1,721,037 research outputs found
I Longobardi; La grande necropoli di Fara Olivana. La deposizione abbigliata e le offerte; Il piccolo nucleo funerario di Caravaggio, fraz. Masano. La camera della tomba 29 e gli apprestamenti lignei; I corredi funerari
Parti del volume Guide MAGO 3, a commento della sezione del Museo Archeologico delle Grandi Opere di Pagazzano (BG), Castello Visconteo
Ricerche paleogenetiche e isotopiche nel Barbaricum
Recentissimi progetti di ricerca interdisciplinari hanno rivelato l’origine non locale di varie comunità di cultura barbarica, sulla base sia dell’ascendenza genetica che degli isotopi della mobilità. Appare confermata la migrazione dei Longobardi nel segmento dalla Pannonia all’Italia; in generale alta è la mobilità collettiva, spesso di gruppi familiari. Emerge con frequenza anche la mobilità individuale femminile, verosimilmente per esogamia: sembra trattarsi spesso di donne provenienti da gruppi con stadio culturale e struttura sociale affini, anche distanti come nel caso della provenienza più orientale delle inumate con cranio deformato in Baviera. Significativa è la corrispondenza con la cultura materiale espressa dal record archeologico. Il clan familiare allargato di origine alloctona costituisce il polo egemone della comunità: aggrega anche individui locali in posizione subalterna, ma in molti casi mantiene a lungo una ‘barriera genetica’. Anche il diverso regime alimentare riflette spesso un accesso privilegiato alle risorse da parte delle élites. Il cambiamento nelle strategie di sostentamento può riflettere anch’esso apporti esterni: chiaro è il passaggio da colture basate su piante del tipo C3 a piante C4, più tipiche dei climi aridi, per influenza di popoli nomaci delle steppe come Unni e Avari. Uno scenario di nuovi dati di straordinario interesse, che conferma la validità dei metodi e tendenze
piuttosto coerenti a favore di un recupero del concetto di migrazione e di cultura materiale come espressione di culture
umane e di cambiamenti nel popolamento.
L'incontro internazionale e l'intervento dell'autrice derivano dalla partecipazione della stessa al progetto di ricerca interdisciplinare internazionale "Tracing Longobard Migration through DNA Analysis", dir. scient. prof. Patrick J. Geary ((Institute for Advanced Study, Princeton) (cfr. "Nature. Communications" 2018).The latest interdisciplinary research projects have revealed the non-local origin of various communities of Barbarian culture, based on both genetic ancestry and mobility isotopes. The migration of the Longobards in the territory from Pannonia to Italy appears to be confirmed; collective mobility is generally high, often of family groups. Individual female mobility is also frequently seen, probably due to exogamy: women often appear to come from groups with similar cultural levels and social structures, also distant as in the case of the more eastern origin of the skeletons with deformed skulls discovered in Bavaria. Significant correspondence is found with the material culture documented by the archaeological record. An extended family clan of non-local origin constituted the hegemonic pole of the community; local individuals were incorporated in subordinate positions, but in many cases a ‘genetic barrier’ was maintained for a long time. Dietary differences often reflect the elites’ privileged access to resources. Changes in sustenance strategies can also reflect external inputs: the transition from agriculture based on C3 plants to C4 plants, more typical of arid climates, was clearly due to the influence of nomadic steppe peoples such as Huns and Avars.
This panorama of extremely interesting new data confirms the validity of these methods and a consistent trend, that promises a deeper comprehension of the concept of migration and the value of material culture as an expression of human cultures and population changes
Trezzo sull’Adda (Milano), loc. Cascina San Martino: necropoli familiare nobiliare
Sintesi di importante contesto funerario longobardo, con planimetria
Povegliano Veronese (Verona): estesa necropoli in campo aperto
Sintesi del rilevante contesto funerario di Povegliano Veronese, con planimetria
ПОГРЕБАЛЬНЫЙ ОБРЯД И МАТЕРИАЛЬНАЯ КУЛЬТУРА (Verso l’aldilà: i riti funerari e la cultura materiale)
Versione russa per l'esposizione al museo Statale Ermitage a San Pietroburgo del catalogo della mostra tenutasi a Pavia, Castello Visconteo e a Napoli, Museo Archeologico Nazionale
Il borgo: analisi diagnostiche preliminari
Attività diagnostica preliminare allo scavo del borgo a Castelseprio (Varese
Genetica e isotopi stabili: nuovi approcci alla conoscenza storica
Genetica e isotopi stabili: nuovi approcci alla conoscenza storica
