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    El desafío de las humanidades ambientales: Un enfoque filosófico desde el materialismo posthumano

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    Los problemas y amenazas a la vida humana provocadas a partir de la acción sobresu entorno no humano han generado un campo de estudios en crecimiento que actualmente se reconoce como el de las humanidades ambientales. Mi objetivo aquí es revisar muy esquemáticamente las alteraciones que se han producido sobre la noción de lo humano a partir de su orientación a este problema y, a la vez, poner de manifiesto cierto sentido común de este incipiente campo de estudios con el que es preciso romper para que su relevancia no se diluya.Fil: Billi, Noelia. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas; Argentina. Universidad de Buenos Aires; Argentin

    Le strutture a gradinata: elementi naturali di stabilizzazione dei torrenti montani

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    Le strutture a gradinata (“step-pool”) sono degli elementi caratteristici distintivi degli alvei montani, ma sono state riconosciute come elemento trasversale di scabrezza, con caratteristiche proprie, solo a partire dagli anni ’80 (Whittaker & Davies, 1982; Whittaker & Jaeggi, 1982; Chin, 1989). Un sostanziale contributo ad un miglioramento delle conoscenze sulla morfologia e sulla dinamica degli step-pool è arrivato negli anni ’90 grazie ai lavori di Grant (Grant et al., 1990; Grant & Mizuyama, 1991), di Billi, Lenzi e D’Agostino (Billi et al., 1998; Lenzi et al., 1997; Lenzi & D’Agostino, 1998;) e di Buffington (1995). La maggior parte di questi studi riporta ricerche di campagna con l’obbiettivo di individuare i principali parametri che descrivono le strutture a gradinata (altezza e larghezza), ed i fattori che ne condizionano l’origine e la dinamica. Attraverso alcune esperienze di laboratorio si è cercato di individuare quali sono le condizioni idrauliche necessarie per la formazione degli step-pool (vedi per es. Grant & Mizuyama, 1991; Abrahams et al., 1995), mentre molto pochi sono gli studi che hanno analizzato il trasporto solido al fondo in relazione alla formazione e le caratteristiche geometriche degli step-pool (Billi et al., 1998; Lenzi et al., 1997; Lenzi & D’Agostino, 2000). Queste strutture trasversali ripetitive, oltre a conferire ai torrenti montani una morfologia caratteristica, hanno una grande importanza in termini di stabilizzazione degli alvei stessi e nel fornire un habitat acquatico favorevole allo sviluppo di specie ittiche di pregio. Le strutture a gradinata, infatti, si trovano in una condizione di equilibrio dinamico e possono distruggersi per poi riformarsi in punti diversi in condizioni di portata elevata, con tempi di ritorno di 30-50 anni (Lenzi & D’Agostino, 2000). Anche se molti autori ritengono che i grossi clasti che costituiscono l’ossatura delle strutture a gradinata si muovano raramente, è opinione degli scriventi che queste interagiscano con i sedimenti in transito, e che questi massi siano soggetti a muoversi, anche con portate e tiranti d’acqua relativamente modesti. Per provare questa ipotesi è fondamentale effettuare delle esperienze di campo. Una serie di rilievi sono stati avviati allo scopo di identificare i rapporti tra le caratteristiche idrauliche della corrente e la formazione, il consolidamento o la rimozione delle strutture a gradinata. Preliminarmente, viene tuttavia presentato un lavori di sintesi dei dati di letteratura al fine di verificare le relazioni prodotte dai vari autori. L’obiettivo finale della ricerca finanziata con fondi INRM rimane comunque quello di comprendere la dinamica di queste strutture e di definire possibili strategie di intervento per la stabilizzazione dei torrenti montani facendo ricorso soltanto a materiali naturali presenti in alveo

    La caída del cielo y la diplomacia vegetal

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    La relación de los pueblos originarios con las plantas de poder ha sido objeto de estudio antropológicos y etnobotánicos prolíficos, y han sido atestiguadas en todo el mundo. En general, las ciencias antropológicas han considerado a las plantas, y sobre todo a las que tienen efectos psicotrópicos, como dispositivos de mediación entre los humanos y […]Fil: Billi, Noelia. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas; Argentina. Universidad de Buenos Aires; Argentin

