4,955 research outputs found

    Marilyn Weigold

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    Dr. Marilyn E. Weigold is professor of history at Pace University and serves as the official Pace University Historian. She is the author of the official history book of Pace University entitled Opportunitas: the History of Pace University.   David Finn, photographs.https://digitalcommons.pace.edu/pace-women/1031/thumbnail.jp

    Janetta Rebold Benton

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    Janetta Rebold Benton is Distinguished Professor of Art History and Director of the Pforzheimer Honors College, serving the five undergraduate colleges, at Pace University, Pleasantville, NY.  Dr. Benton has lectured every season since the spring of 1988 for the Metropolitan Museum of Art and lectures also at The Cloisters in New York; Smithsonian Institution and National Gallery of Art in Washington, DC; Boston Museum of Fine Arts; Society of the Four Arts in Palm Beach; and elsewhere in America and abroad. A former resident of Paris, she taught courses in art history there as the Art Historian at the American Embassy. The author of seven books, the fourth edition of ARTS AND CULTURE: AN INTRODUCTION TO THE HUMANITIES (Robert DiYanni co-author, Prentice Hall, Upper Saddle River, NJ, two volumes, combined volume) was published in 2011, including a Chinese translation. Her book, MATERIALS, METHODS, AND MASTERPIECES OF MEDIEVAL ART, is available in hardcover and as an E-book (Praeger series on the Middle Ages, ABC-CLIO, Santa Barbara, CA, 2009). Her book, MEDIEVAL MISCHIEF: WIT AND HUMOUR IN THE ART OF THE MIDDLE AGES (Sutton Publishing, Stroud, Gloucestershire, 2004), studies an engaging aspect of medieval art. ART OF THE MIDDLE AGES (Thames & Hudson, London, 2002) was published in the acclaimed World of Art series. HOLY TERRORS: GARGOYLES ON MEDIEVAL BUILDINGS (Abbeville Press, NY, 1997) was published also in French as SAINTES TERREURS: LES GARGOUILLES DANS L\u27ARCHITECTURE MÉDIÉVALE (second edition, 2000). Dr. Benton was the guest curator and catalog author for the 1995 exhibition MEDIEVAL MONSTERS: DRAGONS AND FANTASTIC CREATURES at the Katonah Museum of Art, Katonah, NY. Her book, THE MEDIEVAL MENAGERIE: ANIMALS IN THE ART OF THE MIDDLE AGES (Abbeville Press, NY, 1992), a Book of the Month Club selection, was published also in French as BESTIAIRE MÉDIÉVAL: LES ANIMAUX  DANS  L\u27ART DU MOYEN AGE. Articles by Dr. Benton appear in the Metropolitan Museum of Art’s exhibition catalog, SET IN STONE: THE FACE IN MEDIEVAL SCULPTURE, 2007, as well as in scholarly journals including Cahiers de Civilisation Médiévale, Poitiers, 1998; Arte Medievale, Rome, 1993; Artibus et Historiae, Vienna, 1989; Zeitschrift für Kunstgeschichte, Munich, 1985; and others. Dr. Benton was educated at Harvard University, Graduate School of Education, MDP diploma; took her Ph.D. in Medieval and Renaissance Art at Brown University; Master\u27s degree in Classical Art at George Washington University; and undergraduate degree in Fine Arts at Cornell University.https://digitalcommons.pace.edu/pace-women/1029/thumbnail.jp

    La valutazione di un percorso di "bilancio di risorse"

