66 research outputs found
L'impianto metodologico della ricerca
Il contributo presenta il dispositivo metodologico di una ricerca partecipata avviata nell'ambito della collaborazione tra la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna e l'Università Cattolica del Sacro Cuore finalizzata ad indagare la formazione iniziale degli insegnanti di Religione cattolica presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose dell'Emilia Romagna. Il dispositivo integra una pluralità di azioni di rilevazione sia basate sull'analisi della letteratura e di riflessione epistemologica sia di natura empirica. Queste ultime, sulle quali il contributo si concentra, sono state svolte secondo una prospettiva mix method, avvalendosi di fonti informative differenziate
La didattica negli ISSR: il punto di vista dei docenti in servizio
Il testo si inserisce all'interno di un progetto di ricerca partecipata avviato nell'ambito della collaborazione tra la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna e l'Università Cattolica del Sacro Cuore, finalizzata ad indagare la formazione iniziale degli insegnanti di Religione cattolica presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose dell'Emilia Romagna. Nel contributo sono presentati in particolare gli esiti di un'indagine sulla qualità percepita dei percorsi formativi fruiti presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose dell'Emilia-Romagna dagli insegnanti di religione (IRC) attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado della regione. Nella rilevazione sono stati coinvolti, grazie alla compilazione di un questionario on-line, 355 insegnanti. Dall'analisi integrata dei dati emergono l'apprezzamento per la formazione ricevuta ma, al contempo, alcune piste di miglioramento utili per migliorare ulteriormente il progetto formativo degli ISSR
La ricerca come risorsa per il contrasto alla dispersione scolastica. Dalla teoria alla pratica
La costruzione progressiva nel tempo di una base informativa comune e di una mappatura sul territorio che permetta di leggere in maniera integrata e complessa il fenomeno della dispersione scolastica costituisce un driver strategico per orientare le progettualità delle scuole, delle attività svolte in collaborazione tra scuola e territorio e delle azioni messe in campo in ambito extrascolastico nella prospettiva di un sistema formativo integrato e di un’autentica comunità educante. La ricerca educativa può svolgere un ruolo fondamentale accompagnando tali processi e orientando la raccolta, l’analisi, l’interpretazione e l’impiego di tali dati.
Nel contributo è presentato un progetto di ampio respiro svolto nell’ambito della collaborazione tra l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia - Ambito Territoriale di Varese e il CeRiForm dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che mira, in una prospettiva di lavoro di medio-lungo periodo, a contrastare la dispersione scolastica nella provincia di Varese.
Nella fase in oggetto (a.s. 2022/23) sono state messe in campo una serie di azioni coordinate volte a scattare una fotografia della situazione delle scuole del territorio integrando fonti documentali diverse. Le azioni intraprese hanno inteso mettere a disposizione dei vari stakeholders una base informativa comune e condivisa, utile per meglio conoscere il fenomeno e facilitare l’intercettazione degli studenti in difficolta
Scegliere la scuola secondaria di secondo grado. Il punto di vista dei genitori nel territorio di Varese
Assessment literacy is a strategic competence to manage the complexity of modern society. The decision-making process should be based on valid data and elements in order to lead to a good decision. The choice of upper secondary school is an example of a complex choice. This task is demanding and often can bring on feelings of anxiety and stress to students and parents; this choice can in fact impact on the academic success of students. At the same time, this process involves many people: students with their wishes and aspirations; parents with their expectations; teachers with their opinions formalized into the school guidance. In this frame, we manage a survey to highlight the decision-making process related to upper secondary education choice from the parents’ perspective. This empirical action is part of a broader joint project (Catholic University Sacred Heart and Local School Authority in Varese) aimed to fight training failure in Varese (Lombardy, Italy)Saper valutare è una competenza strategica perché permette di governare la complessità tipica della società odierna; compiere scelte informate, almeno in linea di principio, facilita infatti la presa di buone decisioni. La scelta della scuola secondaria di secondo grado esemplifica bene tale complessità. La letteratura ha mostrato quanto questa sia sfidante e, talvolta, associata ad ansia e stress; al contempo, le modalità con le quali è attuato il processo sotteso, influiscono sulla scelta compiuta la quale, a sua volta, ha implicazioni sul successo formativo. Attorno a questa decisione gravitano peraltro interessi diversi, non sempre convergenti: dei ragazzi/e, con le loro aspirazioni; dei genitori, con le loro aspettative; degli insegnanti che hanno formulato il Consiglio orientativo. Nell’indagine esplorativa “Quale scelta dopo la terza media? Il punto di vista delle famiglie”, parte di un progetto di contrasto alla dispersione scolastica avviato nel 2021 (CeRiForm - UCSC e USR Lombardia – Ufficio Varese) si è inteso indagare il percorso di scelta della scuola “superiore” assumendo il punto di vista dei genitori, quello meno indagato in prospettiva empirica, per comprenderne il ruolo e la percezione di supporto ricevuto
STUDENTS' DISCOMFORT: WHAT DID ITALIAN TEACHERS SEE DURING THE PANDEMIC EMERGENCY?
