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    Eterologie

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    Figure moderne dell’alterità

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    In uno dei suoi frammenti postumi Nietzsche osservò che “esistono infiniti tipi del poter- essere-diverso”. Lo scopo del presente volume è far luce proprio sulle molteplici figure dell’alterità emerse nella cultura tedesca ed in quella francese lungo un arco temporale che va dal XVIII secolo ai giorni nostri. Da Cazotte a Hölderlin, da Nietzsche – ‘protomartire’, assieme a Rousseau, della diversità moderna – fino al surrealismo, l’avanguardia che volle esplorare il “paese straniero interiore” (Freud), passando per Rilke, l’espressionismo ed una figura della letteratura tedesca contemporanea come Ingo Schulze. Senza perdere di vista una delle principali poste in gioco della riflessione moderna sull’alterità: il suo nesso con la possibilità di una trasformazione interiore

    A Glance at the Whole: Nature, Earth and Subjectivity in Alexander von Humboldt’s Cosmos and Views of Nature

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    By sensing the fundamental ideas of space and place on earth, this collection seeks to negotiate with and react to the underlying semasiological or psycho-geographical principle of geopoetics that cuts across varied and at times conflicting schools. From reading some geopoetical texts to understanding the idea of the earth in Humboldt and Marx-Engels, topolitics in Tintin, reef-thinking and the geography of exile, the volume tries to understand how we poetically exist with the earth. Isn’t literature, taking a cue from Hölderlin, a symptom of the way “man lives poetically on the earth”? How is our psyche an integral part of the earth-thought? How does literature deal with the concepts of space and place? How does literature enable us to comprehend the underlying principle of geopoetics—the principle of finding art in earth? These are some of the pivotal questions which this volume seeks to explore. Literature exemplifies a geographical consciousness—an “intimate and subjective” experience of the earth. This book is an attempt to conceive this eclectic infusion of art and earth, so that we are able to ensure that the world of the art always remains in touch with the earth of the world. Let us, through this book, un-earth this deep-rooted spatiality in literature. Let us imitate earth through art, as this is the only place where we can live

    Stranieri in terra straniera. Dal Romanticismo a Nietzsche

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    In una pagina dei Parerga e Paralipomena (1851) Schopenhauer vagheggia «una storia della letteratura tragica» che racconti il «martirio» patito dai «veri illuminatori dell’umanità», incompresi ed emarginati dai loro contemporanei. Una storia della letteratura sub specie alieni, dunque. Il libro che il lettore tiene fra le mani vorrebbe essere il semplice abbozzo di questo progetto colossale e intende far luce su alcune figure esemplari di alterità comparse in ambito filosofico-letterario fra la fine del Settecento e la Seconda Guerra Mondiale. Novalis, Chateaubriand, Coleridge, Byron, Carlyle, Thoreau, Schopenhauer, Nietzsche e Friedrich Georg Jünger: questi alcuni degli outsider analizzati, le cui fisionomie, allucinate e fraterne, mostrano il volto della forma antropologica che, sin dal Romanticismo, si aggira, solitaria e chiaroveggente, per le strade della nostra civiltà «senza volto e meraviglia» (Kerouac): lo straniero antimoderno. Questi vive in esilio in una terra che gli appare estranea ed inquietante. Si sente contemporaneo di spiriti scomparsi, fratello di sodali ormai estinti e di casa in un mondo tramontato. Su di lui spira il soffio gelido di una solitudine così estrema da risultare inconcepibile per gli uomini del suo tempo. È la voce che ricorda una saggezza del passato nell’epoca del suo oblio e della degenerazione dell’umano. Ex alieno salus
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