1,510 research outputs found

    Particolare prospetto laterale del Palazzo Spinelli in Aieta (Cosenza)

    No full text
    Aieta (Cosenza): Particolare della loggia al centro della facciata del Palazzo Spinelli con colonne ed archi in pietra locale grigia scolpita circondato da balconi e finestre con stipiti e cornici realizzati con la medesima pietra, del XVI sec. per volere dei Marchesi Cosentino, signori di Aieta dal 1577. Il palazzo passò nel 1571 ai Cosentino e fu venduto agli Spinelli di Scalea nel 1767. Nel 1913 fu dichiarato monumento nazionale, per poi diventare di proprietà del Comune di Aieta nel 1980. Il verso della foto reca la seguente iscrizione: Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici per la Calabria (Cosenza) Laboratorio Fotografico/Neg. N. 75571 Pos.75516 data 07-4-1989/località Aieta –CS- /Soggetto Pal. Spinelli (Già Martirani)/ (c) Copyrigths legge internazionale sul Copyrigths. Se è autorizzata la/pubblicazione della foto in oggetto/deve riportare la dicitura: / Soprint. Per i Beni AAAS./Il Soprintendente /(Dott.A. Arch. Aldo Ceccarelli)Regione Calabria; Associazione culturale Emilia Zinzi (ACEZ)Catalogatore responsabil

    On Exact and Approximate Solutions for Hard Problems: An Alternative Look

    No full text
    We discuss in an informal, general audience style the da Costa-Doria conjecture about the independence of the P = NP hypothesis and try to briefly assess its impact on practical situations in economics. The paper concludes with a discussion of the Coppe-Cosenza procedure, which is an approximate, partly heuristic algorithm for allocation problems.P vs. NP , allocation problem, assignment problem, traveling salesman, exact solution for NP problems, approximate solutions for NP problems, undecidability, incompleteness

    Stereotypes and Prejudices. From Social Sciences to Semiotics

    No full text
    This paper draws from the social sciences the notion of stereotype, as it relates specifically to people and social groups, by surveying how, from the 1950s to the present, social psychology has elaborated and discussed it in a systematic and empirically grounded way. It then distinguishes stereotypes and prejudices, showing how stereotyping and categorization follow similar processes, and how it is necessary to acknowledge, not only in scholarship but in social practice, the unavoidability of stereotypes, in order to overcome them and prevent them from leading to discriminatory attitudes. Finally, some concepts from Umberto Eco’s interpretive semiotics and Algirdas J. Greimas’ generative semiotics are proposed, which the author believes are most helpful in setting up a semiotic analysis of stereotypes that can empirically and operationally dialogue with both social psychology and social semiotics

    Piazza dei Bruzi

    No full text
    Il contributo illustra il progetto per la Riqualificazione di Piazza dei Bruzi e delle aree limitrofe a Cosenza, 1° Premio del Concorso Nazionale indetto dal Comune di Cosenza. Far affiorare, portare in evidenza è il senso sotteso allo sviluppo del progetto. Il centro civico della città racconta la sua volontà moderna (anni ’50) di aprirsi alla città nuova, ma anche quella di assorbire il flusso della storia attraverso il canale visivo che la lega alla città antica, oltre il fiume. Riaffermare l’unicità di Piazza dei Bruzi per la città di Cosenza, riconoscere segnali chiari di una compostezza che rimanda per analogia alla calma di chi ritrova il proprio centro

    Cumulative demand of the earthquake ground motions in the near source

    No full text
    In this paper the effects of near-fault earthquakes are investigated through the study of parameters related to both input energy and plastic cycles demand. Based on the results of two different regression analyses performed with 128 near-fault and 122 far-field registrations, respectively, the Cosenza and Manfredi adimensional I-d index was found to be the best seismological parameter correlated to the number n and amplitude m of plastic cycles in the vicinity of the source as well as far from it. Analytical formulations for n,m and for the equivalent number of plastic cycles n(eq) are proposed for near-fault and far-field regions. The study of I-d and n (eq) shows the tendency of such parameters to increase as the distance increases. Copyright (C) 2003 John Wiley Sons, Ltd

    Letter to Dean Cosenza

    No full text
    Letter to Dean Cosenza regarding problems of employment for Brooklyn College graduates and undergraduates. May 11, 1942

