1,721,004 research outputs found
Burnout sintomo di stress o vera e propria sindrome con sintomi specifici che la caratterizzano?
L'influenza delle componenti emozionali sulla categorizzazione percettivo-visiva di figure degradate
Una delle questioni rilevanti dell'indagine sperimentale in psicologia riguarda
l'interazione tra i vari sistemi cognitivi e i sistemi affettivo-emozionali.
L'idea che ciò che vediamo sia influenzato dal nostro stato interno emotivo e
motivazionale ha interessato tutti coloro che sono inclini a considerare
interconnessi a livelli di elaborazione profonda alcune funzioni mentali.
Phelps, Ling e Carrasco (2006) hanno effettuato un esperimento che consisteva
nel mostrare ai soggetti quattro griglie sinusoidali contemporaneamente, tre di
esse (i distrattori) erano orientate verticalmente ed una (il target) veniva inclinata
di 8° in senso orario od antiorario. I livelli di contrasto delle griglie venivano
variate ad ogni trial. Ai partecipanti veniva chiesto di localizzare il target il più
velocemente possibile. Le prove erano precedute da una rapida presentazione di
un viso con un‟espressione neutrale o spaventata.
La logica dell'esperimento era che se l'emozione è in grado di influenzare
positivamente la capacità percettiva, la discriminazione del target sarebbe dovuta
essere più accurata dopo la presentazione della faccia spaventata.
I risultati hanno confermato la validità questa ipotesi: la prestazione migliorava
del 3% dopo la presentazione del viso spaventato. Altri studi sull'attenzione
acustica, tramite l‟uso della tecnica dell'ascolto dicotico, hanno invece dimostrato
che, applicando 2 cuffie ad un soggetto, e trasmettendo un messaggio in una cuffia
e un altro messaggio nell'altra cuffia e dicendo al soggetto di prestare attenzione
solo ad uno dei due messaggi, del messaggio a cui non si è prestato attenzione non
è ricostruibile niente del contenuto, ma solo alcune caratteristiche superficiali.
Anche se le persone spesso riferiscono di essere inconsapevoli delle informazioni
37
presentate nell'altra cuffia, tendono a notare particolari salienti, come parole a
contenuto emotivo o il suono del loro nome (Most, 2009).
E‟ stato quindi dimostrato che gli stimoli ad alto valore emotivo, anche quando
non vengono percepiti consapevolmente (perché ad esempio sono stati
mascherati), possono determinare delle risposte di attivazione fisiologica e
cognitiva.
Come è stato affermato in precedenza, sia le ricerche sulla psicologia della
cognizione e quelle sulla psicologia delle emozioni hanno utilizzato il costrutto
teorico di arousal. L'attivazione o arousal è una reazione d‟allarme normale
nell‟essere umano che si scatena in
presenza di uno stimolo pericoloso o stressante per l‟individuo. Essa si manifesta
come un‟attivazione generalizzata delle risorse individuali ed ha la funzione di
aiutare la persona ad affrontare e superare le difficoltà, reali o percepite.
Se da un lato sono stati innumerevoli studi sull'arousal indotto sperimentalmente
mediante procedure di laboratorio a cui il soggetto viene sottoposto (come l‟uso di
sequenze video, di film, di realtà virtuali o di brani musicali) e che producono
materiale emotivo che si potrebbe definire „semi-naturale‟, non sono stati
adeguatamente esaminati gli effetti di materiale attivante sui processi di
categorizzazione percettiva.
Altri studi si sono concentrati sullo stato emotivo indotto dalla presentazione di
figure a contenuto emotivo.
Utilizzando indici quali il riflesso di trasalimento ("startle") - una risposta motoria
di tipo multicomponenziale a stimoli brevi, improvvisi e di forte intensità - ed il
riflesso di ammiccamento palpebrale ("eyeblink") - provocato da una stimolazione
(come il contatto o un corpo estraneo) della cornea, da una luce intensa (in questo
caso si parla di riflesso ottico) o da suoni con intensità maggiore di 40-60 dB -
un‟ampia quantità di dati ha mostrato che gli individui sono più veloci a rilevare
stimoli che elicitano o rappresentano sentimenti di paura (facce che esprimono
tale emozione), rispetto a quelli neutri (Smith, Bradley & Lang, 2005; Sutton et
al., 1997).
Tali risultati sono stati ottenuti utilizzando nei setting sperimentali strumentazioni
38
quali l'International Affective Picture System (IAPS).
Lo IAPS sviluppato da Lang, Bradley e Cuthbert (1977) è un set di centinaia di
fotografie a colori emozionalmente evocative, di differente e vario contenuto
semantico, che include per ogni stimolo fotografico valori normativi (media e
deviazione standard) di piacevolezza, attivazione e controllo raccolti su campioni
ampi di popolazione e differenti per genere, età, cultura.
