392 research outputs found
Servizio sociale e immigrazione. Una panoramica delle ricerche
Il capitolo propone una rassegna dei risultati delle principali ricerche empiriche svolte in ambito italiano relativamente al rapporto tra servizio sociale e persone immigrate, mettendone in luce alcuni temi prevalenti, che vengono approfonditi nel dettaglio, sia dal punto di vista degli utenti, sia da quello dei professionisti. Le considerazioni e le tematiche che emergono in questo capitolo fanno quindi da background al percorso di ricerca che viene presentato all’interno del volume
Molto lontani, incredibilmente vicini. La relazione tra assistenti sociali e utenti immigrati
Il capitolo, partendo da una base di dati empirici di 60 interviste, esplora le diverse sfaccettature che la relazione con l’utente immigrato assume per gli assistenti sociali che operano nei servizi comunali di 6 regioni italiane. A partire dai racconti degli intervistati l’analisi si focalizza, da un lato, su una serie di fatiche, che sembrano abbracciare vari ambiti, ma anche vari momenti del processo di aiuto con gli utenti immigrati, dall’altro sulla sfida di segno positivo che la relazione professionale in ambito interculturale implica e sul ruolo cruciale della fiducia come chiave per riuscire ad instaurare una relazione d’aiuto autentica. Il saggio si chiude con una riflessione su una prospettiva più ampia, relativa all’aspetto di responsabilità sociale della professione
Youth and Digital Media: Risks and Opportunities
Everyday relational and communicative practices are increasingly shaped by digital media, and the Internet has become pervasive in young people’s daily lives (Riva and Scarcelli 2016). According to Eurostat data (2017), more than 90 % of youth in the EU aged 16–29 accessed the Internet on a daily basis in 2016, which was substantially more often than the population as a whole. This youth demographic predominantly accessed the Internet from mobile devices, such as smartphones, tablets, netbooks, and laptops. However, the consequences of the learning practices, behaviors and social interactions resulting from Internet use are still under debate (Pattaro 2015, Guzzetti and Lesley 2016, Pandolfini 2016). Indeed, discourse about the opportunities and risks of youth using the Internet has attracted considerable attention among researchers from different fields (such as education, sociology, and psychology), and teachers, parents and policy makers seek to identify which factors may encourage beneficial uses of digital media and mitigate its associated risks. On one hand, the Internet offers education, communication, community engagement, creativity, self-expression and entertainment; on the other, it can also expose youth to pornography, self-harm, violent or hateful content, inappropriate or harmful contact with others, harassment, and problematic conduct from peers, such as bullying or invasions of privacy (Vanderhoven et al. 2014, Mascheroni and Ólafsson 2018).
$is chapter investigates the relationship between young people and the use of digital media by exploring its risks and potential effects on youth socialization, sociability, and identity formation (Bennato 2011, Livingstone et al. 2012, Paccagnella and Vellar 2016, Pattaro et al. 2017, Romeo 2017, Merico 2018, Mascheroni and Ólafsson 2018)
Le sfide dell’aiuto. Proposte operative e fabbisogni formativi
Il capitolo analizza le prospettive e le strategie che i 60 assistenti sociali intervistati intravedono per far fronte alle nuove dinamiche, alle potenzialità e alle problematiche con cui le migrazioni li chiamano a confrontarsi nella quotidianità del loro lavoro. A questo proposito, viene inoltre data voce ai fabbisogni formativi che i professionisti esprimono per poter implementare competenze e strumenti che consentano loro di rispondere nel modo più adeguato e consapevole possibile alle sfide dell’aiuto che le migrazioni pongono all’azione professionale e alla definizione del loro stesso ruolo in chiave interculturale
Youth and Digital Media: Risks and Opportunities
