63 research outputs found

    Personality Disorders and Personality Profiles in a Sample of Transgender Individuals Requesting Gender-Affirming Treatments

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    The study aims to explore the personality patterns of a group of transgender individuals who accessed an Italian gender clinic to undergo gender affirming treatments, by evaluating both dimensional personality domains proposed by the Alternative Model of Personality Disorders and categorical DSM-IV personality disorder (PD) diagnoses. Eighty-seven participants (40 transgender women and 47 transgender men) completed the Personality Inventory for DSM-5 and the Structured Clinical Interview for DSM-IV Axis II personality disorders. Scores obtained were compared to those of the normative samples of cisgender women and men. Results indicated that transgender women scored lower than cisgender women on two main domains (Negative Affectivity and Psychoticism) and on seven facets. As for transgender men, lower scores than cisgender men were found on Antagonism and on five facets. Transgender men scored higher than cisgender men on Depressivity. Nearly 50% of participants showed at least one PD diagnosis, with no gender differences in prevalence. Borderline PD was the most frequent diagnosis in the overall sample. Self-report measures provide a less maladaptive profile of personality functioning than the clinician-based categorical assessment. Results are interpreted in the light of the Minority Stress Model and support the need for a multi-method assessment of personality in medicalized transgender people

    Effects of pharmacological treatments on emotional tasks in borderline personality disorder: A review of functional magnetic resonance imaging studies

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    Background: Borderline personality disorder (BPD) is a common mental disorder characterized by instability in interpersonal relationships, impaired self-image, impulsivity and aggressive behaviors that often requires pharmacological treatments. Neuroimaging alterations have been extensively reported in BPD, especially in regions within the fronto-limbic system. Although medications can be an important confounding factor in functional Magnetic Resonance Imaging (fMRI) studies, their role on brain function in BPD patients still remains uncertain. Therefore, this review aims to improve our understanding on the potential effect of the most commonly prescribed drugs for BPD on brain function during processing of emotional tasks. Methods: A search on PubMed, Scopus and Web of Science of fMRI studies exploring the effect of antipsychotics, antidepressants and mood stabilizers on brain activity during processing of emotional tasks on BPD was conducted. Results: Overall the studies showed small or no effect of pharmacological treatments on brain activity and connectivity in BPD patients during processing of emotional tasks. Limitations: The small sample size, the observational design, the elevated percentage of women, the concomitant use of psychostimulants, anticholinergics and opioids substitute treatments and the high rate of comorbidities limit the conclusion of this review. Conclusions: Pharmacological treatments seem to have minor role on brain activity/connectivity in BPD patients during emotional tasks, ultimately suggesting that in BPD patients brain deficits seem not be influenced by medications. This might be due to functional brain specificities of BPD and to the differences in pharmacological regimens and compliance to therapy between BPD and other common psychiatric disorders

    Structural stigma and bisexual + people: Effects of the rejection of the Zan Bill in Italy on minority stress and mental health

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    Bisexual + people experience severe forms of structural stigma that are associated to negative mental health outcomes. In order to eradicate hate crimes against LGBTQIAPK + people, on the 4th of November 2020, the Italian deputy Alessandro Zan proposed a Bill entitled “Measures to prevent and combat discrimination and violence on grounds of sex, gender, sexual orientation, gender identity and disability” (also known as “Zan Bill”). On October 27, 2021, the Italian Senate silenced the Bill. This study aimed to explore whether a worsening in mental health before and after the Zan Bill’s rejection occurred among bisexual + people. Data from 299 Italian bisexual + people after the Zan Bill’s rejection were compared with data on the same measures from 381 Italian bisexual + people before the Zan Bill’s rejection. We observed a worsening in the levels of discrimination, anticipated and internalized binegativity, resilience, anxiety, and depression after the rejection of the Zan Bill. Outness remained unchanged in the two groups. Results suggested that the rejection of the Zan Bill has had a strong effect on the well-being of Italian bisexual + people

    Disordini alimentari maschili e orientamento sessuale: disamina della teoria dell’oggettivazione sessuale

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    Introduzione: La letteratura segnala che gli uomini omosessuali riportano livelli maggiori d’insoddisfazione corporea e disordini alimentari (DA) rispetto alla controparte eterosessuale, e comparabili con quelli riportati dalle donne. Secondo gli studiosi questo è probabilmente dovuto al fatto che i gay e le donne sono maggiormente predisposti ad auto-oggettivarsi, ovvero a vedere i loro copri come oggetti sessuali al fine di attirare l’attenzione di altri maschi e attrarli come potenziali partner. Lo studio esamina la teoria dell’oggettivazione (TO) come un framework idoneo per esplorare i potenziali meccanismi sottostanti che portano i gay a riportare elevati livelli di DA. Metodi: 313 maschi (51% eterosessuali; 49% gay; Metà=21.2) hanno compilato una batteria di questionari finalizzata alla rilevazione delle variabili di interesse. Risultati: Per i gay l’interiorizzazione degli standard socioculturali di bellezza conduce all’auto-oggettivazione, aumentando così l’ansia sociale e la vergogna per l’aspetto, che a loro volta sono collegate all’insorgenza di DA. Gli stessi risultati (seppur più deboli) sono emersi tra gli eterosessuali. I gay hanno ottenuto punteggi medi significativamente superiori in tutte le variabili esaminate e comparabili con quelli ottenuti in un campione italiano di donne. Differenze di orientamento sessuale sono emerse anche nel ruolo di vergogna e ansia sociale come variabili mediatrici. Conclusioni: La TO rappresenta un framework teorico utile per esaminare e comprendere le differenze di orientamento sessuale rispetto ai DA maschili