Lo IAPS è stato costruito con lo scopo di offrire un ampio set di stimoli emotigeni
standardizzati da utilizzare nelle ricerche sulle emozioni e sull‟attenzione.
L‟utilizzo di questo strumento offre infatti allo sperimentatore la possibilità di
effettuare un controllo sperimentale sulla scelta degli stimoli emotigeni,
facilitando inoltre la comparazione con i risultati ottenuti in altri studi.
La valutazione di piacevolezza, attivazione e controllo delle immagini dello IAPS
avviene tramite il Self Assessment Manikin (SAM) (Bradley & Lang, 1980,
1994).
Il Self Assessment Manikin (SAM), sviluppato da Bradley e Lang (1980), è uno
strumento che consente una valutazione soggettiva da parte dei partecipanti
dell‟esperienza emozionale percepita.
La valutazione di piacevolezza, attivazione e controllo delle immagini dello IAPS
avviene tramite il Self Assessment Manikin (SAM) (Lang, 1980).
Il Self Assessment Manikin (SAM), è essenzialmente uno strumento che consente
una valutazione soggettiva da parte dei partecipanti dell‟esperienza emozionale
percepita. Esso è costituito da due scale grafiche a 9 punti, una usata per valutare
la valenza (stato emozionale da 1- spiacevole a 9-piacevole) e l‟altra l‟arousal
(grado di attivazione emozionale da 1- calmo a 9- attivato) degli stimoli. I diversi
punti della scala sono rappresentati omini stilizzati la cui espressione indica, per la
valenza, a un estremo emozioni positive e all‟estremo opposto emozioni negative;
per l‟arousal l‟omino ha, ad un estremo, un‟espressione di estrema calma e
all‟altro un‟espressione di estrema attivazione. Compito di chi risponde è apporre
una crocetta in corrispondenza dell‟omino che più rappresenta valenza ed arousal
dell‟emozione provata nell‟osservare ciascuno stimolo. Possono essere scelte
anche le posizioni intermedie tra un omino e l‟altro.
39
Presumibilmente, il significato edonico di un input percettivo è valutato
automaticamente, implicando stime veloci e preattentive, indipendenti dalla
consapevolezza o intenzione del soggetto (Smith, Bradley & Lang, 2005).
La veloce valutazione del significato affettivo è funzionale nel consentire rapide
ed appropriate reazioni appetitive o avversive agli stimoli presentati.
Gli organismi capaci di apprendimento, infatti, hanno il vantaggio di usare
suggerimenti, forniti dall‟ambiente, per anticipare potenziali risposte adeguate.
Ciò permette la mobilitazione di risorse preparatorie (metaboliche,
comportamentali, mentali) utili a difendersi o ottimizzare i benefici provenienti
dal contesto, aumentando le capacità adattive dell‟individuo (Smith, Bradley &
Lang, 2005).
In aggiunta, esperimenti derivanti dalla cosiddetta “broaden and build theory” - la
quale afferma che le emozioni positive amplifichino il vissuto soggettivo
dell‟individuo, incoraggiando i pensieri esplorativi e le azioni ed allargando il
campo di attenzione – hanno scoperto che induzioni di stati d'animo positive
fanno sì che gli individui si focalizzino su aspetti "globali" dell'informazione
visiva piuttosto che su aspetti "locali" (Fredrickson, 1998; Most, 2009).
L'essere felici è più probabile che ci porti ad usare stereotipi ed informazioni
categoriali nel formulare giudizi sugli altri. Viceversa, quando siamo tristi ci
focalizziamo sul comportamento o forniamo informazioni dettagliate senza far
riferimento a categorie globali (Zadra & Clore, 2011).
Il lavoro di tesi si è incentrato sullo studio di situazioni emozionali prodotte
tramite presentazione di immagini e del loro effetto sul riconoscimento percettivovisivo.
La reattività emozionale, in particolare a stimoli spiacevoli, svolge un
ruolo importante in alcune teorie psicofisiologiche. Pertanto, lo scopo del presente
studio è quello di indagare come stimoli visivi a differente contenuto emozionale
modulino il processo di riconoscimento degli stimoli, o meglio, come gli stati di
attivazione indotti influiscano sul riconoscimento di figure variamente
frammentate.
L‟intento è quello di esaminare la possibile interazione tra l'attività percettiva di
40
riconoscimento di stimoli prodotti da Snodgrass e Vanderwart (1977) (stimoli
frammentati) e l'attività emozionale indotta sperimentalmente tramite la
somministrazione di particolari immagini emotigene e variamente attivanti. In
particolare, la ricerca ha avuto l'obiettivo di indagare gli effetti eventuali che la
visione di immagini IAPS ha sulla riconoscibilità di figure frammentate a vario
livello di categorizzazione, considerando sia la correttezza della performance che
la velocità di risposta
Assessing cognitive and behavioural impairment in dementia using informant report: evidence from camdex interview -
- …
