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A aprendizagem de Giorgio Strehler junto a Scala, de Milão (1947-1952)
L'attività registica di Giorgio Strehler. Il teatro musicale. Le prime regie d'opera realizzate alla Scala. 1947-1952. Traduzido do italiano por:
Camila Paula Camilotti*Quanto ao presente texto, “L’apprendistato scaligero di Strehler”, Bentoglio
apresenta um estudo sobre o início da trajetória artística de Strehler, junto a Scala1 de
Milão como diretor dramatúrgico de espetáculos teatrais, sobretudo de óperas líricas, no
período de 1947 a 1952. O autor defende que Strehler conseguiu, com sua criatividade e
seu talento teatral, estabelecer não só um novo conceito de direção dramatúrgica na Itália, mas uma nova profissão, ou seja, o diretor teatral passou a ser aquele que atua
como produtor e organizador sistemático das peças e das óperas líricas. O resultado é
uma revolução artística no âmbito teatral na Itália que perdura até os dias de hoje e
coloca Strehler na classe dos melhores diretores da dramaturgia contemporânea
italiana
Lo spazio della musica nelle "Memorie" di Carlo Goldoni
Le riflessioni di Goldoni sul teatro musicale contenute nelle sue opere. In particolare nelle Memorie
L'apprendistato scaligero di Giorgio Strehler (1947-1952)
L'attività registica di Giorgio Strehler per la scena del teatro musicale dal 1947 al 195
Memorie di un artista drammatico
Le Memorie di un artista drammatico, che Colomberti scrive alla fine della sua carriera di attore, tra il 1870 e il 1874, ma non alla fine della sua vita (vivrà ancora 20 anni fino al 1892), sono un’opera imponente, composta da oltre 700 carte fittamente manoscritte che Alberto Bentoglio trascrive con cura e perizia filologica dal manoscritto originale (e non dalla copia apografa conservata presso la Biblioteca del Burcardo, erroneamente utilizzata come testimone unico da alcuni studiosi precedenti). Dotata di un interesse che non esito a definire straordinario per gli studi teatrali, l’opera rappresenta sostanzialmente un resoconto storico delle nostre scene ottocentesche, ritratte dal particolare osservatorio di Antonio Colomberti che sul palcoscenico e per il palcoscenico spende tutta la sua lunga vita. Non solo attore, ma anche capocomico e direttore di compagnia, egli è, dunque, attento, oltre che alle questioni artistiche, anche all’aspetto organizzativo e gestionale del teatro dei tempi suoi (ciò che Gigi Livio sinteticamente definisce “il mercato del teatro”): le dispute sulle paghe degli attori, le fasi e i tempi della trattativa contrattuale, le caratteristiche delle scritture e la loro spesso controversa applicazione, le norme più volte ripetute (e i segreti) per un’efficace conduzione di compagnia. Nelle Memorie di Antonio Colomberti il mondo del teatro ottocentesco è ritratto “in diretta”: dalle questioni di carattere organizzativo e impresariale, sopra menzionate, alle norme e alle dispute sulla recitazione (la declamazione alfieriana, la scuola francese), dalle scuole d’arte drammatica ai drammaturghi famosi (Alexandre Dumas padre, per esempio) nei loro incontri personali con l’autore, dalle questioni politiche ai rapporti con il potere costituito che bene emergono dal costante riferimento alla censura e alla sua differente applicazione nei singoli stati della penisola. E ancora i rapporti conflittuali di capocomici e direttori con i critici - che già da allora erano spesso accusati di essere al servizio degli attori più generosi - e con gli agenti teatrali - “mignatte moderne” come li definisce Colomberti. Accanto al teatro drammatico, che di Colomberti è il campo professionale, non di rado si fa protagonista delle Memorie anche quello musicale attraverso la narrazione di episodi e la proposta di osservazioni critiche di non poco interesse (basti pensare alle prime recite di Donizetti a Roma)
Un uomo per Milano, un teatro per l’Europa
