1,721,135 research outputs found

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    BREASTFEEDING ASSESSMENT SCORE E NUMERICAL RATING SCALE: VALUTAZIONE E CONFRONTO TRA PUERPERE DA TAGLIO CESAREO D’URGENZA E PUERPERE DA TAGLIO CESAREO PROGRAMMATO PRESSO LA CLINICA MANGIAGALLI

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    The rate of caesarean sections in Italy is growing over and over again. Different studies have shown that this surgical intervention, planned or above all if accomplished in urgency or emergency, can have a negative impact on the beginning and continuation of breastfeeding. To promote and facilitate the breastfeeding’s practice, a score has been studied in America, later evaluated for italian midwives from an italian study, it can early identify the mothers at higher risk of breastfeeding failure, the Breastfeeding Assessment Score (BAS). Grounding on this, in this study have been compared the two typologies of caesarean section, planned and urgency/emergency, to discover possible differences or relations with the postoperative pain, with the evaluation of the Numerical Rating Scale (NRS), and with the BAS. In the study has been included 100 caesarean section’s women that have just given birth interviewed between the 36 and 72 hours after delivery. Three quarter of the women by unplanned caesarean section has gained BAS minor than 8 and so they have a higher risk of breastfeeding failure. Has not been found a relation between the way of surgical intervention, the NRS and the number of analgesics needed. Furthermore hasn’t been found any relation between the way of intervention, the NRS and the BAS achieved. From the study it can be deduced that there aren’t significant differences between the needings of assistance of the planned cesarean section’s mothers and the ones from urgency surgical operation. On the other hand it emerges the importance of the use of BAS to identify and protect breastfeedings at risk

    Ambulatorio della gravidanza a termine della clinica Mangiagalli: osservazione e follow up di 102 donne e valutazione del ruolo dell’ostetrica

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    Obbiettivo: Questo lavoro va ad analizzare l'ambulatorio della gravidanza a termine presso la clinica Mangiagalli con l'obbiettivo di individuare possibili fattori di rischio per una medicalizzazione dell'esperienza parto e valuta il ruolo dell'ostetrica al suo interno. Metodi: Attraverso la raccolta di un campione di convenienza di 102 donne si sono instaurate due fasi di ricerca:la prima che faceva uso di griglie dati elaborate tramite Microsoft Excel 2007 usate nei vari controlli eseguiti in ambulatorio e poi in seguito al parto e nella seconda fase di un questionario elaborato tramite Microsoft Word 2007 con 11 domande somministrato telefonicamente. Risultati: Nel 41% dei casi le donne del campione non hanno l'età gestazionale giusta per accedere all'ambulatorio. Il monitoraggio del liquido amniotico avviene tramite misurazione AFI e la valutazione del flusso dell'arteria ombelicale viene ancora offerto. Le donne del campione vengono sottoposte ad una visita ostetrica invasiva sebbene manchino le condizioni cliniche e la diagnosi di biometria fetale ai limiti superiori viene compiuta senza attuare un controllo clinico approfondito. Il 37% del campione ha avuto un travaglio indotto con una buona percentuale di casi con motivazioni legate alla quantità di liquido amniotico e alla biometria fetale ai limiti superiori. In base alle risposte del questionario l'ostetrica presenta la miglior percentuale di gradimento negli ambiti esplorati tramite le domande Conclusioni: Il monitoraggio dell'ambulatorio della gravidanza a termine della clinica Mangiagalli ci ha portato ad evidenziare diversi fattori di rischio che porterebbero alla medicalizzazione dell'esperienza parto e grazie alle risposte al questionario ci ha permesso di indicare l'ostetrica come figura principale all'interno dell'ambulatorio, poiché è riuscita a distinguersi come il professionista più adatto a erogare informazioni,spiegare procedure,informare sull'induzione del travaglio e soprattutto avere empatia nella relazione con la donna

    LA VENTOSA OSTETRICA: IL RACCONTO DELLE DONNE E LA VISIONE DEL RUOLO DELL’ OSTETRICA.