    Naples et Pompeii nell'Encyclopédie

    No full text
    The entries “Naples”, “Herculanum”, “Pompeii” in the Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers (1751-1772) are of different lengths and depths. These are entries that on the one hand report some of the effects of the archeolo gical discoveries which amaze Europe during those years, while on the other they impose themselves as testimonies of some explanatory techniques (and of some imperfections) which are typical of the ripest “encyclopedism”. Their author De Jaucourt carries out a d edicated and significant work of construction and divulgation and he brings to the attention of the subscribers of the Encyclopédie the treasures at the core of the Vesuvius land

    Analisi della variabilità strutturale e funzionale dei geni delle proteine di latte di capra

    No full text
    la caseina alpha s1 è senza dubbio la più investigata tra le caseine calcio-sensibili nella specie caprina. Il locus di tale caseina si caratterizza per un polimorfismo molto complesso, in quanto è il risultato della combinazione di due tipi di eterogeneità: differenze nella mobilità elettroforetica e differenze quantitative nel prodotto dei diversi alleli. Fino ad oggi sono stati individuati almeno 14 alleli associati a diversi livelli di sintesi: CSN1S1 A, B1, B2, B3, B4, C, H e L (~3,5 g/l per allele), CSN1S1 E e I (~1,1 g/l), CSN1S1 F, G e D associati a ~0,45 g/l e CSN1S1 0 responsabile del fenotipo nullo (Chianese et al., 1997, Grosclaude e Martin, 1997). Più recentemente è stato individuato un nuovo allele, CSN1S1 M, probabilmente associato ad un contenuto normale di caseina alpha s1 (Bevilacqua et al., 2000). Considerando solo gli individui omozigoti esistono, dunque, capre che producono latte con un contenuto di caseina alpha s1 che varia da circa 7 g/l a 0,0 g/l. Tali differenze, pertanto, influenzano il contenuto totale di caseina: infatti le capre CSN1S1 AA rispetto a quelle CSN1S1 FF producono un latte con un contenuto considerevolmente maggiore di tale frazione proteica (~6 g/l). La principale caratteristica del gene CSN1S1 è la sua struttura estremamente frazionata. In particolare, esso è suddiviso in 19 piccoli esoni (di cui 16 codificanti per la proteina propriamente detta) di grandezza compresa tra 24 e 154 bp che si estendono su un'unità di trascrizione di circa 17 Kb (Leroux et al., 1992). A tutt’oggi sono stati individuati gli eventi mutazionali responsabili dei diversi alleli: in particolare, gli alleli A, B1, B2, B3, B4, C, G, H, L e M si caratterizzano per singole sostituzioni nucleotidiche, l’allele F per la delezione del 23° nucleotide del 9° esone (Leroux et al., 1992), l’allele E per l’inserzione di un segmento di DNA (LINE, 457-458 nucleotidi) avvenuta tra i nucleotidi 124 e 125 del 19° esone (Jansá Perez et al., 1994) e l’allele 0 per la delezione di un tratto di DNA di circa 8,5 kb (a partire dal nucleotide 181 del 12° introne) e comprendente gli ultimi 7 esoni del gene (Cosenza et al., 2001). Nel corso di una recente indagine di popolazione, l’analisi per mezzo di SDS-PAGE di 52 campioni individuali di latte prelevati da capre appartenenti ad una popolazione locale allevata in provincia di Napoli ha messo in evidenza 5 individui il cui latte produce un pattern elettroforetico caratterizzato dall’apparente assenza di bande relative alla caseina alpha s1. Analisi molecolari per mezzo di PCR Allele Specifica (AS-PCR, Cosenza et al., 2001) hanno permesso di evidenziare che tali individui non sono portatori dell’allele CSN1S1 0. I dati di popolazione e familiari disponibili (coppie madri/figlie) lasciano ipotizzare che tali individui siano omozigoti per un nuovo allele al locus CSN1S1 (denominato CSN1S1 N) associato ad una apparente assenza di tale frazione caseinica nel latte. alpha-lattoalbumina: la struttura primaria dell’alpha-lattoalbumina è stata individuata per la prima volta nel bovino nel corso degli anni settanta (Brew et al., 1970). Solo successivamente è stata chiarita la struttura primaria dell’omologa proteina caprina (MacGillivray et al., 1979; Shewale et al., 1984). L' alpha-lattoalbumina di capra, al pari di quella bovina, è costituita da 123 residui aminoacidici (MacGillivray et al., 1979) e diversi studi hanno mostrato che la conformazione