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Prefazione a Brendan Kennelly, La Croce Storta
Il saggio è la prefazione all'edizione italiana del romanzo The Crooked Cross dell'autore irlandese Brendan Kennelly
Brendan Kennelly, il poeta della Croce Storta
Il saggio analizza la poetica dell'opera di Brendan Kennelly con particolare riferimento alla sua produzione poetica ma anche a quella in prosa. Attraverso la scelta delle poesie raccolte nell'antologia "The Essential", segue il percorso cronologico che porta il poeta ad approdare – da una fase iniziale di eccesso di espressione lirica – alla fase finale di un’economia poetica improntata al modello epigrammatico di Marziale.
Il corpus di Kennelly, malgrado la sostanziale semplicità dei metri impiegati (ballate, sonetti, epigrammi), riflette una profonda complessità di rapporti tra forma e contenuto. Si spazia da poesie del tutto prive di rima (Begin) a poesie dalla forma rigorosa (My Dark Fathers). L’oscillazione non è casuale, data l’inevitabile relazione tra andamento metrico e discorso verbale e la funzione suggestiva degli schemi di rime
Prefazione a Brendan Kennelly, The Florentines/I Fiorentini
The essay ia a preface to the novel The Florentines by the Irish writer Brendan Kennelly. The preface is to the Italian translation of the novel
Quale Terra promessa?
Il saggio analizza la natura storico-letteraria del romanzo Clara Farber’s Promised Land
(La Terra promessa di Clara Farber) della scrittrice americana Constance Weil Rauch, di famiglia ebrea tedesca. Ne evidenzia la forma di memoriale autobiografico dove la Shoah è un’eco lontana,
presente senza essere invadente perché qui i protagonisti, per loro fortuna, non furono vittime di sterminio. Ne sottolinea il tratto che lo rende originale: il punto di vista dominante è quello di una bambina ebrea che si
trasferisce negli Stati Uniti nel periodo bellico. I suoi drammi personali sono piccoli ma il contesto documenta in modo inedito e toccante una realtà storica spaventosa. Proprio la mescolanza
di grande e minuto, di storia e cronaca, di interiorità ed esteriorità crea il fascino del romanzo e lo rende al contempo un testo di raffinata ed elegante scrittura e un fedele documento della società americana del decennio 1940
Classic-Irish Odysseys
The essay is the preface to two novels by the contemporary Irish writer Brendan Kennelly, The Crooked Cross (1963) and The Florentines (1967). It highlights the presence of many themes and motifs the novels share with Homer's Odysseys. Both novels draw much of their narrative force from writing which borders on epic narrative and tales of heroic deeds. The focus is on the author's keen linguistic sensitivity especially to spoken language
Bendelli, G. (ed.), W. Shakespeare, Pericle, Principe di Tiro. Traduzione di R. Sanesi
Il volume riproduce la traduzione inedita, effettuata da Roberto Sanesi, del dramma shakespeariano "Pericle, Principe di Tiro". Sanesi aveva pubblicato il testo dell’adattamento finalizzato alla rappresentazione teatrale dell’opera per la messa in scena al Teatro Arsenale di Milano nel gennaio 1997 con la regia di Marina Spreafico. La traduzione qui proposta, rappresenta la versione precedente e preparatoria all’adattamento ed è un testo molto più lungo e più fedele all’originale che riproduce pressoché integralmente.
Questa edizione contiene una Prefazione ("Pericle, principe di Tiro, ovvero la ‘favola’ del teatro shakespeariano raccontata da Roberto Sanesi"), note e un saggio inserito come Postfazione ("Il romance inaugurale di Shakespeare nel labirinto poetico di Sanesi").
Tali apparati critici contestualizzano l’opera "Pericles, Prince of Tyre" all'interno della produzione drammaturgica di Shakespeare. Si tratta del primo dei cosiddetti romance, il ciclo conclusivo della produzione shakespeariana culminato con "The Tempest". Oltre ai riferimenti alle fonti primarie dell'opera e alla natura spuria del manoscritto originario, si offrono qui riflessioni di natura stilistica e linguistica sul testo tradotto di Roberto Sanesi con particolare attenzione allo stretto intreccio tra la sua ispirazione poetica e la lezione shakespeariana. Emerge evidente l'attenzione che Sanesi riserva, attraverso le sue stesse scelte traduttive, alla doppia valenza dei drammi shakespeariani: scritti per la scena, come tutti i testi teatrali, ma soprattutto dalla scena scaturiti.
Il volume, in assenza di indicazioni esplicite da parte del traduttore, è stato composto tenendo conto delle possibili edizioni, in originale e in traduzione italiana, utilizzate da Sanesi. Il controllo è avvenuto verificando e consultando le edizioni (talvolta chiosate, seppur raramente) in suo possesso ora depositate nel Fondo Sanesi presso il Centro Manoscritti dell’Università di Pavia. È stata individuata come principale la prestigiosa edizione Collins curata da Peter Alexander nel 1951 e si è indicato in nota (in un'appendice finale) il presunto riferimento ad altre edizioni. Si è pertanto ritenuto di scegliere come testo a fronte per l'originale, la recente edizione Folger online in quanto, benché successiva alla traduzione di Sanesi, offre una versione standard, oltre che molto autorevole, che ben funziona come testo di riferimento per il lettore
William Shakespeare "La storia di Enrico V". Traduzione di Roberto Sanesi. A cura di Giuliana Bendelli
Il volume si inserisce all’interno di una ricerca iniziata da alcuni anni sull'attività traduttiva di Roberto Sanesi (1930-2001), poeta, pittore, anglista, saggista e traduttore straordinariamente prolifico.
