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    Trattato operativo di responsabilità medica

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    L'opera si compone di due tomi che affrontano, in maniera approfondita e critica, le principali questioni relative alla responsabilità medica, alla luce della riforma normativa cosiddetta Gelli-Bianco, nonché della giurisprudenza che è venuta successivamente a formarsi in materia. Il primo tomo affronta la disciplina giuridica in senso stretto nonché le riflessioni sul piano medico-legale; il secondo tomo sviluppa la disciplina assicurativa in materia. La trattazione di questo volume vuole proprio fornire al lettore una analisi dettagliata dei profili normativi innovativi introdotti con la novella e, soprattutto, il loro impatto pratico sul mondo della responsabilità sanitaria, tenendo in particolare conto delle principali innovazioni nella disciplina che regolamenta la colpa civile e penale delle strutture e del singolo operatore sanitario. La legge "Gelli-Bianco" prevede altresì una ampia sezione dedicata alla materia assicurativa del rischio sanitario, tanto nella proiezione di una regolamentazione dell'obbligo di contrarre garanzie adeguate al ristoro dei danni ai pazienti, quanto sotto l'aspetto delle vicende proprie del rapporto di garanzia tra professionista ed impresa e tra quest'ultima e il danneggiato. L'ispirazione della riforma della responsabilità sanitaria va letta, in questo specifico contesto, con la lente di una ratio che vuole privilegiare la soluzione, preferibilmente stragiudiziale, della controversia legata alla colpa medica canalizzando la pretesa risarcitoria verso l'assicuratore, con l'aspirazione dichiarata di rendere al tempo stesso più agevole il reperimento del prodotto assicurativo, tanto per l'azienda sanitaria, quanto e più ancora per il singolo professionista. L'obiettivo, che nel presente trattato si indaga, è quindi anche quello di trovare l'equilibrio tra costo assicurativo e salvaguardia patrimoniale del professionista e della struttura: non sempre una sintesi perfetta e perseguibile

    Prospettive d’impiego di funghi del genere Trichoderma per il controllo di afidi dannosi alle colture agrarie

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    I funghi e i loro metaboliti bioattivi sono considerati candidati promettenti per l'individuazione di innovative strategie di biocontrollo degli insetti dannosi, finalizzate alla progressiva riduzione dell'impiego dei prodotti chimici ad elevato rischio ambientale, al conseguimento di una maggiore sicurezza alimentare e alla salvaguardia degli ecosistemi naturali attraverso un’agricoltura a basso impatto.Gli afidi (Hemiptera Aphidoidea) rappresentano uno dei più importanti gruppi di insetti nocivi delle piante coltivate. Studi in laboratorio da noi condotti hanno dimostrato che funghi del genere Trichoderma e/o i loro metaboliti, sono in grado di influenzare differenti aspetti della biologia degli afidi, quali la sopravvivenza, la fecondità e le scelte alimentari. Gli studi sono stati condotti con due specie di afidi, Schizaphis graminum (Rondani), un fitofago di vari cereali di interesse agrario molto diffuso in natura e Myzus persicae (Sulzer), cosmopolita, polifago, considerato tra gli insetti più dannosi a livello mondiale, a causa della sua capacità di trasmettere virosi vegetali.L’isolato Trichoderma harzianum Rifai ITEM 908 ha mostrato una considerevole attività entomopatogena, con effetti statisticamente significativi sulla sopravvivenza e sulla fecondità degli afidi oggetto di studio. Inoltre in entrambe le specie la ricerca ha rilevato una maggior sensibilità delle forme alate, responsabili della dispersione e colonizzazione di nuove piante, all'azione entomopatogena rispetto alle attere: il fungo aderisce e si sviluppa sul corpo delle forme alate determinandone la morte, mentre praticamente non aderisce al corpo delle forme attere.Nell'ambito delle strategie di biocontrollo un approccio innovativo è orientato alla ricerca di sostanze naturali di origine fungina che interferiscano con il processo di scelta della pianta ospite da parte di insetti fitofagi. Colture degli isolati T. harzianum ITEM 908 e Trichoderma citrinoviride Bisset ITEM 4484 sono risultate in grado di esercitare un'azione fagodeterrente su S. graminum e M. persicae. Studi comportamentali ed elettrofisiologici hanno permesso di evidenziare che la percezione da parte degli afidi, avviene mediante strutture gustative localizzate sui tarsi non ancora morfologicamente identificate. Uno studio multidisciplinare mirante alla identificazione dei metaboliti di T. citrinoviride responsabili di tale effetto, ha condotto alla purificazione di molecole dotate di attività fagodeterrente delle quali è stata anche determinata la struttura chimica e che potrebbero costituire la base per lo sviluppo di nuovi principi attivi da utilizzare per la protezione delle colture agrarie da attacchi di afidi

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Effects of SR33589B on the ACh-dependent current (IKACh) in the rabbit sinoatrial node cells

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    Effects of SR33589B on the ACh-dependent current (IKACh) in the rabbit sinoatrial node cells

    Modelling breakwater roughness with smoothed particle hydrodynamics (SPH)

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    Smoothed particle hydrodynamics (SPH) is used to simulate flows over armoured breakwaters to determine the numerical value of the equivalent surface roughness in the absence of overtopping. The open-source code SPHysics is used with a Riemann solver-bas

    siRNA-mediated knock-down of the HCN4 gene in cultured rabbit neonatal SAN cells

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    siRNA-mediated knock-down of the HCN4 gene in cultured rabbit neonatal SAN cell

    Action of internal pronase on the f-channel kinetics in the rabbit SA node

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    The hyperpolarization-activated If current was recorded in inside-out macropatches from sino-atrial (SA) node myocytes during exposure of their intracellular side to pronase, in an attempt to verify if cytoplasmic f-channel domains are involved in both voltage- and cAMP-dependent gating. 2. Superfusion with pronase caused a quick, dramatic acceleration of channel opening upon hyperpolarization and slowing, rapidly progressing into full blockade, of channel closing upon depolarization; these changes persisted after wash off of pronase and were irreversible, indicating proteolytic cleavage of channel regions which contribute to gating. 3. If recorded from patches normally responding to cAMP became totally insensitive to cAMP following pronase treatment, indicating partial or total removal of channel regions involved in the cAMP-dependent activation. 4. The fully activated I-V relationship was not modified by pronase, indicating that internal proteolysis did not affect the f-channel conductance. 5. The changes in If kinetics induced by pronase were due to a large depolarizing shift of the f-channel open probability curve (56.5 +/- 1.1 mV, n = 7). 6. These results are consistent with the hypothesis that cytoplasmic f-channel regions are implicated in dual voltage- and cAMP-dependent gating; also, since pronase does not abolish hyperpolarization-activated opening, an intrinsic voltage-dependent gating mechanism must exist which is inaccessible to proteolytic cleavage. A model scheme able to account for these data thus includes an intrinsic gating mechanism operating at depolarized voltages, and a blocking mechanism coupled to cAMP binding to the channe
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