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Carl Friedrich von Rumohr e l’arte nell’Italia Settentrionale
Nonostante lo studio dell’arte dell’Italia settentrionale non sia mai stato il campo di indagine privilegiato di C. F. von Rumohr, soprattutto i Drey Reisen nach Italien (1832) e l’articolo Gemälde von Moretto (1837) – l’unica pubblicazione dello studioso interamente dedicata ad un artista di quest’area geografica – costituiscono un punto di vista privilegiato per ricostruire il gusto e le osservazioni di uno studioso sempre alla ricerca del confronto diretto con le opere e con i documenti, capace di giudizi indipendenti e mai banali.Even though the art in Northern Italy has never been Rumohr’s favourite matter, especially the Drey Reisen nach Italien (1832) and the article Gemälde von Moretto (1837) – the only publication Rumohr gave up to an artist of this geographical area – are really important to understand and try to reconstruct the taste and the observations of a scholar who always looked for the direct face to face with masterpieces and documents, able to give independent and never banal critical opinions
Per Leonardo da Besozzo a Napoli, circa 1835
Per Leonardo da Besozzo a Napoli, circa 183
Schede di catalogo: Cerchia di Jan de Beer, Adorazione dei pastori; Battista Franco detto il Semolei, Apollo e Marsia; Mattia Preti, Il convito di Erode
Avec toute l'ardeur dont je suis capable : Gaetano Cattaneo e la storia dell'arte lombarda tra Milano e Dresda
L¿ARCHIVIO DI GIROLAMO LUIGI CALVI. SPUNTI PER ALCUNE RICERCHE DI STORIA DELL¿ARTE MODERNA IN LOMBARDIA
La ricerca verte sulla ricognizione delle carte, in gran parte conservate presso il Centro Apice dell’Università degli Studi di Milano, di Girolamo Luigi Calvi (1791-1872), pittore dilettante ed erudito, autore della prima storia dell’arte lombarda, seppur limitata da un punto di vista cronologico (Notizie sulla vita e sulle opere dei principali architetti scultori e pittori che fiorirono in Milano durante il governo dei Visconti e degli Sforza, I-III, 1859-1869). La pubblicazione delle Notizie sancisce la conclusione di un percorso, iniziato già dalla metà del Settecento, teso a colmare il vuoto lasciato nella storiografia artistica e a superare il complesso di inferiorità che gli storici dell’arte lombardi a lungo avevano nutrito nei confronti della produzione delle altre regioni della penisola. In particolare, ci si è indirizzati sulla trascrizione e sul commento del manoscritto che avrebbe dovuto costituire il quarto volume delle Notizie dedicato ai cosiddetti leonardeschi, impresa rimasta incompiuta a causa della morte di Girolamo Luigi Calvi
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