    QUADERNI DI TEATRO CARCERE

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    Pubblicazione annuale del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, una rete di progetto che unisce le strutture teatrali che operano all'interno delle Carceri della Regione. La collana raccoglie i materiali prodotti nell'ambito dei progetti realizzati dal Coordinamento, di cui i direttori di collana CRISTINA VALENTI e PAOLO BILLI sono rispettivamente Consulente scientifico e Presidente. Sviluppati all'interno e all'esterno degli istituti di pena, i progetti del Coordinamento sono finalizzati a mettere in relazione la popolazione reclusa e la società civile. Il PRIMO VOLUME, dal titolo MAPPE RISTRETTE, comprende: tre “Dialoghi teatrali” fra personalità diversamente coinvolte nell’attività teatrale in carcere (registi, magistrati, pedagogisti, studiosi di teatro, antropologi, assessori); tre “Lectio” affidate a rappresentanti di prestigio delle diverse aree coinvolte: Armando Punzo per il teatro, Giuliano Scabia per la pedagogia teatrale nel sociale, Gherardo Colombo per la magistratura; due testi teatrali prodotti dagli attori-detenuti di Bologna e Castelfranco Emilia, nell’ambito dei laboratori teatrali. Conclude il volume una mappa dei soggetti aderenti al Coordinamento Teatro Carcere Emilia-Romagna, con indicazione delle rispettive tipologie di attività. N.B.:La pubblicazione "Quaderni di Teatro Carcere", nata come serie periodica nel 2013, è rivista dal 2014 (Autorizzazione del Tribunale di Bologna n. 8353, del 15 luglio 2014)

    Furguson, Mrs. Billi

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    Photograph from the C.R. Savage Portrait Studio. Name associated with the photograph: Mrs. Billi Furguso

    Sviluppo delle politiche del personale nelle aziende italiane

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    Questo volume è la sintesi di oltre due anni di attività di ricerca dell'Osservatorio sulla Sinergia, costituito da Aidp (Associazione Italiana direttori del personale) e A.F. Forum (Associazione per l'Alta Formazione).. Obiettivo dell'Osservatorio è la costruzione di un qualificato punto di analisi delle politiche del personale nelle aziende italiane nell'ultimo decennio attraverso i materiali raccolti nelle diverse edizioni del premio Sinergia dell'Aidp: progetti presentati da aziende di settori, dimensioni e tipologie organizzative diverse che illustrano interventi nell'area del personale, in fase realizzativa o di progettazione. E' stata effettuata una lettura aggiornata dei processi innovativi in atto nelle aziende, relativamente alla gestione e allo sviluppo delle risorse umane (politiche, metodologie e strumenti), con particolare riguardo alle relazioni con strutture e strategie dell'impresa e con il dibattito teorico sulle politiche del personale.La centralità ormai assunta dalle iniziative d'impresa nell'ambito delle risorse umane è tale che queste ultime rappresentano oggi l'identità stessa dell'impresa e il suo portato di innovazione.Il ruolo della direzione del personale, quale principale interlocutore di questo processo, acquista una dimensione e una complessità mai prima avute. Lo sviluppo di tale consapevolezza è la sfida per le direzioni del personale.Il volume, redatto da Assunta Viteritti e Alessandra Billi per l'Aidp, riporta i risultati dell'indagine qualitativa condotta su un campo di aziende partecipanti alle diverse edizioni del premio Sinergia.A questi si accompagnano alcuni interventi relativi al dibattito teorico attuale sulle politiche del personale e sulle problematiche relative allo sviluppo delle risorse umane. La prefazione di Enrico Auteri descrive l'evoluzione del cambiamento aziendale e delle risorse umane, con particolare riferimento alla gestione del personale.Questo lavoro è un utile strumento di riflessione per quanti operano, come responsabili, formatori e studiosi, nel campo della gestione e dello sviluppo delle risorse professionali in azienda

    Sedimentology of a pseudomeandering river (Cecina R., central Italy)

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    Pseudomeandering rivers (Wolman & Brush, 1961; Hickin, 1969) or wandering rivers (Church, 1983; Ferguson & Werrity, 1983; Desloges & Church, 1987) have not been studied in as much detail as other river morphologies and hence they are not well known. In recent decades, only a few studies have been carried out on them (Wolman & Brush, 1961; Church, 1983; Ferguson & Werrity, 1983; Desloges & Church, 1987). CANCELLARE LA FRASE 2 LASCIARE LA BIBLIOGRAFIA CHE SOSTIENE LA FRASE 3. Some authors considered pseudomeandering rivers as an unstable stage of transition between braided and meandering morphologies. By this assumption, even a very small variation in the hydraulics, sediment supply or structural setting would determine a change in the channel pattern. According to this hypothesis, pseudomeandering morphology should be just an exceptional, rare case. However, modern examples of pseudomeandering rivers are very common in the Northern Apennines (Orcia R., Ombrone R., Cornia R., Albegna R., Sieve R., Arno R., Cecina R.) as they were in the Pleistocene Valdarno basin (Billi et al., 1987)