Prosegue e approfondisce il lavoro di curatela dedicato alle traduzioni e/o adattamenti della produzione teatrale shakespeariana che nel marzo 2019 era confluito in un volume che propone la versione inedita della traduzione del Pericle principe di Tiro, di cui già Sanesi aveva pubblicato l'adattamento in occasione della messa in scena presso il Teatro Arsenale di Milano nel 1997. Tale indagine mi aveva permesso di individuare la presenza di un prezioso materiale, costituito anche da numerosi manoscritti e dattiloscritti inediti, conservato presso il Fondo Sanesi del Centro Manoscritti dell'Università di Pavia, tra i quali la traduzione integrale dell’Enrico V.
Tale materiale rende testimonianza, oltre che di una continua ricerca da parte dell'autore di una poetica traduttiva in linea con l'originale, anche della sua consapevolezza di quanto l'atto traduttivo comporti una mutazione del genere stesso del proprio oggetto: da dramma scritto, a copione per la messa in scena. Prospettiva particolarmente utile quando l'oggetto in questione è l'opera drammatica shakespeariana. Tale materiale evidenzia perciò l'interesse particolare che Sanesi riservò, oltre che all'aspetto letterario del testo, anche a quello della sua valenza teatrale: Sanesi ha operato in stretto contatto con registi e scenografi teatrali contribuendo al processo della messa in scena. È stato lui stesso autore, in qualità di pittore, di disegni destinati alla scena. Pochi sono già depositati presso il Fondo manoscritti di Pavia e tanti, in attesa di essere inventariati, potrebbero essere esaminati e catalogati, previa autorizzazione degli eredi, nell'ambito del progetto stesso.
Dell’Enrico V Sanesi ha fornito, come per il Pericle, sia l'adattamento (pubblicato da Guanda nel 1967 in collaborazione con altri autori, Roberto Pallavicini e Virginio Puecher, con il titolo di La Rappresentazione per Enrico Quinto) che la traduzione, oltre a numerosi disegni. La traduzione è appunto un testo inedito da me reperito in dattiloscritto presso il Fondo Sanesi dell’Università degli Studi di Pavia
Elizabeth Bowen: "sperimentando la storia" nella narrativa irlandese post-joyciana
The essay aims at investigating Elizabeth Bowen’s peculiar method of experimentation with the form of the novel. A close analysis of the narrative strategies adopted in two of her novels, The Heat of the Day (1948) and A World of Love (1955), highlights the personal and artistic role played by history in Bowen’s work. Bowen’s personal history is a complex one in so far as the author belongs to two countries, Ireland and England and her terrain, as she claims, cannot be demarcated on any existing map, it is unspecific. The real historical scenario of the war experimented by the author, offers Bowen the model for the representation of the precariousness of her literary themes and for the instability of her writing
Recent Trends in Irish Theatre. Irish Drama Revisiting Classics
This essay deals with Brendan Kennelly’s commitment to the dramatic revisitation of three classic Greek tragedies: Antigone, Medea and The Trojan Women. Kennelly’s versions of these plays were written and performed in the last decades of the XX century, and later republished as a trilogy in 2006.
Both the originals and Kennelly’s versions dramatise timeless human dilemmas, as relevant now as they were in ancient times and they all focus on women whose lives are torn apart by war, family conflict and despotic regimes.
The aim of the essay is to show how Kennelly’s rewritings, here treated as literary texts and not as performance texts, differ from those of other Irish authors, both of those who reworked the same ancient Greek tragedies at the end of the XX century, as he did, and of those who reworked them at the beginning of the XXI century.
Kennelly offers here a modern (re)reading of three classic ancient plays that have handed down their universal messages throughout the centuries. He filters these messages through the perspective of an author rooted in and mindful of the Irish historical experience, with a particular sensitivity to the psychology and destiny of women seen both as victims and as social heroines.
At the same time, he conveys a message he soon conceived then perceived as universal when, in 2006, he decided to collect the three plays in a unique volume. Meanwhile, the simultaneous publication of a collection of poems entitled Now (a title clearly echoing that of the trilogy: When Then is Now) is a further proof of the loud echo spread by the ancient Greek tragedies into the author’s more recent poetic inspiration
John Mc Gahern's The Pornographer or the representation of Nothingness: An attempt to overcome Irish parochialism
The essay focuses on the "modern" consciousness of the main character of McGahern's novel “The Pornographer”. The intimate ambiguity of this consciousness is dramatized through the role of the pornographer, that is to say the author of bad writing, but also this definition has an ambiguous meaning in so far as pornography seems to be the only real, even if paradoxical opposition to death thanks to its technique of nothingness. In fact, in its technical description, it offers the way of systematizing the values of vacuity
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