1,641 research outputs found

    Cerebrovascular assessment for the risk prediction of Alzheimer’s disease.

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    Cerebrovascular Assessment for the Risk Prediction of Alzheimer's Disease. Silvestrini M, Viticchi G, Altamura C, Luzzi S, Balucani C, Vernieri F. Neurological Clinic, Marche Polytechnic University, Ancona, Italy. Increasing evidence is emerging that vascular disease and its risk factors play a role in the development of Alzheimer's disease (AD) and affect the probability of an adverse outcome. The aims of this review are to explore the relationship between vascular risk factors and AD and to discuss the potential use of vascular markers in the clinical approach to cognitive impairment. Moreover, we present evidence about the potential use of ultrasonographic and neuroradiologic markers of cognitive impairment in order to establish possible treatment strategies in subjects with a clinical profile at risk of developing AD

    Dalla teoria alle buone prassi. Formare per promuovere intercultura. L’esperienza del Master all’Università di Foggia

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    Questo volume raccoglie i contributi di quasi tutti i coordinatori della prima edizione dei Master in “Organizzazione e gestione delle istituzioni scolastiche in contesti multiculturali”. Si tratta di un’iniziativa nata all’interno del progetto FAMI 740, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), in collaborazione con il Ministero dell’Interno quale Autorità responsabile per l’Italia. Il contributo a firma Loiodice-Altamura riporta teoria e pratica del master realizzato presso l'Ateneo foggiano

    Le psicoterapie

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    It's your Territory Vote No

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    tag=1 data=It's your Territory Vote No tag=2 data=Altamura, C. tag=3 data=Territorians for Democratic Statehood tag=6 data=28 Sept 1998 tag=8 data=STATEHOOD%REFERENDUM%CONSTITUTION tag=9 data=3 OCTOBER tag=10 data=Dropout of NT news, Monday 28 September 1998. tag=15 data=PAM tag=32 data=ERLICH, FRAN%TAPP, JUNE%LOVELL, DIANE%SUTER, DAVIDDropout of NT news, Monday 28 September 1998

    "God save the queer": Gesù Cristo e la Trinità come modelli relazionali della fede in Michela Murgia

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    La fede cattolica, sostiene Michela Murgia in God save the queer, è un orizzonte plurale, complesso, che per compiersi deve tendere a una dimensione aperta e relazionale, ossia ciò che Forcades ha chiamato “pericoresi”, cioè il “fare spazio intorno all’altro”. Per illustrare il concetto la scrittrice analizza una celebre opera d’arte sacra, l’icona della Trinità di Andrej Rublëv, in cui il pittore-monaco russo rappresenta Padre, Figlio e Spirito santo come tre entità indistinguibili e legate tra loro da fitti rapporti “dialogici”. In particolare, lo Spirito santo è rappresentato come una figura dai tratti androgini, che oggi potremmo definire queer. Questa prospettiva straniante e inclusiva sulla Trinità è per Murgia un elemento di forte discontinuità rispetto al principio maschile e patriarcale che ha egemonizzato la fede sin dalle origini della Chiesa cattolica. Ma anche Gesù Cristo è, secondo l’autrice, una figura trasversale, perturbante, queer, simbolo di apertura erga omnes: egli è un messia eccentrico, sulla soglia, che si pone “di traverso” rispetto alle “linee rette tracciate dalla società teocratica in cui vive”

    Subjective well-being e insight nei pazienti con disturbi bipolari : modificazioni durante il ricovero e correlazioni con le variabili cliniche e soggettive al follow-up

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    Introduzione : diversi studi hanno evidenziato l’importanza delle componenti soggettive quali l’Insight e il Subjective Well-being come predittori dell’outcome clinico nei soggetti affetti da schizofrenia e da disturbi affettivi. Metodi : sono stati reclutati consecutivamente pazienti con diagnosi di disturbo bipolare I e II (DSM-IV-TR) in trattamento con antipsicotici atipici ricoverati presso l’SPDC dell’UOP dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Per la valutazione dell’Insight è stata utilizzata la Scale to Assess Unawareness of Mental Disorder (SUMD, Amador e Strass, 1990); per il Subjective Wellbeing la scala SWN (Naber, 1995) e per la sintomatologia le seguenti scale: Brief Psychiatric Rating Scale, Mania Rating Scale, Hamilton Depression Rating Scale, Clinical Global Impression-Bipolar Version (CGI-BP). Le scale psicometriche sono state somministrate all’ammissione in SPDC (T0) ed alla dimissione (T1). La stabilità dei risultati sarà valutata, successivamente, mediante la somministrazione delle medesima batteria testale ogni 6 settimane per 12 mesi. Risultati : lo studio di associazione tra variabili cliniche e testali al T0 ha evidenziato una correlazione inversa tra numero di ricoveri pregressi e punteggio nella sottoscala controllo emotivo del SWN (r = -0,822; p = 0,012); lo studio di associazione tra variabili sintomatologiche alla dimissione (variabili dipendenti) e le sottoscale SWN e SUMD (variabili indipendenti) attraverso modelli di regressione lineare (metodica Stepwise) ha evidenziato associazioni statisticamente significative tra le sottoscale funzioni fisiche del SWN (B = -0,196; t = -4,303; p = 0,008) e consapevolezza attuale del SUMD (B = 1,060; t = 7,861; p = 0,001) ed il punteggio CGI-BP alla dimissione. Conclusioni : l’associazione inversa tra il controllo emotivo e il numero di ricoveri conferma l’influenza negativa delle recidive sul benessere soggettivo dei pazienti affetti da disturbo bipolare. I risultati della regressione lineare, in accordo con la letteratura internazionale, suggeriscono il valore predittivo della consapevolezza e del benessere soggettivo rispetto alla gravità sintomatologica alla dimissione. Infine, verranno illustrati i risultati della successiva valutazione psicometrica a sei settimane dalla dimission

    The establishment, monitoring and evaluation of community care services

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    (from the chapter) in many Western countries and in other parts of the world, a gradual shift has occurred in the organization of psychiatric services from hospital-centred to community care / in respect of community care, the situation in Italy is unique, both in terms of the speed at which the changes toward a community-based system of psychiatric care have occurred, and also because the nature of the new psychiatric services is prescribed by law / [discusses the] need for a more general and integrated evaluation of the actual care system ((c) 1997 APA/PsycINFO, all rights reserved

    The Epidemiology of Generalized Anxiety Disorder in Europe

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    Contains fulltext : 54596.pdf (Publisher’s version ) (Open Access)The objective of this paper is to provide a review on available data to date on the epidemiology of GAD in Europe, and to highlight areas for future research. MEDLINE searches were performed and supplemented by consultations with experts across Europe to identify non-published reports. Despite variations in the design of studies, available data suggest that (a) about 2% of the adult population in the community is affected (12-month prevalence), (b) GAD is one of the most frequent (up to 10%) of all mental disorders seen in primary care, (c) GAD is a highly impairing condition often comorbid with other mental disorders, (d) GAD patients are high utilizers of healthcare resources, and (e) despite the high prevalence of GAD in primary care, its recognition in general practice is relatively low. Marked data deficits are: lack of data from eastern European countries, lack of information about the natural course of GAD in unselected samples, the vulnerability and risk factors involved in the aetiology of GAD and lack of data about adequate and inappropriate treatments in GAD patients as well as the associated and societal costs of GAD
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