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    Spatial knowledge for risks prevention and mitigation. The civil protection planning of the Abruzzo Region.

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    The scientific research described in this paper concerns the theme of Civil Protection Planning at Regional level and Disaster Risk Management. In particular, it concerns the definition and experimentation of a particular model of basic Knowledge System. This model, which has been tested within the definition and predisposition of the ‘Knowledge elements of the Abruzzo Region territory and civil protection organization of the Abruzzo Region (It)’, is the result of a continuous and dynamic technical-scientific action, whose structure must necessarily be flexible in order to collect and analyse data and information concerning themes, the risks, which are constantly changing. In the research, an original analytical methodology of the Knowledge System has become the basis for the experimentation of a Regional Management Risk Plan (case study Abruzzo Region), a part of the Regional Civil Protection Plan, which allows to identify the Hotspots, i.e. areas characterized by very high and probably simultaneous risks, in which it is strictly necessary to identify prevention and mitigation interventions, the ‘Territorial Prevention and Recovery Projects’ that concern the structural activities of civil protection. The next steps will concern the definition of the methodology for the construction of a Digital Knowledge Platform for the establishment of a Spatial Information Modeling

    Rischi e funzionalità urbana per la pianificazione dell'emergenza. Il caso studio di Sulmona (AQ).

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    Una ricerca del DICEAA-Università dell’Aquila e della Regione Abruzzo analizza il tema della prevenzione del rischio sismico secondo tre componenti: la vulnerabilità degli edifici, le prestazioni della pianificazione di emergenza (Condizione Limite per l’Emergenza) e la Microzonazione sismica. La ricerca combina queste componenti per determinare gli scenari di rischio, non solo di origine sismica, con lo scopo di analizzare la funzionalità urbana rispetto alle operazioni di protezione civile, e di individuare, soprattutto, una metodologia avanzata di pianificazione che integri il tema della sicurezza nei processi di trasformazione urbana. La metodologia è stata applicata al caso studio di Sulmona (AQ), uno dei cantieri pilota del Piano “Casa Italia”, e in particolare nel suo centro storico e alla prima espansione novecentesca, per i quali il CNR e la stessa Regione Abruzzo hanno raccolto dati puntuali attraverso il “Progetto S.I.S.M.A.”. Dallo studio dell’area emergono molti fattori di esposizione, di vulnerabilità e di rischio significativi e una ridotta funzionalità urbana in ordine alla security (sicurezza legata ai disastri naturali e antropogenici). I risultati delle analisi suggeriscono la centralità del Progetto Urbanistico e delle Politiche pubbliche urbane, delle modalità di trasformazione della città contemporanea, della valutazione delle sue prestazioni nell’affrontare il tema sella security. Fondamentali diventano i nuovi modelli sociali (le relazioni), le nuove dimensioni degli spazi urbani (in particolari quelli pubblici o di uso pubblico), le piattaforme di condivisione e di conoscenza dinamica dei fattori di rischio e di prevenzione, le potenzialità del IoT (Internet of Thing), della sensoristica e delle Reti digitali mobile

    Prevenzione e mitigazione dei rischi territoriali. Conoscenze e orientamenti per la protezione civile della Regione Abruzzo.

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    La recente normativa nazionale di Protezione Civile individua il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile quale organo demandato al coordinamento e alla gestione di azioni integrate di prevenzione non strutturale. Tra queste azioni vi è l’elaborazione di apposite linee guida per uniformare la redazione degli strumenti pianificatori su tutto il territorio nazionale. La pianificazione di protezione civile è così un’attività di prevenzione non strutturale finalizzata sia alla definizione delle strategie operative del modello di intervento in caso di emergenza, sia alla messa a sistema di tutte le informazioni e i dati necessari a informare le strutture. La Regione Abruzzo con il supporto del Dipartimento ICEAA dell’Università dell’Aquila ha elaborato il documento “Elementi Conoscitivi del Territorio della Regione Abruzzo e organizzazione di Protezione Civile”, un documento di indirizzo dinamico (che sarà soggetto ad aggiornamenti periodici) finalizzato alla mitigazione dei rischi territoriali, alla pianificazione di protezione civile regionale, comunale e intercomunale, con indicazioni in merito anche alla gestione della comunicazione dei rischi e alle esercitazioni di protezione civile. Il lavoro nasce da una ricerca che da anni viene condotta dal DICEAA e dalla Regione, descritto nel presente articolo, che non coinvolge solo la pianificazione in sé ma anche il sistema delle conoscenze esterne su cui si basa, e il tema più generale della sicurezza “nella e per” la progettazione della città e del territorio. In particolare l’articolo si soffermerà sulla forma e sull’uso del Sistema delle Conoscenze dei rischi regionali che combina, secondo uno specifico modello di analisi, le pericolosità con le vulnerabilità e le esposizioni di livello territoriale. Il Sistema delle conoscenze descrive anche le componenti socio-economiche, oltre che quelle ambientali, nonché l’organizzazione del sistema regionale di Protezione Civile e i suoi modelli operativi, e la composizione e del modello d’intervento della Colonna Mobile Regionale. Al suddetto Sistema delle Conoscenze la ricerca integra un percorso per la costruzione metodologica e la sperimentazione di un Piano Regionale di Gestione dei Rischi dell’Abruzzo per le attività di previsione e prevenzione proprie della Protezione civile, sinteticamente descritto nell’articolo. Gli sviluppi futuri di questa ricerca affronteranno il ruolo delle tecnologie innovative come la Sensoristica, Le Reti digitali mobile, etc, a supporto della Conoscenza e della Pianificazione. Ma prima di tutto riguarderanno l’aggiornamento la progettazione di una Piattaforma digitale dedicata alle suddette componenti

