90 research outputs found
Ignazio Gardella, altre architetture. Un editoriale in forma di dialogo
L'intervento è un dialogo tra Carlo Quintelli e Angelo Lorenzi, curatori della ricerca "Ignazio Gardella altre architetture" e del n. 44 di FAMagazine che la presenta. I temi affrontati riguardano le ragioni di una nuova ricerca sull'opera di Ignazio Gardella, la definizione di nuovi ambiti e temi da esplorare e più in generale le ragioni e le forme di una ricerca analitica nell'ambito dell'architettura
FAM 44. Ignazio Gardella, altre architetture. L’abitare, l’esporre, il trasmettere
FAMagazine si è reso disponibile ad ospitare in questo numero lo stato di avanzamento di un lavoro di ricerca, quindi ancora in corso, intitolato Ignazio Gardella, altre architetture.
La ricerca è stata avviata nel 2016 e la sua conclusione è prevista nel 2019. Si svolge nell’ambito di un programma pluriennale del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma di cui è responsabile Carlo Quintelli. Ignazio Gardella, altre architetture è un progetto coordinato dallo stesso Quintelli (UNIPR) e da Angelo Lorenzi (POLIMI) e coinvolge un gruppo di giovani ricercatori e dottorandi di ricerca provenienti da vari Atenei, in particolare dall’Università di Parma e dal Politecnico di Milano, legati a differenti ambiti disciplinari (il progetto, la storia dell’architettura, la fotografia). Il lavoro aspira dunque a una dimensione multidisciplinare e considera come un elemento di ricchezza e di apertura il contributo di una generazione di studiosi meno “esperti” ma ancora in formazione che stanno affrontando con passione e coinvolgimento lo straordinario archivio di disegni, fotografie e documenti dello studio Gardella, conservato presso lo CSAC
Io Smeraldo smeraldi Ingegnero et perito della Congragatione dei Cavamenti... Territorio Città Offizio nel Ducato di Parma 1582-1634
Con scritti di B. Adorni; C.F. Corini; A. Cortesi; M. Dall'Acqua; M. Dezzi Bardeschi; M. Ghiretti; L. Monica; C. Quintelli; P. Zermani. Mostra e catalogo a cura di M. Dezzi Bardeschi, L. Monica, C. Quintell
Fondare e ri-fondare. Parma, Reggio e Modena lungo la via Emilia romana/Founding and Refounding. Parma, Reggio and Modena along the Roman Via Aemilia
Ancora su Gardella: le ragioni di una ricerca/Gardella again: the motives behind research
La figura di Gardella (1905 -1999 ) è stata al centro di una fitta rete di interpretazioni, una letteratura critica straordinariamente ricca, segnata, a partire dagli anni Trenta del Novecento e no a oggi, da contributi di grande rilievo da parte di storici, studiosi e architetti. Questi differenti sguardi sull’opera di Gardella hanno fissato punti di vista e parole chiave imprescindibili quali il rapporto con le tecniche della composizione, con la storia, i contesti, le città. Esiste un legame sottile ma continuo tra i grandi progetti di Gardella riconosciuti dalla critica e la sua ricerca sullo spazio interno. Il lavoro negli interni, nel senso ampio e alle diverse scale, percorre tutto l’arco della sua carriera e costituisce un luogo più aperto alla sperimentazione e meno noto della ricerca. In esso le questioni d’architettura affrontate nella città o nel paesaggio riaffiorano, si trasformano o, forse, prendono forma per la prima volta, comunque si avvalgono di una reciprocità sperimentale.Gardella (1905-1999) has been at the centre of a dense network of interpretations, an extraordinarily abundant amount of critical literature from the 1930s to present day which includes important contributions from historians, scholars and architects. ese different views of Gardella’s work have fixed imperative points of view and keywords such as the relationship with the techniques of composition, with history, contexts, cities. there is a subtle but continuous link between Gardella’s great designs recognised by critics and his research on interior space. His work on interiors, in the broadest sense and at different scales, runs throughout his career and was more open to experimentation and less reported in the research. e questions of architecture faced in the city or in the landscape resurface in it, are transformed, or perhaps take shape for the first time; however, they make use of an experimental reciprocity
Dalle Case della Comunità ai Luoghi e Centri di Salute Comunitaria: un modello in evoluzione.
