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Contratti ENEA con la Commissione Europea. Dati riassuntivi 2022
Come ogni anno il rapporto ‘Contratti dell’ENEA con la Commissione Europea’ presenta il quadro delle attività in corso in cui è coinvolta l’Agenzia, finanziate da programmi, di ricerca e non, dell’Unione Europea (UE). L’ENEA, infatti, partecipa da anni con successo a programmi e iniziative dell’UE, in particolare i Programmi Quadro Ricerca e Innovazione e il Programma Quadro Euratom, che costituiscono un’importante fonte di finanziamento esterno per l’Agenzia. Nel presente rapporto sono stati considerati tutti i contratti stipulati dall’Agenzia, in vigore nel corso del 2022 relativi sia a progetti finanziati attraverso la precedente programmazione europea (2014-2020) non ancora conclusi e sia a progetti finanziati attraverso la nuova programmazione europea (2021-2027) i cui primi bandi sono stati pubblicati nel 2021. L’ENEA ha partecipato con numerose proposte ai nuovi bandi, confermando e migliorando gli eccellenti risultati già ottenuti nella programmazione 2014-2020. Il rapporto annuale contiene dati di sintesi aggregati e informazioni di dettaglio su progetti cofinanziati dall’UE e formalizzati attraverso specifici contratti. I dati sono elaborati sulla base dei contenuti della banca dati progetti UE (progettiue.enea.it) dell’ENEA, di recente completamente rinnovata. La banca dati è disponibile su web dal 2009, raccogliendo e rendendo omogenee le informazioni sui contratti stipulati dall’ENEA con la Commissione Europea (CE) e completandole con dati ricavati dai documenti contrattuali. Tale strumento, gestito dalla Direzione Innovazione e Sviluppo dell’Agenzia, ha l’obiettivo di favorire la diffusione di informazioni all’interno e all’esterno dell’Agenzia, costituendo anche uno strumento a supporto della progettualità dei ricercatori. Ad oggi sono presenti nella banca dati più di 1100 contratti e per ciascuno di questi sono disponibili, ad esempio, informazioni dettagliate relative a: programma di finanziamento dell'UE, acronimo, titolo, date di inizio e fine, abstract e attività ENEA, sito web del progetto, coordinatore e partenariato, responsabile ENEA. Ciò rende possibile la realizzazione di report complessi come l'analisi del partenariato nazionale ed internazionale dell'ENEA per tipologia, per area geografica e per progetto. Possono essere prodotte anche elaborazioni ad hoc relative all’esperienza specifica dell’Agenzia in determinate aree geografiche e/o ambiti di ricerca, da utilizzare, ad esempio, come ‘referenze’ dell’ENEA, indispensabili nel caso della partecipazione a tender della CE e a call of proposals di specifici programmi nazionali, europei e internazionali. La banca dati, quindi, oltre ad essere uno strumento per l’analisi e la condivisione delle informazioni sui progetti in corso, rende disponibili elementi utili alla formulazione di strategie e alla definizione di accordi con partner nazionali e internazionali. I dati sono organizzati in quattro diverse sezioni: i risultati di partecipazione dell’ENEA alla programmazione 2021-2027, i contratti stipulati nel 2022, i contratti in corso nel 2022. Infine, una sezione è dedicata alla partecipazione dell’ENEA al Consorzio EUROfusion che, per l’entità del finanziamento e le modalità di aggiudicazione e funzionamento, non è assimilabile agli altri progetti ed è oggetto di approfondimento specifico nella sezione 2; per questi motivi il co-finanziamento riconosciuto a ENEA non è incluso nei dati di sintesi elaborati. La pubblicazione è completata dall’allegato relativo alle schede sintetiche di ciascuno dei 179 progetti in corso
Soil enzyme activity can decodify controversial trace elements toxicity data.
