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    Profilo topografico della Piana di Catania. Sistemi insediativi, viabilità e paesaggi rurali dalla Preistoria all’Età romana

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    La tesi espone i risultati del progetto di ricerca condotto sui paesaggi rurali della Sicilia orientale, attraverso il caso studio offerto dai margini occidentali della Piana di Catania. Il progetto è scaturito dai risultati delle ricognizioni condotte tra il 1997 e il 2007 nelle valli dei fiumi Simeto, Dittaino e Margi, ai fini della redazione della carta archeologica del territorio delle Tavolette IGM F. 269 II NO Monte Turcisi, F. 269 III SE Ramacca, F. 269 III NE Castel di Iudica e F. 269 III SO La Callura. I nuovi dati sono relativi a numerose aree di frammenti (131) pertinenti a fasi di occupazione che vanno dalla Preistoria al Medioevo: ai fini della piena comprensione delle dinamiche dell insediamento e della viabilità nell area, i dati sono stati messi in relazione alle informazioni note in letteratura e ai risultati delle ricerche di archivio condotte presso le Soprintendenze di Catania e Siracusa, l Ufficio Tecnico Speciale per le trazzere e l Ente per la Bonifica della Piana di Catania. Il paesaggio rurale della Sicilia sud-orientale non è tra i più intensamente studiati nel contesto del Mediterraneo. Tuttavia, la quantità di legacy data disponibili per la Sicilia può contribuire a colmare questa lacuna. Al fine di raggiungere una chiara comprensione dei processi tafonomici che hanno modellato i paesaggi siciliani dell entroterra, si è tentato di dare una nuova lettura dei dati archeologici noti alla luce dei risultati delle ricognizioni intensive condotte ai margini della Piana di Catania e della ricerca storica. Quindi, attraverso l'analisi della cartografia e della fotografia aerea storica, è stato possibile mettere insieme in un quadro organico le tracce dei paesaggi rurali antichi, strettamente correlati alle dinamiche dell'insediamento e della viabilità. Sia la natura geomorfologica dell'area di studio che la posizione a cavallo tra la costa ionica e il versante meridionale dell'isola hanno chiaramente influenzato le traiettorie dello sviluppo economico locale e, quindi, anche le dinamiche insediative. I risultati ottenuti attraverso l elaborazione dei dati nel geo-database Ru.NS forniscono, quindi, un'immagine vivida sulle linee di sviluppo dei sistemi insediativi di questa porzione della Sicilia sud-orientale in antico, tracciando, nella lunga durata, gli elementi di continuità e di discontinuità nella distribuzione degli insediamenti nel territorio dal Paleolitico all Alto Medioev

    Archeologi in progress. Il cantiere dell'archeologia di domani

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    Atti del V Convegno Nazionale dei Giovani Archeologi, Catania (ex Monastero dei Benedettini, sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania), 23-26 maggio 2013. Fondamento dell'iniziativa è la consapevolezza che la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale passino necessariamente attraverso la formazione e la ricerca: non si può tutelare ciò che non si conosce, ciò di cui non percepiamo il valore. Pertanto, scopo dell'iniziativa è lavorare sodo per colmare il divario tra addetti ai lavori e società civile, gettando le basi per un'archeologia sempre più "pubblica" e una tutela sociale sempre più attiva

    Carta Archeologica del territorio delle Aci

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    Se da un lato è effettivamente innegabile la notevole ricchezza del patrimonio archeologico diffuso nel territorio, terreste e subacqueol occorre osservare che ai numerosi affreschi di storia antiquaria prodotti dalla schiera di studiosi locali almeno dal XVI secolo, non è corrisposta ancora alcuna sintesi storica che tenesse conto delle suddette tracce archeologiche secondo un rigoroso approccio topografico. Il lavoro che si presenta intende colmare questo vuoto, attraverso l'integrazione sistematica del complesso dei dati da precedenti ricerche disponibili per l'area acese e dei risultati delle ricognizioni archeologiche condotte, a partire dal 1990, nel territorio

    Introduction to ”Linking Pasts and Sharing Knowledge. Mapping Archaeological Heritage, Legacy Data Integration and Web Technologies for Modelling Historical Landscapes”

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    Introduction to "Linking Pasts and Sharing Knowledge. Mapping Archaeological Heritage, Legacy Data Integration and Web Technologies for Modelling Historical Landscapes

    BIOARCHAEOLOGICAL AND PALEOPATHOLOGICAL ANALYSIS OF A BURIAL FROM THE LATE ROMAN NECROPOLIS OF PIANOTTA DI CALATABIANO (CT, SICILY)

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    This contribution focuses on the human osteological remains recovered from a tomb in the necropolis of Contrada Pianotta di Calatabiano (Catania, eastern Sicily)

    Investigating resilient Roman agricultural landscapes in southern Italy. An integrated and open IT approach to modeling centuriation

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    The In.Res.Agri project aims to optimize the understanding of Roman agricultural landscapes in Southern Italy by integrating topographical, archaeological, environmental, and textual data within an innovative data-science platform. It focuses on examining the resilience of Roman agrarian landscapes, specifically through elements such as centuriation, route networks, and settlement patterns. The project employs both traditional survey methods and advanced technologies to recover, interpret, and manage archaeo-topographical data related to centuriation. Key methods include using Machine Learning for the automatic detection of centuriated fields, spatial analysis of both legacy and new data, and the use of annotated epigraphic and literary sources. All collected data will be implemented into the Digital_Groma platform, which will feature a digital archive and a webGIS for data display and querying; data will be exposed adhering to FAIR principles. In.Res.Agri will focus on regions in Campania (Vesuvian Area, Irpinia) and Puglia (Tavoliere), exploring the link between contemporary landscapes and Roman centuriated agro-ecosystems. This research is crucial for understanding the impact of environmental changes on Cultural Heritage, aligning with the priorities of the European Commission and UNESCO. The Digital_Groma platform will be accessible to researchers, tourists, and public institutions involved in archaeology, urban planning, and cultural heritage protection

    An ontology for legacy data on ancient ceramics of the plain of Catania

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    Digital representation and organization of legacy data plays a crucial role in the di↵usion, use, and understanding of data stored in old publications, archives, and museums. An interesting case study comes from data of potteries discovered in ancient rural territories of Eastern Sicily, as the majority of legacy data for this research area exists in the form of old maps and paper catalogues: to make these datasets available at a global level, innovative digital technologies are needed. The Semantic Web o↵ers well established methodologies and tools to semantically model application domains and to integrate data, making them global entities available on the Web. In this contribution, we present OntoCeramic 2.0, an OWL 2 (Web On- tology Language 2) ontology storing archaeological data from the plain of Catania regarding ancient potteries, and whose taxonomy refines and extends OntoCeramic 1.0, an ontology for the classification of ancient ce- ramics defined in a previous work by some of the authors. OntoCeramic 2.0, constructed according to the standard CIDOC Conceptual Reference Model (CRM), represents and integrates new survey and legacy data on ancient pottery stored in the archives of Heritage Superintendence of Syracuse and Catania, in the Regional Technical Oce of Sicily, and in the State Archives of Palermo and Catania

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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