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Conclusioni. La raccolta di saperi: pratiche di registrazione e possibili impieghi
The work studies Francesco di Bartolo Bentaccordi's zibaldone as an instrument for gathering its possessor's personal knowledge; it also shows the most important links with the biographical experience of his author and analyses the usefulness of this corpus of knowledge for Bentaccordi
Filologia e questioni di lingua tra Vincenzo Monti e Giulio Perticari
La fallita edizione del "Dittamondo" progettata dal savignanese Giulio Perticari e rimasta incompiuta a causa della sua prematura morte nel giugno del 1822, tràdita da sei manoscritti oggi conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, consente, da un lato, di illustrare la metodologia ecdotica per la costituzione del testo seguita dal Perticari e da suo suocero Vincenzo Monti, che gli venne in aiuto in numerose occasioni; dall’altro, attraverso il confronto con le opere di quest’ultimo, dimostra come per Monti il lavoro sul "Dittamondo" costituì un interessante spunto di riflessione sul piano linguistico e come alcune idee nate durante il lavoro sul poema mostrino significativi punti di tangenza con almeno due sue opere, le Postille alla Crusca Veronese del Cesari e la più tarda "Proposta". L’articolo illustra analiticamente le procedure editoriali della coppia Perticari-Monti e, nella prospettiva della filologia d’autore, mette poi in relazione l’opera di quest’ultimo con le correzioni e le postille montiane più significative rinvenute sugli autografi Perticari
Supplementary_Materials – Supplemental material for Basking in detected vice: Outgroup immorality enhances self-view
Supplemental material, Supplementary_Materials for Basking in detected vice: Outgroup immorality enhances self-view by Simona Sacchi, Marco Brambilla and Verena Graupmann in Group Processes & Intergroup Relations</p
Ritratti femminili nelle lettere di Alessandra Macinghi Strozzi
Oltre a fornire ampie informazioni sulla storia politica e sociale di Firenze e sull’alfabetizzazione femminile, le lettere inviate da Alessandra Macinghi Strozzi ai figli esuli tra il 1447 e il 1470 contribuiscono a delineare le strategie relative alle alleanze matrimoniali, delicato aspetto della vita cittadina. Impegnata nella ricerca di mogli per i suoi due figli, Alessandra arricchisce la propria corrispondenza di realistiche descrizioni femminili, che, attraverso l’impiego di un lessico preciso e costante, da un lato tratteggiano il ‘canone’ delle qualità richieste a una buona moglie, dall’altro tradiscono consonanze culturali e stilistiche con la letteratura di ambito familiare e popolare.Les lettres que Alessandra Macinghi Strozzi envoie à ses fils en exil de 1447 à 1470 fournissent des informations détaillées sur l’histoire politique et sociale de Florence et sur l’alphabétisation féminine, mais elles permettent également de saisir les stratégies d’alliances conjugales, qui sont un aspect délicat de la vie citadine. Engagée dans la recherche d’épouses pour ses deux fils, Alessandra enrichit ses lettres de descriptions féminines réalistes qui, en utilisant un vocabulaire précis et constant, dessinent les qualités d’une bonne épouse grâce à la construction d’un ‘canon’ descriptif précis et révèlent des consonances culturelles et stylistiques avec la littérature familiale et populaire
Lettere di Giulio Perticari a Gian Giacomo Trivulzio
Il lavoro presenta l’edizione critica di dieci lettere scritte dal genero di Vincenzo Monti, Giulio Perticari, a Gian Giacomo Trivulzio dal 3 ottobre 1813 al 2 ottobre 1820; esse sono conservate presso la Biblioteca Trivulziana di Milano. Le lettere sono precedute da un’introduzione che ne mette in rilievo i contenuti, che sono in buona parte legati a manoscritti, antiche edizioni e numerosi testi letterari, tra i quali spiccano liriche di Poliziano, il “Dittamondo” di Fazio degli Uberti, alcuni manoscritti e varie edizioni a stampa della “Passione” di Niccolò di Mino Cicerchia e varie opere dantesche.The study provides the critical edition of ten letters written by Vincenzo Monti’s son-in-law Giulio Perticari to Gian Giacomo Trivulzio from October 3rd 1813 to October 2nd 1820; they are preserved in the Biblioteca Trivulziana in Milano. The letters are preceded by an introduction which points out their contents, which are in great part related to manuscripts, ancient editions and many literary works, including lyrics by Poliziano, Fazio degli Uberti’s "Dittamondo", some manuscripts and ancient editions of the “Passione” by Niccolò di Mino Cicerchia and works by Dante
Scheda minima per la biblioteca di Giuseppe Bossi. Con una postilla sul "Trattatello in laude di Dante" del Boccaccio