Polluted soils are systems of great complexity where toxicity due to to trace elements at high concentrations can be counteracted by a high amount of organic matter added symultaneously. Arylsulfatase (arys) beta-glucosidase (b-gluc), esterase (est), leucine aminopeptidase (leu) and alkaline phosphatase (alkP) activity were measured by microplates and fluorogenic substrates in soil extracts from 27 soil samples coming from a site illegally dumped. Soil samples were characterized for organic matter, total P and N and for both aqua regia and pore-water (rhizon soil moisture samplers) content of As, Cd, Cu, Cr, Pb and Zn, soil organic matter, total P; all these parameters were increased by the pollution event except As, which remained at the natural content, i.e. about 25 mg kg-1. The higher the pollution, the higher the content of Cu and Cd in soil solution, which were significantly correlated with soil organic matter. At the same time, however, there was an increase of enzymatic activity, clearly indicating that the beneficial effect of added soil organic matter overcame the toxic effect of trace metals on soil micro-organisms. Pore-water As was significantly correlated with total P, indicating that pollution event increased toxicity of this highly toxic trace element. According to PCA and CANCORR analysis, enzyme activities were positively correlated to As in solution, organic matter and total phosphorus. Thus, paradoxically, an increase of soluble As was paralleled by an increase of in soil enzyme activity. We hypothesize that the large amount of P added with illegal dumping competed for adsorbing sites on soil surfaces thus increasing As in solutions
Progetto di Monitoraggio Ambientale su tutto il Territorio della Regione Lombardia (Progetto Soil)
Lo scopo del progetto è valutare lo stato di salute e la qualità dei suoli della Regione Lombardia attraverso un approccio multidisciplinare. I terreni campionati provengono prevalentemente da aree dedicate ad attività agricola. Per operare tale selezione si è utilizzata una preesistente rete di punti georeferenziati nota con il nome di LUCAS e di altri database dai quali sono state ricavate informazioni territoriali che hanno permesso di costruire la mappa di campionamento.
Tutto ciò ha fornito un disegno di punti distribuiti su tutto il territorio regionale, sul quale si è lavorato al fine di ricavare una “fotografia” dello stato di salute attuale. L’ottenimento del punto zero dell’opera è il momento di partenza per successive indagini che dovranno essere effettuate negli anni a venire.
I campioni di suolo sono stati sottoposti alle caratterizzazioni chimico-fisiche e biologiche per la determinarzione di numerosi parametri. Inoltre, nel progetto di monitoraggio, sono stati utilizzati i muschi quali bioindicatori per valutare le ricadute al suolo di metalli pesanti. I dati ottenuti sono stati confrontati con i limiti di legge vigenti (D.L. 152 del 2006)
Chemical and geochemical characterization of plant bioindicators
Questo studio si è posto l’obiettivo di valutare per mezzo di bioindicatori vegetali lo stato di contaminazione derivante dalla deposizione atmosferica di elementi potenzialmente tossici (EPT) nel territorio urbano e periurbano di Ravenna. A tal fine sono stati presi in considerazione un’area di interesse naturalistico, un’area a verde pubblico e un’area coltivata, scelti per la loro differente collocazione secondo un gradiente di esposizione all’impatto antropico. La ricerca ha preso in esame 22 macro e microelementi valutati sia nel tessuto fogliare di piante vascolari che in muschi indigeni, e gli isotopi radiogenici dello stronzio (Sr: 87Sr/86Sr) e del neodimio (Nd: 143Nd/144Nd) nei muschi. La caratterizzazione chimica di piante sempreverdi e decidue, eseguita in più campionamenti nell’arco di un anno, indica un andamento stagionale variabile dipendente dalla specie vegetale e dall’elemento indagato, se pur un accumulo di EPT si osservi specialmente in autunno. A differenza della concentrazione attuale che si riscontra nelle foglie, i muschi permettono di ricavare stime di possibili arricchimenti avvenuti nel corso degli anni. I fattori di arricchimento nei muschi indicano per diversi metalli, in particolare Cd, Cu, Sn e Zn, il superamento della soglia di contaminazione da severa a estrema, in diversi stazioni delle aree indagate. Si osserva una correlazione tra piante esposte ad intenso traffico veicolare e rilascio di Pt, sebbene la quota intercettata e ritenuta dalle lamine fogliari risulti non assorbita, rivelando la scarsa biodisponibilità di questo elemento. L’impiego dei muschi quali bioindicatori per definire le sorgenti naturali e antropiche del particolato atmosferico ha evidenziato che l’applicazione congiunta degli isotopi dello Sr e del Nd permette di ottenere importanti informazioni sui processi di inquinamento dell’aria.This study has been aimed at evaluating by means of plant bioindicators pollution resulting from atmospheric deposition of potentially toxic elements (PTE) in the urban and suburban areas of Ravenna. Therefore, three different areas were taken into account: an area of natural interest, a public green area and a cultivated area, chosen for their particular locations relative to anthropogenic impact. The research has determined 22 macro- and micro-elements, both in the leaves of vascular plants and native mosses, and the isotopic compositions of strontium (Sr: 87Sr/86Sr) and neodymium (Nd: 143Nd/144Nd) in mosses. The chemical characterization of evergreen and deciduous trees over one year time and their temporal trends indicate a seasonal pattern which depends on the plant species and the element investigated, although accumulation of PTE has been especially observed in the fall. Unlike concentrations measured in the leaves, mosses provide estimates of possible enrichment occurred over the years. For several metals, especially Cd, Cu, Sn and Zn, their enrichment factors in mosses show that the contamination threshold ranges from severe to extreme in several stations of the investigated areas. A correlation exists between the plants exposed to high vehicular traffic and the release of Pt, although the amount of Pt intercepted and retained by leaf blades results not to be absorbed, supporting the low bioavailability of this element. The use of mosses as bioindicators to define the natural and anthropogenic sources of the atmospheric particulate has shown that the joint application of Sr and Nd isotopes can provide important information on the air pollution processes
LE METODICHE ANALITICHE
Il processo analitico è frutto di una serie di tappe fondamentali (Fig. 13.1) che
devono permettere di raggiungere lo scopo prefissato: ottenere un’informazione puntuale
sul campione sottoposto ad analisi. Le scelte legate alla procedura di campionamento,
di pretrattamento del campione e del metodo di analisi sono fortemente influenzate
dal tipo di matrice, dal tipo di analita o del parametro da determinare e dal
grado di incertezza tollerabile sul risultato finale affinché sia conforme alle esigenze
normative, disciplinari o di indagine scientifica.