I progetti di ricerca interdisciplinari sui Longobardi e sul Barbaricum che vengono presentati nel volume sembrano offrire risultati rilevanti a favore di una rivalutazione delle migrazioni, e più in generale della mobilità, e della cultura materiale quale espressione coerente di identità di gruppo e di cambiamenti nel popolamento. Tali ricerche vengono inquadrate, da un lato, nell’ambito del percorso che la genetica sta compiendo in archeologia: è passata dalla paleogenetica all’archeogenetica, da grandi narrazioni ad analisi integrate di singoli interi contesti, più utili alla comprensione dei processi sociali nel dettaglio. Dall’altro, si valuta il portato delle prime acquisizioni in termini storiografici, con riferimento alle critiche al post-processualismo ormai in corso e alla possibilità di maturare nuovi orientamenti e paradigmi. Infine, si considerano le preoccupazioni nella divulgazione di dati relativi alle migrazioni e alla cultura materiale, dettate da una contemporaneità divisa fra il bisogno di identità, anche nei regionalismi e soprattutto negli estremismi di destra, e la paura dell’alterità e del confronto interculturale.Genetics and stable isotopes: new approaches to historical understanding
The multidisciplinary research projects on the Longobards and Barbaricum that are presented in this volume seem to offer significant
results in favour of the re-evaluation of migrations, of mobility more generally, and of material culture as a coherent expression
of group identity and changes in the population. On one hand this research follows the path of genetics in archaeology,
which has gone from palaeogenetics to archaeogenetics, from grand narratives to multifaceted analyses of entire single contexts
that are more useful for understanding social processes in detail. On the other hand, the significance of the first new acquisitions
is evaluated in historiographical terms, with reference to the criticisms of Post-processualism now underway and the possibility
of developing new orientations and paradigms. Finally, the author considers concerns in the communication of data relating to
migration and material culture dictated by a contemporary polarization between the need for identity, seen in regionalism and
especially in right-wing extremism, and the fear of otherness and intercultural confrontation
Verso l’aldilà: i riti funerari e la cultura materiale
Il saggio presenta le tematiche relative all'archeologia funeraria longobarda: problematiche interpretative, ritualità, cultura materiale
La necropoli presso la ferrovia a Cividale del Friuli
nel 2012 è stata riportata alla luce una consistente porzione di una estesa necropoli suburbana di cultura germanica. Le 79
sepolture scavate coprono un ampio arco cronologico (fine VI secolo - fine VII); l’organizzazione sociale sembra incentrata su
nuclei parentali (confermati anche dall’analisi antropologica), che insistono nello stesso settore per l’intera durata del sepolcreto.
La disparità di ricchezza dei corredi potrebbe riflettere ruoli differenti: l’armamento più prestigioso potrebbe designare il capofamiglia
di ciascun gruppo per ciascuna generazione. Anche le sepolture femminili mostrano un diverso livello di ricchezza. Le
offerte funebri si rivelano utili indicatori dello stadio culturale e religioso, nonché dell’organizzazione produttiva nel regno. un
nuovo tassello nella conoscenza di Cividale longobarda.In 2012 a large part of an extensive out-of-town Barbaric culture cemetery was uncovered. The 79 burials excavated cover a wide
time span (late 6th - late 7th century); the social organization seems to be based on family groups (confirmed by anthropological
study), which remain confined to the same sector for the graveyard’s entire duration. The unequal wealth of the grave goods
might reflect different roles: perhaps the most prestigious artefacts designate the heads of each group in each generation. The
female burials also show different levels of wealth. The funerary offerings are useful indicators of cultural and religious stages, as
well as the organization of production in the kingdom. This site adds to our knowledge of Longobard Cividale
Il nucleo funerario di Caravaggio, loc. Masano (Bergamo)
Tra il 2013 e il 2014 nella bassa pianura bergamasca sono state riportate alla luce otto tombe. Le cinque del nucleo al centro
dell’area avevano tutte apprestamenti lignei e oggetti di corredo (anche offerte alimentari); si inquadrano alla fine del VI secolo
e sembrano rimandare a una famiglia (adulto maschile e bambini) con rituale funerario chiaramente alloctono e di cultura germanica.
Altre tre sepolture in fossa terragna semplice ai limiti dell’area potrebbero essere coeve, ma di individui di origini, cultura
o status differente.
A poche centinaia di metri si localizza il ritrovamento ottocentesco della grande necropoli nota come “fornovo San Giovanni”,
podere Cantacucco, in realtà nel comprensorio comunale di Caravaggio, fraz. Masano.In 2013 and 2014 in the Po Plain south of Bergamo eight tombs were brought to light. The five in a group at the centre of the area
contained wooden structures and grave goods (and food offerings); they date to the late 6th century and seem to belong to a
family (adult male and children), buried with clearly non-local funerary rites of Barbaric culture. A further three burials in simple
grave-cuts at the edge of the area might be contemporary, but of individuals of different origin, culture or status.
A few hundred metres away laid the great “fornovo San Giovanni” cemetery discovered in the 19th century, on the Cantacucco
estate, now in the municipal district of Caravaggio, frazione Masano
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