Forse non tutti sanno che Giorgio Strehler, il fondatore del Piccolo Teatro di Milano, il creatore di centinaia di spettacoli teatrali indimenticabili, il Maestro di intere generazioni di attori, l’ideatore primo del Théâtre de l’Europe ha il merito di essere stato anche uno fra i più importanti registi d’opera lirica del Novecento. Strehler, infatti, non solo ha debuttato sul palcoscenico della Scala, suo teatro d’elezione, con La Traviata di Verdi nel marzo 1947 (due mesi prima, quindi, di inaugurare il Piccolo Teatro, nel maggio 1947) ma, nel corso della sua lunga carriera, ha firmato la regia di
oltre quaranta opere liriche, mettendo in scena i capolavori di Mozart, Verdi, Cimarosa, Wagner, Beethoven, Prokof’ev e molti altri. Questo contributo vuole, dunque, guidare il lettore attraverso il magico mondo del teatro “in prosa e in musica”, rivisto proprio
attraverso gli occhi e le parole di Strehler che ne è stato interprete sommo
Dal Piccolo Eliseo all'Avaro di Molière
L'esperienza di Peppino Patroni Griffi direttore, organizzatore, drammaturgo e regist
La "Bottega" mozartiana
Gianfranco de Bosio e il teatro musicale: Mozart, Da Ponte e la Trilogia italiana
Felice Cavallotti autore drammatico
L’attività teatrale di Felice Cavallotti è stata spesso considerata un frutto episodico di un’intelligenza eclettica, ma pur sempre dedita soprattutto alla politica e all’impegno sociale. Fra i biografi e gli studiosi che si sono occupati di Cavallotti, pochi hanno dato notizia del costante interesse e dell’assiduo lavoro svolto dall’autore per le scene, riproducendo non di rado giudizi imprecisi e di seconda mano e analizzandone la vasta opera drammaturgica in modo sommario. Se poco conosciuta è, infatti, anche l’attività politica svolta da Cavallotti per il teatro (che trova una espressione compiuta nel progetto di riforma della legge del 1875 sui diritti d’autore) i suoi costanti rapporti con direttori di compagnie, impresari e attori, documentati da un ricco carteggio conservato presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, offrono la possibilità di ricostruire più da vicino un momento significativo della vita teatrale italiana nel secondo Ottocento.Felice Cavallotti’s theatrical activity has often been considered an episodic result of an eclectic intelligence, but still mainly devoted to politics and social commitment. Among the biographers and scholars who have dealt with Cavallotti, few have realized the constant interest and assiduous work carried out by the author for the scenes, often reproducing inaccurate and second-hand judgments and analyzing in a synthetic way their vast dramaturgical work. Little known, in fact, is also the political activity carried out by Cavallotti for the theater (which finds expression in the draft reform of the law of 1875 on copyright) his constant relationships with company administrators, managers and actors, documented by a rich correspondence preserved at the Giangiacomo Feltrinelli Foundation offers the opportunity to reconstruct more closely a significant moment of Italian theatrical life in the second half of the nineteenth century
La Compagnia Ducale di Parma a Milano
L'attività della Compagnia Ducale di Parma a Milano 1827-1847.The artistic activity of the Compagnia Ducale di Parma in Milan 1827-1847
Maria Callas alla Scala tra Norma e Ifigenia
Il testo esplora criticamente le interpretazioni di Maria Callas alla Scala tra gli anni 1953 e 1957, concentrandosi su alcune delle sue più celebri collaborazioni con i registi Margherita Wallmann e Luchino Visconti. Il testo sottolinea come queste collaborazioni abbiano contribuito a consolidare Maria Callas come una delle più grandi interpreti della sua epoca, grazie anche alla sinergia con registi che hanno saputo esaltare le sue doti vocali e attoriali.The text critically explores Maria Callas's performances at La Scala between 1953 and 1957, focusing on some of her most renowned collaborations with directors Margherita Wallmann and Luchino Visconti. The text highlights how these collaborations helped solidify Maria Callas as one of the greatest performers of her time, thanks also to the synergy with directors who knew how to enhance her vocal and acting talents
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