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    Per le loro finalità generali, le azioni di orientamento possono senza dubbio considerarsi interventi in ambito psicosociale, e come tali per esse può considerarsi imprescindibile il tema della valutazione (Fraccaroli e Vergani, 2004). Attraverso la verifica della qualità delle attività offerte e degli effetti che esse hanno sull’utenza, si può comprendere se tali interventi abbiano funzionato o meno, in che misura, in che modo e, con adeguate riflessioni a margine, perché. La valutazione di una azione di orientamento dovrebbe assumere come oggetto di analisi diverse dimensioni, non necessariamente convergenti (Ferrieux e Carayon, 1998; Tronti, 2002). Un serio problema nasce dal fatto che non risulta ancora ben chiaro quali siano le variabili da prendere in considerazione nella valutazione degli effetti e dei risultati di una pratica orientativa. La difficoltà principale sta nella definizione stessa di tali risultati e nell’individuazione dei parametri (Gaudron, Bernaud e Lemoine, 2001). A tal proposito possono essere utili gli studi longitudinali, che permettono di comprendere se gli effetti positivi dell’orientamento tendono a rimanere stabili nel tempo, o se invece tendono a scomparire e, inoltre, se l’intervento può avere ricadute a medio e lungo termine, anche diverse da quelle immediate (Pombeni, 2004, Masdonati e Dauwalder, 2010). Il presente lavoro prende in esame gli effetti a lungo termine di un intervento di orientamento realizzato presso il Centro di Orientamento e Tutorato (COT) dell'Università degli Studi di Palermo denominato "Scelta e progetto di carriera", ed ispirato al modello di Bilancio delle Competenze (Pace, Ciaccio, Di Bernardo, Governale, Messana e Pupillo, 2007). La finalità è stata quella di verificare se, a distanza di anni, gli studenti che hanno partecipato alle attività abbiano avuto risultati positivi in termini di successo formativo e professionale, rispetto a coloro che non hanno intrapreso tale percorso, e quali siano le implicazioni in termini di soddisfazione rispetto al percorso universitario ed alla eventuale professione intrapresa. La ricerca, a disegno longitudinale, ha preso in esame complessivamente 211 studenti (suddivisi tra gruppo sperimentale e di controllo) ad 8 anni dall'intervento. I risultati mostrano, in linea con la letteratura, che l’effetto di un intervento di orientamento ha marcati effetti sugli aspetti motivazionali e di soddisfazione formativa e professionale, mentre dal punto di vista della performance formativa esso non mostra una incidenza specifica

    L'impatto della brand crisis sulla clientela e l'effetto della fedeltà alla marca

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    La reputazione dell’impresa è un asset competitivo sempre più importante che incide direttamente sul capitale di fiducia che i consumatori riversano nei confronti dei brand. Una crisi dunque influisce sulla corporate reputation ed è quindi il contesto ideale per indagare le reazioni dei clienti e gli effetti della brand loyalty. I risultati evidenziano che, durante una brand crisis, i clienti più fedeli mantengono un atteggiamento più positivo nei confronti dell’azienda rispetto ai clienti meno fedeli e ai non clienti. Il cliente fedele potrebbe quindi essere disposto a difendere il brand dagli attacchi esterni. Una tale evidenza deve indurre le imprese ad investire nella fidelizzazione nonché ad un coinvolgimento più attivo dei clienti più fedeli nelle attività di comunicazione connesse alla crisi

    The effects of social media on brand attitude and WOM during a brand crisis: evidences from the Barilla case

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    Brand crises endanger companies. Social media are a key platform where stakeholders elaborate and react to crises. This research explores whether social media audience and traditional mass media audience react differently to a brand crisis in terms of their (1) attitude towards the brand and (2) word-of-mouth (WOM). As to the brand attitude, we argue that stakeholders mainly exposed to the brand crisis via social media have a more negative reaction towards the brand compared to those who are principally exposed via traditional media. As to the behaviour, we posit that social media exposure intensifies WOM. By analysing the Barilla crisis, the findings suggest that the social media act as ‘multipliers’ of the reaction of stakeholders to a brand crisis

    Navigating Identity, Belonging, and Purpose in a Society in Flux

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    Chris Rabb is a family historian, author, and thought leader at the intersection of social identity, civic innovation, and equity. This is a lightly edited transcript of his 2023 Dyson Distinguished Lecture delivered at the Elisabeth Haub School of Law at Pace University on October 25, 2023

    Architects? We Don\u27t Need No Stinkin\u27 Architects

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    The author chronicles the participation of the Library staff in the renovation of Pace Law Library

    The effects of social media on brand attitude and WOM during a brand crisis: Evidences from the Barilla case

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    Brand crises endanger companies. Social media are a key platform where stakeholders elaborate and react to crises. This research explores whether social media audience and traditional mass media audience react differently to a brand crisis in terms of their 1) attitude toward the brand and 2) word-of-mouth (WOM). As to the brand attitude, we argue that stakeholders mainly exposed to the brand crisis via social media have a more negative reaction towards the brand compared to those who are principally exposed via mass media. As to the behaviour, we posit that social media exposure intensifies WOM. By analysing the Barilla crisis, the findings suggest that the social media act as ‘multipliers’ of the reaction of stakeholders to a brand crisis

    Orientamento universitario, carriera accademica e benessere. Una valutazione sugli esiti di diverse esperienze di orientamento