Educational poverty is a non-correspondence between needs and answers, and it concerns both the individual and the context. The manifestations of educational poverty encountered by teachers in their daily work during the pandemic emergency (2020-22) were explored. A semi-structured on-line questionnaire was administered to all secondary schools’ teachers in Varese (Italy). Several areas were investigated: student
discomfort; frailty of families; local context opportunities; teachers’ self-efficacy; teachers’ training needs. The data collected (n = 365) highlight widespread and heterogeneous manifestations of discomfort which affected class management negatively; and this despite the fact that many teachers stated that they "did not see" them. The teachers do not feel fully prepared to face these situations and therefore demand further training in this area. They also know little about the educational opportunities in the local context; consequently, (this is our hypothesis) they do not perceive them as allies in educational poverty prevention. Student discomfort behaviour often hinders profitable performance of teaching activities and, in turn, generates discomfort in teachers; these behaviours have been interpreted in their semiotic meaning, that is, as messages of "not being well ". In this perspective, adults must be able? to listen to students’ voices in order to grasp the meaning of their behaviours even before looking for strategies to solve them. Furthermore, the educational challenge cannot be faced individually; it must be tackled collectively, empowering community networks inside and outside school
Alternanza scuola-lavoro (work-based learning) as a resource for higher education
[EN] In Italy, Law no. 107/2015 made obligatory for all second grade secondary school students to spend a certain number of hours on alternanza scuola-lavoro activities (work-based learning). For Italian schools this opened up new horizons as well as new challenges on multiple levels: organisational, didactic and educational. Anyway Legal provisions and scientific evidence are in fact not sufficient to guarantee quality because school and work contexts are systems guided by different motivations, models and mechanisms. “Tailoring” and “co-designing” are the main characteristics of alternanza programmes offered by Università Cattolica del Sacro Cuore; to investigate the quality of these experiences a survey has been launched. Whilst the study confirms the satisfaction of the participating schools, from the perspective of ongoing improvement, a number of areas for development emerged in relation to evaluation issue in particular. Beyond the experience itself, universities should consider alternanza a major topic for consideration, since it enhances their fundamental activities: research, education and the third mission; accommodating students on alternanza programmes is therefore a means of responding to local needs but also an opportunity to consolidate university development strategies.Lisimberti, C.; Montalbetti, K. (2019). Alternanza scuola-lavoro (work-based learning) as a resource for higher education. En HEAD'19. 5th International Conference on Higher Education Advances. Editorial Universitat Politècnica de València. 451-458. https://doi.org/10.4995/HEAD19.2019.9352OCS45145
La povertà educativa vista dagli insegnanti. Una ricerca esplorativa nelle scuole secondarie di Varese
Il contrasto alla povertà educativa costituisce una
delle principali sfide che interpellano la società
contemporanea. Per farvi fronte occorre agire
in prospettiva sistemica garantendo l’apporto di
soggetti diversi, ciascuno chiamato a fornire il
proprio contributo. La ricerca pedagogica risulta
particolarmente interpellata da ciò in virtù della
sua natura pratico-poietica e della tensione a porsi
al servizio dei vari contesti. In questo orizzonte si