Lo studio identifica nel manoscritto Montagu e.4 della Bodleain Library (Università di Oxford) la seconda metà del manoscritto Triv. 80 della Biblioteca Trivulziana (Milano), che contiene, nelle pagine iniziali, il Trattatello in laude di Dante di Giovanni Boccaccio. Prima di essere diviso in due parti, il manoscritto appartenne al pittore Giuseppe Bossi (1777-1815), che lo impiegò come fonte per la biografia di Dante posta nelle pagine iniziali dell'edizione in folio della Divina Commedia stampata a Milano da Luigi Mussi nel 1809. Il confronto tra l'edizione Mussi del Trattatello, il testo manoscritto contenuto nel Triv. 80 e la sua copia, autografa di Giuseppe Bossi e ora conservata presso la Biblioteca Ambrosiana (Milano), consente di riconoscere con chiarezza il metodo di lavoro di Bossi come copista ed editore di testi antichi.The paper identifies manuscript Montagu e.4 in the Bodleian Library (University of Oxford) as the second half of manuscript Triv. 80 of the Biblioteca Trivulziana (Milan), which contains, in the initial pages, Giovanni Boccaccio's Trattatello in laude di Dante. Before being divided into two parts, the manuscript belonged to the painter Giuseppe Bossi (1777-1815), who used it as a source for the biography of Dante which prefaced the folio edition of the Divine Comedy, printed in Milan by Luigi Mussi in 1809. The comparison between Mussi's edition of the Trattatello, the manuscript text contained in Triv. 80 and its copy, in the hand of Giuseppe Bossi and now preserved in the Biblioteca Ambrosiana (Milan), makes it possible to clearly identify Bossi's working method as copyist and editor of ancient texts
Dante nel magistero di Papa Paolo VI
The contribution illustrates the presence of the figure and texts of Dante in the works of Pope Paul VI
Spigolature dantesche nelle opere minori di Giulio Perticari
The essay is divided in two parts. The first part studies Giulio Perticari’s minor works, the most of which were published in the «Giornale arcadico di scienze, lettere ed arti»: it points out a large number of cases in which Perticari quotes Dante and analyses each of them. The second and most important part gives the critical edition of an autograph list of quotations from Dante which Perticari wrote in a couple of leaves of a manuscript now preserved in Pesaro
Recensione a CICERONE, «Pro Marcello». Volgarizzamento toscano già attribuito a Leonardo Bruni, a cura di SARA BERTI, Firenze, SISMEL – Edizioni del Galluzzo, 2010 (Il ritorno dei classici nell’Umanesimo, 2: Edizione nazionale degli antichi volgarizzamenti dei testi latini nei volgari italiani, 3)
Il contributo contiene la recensione del volume in oggetto.The study contains the review of the indicated volume
Un inedito contributo di Vincenzo Monti all’edizione del "Dittamondo": la collazione del codice Giovio
Il contributo si divide in due parti. La prima parte descrive l'infruttuoso tentativo di Giulio Perticari di dare una nuova edizione del Dittamondo di Fazio degli Uberti, un ampio poema in terzine dantesche caratterizzato da una diffusione a stampa molto limitata fino all'inizio del XIX secolo, e mostra come Vincenzo Monti contribuì alla realizzazione del lavoro, in particolare attraverso la collazione di varianti di un manoscritto appartenente alla famiglia Giovio (ora Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, AC.X.30): il metodo di lavoro di Monti è molto diverso dal moderno approccio filologico alla critica del testo. La seconda parte fornisce l'edizione delle sezioni più interessanti del lavoro di Monti (ora Pesaro, Biblioteca Oliveriana, Carte Perticari, 1911, fascicolo 1, ins. a), e illustra le relazioni tra la sua collazione, l'edizione di Perticari, alcuni contributi critici stampati nella Proposta montiana e la nuova edizione del poema che fu stampata a Milano nel 1826 da Giovanni Silvestri.This study is divided in two parts. The first one describes Giulio Perticari’s unsuccessful attempt to give a
new edition of Fazio degli Uberti’s
Dittamondo, a wide poem in Dantean tercet which had a very limited diffusion in print until the beginning of the XIXth century, and shows how Vincenzo Monti helped in carrying
out the plan, mainly by collating the variants of a manuscript which belonged to Giovio family (now Milano,
Biblioteca Nazionale Braidense, AC.X.30): Monti’s working method is very different from the modern philologic approach to textual criticism. The second one gives the edition of the most interesting parts of Monti’s work (now Pesaro, Biblioteca Oliveriana,Carte Perticari, 1911, fasc. I, ins. a) and explains the connections
between his collation, Perticari’s edition, some critical contributions printed in Monti’s Proposta and the
new edition of the poem which was printed in Milan in 1826 by Giovanni Silvestri
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