1,721,021 research outputs found
STOCHASTIC FINITE-ELEMENTS FOR CRASH PROBLEMS
Stochastic finite elements in crash problems via response surfac
Atlante della razze autoctone : bovini, equini, ovicaprini, suini allevati in Italia
La prima edizione di questo libro era nata dalla constatazione che in Italia non esisteva un testo recente sulla biodiversità zootecnica. Erano infatti passati 25 anni dalla pubblicazione degli Atlanti prodotti dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sulle popolazioni bovine, ovine e caprine, e più di una decina dalla pubblicazione di quello sulle popolazioni equine e asinine. Al pari di una numerosissima produzione scientifica, tali pubblicazioni erano indirizzate ad un pubblico di addetti ai lavori ed ebbero una diffusione molto limitata, circoscritta alle Università e agli Enti di ricerca. L’idea principale del libro era quella di mettere a disposizione di un pubblico ampio un’opera che contribuisse a diffondere e ad accrescere la consapevolezza del ruolo insostituibile svolto dall’allevamento delle razze autoctone in Italia nel mantenimento della biodiversità agraria, degli equilibri ecologici, delle tradizioni, delle economie di nicchia basate sui prodotti tipici da esse derivati. A distanza di dieci anni la situazione non è cambiata, questa seconda edizione mantiene gli stessi presupposti, portando però nuove informazioni, che riguardano in primo luogo nuove razze, una decina, che sono state individuate in questo ultimo periodo. Inoltre, grazie al completo aggiornamento delle consistenze numeriche delle diverse razze, offre l’occasione per una valutazione sul loro stato attuale e sulla loro evoluzione nell’arco dell’ultimo decennio. Per quanto riguarda la specie bovina, sono state introdotte due nuove schede, relative alla Bruna Originale e alla Alifana. Per i bovini, in generale, si riscontra un calo degli animali iscritti al registro anagrafico, che diventa preoccupante nelle popolazioni reliquia soprattutto per la ridottissima presenza di tori. Il rapporto maschi/femmine è sempre molto sbilanciato è non è mai previsto un congelamento periodico del seme di nuovi tori. Anche per i cavalli sono state inserite due nuove schede, il Cavallo Appenninico e il Cavallo Romano della Maremma Laziale, iscritti recentemente al Registro anagrafico. Al contrario dei bovini, i cavalli, per quasi tutte le razze, mostrano un aumento, in diversi casi molto marcato, dei capi iscritti. Questo andamento è ancora più accentuato per le razze asinine a testimonianza di un accresciuto interesse, in Italia, per l’allevamento di questi animali. Tre sono le nuove razze di asini inserite, Calabrese, Viterbese e Asino dei Monti Lepini Riguardo alle pecore si registra una forte diminuzione dei capi iscritti al registro anagrafico ed ai libri genealogici, che conferma la profonda crisi che l’allevamento ovino sta attraversando. In alcuni casi le difficoltà riguardano anche l’assenza di tecnici sul territorio per la registrazione degli animali; la recente ristrutturazione dell’Associazione Italiana Allevatori, che è delegata a tale attività, con la soppressione di diverse sedi periferiche e anche di qualche sede regionale, è probabilmente la maggiore causa di tale disservizio. Anche per le pecore compaiono due nuove razze, la Pecora dell’Amiata e la Pecora Quadricorna e due sono anche le nuove razze di capre inserite, la Capra Grigia delle Valli di Lanzo e la Capra della Valnerina. Anche per le capre c’è una generalizzata diminuzione numerica. Però, in alcuni casi, si registrano ampie oscillazioni numeriche, che evidenziano una certa approssimazione della azioni di censimento; al Sud, in alcuni casi, emergono grosse popolazioni prima non censite o ritenute ridotte a pochi capi. Oltre a questa breve introduzione, per ognuna delle sei specie trattate è presente un capitolo introduttivo dedicato, che affronta la storia evolutiva della specie e traccia un quadro della diffusione delle razze nel nostro Paese. La suddivisione del testo in schede, consente di accedere in modo semplice e agile alle informazioni. Le schede delle razze, inserite in ordine alfabetico, sono raggruppate per specie. Sono trattate tutte le razze autoctone, bovine, equine, asinine, ovine, caprine e suine allevate in Italia. Oltre alle razze autoctone sono state inserite anche poche razze a diffusione internazionale; alcune hanno un’importanza particolare perché utilizzate per il miglioramento genetico delle razze autoctone (è il caso degli equini), altre, per la loro grande diffusione nel nostro Paese, hanno determinato la parziale o totale sostituzione di molte razze autoctone e sono state anche utilizzate in passato per la produzione di meticci che hanno assunto una certa importanza