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«Veduta della mia Casa di Stiava». Carlo Ludovico di Borbone pittore ad acquerello per re Luigi Filippo d’Orleans
L'autore prende in esame una veduta acquerellata delle colline versiliesi verso il mare di Viareggio eseguita da Carlo Ludovico di Borbone, di cui si ricostruisce l'inedita attività di pittore dilettante.The author examines a watercolour view of the Versilia hills towards the sea of Viareggio executed by Carlo Ludovico di Borbone, whose unpublished activity as an amateur painter is reconstructed
Luigi vanvitelli e la politica di propaganda monarchica dei borbone a napoli
L’opera architettonica dei Ponti della Valle di Maddaloni, rappresenta una delle grandi opere monumentali progettate e poste in essere da Luigi Vanvitelli, con l’aiuto degli architetti Fonton e Collecini , su ordine di Carlo di Borbone . Si tratta di un’imponente struttura in pietra di tufo realizzata con sovrapposizione di tre ordini di archi a tutto sesto che si estende in altezza per 60 metri e in lunghezza per circa 500 metri, sul modello degli acquedotti romani. L’articolo ricostruisce le fasi di ideazione e costruzione dell’antica opera borbonic
Deterministic Realization of Quasicrystal Surface Relief Gratings on Thin Azopolymer Films
Spatially structured UV–visible light fields generate topographic modulations on the surface of films of azobenzene-containing polymers. The geometry of the surface reliefs depends on the spatiotemporal distribution of light over the sample. If multistep sequential irradiations are used, even illumination configurations as simple as the interference of two linearly polarized beams produce complex surface textures. This is the case of the quasicrystal geometries, obtainable as the superposition of multiple sinusoidal surface relief gratings oriented in different directions over the surface. The quantitative relief design would require a comprehensive theoretical description of the light-induced relief formation mechanism, which is still elusive for azopolymers. Here, despite limiting the description at a phenomenological level, the deterministic design of the quasicrystal surface reliefs obtained in sequential light exposures of an azopolymer film is demonstrated. The model provides an excellent agreement between simulated and experimental relief textures, predicting also the dependence of relief structural features on illumination parameters as the number of exposure steps and the beam interference angle. The deterministic texture design allows the controlled tailoring of surface functionalities related to the relief geometry like light diffraction properties of the samples, which are here exploited to manipulate, split, and trap diffracted light
Film colesterici fotostabili per la riflessione e/o la trasmissione selettiva della luce e loro uso
Schede materiali bronzei e ceramici nn.24-26, 80-84
Schede di alcuni reperti in terracotta e in bronzo (lucerne, ceramica fine da mensa e un incensiere) provenienti da Pompei e da Torre del Greco, relativi alle donazioni che i Borbone fecero al Museo della Regia Università di Palermo, esposti nella Mostra “Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”, Museo Archeologico Regionale A. Salinas, Palermo, 1/12/2018 – 30/06/2019.Catalogue of lamps, fine tableware and an incense burner from Pompeii and Torre del Greco, relating to the 'Donazioni borboniche' to the Museum of the University of Palermo, in the exhibition “Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei”, Museo Archeologico Regionale A. Salinas, Palermo, 1/12/2018 – 30/06/2019
Palermo dominante. Il soggiorno dei Borbone alla Favorita e a Boccadifalco (1798-1820). 40due Edizioni, Palermo, 368 pp. € 50,00
Recensione al volume di F. Lo Piccolo sui Borbone in Sicili
Holographic Optical Lenses Recorded on a Glassy Matrix-Based Photopolymer for Solar Concentrators
Global warming is a very topical issue, therefore the search for new renewable energy sources is considered of fundamental importance. Among these, solar energy offers great possibilities considering that the amount of sunlight hitting the Earth ‘s surface in an hour and a half is enough to meet the world’s electricity consumption for a complete year. Generally, solar concentrators are used to collect the solar radiation and to concentrate it at a single focal point. These devices consist in a set of mirrors or mechanical structures to reduce the area of a photovoltaic cell, which is typically very expensive. Volume transmission phase holographic optical elements could be opportunely designed and realized to obtain a simple, lightweight, compact and inexpensive planar solar concentrator. With the aim of bringing scientific attention to this still developing topic, in this work we critically report a complete investigation on a new photopolymeric material obtained by sol-gel reactions used as possible recording material for volume holographic solar concentrators; as a proof of concept, both terrestrial and extreme environments, such as space, are considered as potential applications