    L’impatto dell’oggettivazione sessuale sul benessere psicofisico

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    Introduzione: Un ruolo decisivo nella cultura dell’oggettivazione sessuale, che connota maggiormente la vita delle donne rispetto a quella degli uomini, è giocato dall’esposizione quotidiana a immagini mediatiche, che insegnano a pensare alle persone come a oggetti sessuali. La teoria dell’oggettivazione è stata formulata per spiegare le conseguenze deleterie del fenomeno sul benessere psicofisico. Fin da subito è stata applicata anche al genere maschile, per il quale si assiste a un incremento di modelli oggettivanti da parte dei media: iper-sessualizzazione della donna e iper-mascolinizzazione dell’uomo vanno di pari passo e si rinforzano reciprocamente. Obiettivi e Metodi: In accordo con la teoria, scopo dello studio è testare per la prima volta un modello completo che consideri l’esposizione a immagini mediatiche sessualmente oggettivanti come antecedente del processo psicologico di auto-oggettivazione e le conseguenze di quest’ultimo (emozionalità negativa, disordini alimentari), con particolare attenzione alle differenze di genere. Il campione è composto da 232 studenti universitari (113 M; 119 F). È stata impiegata una batteria di questionari finalizzata alla rilevazione delle variabili d’interesse. Risultati: Per le donne l’esposizione a immagini oggettivanti conduce all’auto-oggettivazione, aumentando la vergogna per l’aspetto fisico, che a sua volta provoca l’insorgere di disordini alimentari. Gli stessi risultati (seppur più deboli) sono emersi per gli uomini. Le donne hanno ottenuto punteggi medi significativamente superiori in tutte le variabili. Differenze di genere sono emerse anche nel ruolo dell’auto-oggettivazione e della vergogna come variabili mediatrici. Conclusioni: I risultati confermano che l’attenzione che la nostra società riserva all’apparenza provoca conseguenze negative sul benessere psicofisico e invitano a riflettere su strumenti legislativi ed interventi necessari per combattere il fenomeno

    Italian Validation of the Rhinoplasty Outcomes Evaluation and predictors of patient dissatisfaction in rhinoplasty surgery

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    Introduzione: La rinoplastica oltre a essere una delle procedure chirurgiche più comunemente effettuate, presenta il più alto rischio di insoddisfazione post-operatoria. Numerose ricerche si sono focalizzate sullo studio dei predittori di insoddisfazione: variabili socio-demografiche e anamnestiche (anamnesi psichiatrica, presenza di eventi stressanti al momento della scelta di ricorrere all’intervento, età di esordio del disagio, ecc.), disturbi di personalità (DP), motivazioni estrinseche e aspettative irrealistiche rispetto all’esito dell’intervento. Lo scopo dello studio è di valutare la correlazione tra le suddette variabili e il punteggio di soddisfazione in seguito a interventi di rinoplastica, attraverso l’adattamento italiano del Rhinoplasty Outcomes Evaluation (ROE). Metodo: Sono stati impiegati 4 autosomministrati. Il campione è risultato composto da 62 soggetti (62,9% F), tra i 18-69 anni di età, sottoposti a rinoplastica presso l’Unità di ORL (Ospedale San Raffaele, Milano) tra il 2007 e il 2009. La versione italiana di ROE ha mostrato un’ottima consistenza interna (a= 0.898) e correlazioni elevate e coerenti con altri due indici di soddisfazione post-chirurgica. Risultati-Conclusioni: Tra tutte le variabili considerate, la presenza dei tratti patologici di personalità in generale e quelli riconducibili ai DP del Cluster B e C, le motivazioni estrinseche e le aspettative irrealistiche risultano essere associate, in maniera statisticamente significativa, a bassi livelli di soddisfazione post-chirurgica. Il dato è ulteriormente supportato dal fatto che tutti i soggetti che presentano almeno un DP (la prevalenza è simile con la stima degli studi epidemiologici) si collocano nel gruppo di pazienti insoddisfatti. I dati supportano la validità italiana del ROE e suggeriscono che un’attenta valutazione di tali variabili durante le prime consultazioni può permettere di identificare soggetti insoddisfatti dell’esito dell’intervento

    Estudios sobre el género Prunas (Rosaceae) en el Neotrópico: novedades taxonómicas y nomenclaturales para Colombia

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    As a part of the studies on neotropical Prunus, initiated with the taxonomic revision for Colombia, three new species are presented with complete descriptions and comments on taxonomy, chorology and conservation (P. antioquensis, P. littlei, and P. megacarpa). In addition, five taxa, whose description is based on material from Colombia, have been reduced to synonyms (P. betancurii, P. carolinae, P. ernestii, P. recurviflora and P. villegasiana) and two lectotypes and one neotype are designated. For the newly cicumscribed species herein, diagnostic characters are annotated, synonyms are discussed and their geographical distribution commented upon.Como parte de los estudios del género Prunas para el Neotrópico iniciados con la revisión taxonómica para Colombia, se presentan descripciones completas, comentarios taxonómicos, corológicos y sobre aspectos de conservación de tres nuevas especies (P. antioquensis, P. littlei y P. megacarpa). Se reducen además a sinonimia cinco táxones descritos con base en material del país (P. betancurii, P. carolinae, P. ernestii, P. recurviflora y P. villegasiana) y se designan dos lectótipos y un neótipo. Para las especies cuya circunscripción es precisada, se anotan los caracteres diagnósticos, se justifica la sinonimia y se comenta su distribución geográfica
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