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Data in support of the article by Guerrieri et al. published in Nature Geoscience
<p>Data shared here were used in the four main Figures, Extended Data Figures and Supplementary Figures showed in the article '<em>Substantial contribution of tree canopy nitrifiers to nitrogen fluxes in European forests</em>' by Rossella Guerrieri, Joan Cáliz, Stefania Mattana, Anna Barceló, Marco Candela, David Elustondo, Heike Fortmann, Sofie Hellsten, Nils Koenig,<strong> </strong>Antti-Jussi Lindroos,<strong> </strong>Giorgio Matteucci, Päivi Merilä, Greg Michalski, Manuel Nicolas, Anne Thimonier, Silvia Turroni, Elena Vanguelova, Arne Verstraeten, Peter Waldner, Mirai Watanabe, Emilio O. Casamayor, Josep Peñuelas, Maurizio Mencuccini, published in Nature Geoscience (DOI 10.1038/s41561-023-01364-3).</p>
<p>Data is provided as Excel files. For methodological information, please refer to the article. </p>
Compact conversion and cyclostationary noise modelling of pn junction diodes in low-injection - Part I: Model derivation
Starting from the well known low-injection approximation, a closed form, analytical compact model is derived for the small-signal (SS) and forced quasi-periodic operation of junction diodes. The model determines the small-signal and conversion admittance matrix of the device as a function of the applied (dc or periodic-time varying) bias. Noise characteristics, in both the stationary (SS) and cyclostationary cases, are also evaluated by means of a Green's function approach
Biosensori amperometrici ad enzima immobilizzato tramite deposizione elettroforetica
La metodica ibrida [1] di realizzazione dei biosensori amperometrici, combinante i vantaggi delle tecniche di immobilizzazione classica (ad es. "enzyme co-crosslinking" [2]) con quelli caratteristici dei polimeri elettrosintetizzati permselettivi [3], costituisce una risposta significativa a talune problematiche associate alla immobilizzazione elettrochimica di enzimi quali l'incompatibilità chimica e/o elettrostatica di diversi enzimi con alcuni polimeri [3-5], il processo di degradazione a cui la membrana polimero/enzima va incontro nel tempo [6,7] e la quantità limitata di enzima che si riesce ad immobilizzare. Sfortunatamente, lo step di immobilizzazione enzimatica, essendo usualmente del tipo "casting", è limitato da uno scarso controllo della distribuzione spaziale dell'enzima e dello spessore dello strato depositato.
Al fine di superare tale inconveniente, nel laboratorio degli autori è stata sviluppata una nuova metodica di immobilizzazione enzimatica, qui indicata come deposizione elettroforetica, basata sui ben noti processi di migrazione elettroforetica di polielettroliti anfoteri, quali le proteine, per effetto di un campo elettrico applicato. Questo approccio consente di immobilizzare sulla superficie di un qualsivoglia elettrodo l'enzima di interesse tramite co-crosslinking assistito elettrochimicamente con un controllo sulla deposizione paragonabile a quello offerto dalla tecnica di immobilizzazione elettrochimica.
Uno studio delle tecniche di elettrodeposizione e di alcuni importanti parametri chimici quali ad esempio la concentrazione delle proteine e del crosslinker, il pH e la forza ionica del tampone ha permesso una ottimizzazione della metodica di deposizione elettroforetica e conseguentemente la realizzazione di biosensori caratterizzati da elevate prestazioni in termini di sensibilità, stabilità, distribuzione del deposito proteico e suo spessore.
Allo scopo di realizzare dispositivi "interference- e fouling-free" si è codepositato sull'elettrodo un polimero permselettivo elettrosintetizzato. In particolare si è verificato sperimentalmente che l'elettrosintesi del polimero può essere condotta prima della deposizione elettroforetica oppure direttamente sull'elettrodo modificato con lo strato proteico. Le proprietà anti-interferenziali osservate con la codeposizione di polimeri non conduttori quali il poli(2-naftolo) o il poli(orto-amminofenolo) evidenziano la possibilità di estendere questo approccio all'analisi di campioni reali.