Shape Retrieval of Azopolymer Surface Relief Gratings from Diffraction Efficiency Measurement
Azopolymers have enormous potential as real-time materials for lithography. Light-induced surface deformations in these polymers enable single-step surface patterning, offering the possibility of fabricating reconfigurable diffractive optical components like gratings. While real-time measurement of the surface geometry is inherently possible, previous methods have relied on complex instruments. Conversely, simple approaches based on real-time diffraction efficiency measurements of a probing light beam have provided only qualitative estimates of the inscription process. Here, we propose a diffraction-based method for the accurate real-time reconstruction of surface relief gratings inscribed on azopolymer films. Our method relies on the acquisition of the diffraction pattern of a probe beam during the SRG formation, and we allowed for surface geometry reconstruction through Fourier decomposition with residual error below 3% and 50 ms temporal resolution. Our all-optical approach, directly integrable in any experimental configuration, provides direct access to the SRG inscription process, enabling real-time feedback for on-demand dynamic surfaces
Alla corte dei re Borbone: l’Albergo dei Poveri di Napoli e le architetture per la reclusione (1734-1825)
Nel 1751, a Napoli, su progetto di Ferdinando Fuga, fu iniziato il Real Albergo dei Poveri per la reclusione coatta di “tutti” gli indigenti e mendicanti del Mezzogiorno d’Italia.
Fu ubicato in una zona rinomata per le sue condizioni climatiche, proprio lungo uno dei maggiori assi di penetrazione nella capitale, fuori le mura e contiguo alla città, così da rispondere appieno alle ragioni simbolico-rappresentative del re Carlo di Borbone, poiché, già all’arrivo del “viaggiatore”, avrebbe potuto meglio svolgere la funzione di celebrare i caratteri di carità e la magnificenza della politica della Corona.
Dall’impianto rettangolare, il cui lato corto era un quinto di quello lungo, con cinque cortili interni, con al centro una chiesa nella quale convergevano sei bracci di collegamento ai differenti corpi e reparti dell’ospizio, sarebbe stato «il più vasto degli Ospizj che sieno in Europa» per dimensioni e intenti, ma, in realtà non fu mai compiutamente concluso a causa dei continui ripensamenti e delle frequenti interruzioni.
Tuttavia, benchè ridotto nelle intenzioni iniziali, è diventato il simbolo indiscutibile del processo di laicizzazione delle elemosine avviato durante il regno autonomo, cioè di quella lenta sottrazione delle opere di beneficenza all’ingerenza ecclesiastica. Soprattutto, articolata su una inedita e rivoluzionaria struttura, estremamente complessa nella sua linearità di funzionamento di spazi integrati e interagenti, è rimasto a lungo un modello per gli edifici di reclusione in Italia. Propose e realizzò uno schema tipologico solo in parte recepito e diffusosi dalla fine del Settecento, che vogliamo qui definire come “proto-panottico”, proprio per questo sistema a “dispositivo di controllo”.
Infatti, la costruzione, iniziata nel 1751, anticipava di oltre quindici anni gli scritti di Cesare Beccaria sul reinserimento degli emarginati, che costituiscono il fondamento della cultura progressista del Settecento. Inoltre, sin dall’elaborazione del progetto, anticipando le teorie utopiche di Robert Owen e Charles Fourier, e, in una foucaultiana accezione, già sovrapponendo i suoi spazi eterotopi ad eterocromie, la concezione del reclusorio di Napoli travalicò i confini dell’ospizio e dell’inclusione coatta degli indigenti e rientrò in modo esemplare nel più ampio programma di reinserimento al lavoro degli emarginati, attraverso l’educazione ai vari mestieri artigianali,
Il progetto di Fuga, associato al programma sociale ed economico di Carlo di Borbone, pertanto rappresenta una pietra angolare nella svolta culturale del regno autonomo, ponendo le basi per un approccio più umanitario e progressista alla giustizia penale, ben prima che le teorie di Beccaria fossero ampiamente riconosciute e adottate.
Il saggio, muovendo da tali considerazioni, analizza le più significative architetture per la reclusione che furono realizzate nel Regno di Napoli durante il governo di Carlo di Borbone e del figlio Ferdinando IV
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