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La luna e la marea. Franco Moretti teorico della letteratura
Il saggio analizza l'impianto teorico e metodologico dell'opera di Franco Moretti, nel rapporto tra generale e particolare, sintesi e analisi, astrazione teorica e ricerca quantitativa
Nota critica sulla poesia di Giovanna Cristina Vivinetto
Il capitolo indaga gli elementi innovativi della poesia di Cristina VIvinetto, in particolare dell'opera Dolore minimo
Diario critico del 2009
Un'intera raccolta inedita di Piero Bigongiari, risalente ai primi anni Quaranta e ritrovata da Andrea Kerbaker, apre questo nuovo numero dell'Almanacco dello Specchio, che comprende anche cinque poesie disperse di Amelia Rosselli, un autoritratto in versi di Nanni Balestrini, un breve saggio di Antonio Prete su Giancarlo Majorino, un'intervista a Franco Branciaroli sul suo rapporto con la poesia, il Diario critico 2008-2009 di Biancamaria Frabotta e Alberto Bertoni. Parte centrale e molto sostanziosa, un'antologia di dodici poetesse: Marica Larocchi, Anna Maria Carpi, Maria Attanasio, Daniela Attanasio, Annalisa Manstretta, Anna Buoninsegni, Maria Pia Quintavalla, Michela Miti, Paola Loreto, Gabriela Fantato, Azzurra D'Agostino, Letizia Dimartino.Tra gli inediti italiani, ecco nuovi versi di autori affermati come Giovanni Orelli e Milo De Angelis, Umberto Piersanti e Luigi Fontanella, o di altre personalità emergenti quali Giovanni Nadiani, Marco Massimiliano Lenzi, Massimo Dagnino, Guido Monti, Giovanni Francesco Accolla. Le sezioni dedicate agli stranieri presentano una scelta di versi del grande poeta ungherese Miklós Radnóti, dell'irlandese Patrick Kavanagh, dell'argentino Arturo Carrera, del canadese Serge Patrice Thibodeau e dell'iracheno Kadhim Jihad Hassan
Sagittario, presso Franco Cesati Editore
Sagittario è una collana dal profilo distintivo che vuole coniugare quadro sistematico e urgenza del presente, dando voce a questioni di teoria e critica della letteratura oggi avvertite come particolarmente cruciali e stringenti. Il primo versante della sua doppia natura – la serie Geoletteraria – accoglie infatti un filone di studi estremamente dibattuto e vitale, cioè approcci, metodi e analisi del testo letterario in chiave spaziale (geografie letterarie, geocritica, ecocriticism, letteratura mondiale, Border Studies, East-West Studies e ulteriori classificazioni, ancora in via di elaborazione), con la finalità esplicita di creare un equivalente italiano rispetto a collane, grappoli di titoli, spazi di discussione presenti in varie tradizioni critiche europee e americane. Questo fronte interdiscorsivo e intimamente geofilo si salda poi con quello della serie Neocritica, che accoglie lavori su questioni teoriche più ampie ma sempre connesse a un aggiornato confronto critico con il dibattito in corso: relazioni comparative tra letteratura, arti e nuovi media; proposte metodologiche e percorsi critici innovativi, di taglio generale o monografico; sguardi inediti – anche alimentati dalla convergenza con altri campi del sapere – su filoni di ricerca tradizionali (estetica, narratologia, storiografia letteraria, teoria della ricezione, teoria dei generi, tematologia); nuove ipotesi storiografiche e interpretative su alcuni nodi centrali della tradizione letteraria, con particolare attenzione ai rapporti dialettici tra modernità, modernismo e postmodernismo; indagini di media o lunga durata sullo sviluppo di miti, immagini, generi e formazioni discorsive in determinate fasi storico-culturali; riflessioni sullo statuto attuale della critica e della didattica del testo letterario
Franco (Albert M.) interview, 2000
Rhodes, GreeceAlbert was born November 10, 1914 to immigrant parents Rosa Boullissa and Marco Franco of the Island of Rhodes. He attended Leschi Elementary, Garfield High School and graduated from the University of Washington and University of Washington Law School Class of 1939. He served in the US Army Intelligence Corps. Returning to Seattle, he became a founding partner of the law firm Franco, Asia, Bensussen and Coe, and practiced immigration and business law, also serving as the representative of the Mexican Embassy in the Northwest. Albert was an early civil rights advocate, and helped author King County's Civil Rights Ordinance. He also served on the King County Human Rights Commission. A strong philanthropic supporter of the Jewish Community and United Way, Albert was past president of the Jewish Federation of Greater Seattle and was active in the Anti-Defamation League, the American Civil Liberties Union and the American Jewish Committee. In this interview Mr. Franco discusses the lawsuit of Eugene Levy vs. Jewish Family and Child Service (JFCS) of 1948. This accession is part of the Washington State Jewish Archives.To request a high resolution or uncompressed reproduction, or to obtain permission to use any portion of this item, contact the University of Washington Libraries, Special Collections. Email: [email protected]. Please reference the Digital ID Number
Con le mani per terra: trasformazione dei luoghi nella pratica corporea. Il caso della breakdance a Porta Venezia, Milano
Basato sui risultati di una ricerca etnografica, il paper intende esplorare i modi in cui i ballerini di hip-hop utilizzano lo spazio pubblico come un palcoscenico, per poter analizzare i rapporti tra pratiche espressive, corpi e luoghi. Come caso empirico dell’osservazione, è stata utilizzato il mezzanino di Porta Venezia, a Milano, un’ampia area della metropolitana per lungo tempo lasciata inutilizzata, prima che un gruppo di b-boy la individuassero come “un posto per ballare”. Usandola per i loro allenamenti, i ballerini creano attraverso le loro pratiche quotidiane nuovi significati allo spazio, sviluppandone una connessione emotiva. Abitudini, pratiche, condotte vengono descritte mettendo in mostra la mutua influenza tra corpi e spazi: l’uso alternativo e quotidiano dello spazio ha un’influenza pratica sul modo di danzare e sul modo di essere un b-boy.
Gli usi innovativi e inaspettati di usare, gestire e prendersi cura dello spazio, vengono letti come forme di resistenza, mostrando il contenuto conflittuale della corporeità agita. Ballando, i b-boy creano una nuova opportunità di interpretare il mezzanino della metropolitana e, più generalmente, la città stessa. Con la loro riappropriazione di uno spazio, viene agito un conflitto intorno alle caratteristiche di proprietà, accessibilità e intersoggettività dello spazio pubblico, mostrando come la definizione di “pubblicità” possa essere negoziata e contesa.
In particolare, si sono evidenziati I discorsi alternative che vengono costruiti attraverso i movimenti della breakdance e le piccole azioni quotidiane connesse. Durante le loro attività, i b-boy mettono in discussione la definizione di ciò che è permesso e proibito, contrapponendo creando con la loro corporeità in movimento un’opposizione alle forme istituzionalizzate e disciplinate di discorsi del potere sul corpo in pubblico
Medioevo reggiano : studi in ricordo di Odoardo Rombaldi. A cura di Gino Badini, Andrea Gamberini, Milano 2007
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