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    LABORATORIO ITALIA ROMA 2006. L[es] Etranger[es] 1995/2005 esperienze progettuali di architetti stranieri in Italia (Museo Diocesano, Brescia, 18 febbraio 2006-11 marzo 2006).

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    Riallestimento congiunto delle mostre LABORATORIO ITALIA L[es] Etranger[es] 1995/2005 esperienze progettuali di architetti stranieri in Italia, Museo Diocesano, Brescia, 18 febbraio 2006-11 marzo 2006 e LABORATORIO ITALIA Esposizione d’Architettura 2005, Parma, secondo Festival dell’Architettura di Parma, chiesa di S. Lodovico, Parma 19-25 settembre 2005), Roma, Ex Casa di Correzione del San Michele, Sala Clementina, 6 maggio – 4 giugno 2006. Promossa da Aid’A – Agenzia Italiana d’Architettura – Federico Motta Editore e In/Arch - Istituto Nazionale di Architettura, d’intesa con DARC – Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee - e con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Roma

    IFD - Industrialised, Flexible, Durable

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    Il mercato delle costruzioni ha fatto registrare, in questi ultimi anni, gli effetti negativi di una situazione che vede contrapporsi, da un lato, esigenze di sempre più alti livelli qualitativi, di flessibilità e di affidabilità delle tecnologie, dall’altro un’offerta incapace di soddisfare tali requisiti a costi e tempi di realizzazione accettabili. Sul versante dell’offerta i problemi dipendono in larga misura dal basso livello di industrializzazione del settore e dai limiti delle medie e grandi imprese di costruzione a sviluppare nuovi modelli organizzativi. Per competere in un mercato delle costruzioni sensibilmente condizionato da dinamiche socio-economiche e processi di innovazione tecnologica che hanno un forte impatto sull’utenza, mutandone continuamente i bisogni, l’industria delle costruzioni ha bisogno di sviluppare ed allargare il proprio know-how. Diventano inoltre strategici, ai fini di una generale ripresa del settore su basi innovative, obiettivi quali la riduzione della frammentazione del processo di progettazione, produzione e consegna degli edifici e il generale incremento dei livelli di industrializzazione. Questo richiede la ridefinizione dei ruoli degli operatori del settore, lo sviluppo di nuove procedure a livello gestionale e, soprattutto, un nuovo approccio al mercato. In Italia assistiamo ormai da alcuni decenni al declino di una cultura imprenditoriale nel settore delle costruzioni, dalla grande stagione degli anni ‘50/’60 agli uffici acquisti e vendite contemporanei. Nello stesso tempo, in controtendenza, l’industria di componenti, semilavorati ed elementi tecnici, direttamente o indirettamente connessa al settore edilizio, ha fatto notevoli passi nella direzione dell’innovazione, sia di prodotto che di processo, attraverso un costante impegno e un consistente investimento nella ricerca. Lo scenario contemporaneo in cui opera la cultura progettuale in Europa e nei paesi più industrializzati si è modificato radicalmente e ha oramai trovato un suo assetto. I capisaldi di questo nuovo scenario sono da ricercare, in generale, in una diversa realtà politico-economica e, in particolare, in una diversa tradizione materiale e costruttiva che della serialità dei componenti, della stratificazione degli elementi tecnici, della separazione tra elementi portanti e portati, in altre parole della costruzione fatta per elementi assemblati a secco, ha fatto l’essenza stessa della cultura architettonica. L’Italia, come gli altri paesi della Comunità Europea, sta vivendo un periodo di transizione in cui non sono ancora chiari gli assetti futuri. Il pericolo che corre la cultura architettonica e l’industria delle costruzioni è quello di procedere verso una sostanziale omologazione “per clonazione” ai parametri internazionali della produzione, piuttosto che trovare quelle forme e quei modelli originali che potrebbero svilupparsi sulla base di un processo di ibridazione tra diverse tradizioni costruttive

    Aree di servizio

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    Criteri di progettazione delle Aree di Servizio: schemi tipologici, regole distributive, organizzazione e dimensionamento degli spazi

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Labor Sweda Registratore di cassa

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    Progetto realizzato con Ipostudio Architeti Associati di Firenze, selezionato per il XIX compasso d'oro

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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