311,584 research outputs found

    Tarjeta de Visita de Mr. Richard Bertin

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    Tarjeta de Visita de Mr. Richard Bertin, profesor de francés e inglés y antiguo profesor de S.A.R. el príncipe de Portugal

    Il “Documento Granese-Bertin”: 1986-1988. 2.2.2. Educazione e formazione

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    Il volume di Giancarla Sola presenta il quadro complessivo dell'epistemologia italiana negli ultimi cinquant'anni. Lo fa partendo da una domanda «Che cosa è la Pedagogia?». Nel compiere anzitutto un'analisi del "Documento Granese-Bertin" e del relativo dibattito (entrambi apparsi sulla Rivista fiorentina "Scuola e città" nel biennio 1986-1988), il libro delinea l'articolato scenario entro cui si sviluppano la ricerca, il discorso e la critica in pedagogia. Mettendo a punto l'interpretazione critica di una delle fasi più significative della discussione epistemologica, il lavoro restituisce un orizzonte composito di temi, problemi e posizioni attraverso i quali è venuta costituendosi l'identità della pedagogia intesa come scienza generale della formazione e dell'educazione dell'uomo

    Il “Documento Granese-Bertin” e la sua svolta epistemologica

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    Il volume di Giancarla Sola presenta il quadro complessivo dell'epistemologia italiana negli ultimi cinquant'anni. Lo fa partendo da una domanda «Che cosa è la Pedagogia?». Nel compiere anzitutto un'analisi del "Documento Granese-Bertin" e del relativo dibattito (entrambi apparsi sulla Rivista fiorentina "Scuola e città" nel biennio 1986-1988), il libro delinea l'articolato scenario entro cui si sviluppano la ricerca, il discorso e la critica in pedagogia. Mettendo a punto l'interpretazione critica di una delle fasi più significative della discussione epistemologica, il lavoro restituisce un orizzonte composito di temi, problemi e posizioni attraverso i quali è venuta costituendosi l'identità della pedagogia intesa come scienza generale della formazione e dell'educazione dell'uomo

    La centralità del territorio: i nodi del cambiamento

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    I sistemi sanitari sono interessati da un profondo processo di cambiamento e, ad oggi è difficile individuare l'esito del cambiamento in atto. L'assetto dei sistemi locali dipenderà dalla capacità di attivare di tener conto di: i) la forte disomogeneità delle esperienze e la necessità di sviluppare processi di costruzione di basi semantiche omogenee per poter attivare processi di confronto delle informazioni anche fra le azioni svolte a livello territoriale; ii) le dinamiche di conflitto e concorrenza fra le diverse figure professionali presenti nel territorio e nelle strutture residenziali. L’azione territoriale necessita, infatti, di una legittimazione reciproca fra le professioni e di processi di coordinamento e integrazione delle loro attività; iii) la diversificazione del sistema degli attori e la sperimentazione di pratiche di governance capaci di integrare l’azione elle singole organizzazioni compreseti nel processo di produzione dei servizi; iv) la centralità delle dinamiche e delle opportunità offerte dalla web-society, in grado di modificare i processi e le abitudini di produzione e di utilizzo dei servizi sanitari territoriali

    Ragione estetica e ragione pedagogica in Giovanni Maria Bertin

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    Alla “scuola” di Antonio Banfi si è formata una generazione di studiosi che, per vie e in ambiti diversi, hanno rinnovato in profondità il panorama della filosofia italiana del Novecento. Tra i «grandi allievi» di Banfi, figura anche Giovanni Maria Bertin, che ha dato un contributo determinante - in termini sia di fondazione teorica che d’impostazione metodologica - allo sviluppo di una moderna filosofia dell’educazione nel nostro paese. Aderendo al razionalismo critico banfiano, Bertin ricava dal maestro tanto l’idea trascendentale di esperienza (intesa appunto come «il rapporto integrativo del soggetto da parte dell’oggetto e reciprocamente dell’oggetto da parte del soggetto»), quanto la funzione regolativa del razionale (inteso non come principio normativo, ma come criterio generale di risoluzione della problematicità insita nella struttura relazionale dell’esperienza stessa). Donde, l’orientamento marcatamente filosofico del problematicismo pedagogico di Bertin, per il quale, di fronte alle opposte tendenze di una pedagogia dedotta aprioristicamente da un principio metafisico e di una pedagogia indotta riduttivamente da basi empirico-sociologiche o neopositivistiche, mantiene validità «una filosofia dell’educazione che si prefigga l’analisi critico-fenomenologica dell’esperienza educativa, nel senso già enunciato in Italia da A. Banfi».Nel dialogo ininterrotto che ha legato Bertin a correnti e problematiche filosofiche del suo tempo, un posto speciale è occupato dal suo rapporto con la riflessione e il campo dell’estetica. Proprio all’estetica si volgono inizialmente i suoi studi giovanili, in un crescendo d’interesse che culmina nella pubblicazione di un volume dedicato a L’ideale estetico; parallelamente, temi di carattere estetico tornano ad essere predominanti nell’ultima fase del suo pensiero, quando «si aprono inquietanti (e tragici) interrogativi sul principio di ragione quale forza “teoretica”, “vitale” e “storico/sociale” di ricomposizione e integrazione delle antinomie esistenziali e socioculturali della vita umana». Tra queste due fasi, si distende la più nota produzione pedagogica di Bertin, in cui è portata a maturazione la teoria dell’educazione in chiave problematicista, mentre assume centralità il momento dell’impegno etico-sociale. Tuttavia, anche nella fase intermedia, la ragione estetica continua a sollecitare la pedagogia della ragione, costituendone un’istanza critica e di arricchimento, prima di diventarne una modalità privilegiata di progettazione e di ampliamento.In questo contributo si cerca di ricostruire questo percorso, nella convinzione che esso rappresenti un “lascito” stimolante, anche per le contaminazioni e gli intrecci - potremmo dire le “irradiazioni” - con cui ha attraversato diversi campi disciplinari

