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Adriano Prosperi, Un volgo disperso. Contadini d’Italia nell’Ottocento, Torino, Einaudi, 2019
Introduzione. Il sapere delle armi e la riforma delle accademie militari
Il lungo Ottocento fu il secolo dell’“accademizzazione” del sapere delle armi. Di fronte a inedite sfide politiche e tecnologiche, le monarchie italiane intrapresero ambiziosi programmi di riforma militare volti a riorganizzare accademie e collegi, introdurre standard educativi avanzati e definire rigorosi criteri di ammissione ed esame. Oltre a istruire allievi fedeli alla corona, occorreva ampliare il range di conoscenze e addestrare alle nuove forme del conflitto.
Questo volume esplora i processi di professionalizzazione che furono sperimentati per modernizzare la formazione militare. Malgrado le singole specificità, gli stati preunitari adottarono approcci comparabili, allo scopo di coniugare la competenza tra le aule con lo spirito marziale sui campi di battaglia. La specializzazione dei saperi delle armi portò a termine una secolare tendenza al disciplinamento della classe guerriera, che consolidò la legittimità dello status militare e marcò il profilo dell’ufficialità risorgimentale
The struggle for ‘Cuba libre’ in Western Europe: political committees, informal diplomacies, and volunteers in arms
This article explores European support for Cuban cause from 1848 through the War of Independence. The struggle for Cuban emancipation resonated deeply among various factions in Europe, including veterans of Springtime of Peoples, radical students, republican politicians, and journalists. Especially since 1895, supporters of the Cuban cause showcased their dedication through financial aid, military assistance, and revolutionary propaganda, effectively projecting the Cuban Question onto the global stage, linking the national independence to social and geopolitical issues, such as economic freedom, racial equality, and American expansionism. The aim is to provide new perspectives on the transatlantic dimension of the Cuban struggle for independence, transcending conventional Caribbean or American analytical frameworks
Risorgimento atlantico. I patrioti italiani e la lotta internazionale per le libertà
Il Risorgimento fu un’epopea di avventure e ideali senza confini. Ebbe inizio con l’età delle rivoluzioni, quando nei Caraibi agitatori e napoleonici cominciarono a cospirare contro l’impero borbonico e si arruolarono sotto le bandiere dei libertadores sudamericani. Continuò durante la Restaurazione, quando liberali e mazziniani difesero i governi costituzionali iberici e tramarono per rovesciare la Santa Alleanza, sognando una fratellanza universale di repubbliche unite. Si protrasse dopo l’unificazione, quando garibaldini e radicali risposero alla chiamata in armi di Abraham Lincoln, soccorsero i francesi sui campi di Digione e lottarono per l’indipendenza di Cuba. Per oltre un secolo oscuri carbonari e carismatici sovversivi, giornalisti di grido e generali in carriera, celebri pensatori e studenti in camicia rossa si batterono per la causa dei popoli. Senza mai abbandonare le speranze di rinascita italiana, rimasero fedeli a una visione universalista che riuniva sogni di rivincita politica, utopici progetti di riforma e attese di riscatto nazionale. Un viaggio alla scoperta di tre generazioni di patrioti universali. Una lettura del Risorgimento ‘senza polvere’ e sotto una luce completamente nuova. Un racconto che è storia globale dell’Italia
The American Civil War in the Italian press, 1861–1865
The American Civil War garnered significant interest in the Italian press. Despite the challenges faced by the nascent Kingdom of Italy and the rise of brigandage in the Mezzogiorno, newspapers across the political spectrum closely followed the conflict between Unionists and Confederates. In addition to documenting the military events, observers and commentators extensively covered the main issues related to the American Civil War, including the merits and drawbacks of the republican-federal system, the abolition of slavery, and the Second French intervention in Mexico. During years of fierce civil violence, the conflict served as a lens to explore issues that transcended the United States and pertained to the institutional, political and social challenges undertaken by nation states undergoing unification or reorganization. Through contrasting ideological perspectives, Italian newspapers reframed the American Civil War in the context of Italy’s contemporary reality, thereby challenging the traditional view of the United States as an ‘exception’ in the nineteenth-century Western world. What emerged was a new, and in many ways less idealized, archetype of the United States, distinct from both the ‘land of freedom’ vision and the ‘land of opportunity’ image that had become prevalent during the Risorgimento
Os exiliados do Risorgimento. O mazzinianesismo no Cone Sul
Between 1835 and 1848, tens of exiles from the Mazzinian movement left the Italian Peninsula to settle in Uruguay. From Montevideo, they continued their political struggle by founding new newspapers, establishing alliances with other diaspora communities and building military forces, which took part in local conflicts. In this way, exile was a fundamental experience for the revival of a Young Italy in the Rio de la Plata area, the development of republicanism in the Atlantic world and the creation of new connections betweenthe Old Continent and America.Entre 1835 y 1848, decenas de exiliados del movimiento mazziniano salieron de la península italiana para instalarse en Uruguay. Desde Montevideo continuaron su lucha política fundando nuevos periódicos, estableciendo alianzas con otros grupos de la diáspora republicana y formando fuerzas militares que tomaron parte en los conflictos locales. El exilio en tierra rioplatense fue una experiencia fundamental para la reactivación de la Joven Italia y el desarrollo del republicanismo en el mundo atlántico, pues creó nuevas conexiones políticas entre el Viejo Continente y el Nuevo Mundo.Entre 1835 e 1848, dezenas de exiliados do movimento mazziniano saíram da península italiana para se instalar em Uruguai. Desde Montevideo continuaram a sua luta política fundando novos periódicos, estabelecendo parcerias com outros grupos da diáspora republicana e formando forças militares que tomaram parte nos conflitos locais. O exilio em terra rio-platense foi uma experiência fundamental para a reativação da jovem Itália e o desenvolvimento do republicanismo no mundo atlântico, criando novas conexões políticasentre o Velho Continente e América
A.BONVINI, J. Escrig Rosa, Contrarrevolución y antiliberalismo en la independencia de México (1810–1823)
L’esule e il cacicco. Risorgimento, guerra indigena e repubblicanesimo (1852-1861)
Oltre un secolo e mezzo fa, nel cuore della pampa, l’esule Silvino Olivieri fu autorizzato dallo Stato di Buenos Aires a fondare una
colonia agricola chiamata Nueva Roma. Idealmente ispirata alle città di frontiera dell’Impero Romano, l’impresa prometteva di
congiungere lo spirito del Risorgimento all’ethos del repubblicanesimo argentino, portando il progresso in una terra selvaggia
dove imperava la legge del cacicco Juan Calfucurá. Nel deserto australe delle Salinas Grandes, il capo indigeno aveva federato
una potente coalizione intertribale, dedita alla razzia, ai sequestri e al saccheggio. Anche se in un angolo alla fine del mondo,
Olivieri e Calfucurá furono protagonisti di una sfida dal carattere universale, simbolo dello scontro tra civiltà e barbarie che marcò
la nascita dei moderni stati-nazione
Enrico Acciai, Garibaldi Radical Legacy. Traditions of War Volunteering in Southern Europe, 1861-1945, London, Routledge, 2020
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