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    La accurata valutazione dell’esito di una azione costituisce uno dei punti essenziali nel determinare la “salute” di un servizio offerto; a ciò non si sottraggono le attività di orientamento, soprattutto quando esse sono inserite all’interno di servizi pubblici quali Università, Scuole, Centri per l’Impiego, ecc. Negli scorsi anni il dibattito sui temi della valutazione di una azione di orientamento ha visto numerosi contributi da parte di studiosi ed esperti del settore (si veda ad esempio Fraccaroli, 2004): La maggior parte di essi ha concentrato la propria attenzione sulla modificazione, nei soggetti interessati, della rappresentazione del problema della scelta, in termini di auto-efficacia e/o di strategie decisionali, capacità di fronteggiamento dello stress, ecc. D’altra parte, anche per gli studiosi di area economica (“titolari”, per certi versi, dei metodi alla base della certificazione della qualità) la questione della definizione e della misurazione della qualità dei servizi non è un tema banale. Anche in questo caso si tratta di un tema ampiamente dibattuto: in seguito ai primi tentativi che hanno provato ad applicare le metodologie relative alla valutazione della qualità dei beni (dove esiste ormai un approccio pressoché universalmente accettato, basato su tecniche statistiche che sfruttano l’analisi degli elementi tangibili del prodotto) che si sono mostrati fallimentari, ad oggi non si è raggiunto un sufficiente grado di uniformità (cfr. Montgomery, 1996). La ricerca che presentiamo rappresenta la naturale prosecuzione di un contributo pubblicato recentemente (Pace, Ciaccio, Di Bernardo, Governale, Messana & Pupillo, 2007), e relativo alla valutazione dell’esito di una attività di orientamento erogata dal Centro Orientamento e Tutorato dell’Università di Palermo. In quel caso avevamo valutato se l’attività svolta avesse prodotto un cambiamento ponderabile nell’atteggiamento dei partecipanti rispetto al proprio futuro professionale, in termini di maggiore chiarezza e minore tensione rispetto alle scelte. Con il presente contributo abbiamo voluto valutare, a circa un anno e mezzo dalla formulazione del consiglio, che tipo di carriera accademica avessero seguito i nostri utenti, quale il loro livello di successo, se e quanto si trovassero a loro agio con la scelta realmente effettuata. L’oggetto della valutazione è l’efficacia di due diverse tipologie di servizio erogato: quello di “consulenza individuale”, che prevede la somministrazione di una batteria di test seguiti da o più colloqui, e quello di “bilancio di competenze”, dove ad un numero selezionato di soggetti, in genere maggiormente confusi rispetto alla scelta, si propone un percorso di gruppo che ha una durata di circa 15 ore (si veda Pace et al. 2007). Sono state condotte circa 200 interviste telefoniche, nel corso delle quali si è chiesto ai soggetti (tutti ex utenti) se e in quale corso erano iscritti; se ricordavano che tipo di consiglio avevano ricevuto; nel caso in cui non avessero seguito il consiglio, se comunque ci avevano provato (per es. sono stati bloccati dal “numero chiuso”); a che livello erano soddisfatti della scelta intrapresa e che grado di benessere percepivano; infine si richiedeva loro di fornire alcuni dati “ponderabili” (es. quanti CFU avevano sostenuto e con che media). L'ipotesi che abbiamo posto a verifica è che coloro i quali hanno messo in atto quanto emerso dalla attività di orientamento fossero più soddisfatti ed avessero conseguito un maggior successo rispetto a coloro i quali non avevano potuto seguire il consiglio ed ancorpiù rispetto a coloro i quali avevano scelto per altri motivi di non farlo. I risultati parziali, ancora in corso di elaborazione, tendono a confermare le nostre ipotesi. Fraccaroli, F. (2004). La valutazione delle azioni di orientamento. in A. Di Fabio e V. Majer (a cura di). Il Bilancio di Competenze. prospettive di approfondimento. Franco Angeli. Milano. Montgomery D.C., (1996), “Introduction To Statistical Quality Control”, Wiley & Sons, New York. Pace F., Ciaccio M., Di Bernardo D., Governale L., Messana T., Pupillo T. (2007). Un bilancio sul bilancio: analisi di una esperienza biennale con utenti del COT dell'Università di Palermo. In: Soresi S. Orientamento Alle Scelte. Giunti O.S
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