    Il “Documento Granese-Bertin”: 1986-1988. 2.3.2. La pedagogia fra scientificità e epistemologia

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    Il volume di Giancarla Sola presenta il quadro complessivo dell'epistemologia italiana negli ultimi cinquant'anni. Lo fa partendo da una domanda «Che cosa è la Pedagogia?». Nel compiere anzitutto un'analisi del "Documento Granese-Bertin" e del relativo dibattito (entrambi apparsi sulla Rivista fiorentina "Scuola e città" nel biennio 1986-1988), il libro delinea l'articolato scenario entro cui si sviluppano la ricerca, il discorso e la critica in pedagogia. Mettendo a punto l'interpretazione critica di una delle fasi più significative della discussione epistemologica, il lavoro restituisce un orizzonte composito di temi, problemi e posizioni attraverso i quali è venuta costituendosi l'identità della pedagogia intesa come scienza generale della formazione e dell'educazione dell'uomo

    Piani di zona e governo della rete

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    La legge di riforma dell’assistenza ha indicato i piani di zona quale strumento fondamentale per il governo delle politiche sociali e socio-sanitarie a livello territoriale. Le esperienze concrete si sono dovute confrontare con il processo di trasformazione dei sistemi di welfare, sempre più caratterizzati dalla compresenza di diversi attori (pubblici e privati) non legati fra loro da relazioni gerarchiche. Le esperienze hanno anche evidenziato la multidimensionalità dei problemi sociali e la necessità di utilizzare il piano come strumento d’integrazione delle politiche pubbliche che concorrono alla produzione del benessere di una popolazione. Questa situazione ha presto evidenziato l’incapacità della logica programmatoria tradizionale di governare la complessità dei sistemi. La cultura della programmazione nasce orientata dalla presenza di relazioni gerarchiche fra gli attori. L’evoluzione dei sistemi locali di welfare richiede di ripensare ai processi di programmazione in relazione alle dinamiche di rete che connettono gli attori sociali ed alla necessità di integrare le politiche. Questo libro intende proporre una rivisitazione della tecnologia della programmazione a partire dalle riflessioni teoriche e metodologiche e dall’analisi delle pratiche operative. La prima parte presenta il dibattito scientifico e propone di considerare il piano di zona come il piano strategico territoriale che orienta e coordina le politiche locali. Questa impostazione introduce una rilevante innovazione sociale. Nella seconda e nella terza parte si analizza un caso concreto per evidenziare le difficoltà e le resistenze che incontrano i processi di innovazione sociale

    Field-induced superdiffusion and dynamical heterogeneity

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    By analyzing two Kinetically Constrained Models of supercooled liquids we show that the anomalous transport of a driven tracer observed in supercooled liquids is another facet of the phenomenon of dynamical heterogeneity. We focus on the Fredrickson-Andersen and the Bertin-Bouchaud-Lequeux models. By numerical simulations and analytical arguments we demonstrate that the violation of the Stokes-Einstein relation and the observed field-induced superdiffusion have the same physical origin: while a fraction of probes do not move, others jump repeatedly because they are close to local mobile regions. The anomalous fluctuations observed out of equilibrium in presence of a pulling force ε, σ2x(t)=⟨x2ε(t)⟩−⟨xε(t)⟩2∼t3/2, which are accompanied by the asymptotic decay αε(t)∼t−1/2 of the non-Gaussian parameter from non-trivial values to zero, are due to the splitting of the probes population in the two (mobile and immobile) groups and to dynamical correlations, a mechanism expected to happen generically in supercooled liquids

    Il “Documento Granese-Bertin”: 1986-1988. 2.2.3. Fra teoria e prassi: pedagogia e filosofia, filosofia dell’educazione e didattica

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    Il volume di Giancarla Sola presenta il quadro complessivo dell'epistemologia italiana negli ultimi cinquant'anni. Lo fa partendo da una domanda «Che cosa è la Pedagogia?». Nel compiere anzitutto un'analisi del "Documento Granese-Bertin" e del relativo dibattito (entrambi apparsi sulla Rivista fiorentina "Scuola e città" nel biennio 1986-1988), il libro delinea l'articolato scenario entro cui si sviluppano la ricerca, il discorso e la critica in pedagogia. Mettendo a punto l'interpretazione critica di una delle fasi più significative della discussione epistemologica, il lavoro restituisce un orizzonte composito di temi, problemi e posizioni attraverso i quali è venuta costituendosi l'identità della pedagogia intesa come scienza generale della formazione e dell'educazione dell'uomo
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