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Non performing loan, crisi bancarie e soluzioni di mercato: spunti di riflessione sulla compatibilità dell’intervento pubblico con il regime degli aiuti di Stato
La soluzione istituzionale d’introduzione generalizzata del Bail-in non è riuscita a scongiurare l’innesco di pericolose interazioni sistemiche dovute al perdurare dello stato di patologica insolvenza dei debitori non performanti, contribuendo a porre al centro del dibattito economico-politico l’esigenza di un nuovo intervento pubblico di salvaguardia della stabilità del sistema bancario.
Pertanto, poiché le possibili manifestazioni di intervento presentano dei dubbi profili di compatibilità col regime generale degli aiuti di Stato, il presente contributo tenterà di individuare una diversa prospettiva di indagine sul problema dell’intervento pubblico a sostegno delle crisi bancarie e, per meglio comprendere l’esperienza giuridica italiana rispetto alle soluzioni adottate da altri paesi, si cercheranno di individuare gli elementi di criticità connessi alla GACS, al fondo Atlante e al salvataggio pubblico del Monte dei paschi di Siena, per provare a fornire una lettura evolutiva del quadro normativo sugli aiuti di Stato
Gli obblighi di gara per le stazioni appaltanti, le incerte soluzioni del d.lgs. 50-2016
SNCF, illegittimo l’aiuto di Stato alla ristrutturazione e ricapitalizzazione della controllata Sernam
Commento a Corte di Giustizia dell’Unione europea (I sezione).
Sentenza 7 marzo 2018, Causa C-127/16 P, SNCF Mobilités, c. Commissione europe
Aiuti di stato al trasporto aereo: Illegittime le tariffe agevolate di Ryanair e Aer Lingus
Contributo allo studio sulle criptovalute come oggetto di rapporti giuridici
Il fenomeno delle criptovalute rappresenta un quid novi di difficile collocazione sistematica
sul piano giuridico perché, non presupponendo l’intermediazione di alcun sistema istituzionale,
espone il mercato a delle incertezze dovute non tanto alle potenziali alee economiche,
quanto a diversi problemi giuridici di tipo relazionale.
Alla domanda «che cos’è giuridicamente una criptovaluta?» non è possibile, al momento,
offrire una risposta univoca e convincente in un panorama di evidente incertezza normativa
e imbarazzi ermeneutici offerti dalla giurisprudenza che sta iniziando a interessarsi
al problema.
Anche Consob e Antitrust iniziano ad assumere posizioni restrittive e interdittive sulle
ICO e si prospetta una fase di contenzioso amministrativo dove non è del tutto chiaro
quale potrà essere la posizione del giudice amministrativo. L’emersione di tutte queste
problematiche impone quindi una riflessione giuridica che tenga conto delle peculiarità
proprie del fenomeno cercando di coglierne a pieno l’effettiva natura giuridica di «cosa»
come oggetto di diritto
BIM, Digital Twin e DLT negli appalti pubblici
L’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative, come il Building
Information Modeling (BIM), il Digital Twin e le Distribuited Ledger Technologies
(DLT o blockchain), se da un lato promette di migliorare l’efficienza, la trasparenza e la sostenibilità delle progettazioni3, iniziando a modificare profondamente
i processi di progettazione, realizzazione e gestione delle opere pubbliche,
dall’altro però presenta anche delle incognite significative.
La possibile integrazione sinergica tra BIM e DLT può amplificare i molteplici
benefici di entrambe le tecnologie nella gestione informativa delle costruzioni
e contribuire all’effettiva esplicazione dei principi del risultato e della fiducia
decantanti dal Codice dei contratti.
Il BIM, infatti, nella sua caratteristica di poter creare modelli digitali dettagliati
e condivisi delle costruzioni può essere potenziato proprio dalla blockchain
per garantire la sicurezza e l’immutabilità dei dati contenuti nei modelli, assicurando
che tutte le informazioni apportate e modificate all’interno dei modelli BIM
siano aggiornate, tracciabili accessibili e verificabili da tutti i partecipanti, restituendo
una maggiore fiducia e riducendo il rischio di manipolazioni o fenomeni
corruttivi.