The theme of the Community House, as an evolution of that of Health, involves the extension of the functions but also of the representativeness and civil role of this new public service structure, thus prefiguring further prospects for identity development. However, the advancement of organizational and management planning, in the performance interrelation that marks the dimension of care in a social as well as medical sense, does not correspond to an equally developed design paradigm dedicated to physical, architectural spaces, capable of characterizing and providing a specific formal expression in terms of urban location, layout and figuration of these structures of socio-health decentralization. A contribution, that of the architectural project, which is also fundamental in contributing to making this new policy of healthcare decentralization supported by the programming of the PNRR communal, participatory and inclusive, i.e. urban.Il tema della Casa della Comunità, quale evoluzione di quella della Salute, comporta l’estensione delle funzioni ma anche della rappresentatività e del ruolo civile di questa nuova struttura di servizio pubblico così prefigurandosi ulteriori prospettive di sviluppo identitario. All’avanzamento della progettualità organizzativa e gestionale, nella interrelazione prestazionale che segna la dimensione della cura in senso sociale oltre che medico, non corrisponde però un altrettanto sviluppato paradigma progettuale dedicato agli spazi fisici, architettonici, in grado di caratterizzare e fornire una specifica espressione formale in termini di collocazione urbana, di impianto e di figurazione a queste strutture del decentramento socio-sanitario. Un apporto, quello del progetto di architettura, per altro fondamentale nel contribuire a rendere comunitaria, partecipata ed inclusiva, cioè urbana, questa nuova politica del decentramento sanitario supportata dalla programmazione del PNRR
Rileggere Carlo Aymonino: una non facile ma utile esegesi / Rereading Carlo Aymonino: a not easy but useful exegesis
Rome e il difficile compito di essere Capitale / Rome and the difficult task of being the capital
Critica e progetto: sette domande sull'architettura
Con interventi di A. Acuto, C. Aymonino, G. Canella, G. Ciucci, A. cortesi, G. Fiorese, R. Gabetti, F. Irace, A. Magnaghi, E. Mantero, A. Monestiroli, G. Polesello, P. Portoghesi, F. Purini, L. Semerani, G.P. Semino, F. Tentori, P. Tosoni, M. Viglino, B. Zevi. Gli interventi pubblicati sono un'impalcatura costriuta intorno al rapporto tra critica, storia e progetto, osservato dal punto di vista della progettazione. Essi sono la riscrittura svolta dagli autori delle interviste registrate in video, poi montate nel filmato video omonimo, finanziato dal Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico di Milano
Architettura e città della salute: Luoghi e Centri di Salute Comunitaria / Architecture and cities of health: Places and Community Health Centers
Quale progetto architettonico potrebbe fornire risposte ad una nuova domanda di salute, in particolare dopo il Covid 19? Quello applicato ai servizi sanitari diffusi sul territorio, legati alla medicina di base, in grado di predisporre strutture di presidio a cui la popolazione possa accedere facilmente in virtù della prossimità insediativa e di una conseguente famigliarità di rapporto con il personale medico ed infermieristico. Nuovi nuclei decentrati di prima assistenza e cura che passano dalla denominazione di “Case della Salute” a quella di “Case di Comunità” attraverso la Missione 6 “Salute” del PNRR. Una variazione non solo nominalistica nei confronti della quale la ricerca del progetto di architettura non può che sviluppare un avanzamento disciplinare aperto e sperimentale ma capace di fornire concreti indirizzi di riferimento operativo in termini di qualità degli spazi tipo-morfologici e di ruolo urbano. In questa prospettiva, anche grazie al contributo di una ricerca PNRR dell’Università di Parma, sono stati raccolti per il prossimo numero di FAM alcuni contributi riguardanti una possibile sinottica tipologica, le potenzialità dell’inserimento urbano decentrato, la distinzione critica nei confronti della macchina ospedaliera, le radici storiche dell’assistenza diffusa, la gestione medica e la programmazione logistica, il confronto casistico sia nazionale che a scala globale delle Case di Comunità.Which architectural project could provide answers to a new health question, particularly after Covid 19? The one applied to health services spread across the territory, linked to basic medicine, capable of setting up monitoring structures which the population can easily access by virtue of the proximity of the settlement and a consequent familiarity of relationship with the medical and nursing staff. New decentralized primary care and treatment units that move from the name of "Health Houses" to that of "Community Houses" through Mission 6 "Health" of the PNRR. A variation that is not only nominalistic in relation to which architectural design research can only develop an open and experimental disciplinary advancement but capable of providing concrete operational reference guidelines in terms of the quality of the typo-morphological spaces and urban role. In this perspective, also thanks to the contribution of PNRR research from the University of Parma, some contributions have been collected for the next issue of FAM regarding a possible typological synoptic, the potential of decentralized urban insertion, the critical distinction towards the machine hospital, the historical roots of widespread assistance, medical management and logistical planning, the comparison of case studies both nationally and on a global scale of Community Houses
- …
