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    Federalismo e regionalismo. Teoria e prassi nell'attuale fase storica

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    Il volume, con introduzione di G. Grottanelli de' Santi, contiene saggi di: E. Balboni, Dal federalismo gridato al regionalismo possibile; L. Violini, La riforma del regionalismo italiano e gli orientamenti della Corte costituzionale: casi e percorsi interpretativi; E. Bindi, La materia lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni nell'evoluzione legisltiva e giurisprudenziale; Q. Camerlengo, Riflessioni interlocutorie sul tono costituzionale del conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni e tra Regioni; M. Perini, Le norme di fine e la forma di governo nei nuovi Statuti regionali: la razionalizzazione soostanziale della forma di governo; E. Lener, L'acccesso delle Regioni alla giurisdizione comunitaria; M. Mancini, Il garante della sussidiarietà; I. Neri, La tutela della concorrenza nel titolo V riformato; C. Clementi, Rassegna normativa e giurisprudenziale in tema di competenze regionali in materia creditizia anteriore alla riforma del titolo V della Costituzione

    Federalismo e regionalismo. Teoria e prassi nell'attuale fase storica

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    Il volume, con introduzione di G. Grottanelli de' Santi, contiene saggi di: E. Balboni, Dal federalismo gridato al regionalismo possibile; L. Violini, La riforma del regionalismo italiano e gli orientamenti della Corte costituzionale: casi e percorsi interpretativi; E. Bindi, La materia lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni nell'evoluzione legisltiva e giurisprudenziale; Q. Camerlengo, Riflessioni interlocutorie sul tono costituzionale del conflitto di attribuzione tra Stato e Regioni e tra Regioni; M. Perini, Le norme di fine e la forma di governo nei nuovi Statuti regionali: la razionalizzazione soostanziale della forma di governo; E. Lener, L'acccesso delle Regioni alla giurisdizione comunitaria; M. Mancini, Il garante della sussidiarietà; I. Neri, La tutela della concorrenza nel titolo V riformato; C. Clementi, Rassegna normativa e giurisprudenziale in tema di competenze regionali in materia creditizia anteriore alla riforma del titolo V della Costituzione

    Measurement and knowledge of intra-abdominal pressure in Italian Intensive Care Units

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    Background. With this survey, we aimed at investigating the knowledge, recognition and management of intra-abdominal pressure (IAP) and abdominal hypertension (IAH) in Italian Intensive Care Units. Methods. A questionnaire was sent to the "Intensive Care Unit lead physician" of 114 italian hospitals. Results. One hundred fourteen questionnaires were sent, and 77 (67.5%) of them were returned completed. IAP was measured in 51 Units (66.3%). The most frequent reasons for not measuring IAP were the lack of a specific IAP monitoring kit (34.6%) and not knowing how to make the measurement (23.0%). Urinary bladder pressure was the only method used to measure IAP, the most frequent timing for IAP measurements was once every 4 h. An IAP value of 15 mmHg was considered to be the threshold for IAH in 33.4% of the cases, whereas in 31.4% of cases it was 20 mmHg. The presence of risk factors for IAH (64.7%) and a previous urgent surgery (21.5 %) were indicators of IAP monitoring. Diagnosis of IAH prompted a surgical consultation and evaluation, also in view of a possible abdominal decompression in 64.7 % of cases. More than half (54.9%, n=28) of the 51 ICUs where LAY was measured reported to be unaware of the World Society of the Abdominal Compartment Syndrome. Conclusion. Italian intensive care unit physicians show a certain interest towards IAP monitoring and its implications in the management of critically ill patients. However, IAP, IAH and abdominal compartment syndrome still require greater basic understanding

    Hepatic resection after liver transplantation as a graft-saving procedure: indication criteria, timing and outcome