di questa proteina è simile nelle due specie (Kronman et al., 1972a; Kronman et al., 1972b; Somers e Kronman, 1973). L'analisi della sequenza aminoacidica dell' alpha-lattoalbumina di capra ha messo in evidenza 12 differenze con la variante B e 11 con la variante A dell'alpha-lattoalbumina di bovino. L'alpha-lattoalbumina partecipa alla biosintesi del lattosio, interagendo con l'enzima UDP-galattosil transferasi e formando un enzima eterodimerico, la lattosio sintetasi (Ebner e Brodbeck, 1968). Nei bovini e caprini il gene che codifica per l'alpha-lattoalbumina è stato recentemente localizzato sul cromosoma 5 (Hayes et al., 1993). Il gene dell'alpha-lattoalbumina di capra (circa 2 kb) presenta un'organizzazione strutturale simile a quella dei geni dell'alpha-lattoalbumina di altre specie finora sequenziati: è costituito da 4 esoni di grandezza compresa tra 75 bp (esone 3) e 329 bp (esone 4) (Vilotte et al., 1991). Tale struttura, inoltre, è simile a quella dei geni che codificano per il lisozima, ciò rende ipotizzabile un'origine ancestrale comune dei due geni. Infatti, la complessa organizzazione genomica osservata nei ruminanti a livello del gene dell' alpha-lattoalbumina e del lisozima, potrebbe essere il risultato di diverse duplicazioni di un segmento cromosomico comprendente entrambi i geni, o gran parte di essi (Soulier et al., 1989). L'analisi del DNA genomico di capra ha messo in evidenza che diverse sequenze sono omologhe all'alpha-lattoalbumina, cosa già precedentemente osservata anche nella specie bovina ed ovina (Soulier et al., 1989). Dall'analisi strutturale di tali regioni è stato ipotizzato che questi segmenti corrispondono a pseudogeni dell' alpha-lattoalbumina che si sono originati da diverse duplicazioni dell'alpha-lattoalbumina stessa o di sequenze correlate ad essa prima della divergenza di queste specie (Soulier et al., 1989). Il gene dell'alpha-lattoalbumina di capra presenta il 92% di omologia con quello bovino e le maggiori differenze sono state evidenziate nelle regioni fiancheggianti il 5' dove, nella sequenza di capra sono presenti due piccole inserzioni (305-328 e 641-648). La seconda di esse si trova nella sequenza consenso cosiddetta "milk box", comune ai geni dell'alpha-lattoalbumina della maggior parte delle specie e a quelli che codificano per le caseine Ca-sensibili (Hall et al., 1984) ed è stato dimostrato che essa rappresenta il bersaglio di proteine nucleari (NF) non specifiche come l'NF1 (Lubon e Hennighausen, 1988). Il polimorfismo delle lattoproteine è stato maggiormente studiato nella specie bovina, soprattutto per via dell'importanza economica di questa specie (per una rassegna vedere Grosclaude, 1988). Mentre per tale specie sono stati individuati due alleli al locus dell’alpha-La (LAA A e LAA B) questo è risultato monomorfo nella specie caprina (Martin e Grosclaude, 1993). Recentemente, Chianese et al., (2000), mediante HPLC, hanno evidenziato, in campioni di latte prodotto da capre di razza Girgentana, tre diversi livelli quantitativi di alpha-lattoalbumina. Obiettivo della ricerca Obiettivo della ricerca è quello di individuare l’evento molecolare responsabile dell’allele CSN1S1 N ed analizzare la regione di DNA che contiene il gene dell’alpha-lattoalbumina nella specie caprina. A tal fine l’unità di ricerca procederà come segue: 1) prelievo di campioni di sangue e latte da un congruo numero di individui appartenenti a diverse razze/popolazioni caprine allevate in Italia; 2) estrazione del DNA dai leucociti; 3) estrazione dell’mRNA dalle cellule somatiche presenti nel latte. 4) sulla base delle sequenze nucleotidiche note costruire coppie di primers ed amplificare mediante PCR e RT-PCR rispettivamente i geni alpha-lattoalbumina e CSN1S1 (alleli A e N) ed i loro trascritti; 5) clonazione e sequenziamento dei cDNAs ottenuti; 6) analisi degli mRNAs per mezzo di dot blot. 7) evidenziare, mediante PCR e PCR-RFLPs (utilizzando differenti endonucleasi), eventuali polimorfismi; 8) sequenziare prodotti di PCR e RT-PCR; 9) analizzare, mediante elettroforesi su gel di poliacrilammide (SDS-PAGE e/o UREA-PAGE), i campioni individuali di latte; 10) correlare i polimorfismi evidenziati a livello di DNA e mRNA a differenze di tipo quali-quantitativo nell’espressione dei geni
    corecore