[1] Guerrieri, A.; De Benedetto, G. E.; Palmisano, F.; Zambonin, P. G. Biosensors Bioelectronics 1998, 13(1), 103
[2] Guerrieri, A.; De Benedetto, G. E.; Palmisano, F.; Zambonin, P. G. The Analyst 1995, 120, 2731
[3] Bartlett, P. N.; Cooper, J. M. J. Electroanal. Chem. 1993, 362, 1
[4] Palmisano, F.; Guerrieri, A.; Quinto, M.; Zambonin, P. G. Anal. Chem. 1995, 34, 1005
[5] Pantano, P.; Kuhr, W. G. Electroanalysis 1995, 7, 405
[6] Geise, R. J.; Adams, J. M.; Barone, N. J.; Yacynych, A. M. Biosensors Bioelectronics 1991, 6, 151
[7] Centonze, D.; Guerrieri, A.; Malitesta, C.; Palmisano, F.; Zambonin, P. G. Ann. Chim. (Rome) 1992, 82, 21
Alfano-Guerrieri (C.), Guerrieri (R.) Organisation hospitalière et problèmes d'interprétariat : étude de six consultations avec des interprètes non professionnels
Charbit Yves. Alfano-Guerrieri (C.), Guerrieri (R.) Organisation hospitalière et problèmes d'interprétariat : étude de six consultations avec des interprètes non professionnels . In: Revue européenne des migrations internationales, vol. 6, n°3,1990. pp. 168-169
Alfano-Guerrieri (C.), Guerrieri (R.) Organisation hospitalière et problèmes d'interprétariat : étude de six consultations avec des interprètes non professionnels
Charbit Yves. Alfano-Guerrieri (C.), Guerrieri (R.) Organisation hospitalière et problèmes d'interprétariat : étude de six consultations avec des interprètes non professionnels . In: Revue européenne des migrations internationales, vol. 6, n°3,1990. pp. 168-169
Behavioral modeling of GaN-based power amplifiers: impact of electrothermal feedback on the model accuracy and identification
In this article, we discuss the accuracy of behavioral models in simulating the intermodulation distortion (IMD) of microwave GaN-based high-power amplifiers in the presence of strong electrothermal (ET) feedback. Exploiting an accurate self-consistent ET model derived from measurements and thermal finite-element method simulations, we show that behavioral models are able to yield accurate results, provided that the model identification is carried out with signals with wide bandwidth and large dynamics
Art. 67 fall.
l'articolo offre una rassegna analitica e ragionata - non meramente compilativa - delle principali problematiche originate dall'art. 67 l. fall., come novellato dai recenti provvedimenti di riforma della normativa fallimentar
Dosaggio della Fosfolipasi D mediante un biosensore amperometrico a colina ossidasi modificato con polipirrolo overossidato
Le Fosfolipasi D (PLD) sono una famiglia di enzimi calcio-dipendenti in grado di catalizzare l’idrolisi del legame estereo esistente tra l’acido fosfatidico e l’entità alcolica dei fosfolipidi. Oltre ad esercitare attività idrolitica, le PLD catalizzano anche la reazione di transfosfatidilazione in presenza di una elevata concentrazione di alcool primario [1]. Sono state isolate e sequenziate PLD da varie fonti. Nei mammiferi tale enzima è coinvolto in importanti processi cellulari quali la proliferazione delle cellule stesse, la secrezione proteica e la regolazione metabolica. La maggior parte degli studi condotti sulle piante hanno riguardato i suoi possibili effetti sul deterioramento delle membrane in relazione a stress, invecchiamento e patogenesi. Nei lieviti l'attività della PLD è indispensabile alla sporulazione mentre la PLD batterica può mimare alcune reazioni che avvengono nelle cellule. Tra gli enzimi idrolitici di fonte batterica, la PLD da Streptomyces Chromofuscus è caratterizzata da una notevole capacità di transesterificazione. Tale proprietà, piuttosto insolita, è di notevole interesse pratico in quanto consente di preparare fosfolipidi non naturali utilizzati nell’industria farmaceutica e alimentare a partire dalla fosfatidilcolina. La produzione microbica di PLD trarrebbe sicuramente beneficio dalla messa a punto di una metodica di dosaggio rapida e precisa.
La maggior parte delle metodiche [2, 3] esistenti per il dosaggio delle PLD riguarda la determinazione della colina (Ch) mediante blu di bromotimolo oppure per via enzimatica. Sono state inoltre descritte tecniche titrimetriche o pH-stat così come tecniche cromatografiche o in flusso accoppiate in alcuni casi alla rivelazione per fluorescenza o chemiluminescenza [4]. Il metodo più rapido e più sensibile è attualmente il dosaggio radiometrico che richiede però l’impiego di reattivi, oltre che nocivi, piuttosto costosi. Il dosaggio enzimatico delle PLD tramite biosensori a Ch è sostanzialmente inesplorato. Vrbovà et al. [5] hanno riportato, unico esempio in letteratura, la determinazione dell’attività delle PLD tramite un elettrodo di Clark modificato con una membrana in nylon co-immobilizzante colina ossidasi e catalasi. A parte le difficoltà intrinseche associate alla tecnica di immobilizzazione adottata e all’impiego di sensori ad O2, sfortunatamente gli autori non riportano alcuna figura di merito relativamente al dosaggio delle PLD né le eventuali proprietà anti-interferenti del sensore stesso.