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    Hepatic resection after liver transplantation as a graft-saving procedure: indication criteria, timing and outcome. Catalano G, Urbani L, Biancofiore G, Bindi L, Boldrini A, Consani G, Bisà M, Campatelli A, Petruzzi P, Cioni R, Vignali C, Mosca F, Filipponi F. Source Liver Transplantation Unit, University of Pisa, Pisa, Italy. Abstract BACKGROUND: Hepatic resection is uncommon after liver transplantation (LT), but can be a graft-saving procedure in selected cases. Herein we describe the criteria, outcome, and timing of this procedure in our series. METHODS: Between January 1996 and December 2002, 397 LTs were performed in 367 recipients, of whom 12 patients (3.2%) subsequently underwent liver graft resections because of ischemic-type biliary lesions (ITBLs) (n = 5, 41.6%), segmental hepatic artery thrombosis (S-HAT)(n = 3, 25%), recurrent hepatocellular carcinoma (HCC) (n = 2, 16.6%), liver abscess (n = 1, 8.3%), or liver trauma (n = 1, 8.3%). The patients were divided into group 1 (n = 3 all with S-HAT) who underwent early resections (within 3 months of LT), and group 2 (n = 9) who underwent late resections (after 3 months). The outcomes and postoperative mortality ratio (within 30 days) were compared. RESULTS: The resections consisted of four left lobectomies, three right hepatectomies, two extended right hepatectomies, one segmentectomy, one anterior trisegmentectomy, and one right lateral sectoriectomy. The perioperative mortality rate was 66.6% in group 1 (one case of myocardial infarction and one of sepsis), and 22% in group 2 (one case of sepsis and one of hepatic failure). CONCLUSIONS: Late resections in stable patients with damage confined to the graft yield good prognosis. Even major resections are feasible graft-saving procedures. In contrast, early hepatic resections in S-HAT are associated with a worse outcome. Retransplantation should be considered the first-choice option. Sepsis significantly affects the postsurgical course

    Simulazione dell'effetto dei cambiamenti climatici sulla produzione del frumento tenero

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    Il modello di crescita del frumento tenero di Amir e Sinclair (1991), opportunamente calibrato per l’ambiente e le varietà italiane, è stato utilizzato per simulare gli effetti dei cambiamenti climatici ipotizzati da sei scenari futuri (“Equilibrium e Transient Scenarios”) in seguito all’incremento della concentrazione di CO2 nell’atmosfera, sulla coltivazione di cinque varietà di Triticum aestivum L. nell’Italia centro-settentrionale. Gli scenari climatici si distinguono per l’incremento della concentrazione di CO2 previsto e per le variazioni di temperatura e piovosità ipotizzate in conseguenza. Le varietà utilizzate differiscono per l’altezza e/o la precocità e per ciascuna sono state simulate la lunghezza del ciclo biologico e delle principali fasi fenologiche e la produzione di granella e di paglia. Con tutti gli scenari si prevede una riduzione sensibile del ciclo biologico del frumento, da un minimo di 8 ad un massimo di 39 giorni. L’accorciamento avviene quasi esclusivamente nel periodo fra l’emergenza e la spigatura. Gli scenari Equilibrium prevedono una diminuzione della produzione di granella in tutte le varietà, mentre con i Transient essa rimane pressochè invariata. Si osserva, inoltre, una tendenza all’incremento delle variazioni inter-annuali della resa. La produzione di paglia è risultata variabile in relazione ai diversi scenari presentando sia incrementi che riduzioni. Gli effetti negativi sulla produzione del frumento tenero previsti con i cambiamenti climatici potrebbero essere parzialmente bilanciati dalla scelta di varietà precoci e dall’anticipo della data di semina

    Sviluppo e accrescimento del frumento tenero. Calibrazione, validazione e sensibilità del modello di Amir e Sinclair nelle condizioni climatiche italiane

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    Il modello meccanicistico di Amir e Sinclair, realizzato per la simulazione dello sviluppo e dell’accrescimento del frumento tenero (Triticum aestivum L), è stato calibrato utilizzando una serie di dati sperimentali relativi a 15 varietà, a 10 località e a 25 anni, per adattarlo alle condizioni climatiche del territorio italiano. Il modello, dopo essere stato calibrato, è apparso in grado di stimare, con una buona precisione, sia le date di compimento delle principali fasi fenologiche, con una approssimazione di circa un giorno, sia la produzione di granella del frumento, con un errore del 2%. E’ stata anche valutata la sensibilità del modello alle variazioni della temperatura media dell’aria, delle precipitazioni atmosferiche, della radiazione solare e della concentrazione di CO2 dell’atmosfera. Soltanto le variazioni della temperatura e la riduzione delle precipitazioni hanno influito sulla lunghezza del ciclo biologico del frumento. In particolare, l’aumento della temperatura ha provocato un progressivo accorciamento delle fasi fenologiche comprese tra la semina e la spigatura e la riduzione delle precipitazioni ha causato un anticipo della data di fioritura. Tutti i parametri utilizzati per la analisi della sensibilità del modello hanno influenzato le produzioni di granella e di biomassa, provocando variazioni rispetto ai valori attuali, che hanno raggiunto, al massimo, rispettivamente 1,4 e 4,2 t ha-1 come conseguenza della riduzione delle precipitazioni dell’80%
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