Everyday relational and communicative practices are increasingly shaped by digital media, and the Internet has become pervasive in young people’s daily lives (Riva and Scarcelli 2016). According to Eurostat data (2017), more than 90 % of youth in the EU aged 16–29 accessed the Internet on a daily basis in 2016, which was substantially more often than the population as a whole. This youth demographic predominantly accessed the Internet from mobile devices, such as smartphones, tablets, netbooks, and laptops. However, the consequences of the learning practices, behaviors and social interactions resulting from Internet use are still under debate (Pattaro 2015, Guzzetti and Lesley 2016, Pandolfini 2016). Indeed, discourse about the opportunities and risks of youth using the Internet has attracted considerable attention among researchers from different fields (such as education, sociology, and psychology), and teachers, parents and policy makers seek to identify which factors may encourage beneficial uses of digital media and mitigate its associated risks. On one hand, the Internet offers education, communication, community engagement, creativity, self-expression and entertainment; on the other, it can also expose youth to pornography, self-harm, violent or hateful content, inappropriate or harmful contact with others, harassment, and problematic conduct from peers, such as bullying or invasions of privacy (Vanderhoven et al. 2014, Mascheroni and Ólafsson 2018). This chapter investigates the relationship between young people and the use of digital media by exploring its risks and potential effects on youth socialization, sociability, and identity formation (Bennato 2011, Livingstone et al. 2012, Paccagnella and Vellar 2016, Pattaro et al. 2017, Romeo 2017, Merico 2018, Mascheroni and Ólafsson 2018)
Assistenti sociali ed emozioni. Uno studio esplorativo
Il ruolo delle emozioni nella pratica del lavoro sociale, definito un «emotionally demanding work» (Dwyer, 2007), proprio per le implicazioni emotive che la relazione con gli utenti suscita, può sembrare ovvio e incontestabile. Nonostante la sua rilevanza, però, a questa dimensione del lavoro non sempre viene riservato un adeguato approfondimento, sia a livello istituzionale che nella letteratura scientifica, lasciandone spesso la gestione al singolo professionista (ibidem). Le ricerche presenti, soprattutto in ambito internazionale, evidenziano tuttavia la capacità delle emozioni di essere fonte di informazione e conoscenza (Morrison, 2007), soprattutto per quanto riguarda i processi valutativi e decisionali (Ingram, 2013; Kanasz, Zielińska, 2017) e, facendo ricorso al concetto di emotional labor (Hochschild, 2013), aprono la riflessione sulle possibili strategie di gestione dell’impatto emotivo della professione (MoesbyJensen, Nielsen, 2015). A partire da questi presupposti, i risultati che vengono presentati in questo contributo riguardano la modalità di gestione delle emozioni nella pratica professionale degli assistenti sociali, rilevata attraverso la domanda di un’intervista (parte di una ricerca qualitativa più ampia) sottoposta a 30 professionisti che operano in altrettanti servizi sociali comunali in Veneto. Si tratta di una ricerca esplorativa, i cui risultati non possono essere generalizzati, ma che possono tuttavia mettere in luce – all’interno della logica di carattere categoriale che guida la ricerca non-standard (Marradi, 1996; Nigris, 2003) – alcune tematiche emergenti relative al modo in cui i professionisti fanno fronte alle emozioni che il lavoro sociale comporta. I risultati evidenziano un quadro in cui le emozioni, sia positive che negative, rivestono un ruolo di notevole importanza per gli intervistati, che fanno, in primis, riferimento alla necessità di un costante lavoro su se stessi, volto a percepirle, riconoscerle e affrontarle, non solo per il proprio benessere personale e professionale, ma anche per poterle utilizzare come strumento di conoscenza (Della Valle, 1989). Accanto al tema, trasversale, di questo lavoro interiore, le strategie di gestione spaziano dal riconoscimento dell’utilità del confronto tra colleghi, alla richiesta di una supervisione spesso non presente all’interno dei servizi (Allegri, 2013), all’utilizzo della formazione come strumento di riflessività professionale (Sicora, 2005)
La socialità mediata. Strategie e modalità comunicative degli adolescenti tra online e offline