    Spazi urbani, aree interne e pianificazione urbana e di protezione civile al tempo del SARS-CoV-2.

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    La pandemia da Sars-Cov-2 ha messo in crisi il modello di condivisione sociale dello spazio urbano e le modalità di utilizzo anche degli spazi e degli edifici pubblici della città destinati all’emergenza: COC, Aree di Emergenza, Aree di Accoglienza, Aree di Attesa, Edifici Strategici. La probabilità della concomitanza tra l’emergenza Sars-Cov-2 in atto e un’altra delle numerose emergenze che possono verificarsi sul territorio nazionale (terremoti, fenomeni meteorologici avversi, incendi, etc) non è trascurabile. Tali fenomeni possono comportare la necessità di allontanamento e assistenza della popolazione, nonché di attivazione di Centri di coordinamento e delle strutture operative. La gestione di un evento calamitoso, anche di entità non elevata o, addirittura, di un’emergenza può essere fortemente condizionata dalle misure di sicurezza in essere per la gestione dell’emergenza Sars-Cov-2, misure che comunque devono essere mantenute (ed eventualmente rafforzate) nelle attività di risposta operativa. Tutte le misure per il contenimento Sars-Cov-2, nello specifico, prevedono di limitare le interazioni fisiche di prossimità, che si potrebbero sviluppare tra gli operatori, tra la popolazione e tra operatori e popolazione. Le aree e le strutture per l’assistenza alla popolazione, già presenti nel piano di protezione civile, dovranno essere necessariamente rimodulate e ripensate alla luce delle disposizioni emanate dalle autorità sanitarie nazionali legate all’emergenza sanitaria. La ricerca che si presentata nel paper è frutto della collaborazione tra l’Università dell’Aquila e la Regione Abruzzo (Servizio Prevenzione dei Rischi di Protezione), e analizza tra le altre una tematica affrontata dal progetto “Territori Aperti” dell’Università dell’Aquila nell’ambito della ricerca sulle fragilità territoriali. L’obiettivo dello studio è quello di individuare una metodologia e di sperimentare, in alcune realtà abruzzesi, una forma innovativa di progettazione/riprogettazione degli spazi pubblici destinati all’emergenza nel rispetto delle misure anti-contagio, tenendo altresì conto degli altri aspetti e funzioni che tali aree hanno in tempi ordinari (paesaggistici, storici, culturali, urbani e naturali). Una metodologia tran-scalare, che lascia importanti prospettive di ricerca e implementazioni attraverso, per esempio, la costruzione di un database in ambiente webgis che permetta di analizzare la distribuzione dei vari sistemi di funzioni nel territorio comunale (livello prestazionale); la gerarchizzazione dei sistemi funzionali (reti e edifici); la stima dei conseguenti flussi di persone e beni sia nelle aree di emergenza che negli edifici strategici. La metodologia descritta sinteticamente in questo paper ha visto una prima applicazione, confinata alla fase di analisi territoriali, sociali, economiche e sullo stato della pianificazione di emergenza, per le aree interne ricomprese nel cratere sismico 2009 e 2016, con un focus sull’area interna della Valfino (comprendente i comuni di Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Montefino, Bisenti e Arsita, nel Teramano, ed Elice, nel Pescarese), area dichiarata zona rossa a causa del Sars-Cov-2 dal Presidente della Regione Abruzzo lo scorso marzo. La pandemia in corso, infatti, ha messo in evidenza come la salute dei cittadini debba essere garantita sia da politiche sanitarie, sia attraverso progetti urbanistici, progetti in grado di integrare all’interno dei temi tradizionali dell’ingegneria e della pianificazione urbanistica, oltre ai temi ambientali e sociali che ormai ne costituiscono parte integrante, anche il tema salute che è stato, in passato, il fondamento dell’ingegneria urbana

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

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