    The Climate of Ethiopia

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    Several papers have been published on different issues regarding the climate of Ethiopia or of some specific region. This presentation attempts to revise the knowledge of the climate of Ethiopia by means of updated, longer time series and including a larger number of meteo-stations than previous studies. Basic climatic parameters such as temperature, rainfall, relative humidity, wind, evapotranspiration, and aridity are considered and their spatial distribution is analyzed. The main results of such elaborations have been regionalized to obtain climatic maps by means of geostatistical interpolation, also taking into account topogeographic variables. These parameters were also used to update the Köppen classification of the Ethiopian territory. Climate change is a very important issue with worrying repercussions on agriculture and hence the social and economic development of the country. Trends of temperature and annual, spring, and summer rains were interpolated for the last 3–5 decades. Temperature shows a markedly increasing trend especially as regards the minimum values, whereas annual rainfalls tend to decrease with the spring, ‘small rains’ decreasing at faster rate

    La misura del trasporto solido nel Fiume Reno

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    . La dinamica di una spiaggia è un processo complesso che implica la mobilizzazione di grandi (o piccole) quantità di sedimenti. Intervenire su una costa sia per la realizzazione di opere volte al suo sfruttamento sostenibile (turistico e/o industriale) o anche per cercare di contrastare i fenomeni di degrado in atto non può prescindere da una approfondita conoscenza sia dei processi di trasporto solido lungo costa, ma anche della quantità degli apporti solidi dei corsi d’acqua che in essa hanno le proprie foci. Le misure di trasporto solido al fondo dei corsi d’acqua e lungo costa non sono semplici e richiedono il dispiegamento di importanti risorse umane e finanziarie. Per questi motivi tali misure in Italia sono scarsissime e quasi tutte riferite all’ultimo decennio (Billi e Paris, 2004; Billi e Salemi, 2004). Vero è però che ove si disponga di dati di trasporto solido al fondo, dati di trasporto litoraneo e dati delle variazioni morfologiche della spiaggia susseguenti agli aventi piena e alle mareggiate è possibile gettare molta luce sui processi e sulle loro interazioni che regolano le condizioni di equilibrio di una spiaggia e fornire quindi una base scientifica avanzata per una più corretta progettazione degli interventi di mitigazione del degrado e di riabilitazione. Il presente studio vuol rappresentare proprio un primo tentativo di coniugare le misure di trasporto solido al fondo dei Fiumi Uniti con le osservazioni della dinamica della coste prospicienti la sua foce

    Particle size distributions in natural carbonate fault rocks: insights for non-self-similar cataclasis

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    http://sfx.cilea.it:9003/sfxcab3/sf(opens in a new window)|View at Publisher| Export | Download | Save to list | More... Earth and Planetary Science Letters Volume 206, Issue 1-2, 30 January 2003, Pages 173-186 Particle size distributions in natural carbonate fault rocks: Insights for non-self-similar cataclasis (Article) Storti, F. , Billi, A., Salvini, F. Dipartimento Scienze Geol., Univ. degli Studi 'Roma Tre', Rome I-00146, Italy View references (53) Abstract Particle size distributions of cataclastic rocks influence the mechanical and fluid flow behaviour of fault zones. Available data from natural cataclastic rocks are still controversial and do not fully support a self-similar evolution for the cataclastic process, a concept derived from laboratory experiments and micromechanical modelling. Our analyses of particle size in carbonate fault rocks show power law distributions with fractal dimensions spanning a broad range. This confirms that the idea of a persistent fragmentation mechanism for describing the entire evolution of natural cataclastic fault cores in carbonate rocks is inadequate. Conversely, we propose that the fragmentation mechanism progressively changes with the intensity of comminution. Slip localisation within narrow shear bands is favoured when a favourable cataclastic fabric with fractal dimensions D ∼ 2.6-2.7 is achieved in the fault zone. Intense comminution in the narrow shear zones produces the preferential formation of small diameter particles resulting in particle size distributions characterised by D values approaching or exceeding 3. The non-self-similar evolution of natural cataclastic rocks has an important impact on the frictional and permeability properties of fault zones
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