L’articolo analizza gli stili di consumo della rete e le forme di socialità degli adolescenti, che si esprimono nell’integrazione dei contesti online e offline, tenendo in considerazione le differenze di età e di genere. Rispetto a questo tema, la letteratura nazionale e internazionale di riferimento ormai da qualche anno ritiene anacronistica la distinzione tra ‘mondo reale’ e ‘mondo virtuale’ e gli studi più recenti considerano l’online e l’offline non come mondi esclusivi tra cui scegliere, ma come due lati assolutamente ‘reali’ della stessa esperienza. Gli stili di fruizione e consumo dei media digitali rappresentano per i giovani delle vere e proprie forme di bricolage high tech e la comunicazione e la socialità online tra pari sembrano giocare un ruolo positivo nello sviluppo delle competenze sociali e del senso di identità degli adolescenti. Inoltre, numerose indagini mettono in evidenza una sovrapposizione tra le relazioni offline e quelle mediate dalla rete, che tendono ad integrare il comportamento sociale tradizionale, piuttosto che aumentarlo o diminuirlo. Partendo da questo quadro teorico, la ricerca quantitativa Giovani e media digitali dentro e fuori la scuola: pratiche, relazioni, socialità - realizzata in collaborazione tra le Università di Genova, Milano Bicocca, Padova e Salerno - ha coinvolto un campione di 771 studenti e studentesse di classe seconda e quarta delle scuole secondarie di secondo grado. L’indagine è stata realizzata attraverso la somministrazione di un questionario nei contesti urbani ed extraurbani di Como, Genova, Padova e Salerno con un campionamento a scelta ragionata che ha coinvolto i seguenti indirizzi di studio: Liceo, Istituto Tecnico e Istituto Professionale. All’interno di un quadro di ricerca più ampio, che ha analizzato diverse sfaccettature del rapporto tra adolescenti e media digitali, i risultati presentati in questo articolo si focalizzano in modo specifico sulle tipologie di utilizzo della rete e sulle modalità relazionali online e offline. L’analisi dei risultati evidenzia come la rete venga percepita in modo multidimensionale dai giovani intervistati, declinata come un’estensione dei legami face fo face, un canale informativo sui conoscenti, un contenitore ludico-ricreativo, un ampliamento delle opportunità di conoscenza e, infine, un luogo di sperimentazione sociale. Quanto al tema specifico della socialità mediata, in linea con quanto emerge in precedenti studi, i risultati sembrano confermare che le relazioni mediate dalla rete non sono sostitutive di quelle face to face, ma ne rappresentano un prolungamento attraverso il quale entrare in contatto con gli amici e il gruppo dei pari, permettendo così di condividere attività e interessi diversi
Una professione al femminile. Assistenti sociali donne e questioni di genere
Il capitolo presenta una ricerca volta a proporre una riflessione sulla questione di genere nel lavoro sociale, focalizzandosi sulle percezioni, criticità e strategie che emergono in relazione all’essere donna e assistente sociale a partire dai racconti, raccolti attraverso un’intervista di tipo misto, di 20 professioniste. Ne emerge una professione marcatamente connotata in termini di genere e in cui l’essere donna sembra incidere sotto molti punti di vista, dal lavoro con gli utenti, alle strategie per far fronte alle situazioni di criticità, fino alla decisione di occupare o meno posizioni di maggiore responsabilità. Il lavoro fornisce lo spunto per ulteriori interrogativi che richiederebbero un ulteriore sviluppo di studi empirici in questo ambito
Quali competenze? Una bussola per orientarsi tra definizioni, approcci e paradigmi
Partendo dalla consapevolezza di una sempre maggiore diffusione dei processi di digitalizzazione in ambito organizzativo, il capitolo ha lo scopo di fornire una bussola per orientarsi tra definizioni, approcci e paradigmi impiegati nella letteratura, accademica e non, per definire cos’e una competenza, cosa si intende per soft skill e come vengono declinate le soft skills nelle ricerche sull’Industria 4.0
Introduzione. Le sfide delle migrazioni, le sfide dell'aiuto
Il lavoro introduce i contenuti del volume che propone i risultati di una ricerca con l'obiettivo di individuare, insieme alle criticità, anche le azioni e le pratiche che gli operatori considerano efficaci, oltre che le necessità formative maggiormente avvertite nella complessità dell’attuale rapporto tra servizio sociale e fenomeno migratorio
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