colloca una ricerca condotta con le scuole di Varese
volta a indagare le manifestazioni della povertà
educativa, intesa come fenomeno complesso che
origina dall’interazione tra i bisogni della persona
e le risorse messe a disposizione dal contesto. La
scelta è stata quella di assumere il punto di vista
degli insegnanti. Dai dati raccolti emerge un notevole
tasso di complessità e di problematicità percepito
all’interno delle classi che richiede, da un lato, una
presa in carico complessiva del fenomeno da parte di
tutta la comunità educante, dall’altro, all’insegnante,
di “allenare lo sguardo” in modo da poter intercettare
sia le manifestazioni di disagio degli studenti sia le
risorse e le opportunità del territorio.Fighting educational poverty is one of the main
challenges for contemporary society. To face
it, we have to assume a systemic perspective,
guaranteeing the contribution of different subjects,
each called to play its part. Pedagogical research is
particularly challenged by this due to its practicalpoietic
nature and its willingness to place itself at
the service of social contexts. In the explorative
research carried on in the secondary schools of
Varese, we tried to explore educational poverty
by studying its manifestations from teachers’
perspective. Collected data have highlighted
many problematic situations in the classes; to
face this complex situation it’s necessary both to
take charge of the phenomenon of educational
poverty by the educational community and to
train teachers’ gaze helping them to understand
students’ needs and to seize and enhance local
opportunities
"Piani educativi pandemici": politiche di accesso, curriculum e formazione insegnanti (1996-2024)
Dal 1996 ad oggi, nel sistema scolastico italiano sono stati introdotti quattro interventi normativi a carattere strutturale (riforme) e, dal 2022, sono stati previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) altri sei interventi che tendono a modificare alcuni assi portanti del sistema stesso. Al di sotto dei risultati che osserviamo in provvedimenti legislativi spesso criticati dai commentatori per assenza di un apporto di cambiamenti sostanziali del sistema, risiedono dei nodi, dei meccanismi coadiuvanti o bloccanti cambiamenti sostanziali: questi meccanismi sono l’oggetto della presente ricerca.
Prendendo in considerazione il lasso temporale 1996-2024, l’obiettivo della presente ricerca è spiegare i fattori e meccanismi che hanno portato alla definizione di contenuto, approvazione e implementazione delle politiche educative costitutive degli interventi legislativi che si sono susseguiti. Il periodo 1996-2024 è stato selezionato a partire dal modello teorico dalla sociologa Archer (1989, 2013) che definiva come “inerziali” le modalità di intervento legislativo in sistemi fortemente centralizzati come quello italiano.
Quali meccanismi determinano gli interventi normativi sul sistema scolastico italiano per le dimensioni di policy relative alle aree di accesso, curriculum e formazione iniziale insegnanti?
Le tre dimensioni di policy (PD) di interesse, componenti dell’area di policy dell’educazione, intrinsecamente “multi-dimensionale”, individuate all’interno degli interventi normativi a carattere strutturale sul sistema scolastico che si sono realizzati nel periodo preso in osservazione sono: “PD1” politiche di accesso; “PD2” politiche di curriculum; “PD3” formazione iniziale degli insegnanti, che occasionalmente verranno sintetizzate con le sigle di riferimento per fissare in breve i campi di ricerca di interesse. Mentre le politiche di accesso e di curriculum fanno rispettivamente riferimento ai concetti di educazione come distribuzione di opportunità, ed educazione come luogo di formazione di competenze, le ri-concettualizzazioni che proponiamo ne ampliano il campo d’indagine. La ricerca consta di quattro studi, due a livello nazionale e due a livello regionale.