Questa interazione, inoltre, previo superamento della complessità tecnica e
della necessaria standardizzazione dei protocolli informatici, può contribuire a una
maggiore efficienza operativa, riducendo i tempi di esecuzione e i costi associati,
laddove l’uso combinato del BIM e blockchain può anche facilitare l’automazione
dei processi esecutivi attraverso smart contracts, ottimizzando ulteriormente le
fasi di realizzazione delle opere pubbliche garantendo la validità delle transazioni
automatizzate in ciascuna di esse
Resoconto del convegno
-L’organizzazione del convegno è stata strutturata in due sessioni, una mattutina,
con il confronto accademico multidisciplinare che ha visto il filo conduttore nel ricordo della figura umana, accademica e professionale di Giacomo Borruso, storico rettore dell’Università di Trieste e pioniere degli studi integrati del Porto di Trieste, e una pomeridiana, con una tavola rotonda di confronto pratico e operativo tra i maggiori attori e rappresentanti delle attività produttive che insistono nell’ambito portuale, con la partecipazione di AcegasAmga S.p.a., Area Science Park, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Fincantieri S.p.a, Flex, Java Biocolloid Europe S.r.l., PICOSATS S.r.l., Wartsila S.p.a., Snam S.p.a., Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino S.p.a., moderati dal Prof. Mauro Bussani, Ordinario di Diritto Privato Comparato presso l’Università di Trieste.
A livello di metodo, la trattazione congiunta dei nuovi paradigmi della transizione digitale ed ecologica come possibili leve di sviluppo della realtà portuale ha riscosso l’interesse scientifico dei dipartimenti coinvolti in progetti di ricerca innovativi che spaziano dall’informatica quantistica, alla chimica, alla fisica organica, ai trasporti e logistica fino alle scienze giuridiche, economiche e geografiche.
Le peculiari condizioni geografiche dell’Adriatico orientale, infatti, con particolare riferimento alla posizione strategica del golfo di Trieste, confermano quella costante trasformazione della naturale vocazione portuale di una terra che è da sempre il crocevia commerciale di snodo e di apertura con l’entroterra mitteleuropeo. Tale contesto, particolarmente attrattivo per gli scambi e che risente dell’evoluzione geo-politica della sua lunga e importate storia, si propone come l’ideale terreno fertile dove poter far germogliare le nuove sfide della transizione digitale ed ecologica, potendo inserirsi e valorizzare la naturale dialettica interportuale che già traguarda le frontiere marittime nazionali, in un’ottica di competizione cooperativa tra il porto e le altre funzioni retro-portuali
Le cause di esclusione dalla gara
L’introduzione di specifici motivi di esclusione rappresenta sicuramente un importante tassello di rinforzo nel frenare l’eccessiva discrezionalità delle stazioni appaltanti nella definizione dei requisiti di partecipazione e di scelta degli operatori economici.
Anche il Codice dei contratti del 2016, senza eccessive soluzioni di continuità con la
normativa previgente, pone dei correttivi di bilanciamento tra la massima partecipazione possibile degli operatoti economici e un filtro di garanzia sulla loro qualità morale e professionale attraverso i due meccanismi del soccorso istruttorio e del self-cleaning, rivisitati e riletti alla luce delle riforme anti corruzione del 2019.
In buona sostanza, accogliendo definitivamente le diverse soluzioni interpretative di origine pretoria, i diversi motivi di esclusione dalle procedure di evidenza pubblica sono circoscritti alla violazione di imprescindibili adempimenti burocratici e di norme imperative.
Pertanto, gli unici margini di discrezionalità residua che (al momento) sembrano permanere in capo alle stazioni appaltanti con riferimento alle cause di esclusione risultano essere le ipotesi di valutazione sulla “gravità” dell’illecito professionale, sulla “effettività” dei
rimedi approntati dagli offerenti nel self-cleaning, ovvero nella valutazione circa la sussistenza del “presupposto” per escludere dalla partecipazione l’operatore economico che abbia commesso un reato per il quale è prevista la condanna all’impossibilità a contrattare con la p.a., nelle more della definizione del relativo giudizio
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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