Lo scopo del presente lavoro di ricerca è stato quello di realizzare un biosensore amperometrico per il dosaggio della PLD basato sulla immobilizzazione della colina ossidasi mediante co-crosslinking enzimatico su un elettrodo di platino precedentemente modificato con un film di polipirrolo overossidato. L’immobilizzazione dell’enzima colina ossidasi mediante co-crosslinking è già stata riportata in letteratura nel caso di un sensore bienzimatico per la rivelazione di colina ed acetilcolina realizzato co-immobilizzando, con tale tecnica, colina ossidasi e acetilcolinesterasi su elettrodi di platino [6, 7]. Tale procedura è risultata estremamente promettente poiché è facilmente adattabile alla geometria dell’elettrodo di lavoro ed inoltre assicura una elevata stabilità dell’enzima e bassi tempi di risposta. La caratterizzazione elettroanalitica del biosensore in oggetto ha evidenziato un range lineare in Ch esteso fino a 0.5 mM ed un limite di rivelabilità di 1 μM. Inoltre, l’impiego del film di polipirrolo overossidato assicura una notevole permselettività consentendo la reiezione di specie interferenti usualmente presenti nelle matrici reali [8].
Al fine di ottimizzare il responso del sensore nei confronti del dosaggio enzimatico è stato condotto uno studio di taluni parametri di analisi quali la velocità di rotazione dell’elettrodo, il pH della soluzione tampone, la concentrazione di calcio e di tensioattivo e la concentrazione del substrato enzimatico. La presente metodica ha consentito di dosare la PLD in un intervallo di linearità esteso fino a 0.33 UI/ml e si è rivelata adatta per la rivelazione dell’attività enzimatica in matrici reali (ad esempio estratti vegetali crudi) fino a valori di circa 8x10-5 UI/ml in cella di analisi.
[1] H. Eibl, S. Kovatchev, Methods Enzymol. 72 (1981) 633
[2] M. Heller, Adv. Lipid. Res. 16 (1978) 267
[3] A. J. Morris, M. A. Frohman, J. Engebrecht, Analytical Biochemistry 252 (1997) 1
[4] P. Rauch, E. N. Ferri, S. Girotti, H. Rauchova, G. Carrera, R. Bovara, F. Fini, A. Roda, Analytical Biochemistry 245 (1997) 133
[5] E. Vrbovà, I. Kroupovà, O. Valentovà, Z. Novotnnà, J. Kas, Analytica Chimica Acta 280 (1993) 43
[6] A. Guerrieri, G.E. De Benedetto, F.Palmisano, P.G. Zambonin, Analyst 120 (1995) 2731
[7] A. Guerrieri, F. Palmisano, Anal. Chem. 73 (2001) 2875
[8] A. Guerrieri, G. E. De Benedetto, F. Palmisano, P. G. Zambonin, Biosensors & Bioelectronics 13 (1) (1998) 10
Physics-based large-signal sensitivity analysis of microwave circuits using technological parametric sensitivity from multidimensional semiconductor device models
The authors present an efficient approach to evaluate the large-signal (LS) parametric sensitivity of active semiconductor devices under quasi-periodic operation through accurate, multidimensional physics-based models. The proposed technique exploits efficient intermediate mathematical models to perform the link between physics-based analysis and circuit-oriented simulations, and only requires the evaluation of dc and ac small-signal (dc charge) sensitivities under general quasi-static conditions. To illustrate the technique, the authors discuss examples of sensitivity evaluation, statistical analysis, and doping profile optimization of an implanted MESFET to minimize intermodulation which makes use of LS parametric sensitivities under two-tone excitatio
Il ruolo delle comunità educanti per l'affido e l'adozione. Ricerche, esperienze e prospettive sull'accoglienza
Il volume presenta studi empirici, esperienze progettuali, riflessioni e prospettive di ricerca e azione nel campo dell’affido e dell’adozione. Attraverso il contributo di accademici di diverse aree disciplinari e pratictioners che operano sul campo - tra le quali le stesse curatrici, che sono anche autrici - il testo mira a favorire un dialogo fra teoria e prassi, stimolando una riflessione critica sul ruolo delle comunità educanti. Si presentano, a tal fine, evidenze empiriche e buone pratiche per sostenere adeguatamente minori e famiglie che sperimentano l’accoglienza
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