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    Introduzione La maggior parte delle donne partoriscono in modo naturale, ma alcune hanno bisogno di interventi medici durante la seconda fase del travaglio come l’uso della ventosa ostetrica. L’esperienza parto e la soddisfazione ad esso connessa rimangono un argomento poco studiato, poco compreso ed influenzato da numerosi e diversi fattori. E’ riconosciuto in tutta la letteratura che, sebbene l’evento nascita sia un evento spesso sereno e dovrebbe avere un impatto positivo sulla vita della donna, può avere anche un effetto deprimente sul suo benessere fisico e mentale. Circa il 25%- 33% delle donne riportano sintomi di trauma legati alla nascita che possono essere connessi ad interventi ostetrici. La ventosa ostetrica, facendo parte degli interventi medici inaspettati durante il parto, è uno dei fattori di rischio. L’ ostetrica durante un parto con ventosa, intervento di competenza medica, ha il ruolo fondamentale di erogare un’assistenza che salvaguardi le emozioni della donna e il trauma che potrebbe insorgere. Deve essere un riferimento che spiega alla coppia cosa sta succedendo, fornendo tutti i dettagli delle procedure e le sensazioni che la donna potrebbe avvertire. Sarà importante essere concise, sincere e chiare utilizzando un linguaggio comprensibile. L’empatia in questi casi sarà fondamentale per riconoscere paure e preoccupazioni. La donna ha bisogno dell’ostetrica che l’ha seguita durante il travaglio e di cui ha fiducia. Obiettivo dello studio L’obbiettivo di questo studio qualitativo è di ascoltare ed indagare il vissuto delle donne che hanno avuto un parto vaginale operativo, analizzando le emozioni e le sensazioni che hanno provato in quel momento. Attraverso i racconti delle donne, si è cercato di comprendere il ruolo svolto dall’ostetrica in questa loro esperienza. Materiali e metodi Nella ricerca sono state coinvolte sedici puerpere che sono state intervistate tra le 24 alle 72 ore dal parto. Il campione è stato di convenienza. Il metodo usato è l’intervista semistrutturata, formata da nove domande, registrata e trascritta integralmente su supporto informatico. Risultati Nove donne su sedici descrivono il proprio parto negativamente. Dieci donne su sedici associano al parto con ventosa ostetrica emozioni e sensazioni negative. Il ruolo dell’ostetrica è visto dalla maggior parte delle donne positivamente. L’ostetrica viene descritta come un punto di riferimento conferendole caratteristiche come la pazienza, l’educazione, la bravura, la disponibilità, l’essere presente, la spiegazione continua, l’uso di posizioni alternative e la chiarezza nella comunicazione. Una minoranza di donne, però, afferma di non aver percepito l’ostetrica durante la ventosa ma solo la figura del medico. Altre ancora descrivono un rapporto complicato con l’ostetrica. Le donne risultano in linea generale informate sulla possibilità di un parto con ventosa dai corsi di accompagnamento alla nascita. Tuttavia una parte afferma di avere informazioni legate al “sentito dire” o di non averne affatto. Nonostante le spiegazioni il parto con ventosa rimane un evento inaspettato. Risulta che i motivi della ventosa ostetrica vengano spiegati prima dopo o durante la procedura e risultano ben compresi dalle donne. Solo qualche intervistata afferma di non aver avuto informazioni da parte degli operatori presenti, condizione che ha suscitato disagio e paura. Infine la visione delle donne su una gravidanza e parto futuro rimane controversa, le donne danno opinioni differenti. Tuttavia in generale possiamo riconoscere due pensieri: da un lato alcune donne desiderano ancora un parto vaginale ma fisiologico, dall’altro altre dichiarano di voler ricorrere ad un taglio cesareo elettivo non volendo più rivivere l’esperienza del parto vaginale. L’analisi delle interviste ha fatto emergere otto temi e ventisei categorie. Conclusione e proposta operativa La ricerca ha fatto emergere che le donne hanno una visione negativa del parto distocico e le emozioni connesse alla ventosa ostetrica sono profondamente negative. Tutti i neonati hanno avuto un buon outcome e anche le donne riferiscono di stare bene riferendo solo disturbi che caratterizzano il periodo puerperale. Il ruolo dell’ostetrica è visto dalla maggior parte delle donne positivamente. L’ostetrica viene descritta come un punto di riferimento. La proposta operativa prende spunto dalla realtà inglese e si tratta della realizzazione di un foglio informativo sul parto vaginale operativo chiaro semplice e sintetico da consegnare alle primipare. Pur essendo una modalità di parto che rappresenta una minoranza, si ritiene importante parlare in modo chiaro della possibilità di un parto con ventosa in tutti i corsi di accompagnamento alla nascita, consegnando anche il foglio informativo. Soprattutto però alle gestanti che non frequentano i corsi preparto dovrebbe essere consegnato dall’operatore che segue la gravidanza. Viste le caratteristiche del foglio informativo potrebbe essere anche consegnato alle puerpere da parto vaginale operativo che non hanno avuto informazioni in gravidanza oppure che desiderano conoscere meglio i fattori di rischio in puerperio e chiarire le possibilità di un parto futuro

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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