nel panorama zootecnico nazionale (ciò riguarda prevalentemente le specie bovina e suina). In ogni scheda si trovano notizie sull’origine della razza e sulla sua diffusione e consistenza. Sono poi descritte le caratteristiche morfologiche, produttive e riproduttive. Vengono date anche informazioni sul sistema di allevamento utilizzato, e per ogni razza è riportato un giudizio sulle sue prospettive future. In ogni scheda è inserita una cartina geografica che indica la zona di attuale diffusione della razza. Fondamentale per un’opera di questo tipo è la parte fotografica e ogni scheda è corredata di una o più foto che consentono di interpretare meglio quanto riportato nella descrizione morfologica. Non mancano appositi box con indicazioni sulle produzioni tipiche legate alle diverse razze. Anche se a tale riguardo esistono numerosissime pubblicazioni, questo aspetto è stato inserito perché è parte integrante di un importante (ma spesso dimenticato) trinomio che comprende “area di allevamento, razza autoctona e produzione locale” e che, almeno in Italia, costituisce un vero e proprio sistema culturale da difendere con tenacia. Infine, per ogni razza è stato inserito un box che riporta gli indirizzi e i numeri di telefono di associazioni, organizzazioni o singole persone che si occupano della razza e possono fungere da referenti per chi volesse ottenere maggiori informazioni
Caratteristiche sedimentologiche dei depositi di ventaglio di rotta prodotti dal Fiume Secchia durante l’alluvione del 19 gennaio 2014
Lo studio sedimentologico dei depositi di ventaglio di rotta dell’alluvione del 19 gennaio 2014 presso
San Matteo (Modena) ha permesso di ottenere informazioni sull’evoluzione nel tempo e nello spazio
del sedimento fuoriuscito dall’alveo del Fiume Secchia in soli tre giorni. L’onda di piena ha allagato
la pianura verso nord-est creando un breve solco di erosione e un ventaglio di sabbie dallo spessore
massimo di circa 1 m. Il corpo sabbioso si è sviluppato fino ad una distanza dalla breccia di circa
600 m verso nord-est e 1,1 km verso est, dove la velocità della corrente si è mantenuta superiore
a 0,75 m/s. Nelle zone distali sono stati deposti limi argillosi (16-44% di argilla) fino a 5,4 km di
distanza presso Bastiglia, corrispondenti a velocità della corrente comprese tra 0,75 e 0,25 m/s. Le
sezioni stratigrafiche del corpo sabbioso presentano tre unità principali discontinue, dal basso verso
l’alto: 1) sabbia limosa poggiante direttamente sul terreno agricolo, fuoriuscita nella fase iniziale
dell’alluvione; 2) sabbie medie in discordanza erosiva contenenti abbondanti clasti di fango (16%)
costituiti da frammenti del terreno agricolo e dell’argine stesso prodotti dal progressivo allargamento
della breccia nell’argine; 3) sabbia media con una minore quantità di clasti fangosi (8%)
deposta all’inizio dei lavori di riparazione dell’argine.
Abstract
Sedimentological characteristics of the crevasse-splay deposits of the River Secchia flood of 19th
January 2014. The study of the R. Secchia flood of 19th January 2014 at San Matteo (Modena, Italy)
allows the evolution in time and space of the crevasse-splay deposits, which formed in just three days,
to be reconstructed. The flood propagated toward the north-east forming a small erosion surface
immediately downstream of the collapsed embankment and an irregular sand wedge with a maximum
thickness of about 1 m. The sand body covered an area of about 600 m toward the north-east and 1.1
km to the east, where the speed of the current was higher than 0.75 m/s. Laterally, a thin clayey silt
(16 to 44% of clay) layer was deposited up to 5.4 km away, in the area where the current speed
ranged between 0.75 and 0.25 m/s. The stratigraphic sections of the sand body show three main units,
from the bottom to the top: 1) a layer of silty sand resting directly above the soil, deposited during
the initial phase of the flood; 2) a medium sand layer containing abundant mud clasts (16%) which
are eroded fragments from the soil and the embankment produced by the progressive enlargement of
the breach; 3) a top sand layer with less abundant mud clasts (8%) deposited at the beginning of the
embankment repair works
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
A BglII polymorphism at the porcine γ‐glutamyl transpeptidase (GGT) locus
A BglII polymorphism at the porcine γ‐glutamyl transpeptidase (GGT) locu
A HincII polymorphism at the porcine gamma-glutamyl transpeptidase (GGT) locus
A HincII polymorphism at the porcine gamma-glutamyl transpeptidase (GGT) locu
A PstI RFLP at the porcine β‐myosin heavy chain (MYHCB) locus
A PstI RFLP at the porcine β‐myosin heavy chain (MYHCB) locu
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