Il primo studio a livello nazionale individua la presenza di un mismatch-disallineamento tra le politiche di accesso e di curriculum e ne indaga l’origine e la permanenza. Il secondo studio indaga le modalità di riforma dei regimi di formazione iniziale insegnanti. Il terzo studio, a livello regionale, indaga la politica del dimensionamento scolastico in tre regioni tramite caso studio multiplo con unità sub-nazionali, ovvero le Regioni Emilia-Romagna, Lazio e Campania. L’ultimo studio indaga, considerando le stesse tre regioni, le traiettorie di trasformazione dei sistemi IeFP nelle tre regini, caratterizzati da diverse impostazioni delle politiche di accesso e curriculum.
Applicando la metodologia dell’analisi storica comparata tramite process tracing, vengono evidenziati per ogni studio i processi che hanno sotteso la trasformazione dei fenomeni indagati: tramite interviste élite e analisi dei documenti, il minimo denominatore comune tra i quattro studi è la presenza di nodi irrisolti nei rapporti tra Stato e Regioni sul tema istruzione e formazione. A metà tra i sistemi comprensivi e selettivi, il nostro sistema emerge tendere al secondo estremo. Solo conoscendo i meccanismi esplicativi che sottendono le “crisi” ricorrenti del nostro paese si possono immaginare piani di intervento, come può esserlo, appunto, un piano pandemico, di sistema
Suona la campanella e poi? Una riflessione sui compiti a casa
Il contributo prende le mosse dal contenuto dell’art.31 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per riflettere sull’assegnazione dei compiti a casa, una pratica didattica molto diffusa posta al centro del dibattito non solo fra gli addetti ai lavori ma anche nell’opinione pubblica.
In molteplici modi i compiti a casa intercettano la variabile temporale: occupano un tempo significativo tra gli impegni quotidiani dei bambini e dei ragazzi; richiedono, soprattutto per i più piccoli, un investimento di tempo da parte degli adulti che li supportano; non di rado influiscono sulla gestione del tempo libero dell’intera famiglia. Attraverso tale pratica, perciò, il tempo della scuola si dilata oltre il suono della campanella entrando di fatto in quello extrascolastico non senza complicazioni, recriminazioni, reazioni di segno opposto.
Nonostante la crescente attenzione mediatica e lo spazio occupato nella pubblicistica divulgativa e a differenza del panorama internazionale, nel nostro Paese lo studio scolastico in ambiente domestico non ha trovato fino ad ora adeguato approfondimento scientifico e poco numerosi sono gli studi empirici rintracciati in letteratura. Da ciò l’interesse ad approfondire tale oggetto di ricerca con specifico riferimento al contesto della scuola primaria.
Le riflessioni sviluppate prendono spunto da un’indagine esplorativa condotta attraverso la somministrazione di interviste semi strutturate a 42 insegnanti appartenenti a 6 istituti comprensivi di un medesimo ambito territoriale. I dati rilevati sul campo, raccolti e analizzati secondo procedure qualitative, hanno permesso sia di ricostruire le rappresentazioni e le motivazioni sottese alle scelte compiute dai docenti nell’assegnazione dei compiti a casa sia di delineare piste di lavoro per migliorare la qualità di tale pratica scolastica nell’interesse primario del bambino
Ricerca didattica e formazione degli insegnanti. Modelli, approcci e metodologie
Il volume raccoglie i contributi presentati in occasione del Convegno Internazionale SIRD 2024 “Ricerca didattica e formazione degli insegnanti. Modelli, approcci e metodologie”. Dalle relazioni emerge un quadro variegato di ricerche, pratiche e riflessioni che arricchiscono il già vivo dibattito delle scienze pedagogiche e dell’educazione intorno alla professione del docente. Le tre sessioni tematiche hanno dato spazio a numerosi contributi che, nelle loro forme differenziate, abbracciano i temi principali dell’educazione, dell’istruzione e della formazione in chiave lifelong learning
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