Il campione, inteso come quantità di materia che si sottopone ad analisi, deve
essere un’aliquota rappresentativa e omogenea della biomassa nella sua interezza. Le
biomasse possono essere infatti di diversa natura chimica, fisica e biologica. Alcune
sono solide, altre più o meno liquide e l’analita può essere distribuito all’interno del
materiale in modo omogeneo o eterogeneo. Non di rado la quantità di campione da
laboratorio che si analizza è costituita da pochi grammi ottenuti da un campione composito
che è frazione di una biomassa di diverse tonnellate. Spesso la fase iniziale del
campionamento, fino ad ottenere il campione da laboratorio, rappresenta la fase più
critica e la fonte di maggiore incertezza dell’intero processo analitico.
Quando è possibile si scelgono procedure normate a livello nazionale o internazionale.
In ogni caso, occorre sempre verificare l’applicabilità della procedura analitica
per ogni tipologia di matrice, livello di concentrazione di analita e valutare l’incertezza
associata alla misura
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
[Newspaper Clipping: Author Claims Evidence of Second JFK Assassin #1]
Newspaper article titled "Author Claims Evidence of Second JFK Assassin." The article states that author Richard J. Whalen concluded "that there is circumstantial evidence to support the theory of a second assassin in the shooting of President John F. Kennedy.
Geographical identification of Chianti red wine based on ICP-MS element composition
Chianti is a precious red wine and enjoys a high reputation for its high quality in the world wine market. Despite this, the production region is small and product needs efficient tools to protect its brands and prevent adulterations. In this sense, ICP-MS combined with chemometrics has demonstrated its usefulness in food authentication. In this study, Chianti/Chianti Classico, authentic wines from vineyard of Toscana region (Italy), together samples from 18 different geographical regions, were analyzed with the objective of differentiate them from other Italian wines. Partial Least Squares-Discriminant Analysis (PLS-DA) identified variables to discriminate wine geographical origin. Rare Earth Elements (REE), major and trace elements all contributed to the discrimination of Chianti samples. General model was not suited to distinguish PDO red wines from samples, with similar chemical fingerprints, collected in some regions. Specific classification models enhanced the capability of discrimination, emphasizing the discriminant role of some elements
A flowsheet-based model approach to reduce water consumption and improve water networks management in the steel sector
Resource consumption is an important topic for steelmaking industry, which is spending significant efforts to reduce its environmental impact and improve its competitiveness. Water is largely exploited in steelworks for indirect and direct cooling, specific surface treatment, and fumes washing and cooling. It is already reused and recycled after restoring its quality through treatments for temperature and/or pollutant reduction. However, sometimes water networks are not optimized due to outdated water treatments, lack of continuous monitoring, and water network management strategies often based on experience without automation. In recent years, new water treatments, simulation, and optimization tools are becoming available, together with a stronger awareness of the importance of online parameters monitoring. Therefore, improvement of water cleaning, reuse, recycling, and consequent reduction of impact related to water exploitation are potentially achievable. The introduction of innovative treatments must be tested before their implementation in steel plants and the exploration of their behavior in different operating conditions is fundamental. The presented work addresses this topic through the application of several models of operational units, developed in OpenModelica environment and aggregated into a plant simulator. The simulator was used in different case studies related to an Italian plant to assess the impact of new filtering technology for reducing suspended solids on the analyzed water networks and test the effects of different operating configurations on the treatment efficiency. The introduction of new filtration technology leads to environmental and economic advantages due to freshwater intake reduction and water management improvemen
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