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Morte dello spirito. Nascita e dissoluzione del soggetto e dell’eschaton rivoluzionari in Herzen, Proudhon, Bakunin e Hakim Bey
Figure moderne dell’alterità
In uno dei suoi frammenti postumi Nietzsche osservò che “esistono infiniti tipi del poter-
essere-diverso”. Lo scopo del presente volume è far luce proprio sulle molteplici figure dell’alterità emerse nella cultura tedesca ed in quella francese lungo un arco temporale che va dal XVIII secolo ai giorni nostri. Da Cazotte a Hölderlin, da Nietzsche – ‘protomartire’, assieme a Rousseau, della diversità moderna – fino al surrealismo, l’avanguardia che volle esplorare il “paese straniero interiore” (Freud), passando per Rilke, l’espressionismo ed una figura della letteratura tedesca contemporanea come Ingo Schulze. Senza perdere di vista una delle principali poste in gioco della riflessione moderna sull’alterità: il suo nesso con la possibilità di una trasformazione interiore
Apologia pro vita sua: Hermann Hesse und die Rechtfertigung des Aussteigerlebens”, in: Carsten Gansel (ed.), Trauma-Erfahrungen und Störungen des Selbst. Mediale und literarische Konfigurationen lebensweltlicher Krisen, De Gruyter, Berlin-Boston 2020, pp. 109-123
A Glance at the Whole: Nature, Earth and Subjectivity in Alexander von Humboldt’s Cosmos and Views of Nature
By sensing the fundamental ideas of space and place on earth, this collection seeks to negotiate with and react to the underlying semasiological or psycho-geographical principle of geopoetics that cuts across varied and at times conflicting schools. From reading some geopoetical texts to understanding the idea of the earth in Humboldt and Marx-Engels, topolitics in Tintin, reef-thinking and the geography of exile, the volume tries to understand how we poetically exist with the earth. Isn’t literature, taking a cue from Hölderlin, a symptom of the way “man lives poetically on the earth”? How is our psyche an integral part of the earth-thought? How does literature deal with the concepts of space and place? How does literature enable us to comprehend the underlying principle of geopoetics—the principle of finding art in earth? These are some of the pivotal questions which this volume seeks to explore.
Literature exemplifies a geographical consciousness—an “intimate and subjective” experience of the earth. This book is an attempt to conceive this eclectic infusion of art and earth, so that we are able to ensure that the world of the art always remains in touch with the earth of the world. Let us, through this book, un-earth this deep-rooted spatiality in literature. Let us imitate earth through art, as this is the only place where we can live
Stranieri in terra straniera. Dal Romanticismo a Nietzsche
In una pagina dei Parerga e Paralipomena (1851)
Schopenhauer vagheggia «una storia della letteratura
tragica» che racconti il «martirio» patito dai «veri
illuminatori dell’umanità», incompresi ed emarginati
dai loro contemporanei. Una storia della letteratura sub
specie alieni, dunque. Il libro che il lettore tiene fra le mani
vorrebbe essere il semplice abbozzo di questo progetto
colossale e intende far luce su alcune figure esemplari di
alterità comparse in ambito filosofico-letterario fra la fine
del Settecento e la Seconda Guerra Mondiale. Novalis,
Chateaubriand, Coleridge, Byron, Carlyle, Thoreau,
Schopenhauer, Nietzsche e Friedrich Georg Jünger: questi
alcuni degli outsider analizzati, le cui fisionomie, allucinate
e fraterne, mostrano il volto della forma antropologica che,
sin dal Romanticismo, si aggira, solitaria e chiaroveggente,
per le strade della nostra civiltà «senza volto e meraviglia»
(Kerouac): lo straniero antimoderno. Questi vive in esilio
in una terra che gli appare estranea ed inquietante. Si sente
contemporaneo di spiriti scomparsi, fratello di sodali ormai
estinti e di casa in un mondo tramontato. Su di lui spira
il soffio gelido di una solitudine così estrema da risultare
inconcepibile per gli uomini del suo tempo. È la voce che
ricorda una saggezza del passato nell’epoca del suo oblio e
della degenerazione dell’umano. Ex alieno salus
Attendendo i barbari. La retorica reazionaria della fine della civiltà ed il mito apocalittico rivoluzionario della sua distruzione in Gustave Le Bon e Georges Sorel
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