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    Influenza di trattamenti endoterapici sui voli di Cameraria ohridella in alcune aree urbane emiliane

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    Cameraria ohridella Deschka & Dimic è un lepidottero gracillaride originario delle regioni Balcaniche, segnalato per la prima volta in Italia nel 1992 in Alto Adige. Le larve di C. ohridella si comportano da minatori fogliari scavando tipiche gallerie nel mesofillo delle foglie di Ippocastano; a causa dell’intensa attività trofica larvale, l’area interessata dalla mina necrotizza e in seguito alla confluenza di molteplici mine prodotte sullo stesso lembo, si ha il disseccamento dell’intera lamina con anticipata caduta delle foglie, che si verifica soprattutto durante il periodo estivo. In caso di gravi attacchi e di intense defogliazioni la pianta subisce un grave stress fisiologico, evidenziabile nei forzati ricacci vegetativi e rifioriture tardive, che la rende particolarmente suscettibile a diverse altre fitopatie.Vista la crescente pericolosità dell’insetto riscontrata negli ultimi anni, si è intrapreso un monitoraggio dell’andamento delle catture in diverse aree urbane emiliane. Lo scopo dello studio è stato quello di verificare la risposta dell’insetto nei confronti dei trattamenti endoterapici, anche in funzione delle diverse condizioni operative e delle variabili ambientali che ne possono influenzare la biologia. Il monitoraggio del fitofago è stato effettuato nell’arco degli anni 2003-2004, mediante l’installazione di trappole sessuali a fondo collato posizionate sulle branche basali della chioma di ippocastani situati in diverse località delle province di Reggio Emilia e Parma. Per valutare l’entità dei voli sono stati conteggiati settimanalmente, da aprile a settembre, i maschi catturati. In alcune condizioni sperimentali i rilievi sono stati eseguiti in aree in cui le piante avevano subito un trattamento endoterapico a base di Imidacloprid®.Dall’analisi dei dati, anche in considerazione delle notevoli differenze climatiche tra i due anni presi in esame, emerge che in presenza dei trattamenti si è registrata una riduzione delle catture sia per l’annata in corso che per quella successiva. Nell’annata 2004, in virtù di una fine inverno più nevosa ed una primavera meno mite rispetto al 2003, si è manifestato un ritardo dei voli delle prime generazioni ed una riduzione della consistenza degli stessi rispetto al corrispondente periodo dell’annata precedente, mentre per quanto riguarda le generazioni estive, la differenza nelle catture tra i diversi anni risulta meno sensibile, a testimonianza dell’elevato potenziale riproduttivo di C. ohridella. Queste evidenze sperimentali consentono di trarre indicazioni utili per impostare piani operativi di controllo del fitofago

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Raffaello da Montelupo. San Sebastiano, pianta

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    La scheda analizza la pianta cinquecentesca della chiesa di San Sebastiano a Mantova, contenuta nel cosiddetto “libro di Michelangelo” conservato a Lille e attribuita a Raffaello da Montelupo. Il disegno viene messo in relazione con la pianta della stessa chiesa redatto da Antonio Labacco, dal quale sembra derivare, nonostante alcune discordanze

    Antonio Labacco. San Sebastiano, pianta e prospetto laterale

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    La scheda analizza il foglio contenente una pianta e un piccolo schizzo dell’alzato laterale della chiesa di San Sebastiano a Mantova, redatti da Antonio Labacco nel primo quarto del XVI secolo. Il documento costituisce una testimonianza di fondamentale importanza per la storia della chiesa, in quanto, sulla base delle sue caratteristiche, risulta derivare non dall’edificio costruito, bensì da un altro disegno o modello quotato, tracciato probabilmente dallo stesso Leon Battista Alberti. Si tratta dunque di una fonte per la conoscenza di un primo progetto albertiano, poi modificato, che prevedeva una grande cupola e un’articolazione esterna, riferibili al modello del Pantheon
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