofilm produced by H. influenzae or other pathogens and an anti-inflammatory response in infected patients

    Ritorno alla città senz'ombra. Caratteri dell'architettura peruviana nell'opera di Sandra Barclay e Jean Pierre Crousse. Regresso a la ciudad sin sombra. Caracteristicas de la arquitectura peruana en la obra de Sandra Barclay y Jean Pierre Crousse

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    A partire dalla lettura delle peculiari condizioni insediative che caratterizzano il territorio peruviano e da un’attenta considerazione delle tracce architettoniche legate alla tradizione precolombiana, il saggio concentra l’attenzione sull’opera di Sandra Braclay e Jean Pierre Crousse. Lo scritto ripercorre gli spostamenti dei due giovani progettisti dal Perù fino all’Europa e il successivo rientro in America Latina, esplorando, contemporaneamente, il loro approccio progettuale e i temi architettonici sviluppati in questo percorso di transizione che li ha portati dalla formazione universitaria fino alla piena maturità professionale
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