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    The interventricular conduction delays guide best cardiac resynchronization therapy: A tailored-patient approach to perform a CRT through Conduction System Pacing

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    Evaluation of conduction intervals to predict success of resynchronization in biventricular pacing(BiVP) or Conduction System Pacing(CSP) is not spread in clinical practice. A right ventricle-to-left ventricle intrinsic conduction interval (RVs–LVs) > 70 ms or prolonged RVpaced – LVs(RVp-LVs)interval can predict Cardiac Resynchronization Therapy (CRT)response.This paper describes a case of cardiac resynchronization guided by spontaneous and paced interventricular conduction delays (IVCD) obtained in BiVP that led to changing intraoperative approach. A strategy for cardiac resynchronization based on the CSP/BiVP approach according to the IVCD could represent a viable and reliable solution to obtain a narrow paced QRS and to improve the CRT response. © 2023 Indian Heart Rhythm Societ

    Ruolo della idrocinesiterapia nella riabilitazione delle protesi di anca

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    Obiettivo dello studio è quello di valutare l’efficacia dell’esercizio terapeutico in acqua in soggetti operati di protesi di anca. Lo studio è stato eseguito su un campione di 50 pazienti. Il campione, omogeneo per quadro anatomo-patologico (coxartrosi primitiva) e tipo di protesi impiantata (tipo PTC cementata), è stato suddiviso in due gruppi, ciascuno di 25 pazienti (l’assegnazione è stata randomizzata): un gruppo ha svolto solo rieducazione in palestra, l’altro gruppo ha eseguito anche idrocinesiterapia in piscina termale. Tutti i pazienti sono stati valutati con Scheda di Barthel ed “Harris Hip Score”: all’ingresso in riabilitazione, alla fine del trattamento riabilitativo (a 3 settimane) ed a 3 mesi alla fine dello stesso. I risultati ottenuti sono stati valutati con test “t” di Student. Dall’analisi dei dati risulta che ambedue i gruppi di pazienti hanno presentato un evidente miglioramento alla fine del periodo di riabilitazione. I pazienti, a cui è stato inserito, nel percorso riabilitativo, un protocollo di rieducazione in acqua, hanno presentato una ripresa funzionale maggiore e più precoce rispetto a coloro che non avevano seguito un programma in piscina, specialmente nelle prime fasi di trattamento. Questo è evidenziato sia dall’incremento dei punteggi HHS, sia dalla riduzione dei punteggi Barthel a tre settimane dall’inizio della riabilitazione. A tre mesi di distanza tutti i pazienti sono risultati in grado di eseguire le ADL normalmente, ma risulta significativa la differenza tra i due gruppi del punteggio HHS. Alla luce dei risultati ottenuti, ne concludiamo e riteniamo che l’idrocinesiterapia si dimostra un valido strumento nel percorso riabilitativo di pazienti operati di protesi di anca. La precoce ripresa funzionale permette un rapido reinserimento, anche di soggetti anziani, nelle attività e nella vita quotidiana, con una una contrazione dei costi sia dal punto di vista sociale che individuale

    ZUDY, LA GATTA CON DISURIA: ALLORA E’ UN TIMOMA !

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    È descritto il caso di un timoma diagnosticato in un gatto europeo femmina di 15 anni e 4.5 kg di peso portato alla visita in regime di pronto soccorso per disuria insorta da circa 24 ore. L’esame delle urine dimostrava la presenza di un’infezione urinaria sostenuta da abbondanti batteri coccoidi e filamentosi, pur in assenza di un corrispondente reperto infiammatorio. L’esame ecografico dell’addome non evidenziava alterazioni. Il quadro radiografico ed ecografico del torace evidenziava una massa radiopaca a carico del mediastino cranio-ventrale determinante lo spostamento dorsale della trachea. Sulla base di questi primi riscontri venivano posti in diagnosi differenziale linfoma timico, timoma, chemodectoma, cisti branchiale, tiroide ectopica, tumori delle paratiroidi, granuloma e ascesso. Lo studio TC del torace evidenziava una massa di 3 cm di diametro nel mediastino craniale che improntava il bordo craniale del cuore comprimendo atrio e ventricolo destro. La lesione appariva eterogenea prima e dopo la somministrazione di MDC iodato non ionico a 800 mg/kg e.v. Venivano eseguite biopsie TC guidate con ago sottile 22 G e con tru-cut da sottoporre ad esame citologico ed istopatologico. L’esame citologico (colorazione May Grünwald-Giemsa) evidenziava scarsa cellularità del campione e discreta componente ematica. La popolazione cellulare prevalente era rappresentata da piccoli e medi linfociti, accanto ai quali erano osservabili rari mastociti, macrofagi ed eosinofili, che, pur nell’assenza di una evidente componente epiteliale, orientavano la diagnosi verso il timoma piuttosto che verso una neoplasia linfoide. L’esame istopatologico delle biopsie metteva in evidenza un tessuto discretamente vascolarizzato costituito dalla proliferazione diffusa di piccoli-medi linfociti di aspetto maturo, nel cui contesto si rilevavano occasionali aggregati di cellule irregolarmente poligonali con abbondante citoplasma eosinofilo e granulazioni bluastre, tendenti alla cheratinizzazione e disposte concentricamente a formare strutture simili ai corpuscoli timici di Hassal. Veniva formulata la diagnosi di timoma prevalentemente linfocitico, supportata dalla conferma immunoistochimica della natura epiteliale degli aggregati concentrici (CKAE1/AE3 +) e dal fenotipo T della componente linfoide (CD3 +). Sul riscontro di tale diagnosi, pur in assenza di segni clinici riferibili a myasthenia gravis (debolezza, rigurgito), si procedeva, in vista del probabile intervento chirurgico, a completare la stadiazione con la determinazione del titolo sierico di anticorpi anti-recettori postsinaptici per l’acetilcolina (AChRAb); il titolo anticorpale ottenuto (< 0.30 nmol/L ) permetteva di escludere le complicazioni relative alla sindrome paraneoplastica mio astenica. Gli accertamenti finora condotti permettevano pertanto una diagnosi definitiva di timoma linfocitico, con stadiazione clinica II, sottostadio P0. A distanza di 30 gg dal momento della presentazione si procedeva all’intervento di escissione chirurgica della massa mediastinica. A 2 mesi di distanza veniva effettuato un monitoraggio completo (profilo ematobiochimico, esame urine, radiogramma del torace, esame ecocardiografico) che escludeva qualsiasi complicazione successiva all’intervento. L’interesse del caso presentato risiede nella coesistenza di elementi di tipicità e atipicità. Tra gli ultimi il motivo di presentazione (disuria per infezione urinaria), verosimilmente in relazione allo stato di immunodepressione indotto dalla interferenza tumorale con la funzionalità dei linfociti. Tra i primi, assai più numerosi, l’età avanzata, il decorso cronico e con scarso corredo di sintomi, la struttura macroscopica della massa (capsulata / cavitata), il tipo istologico. Si enfatizza il ruolo della citologia nel fornire un orientamento diagnostico, la correlazione con il sempre necessario esame istopatologico e l’utilità della diagnostica per immagini

    Mucocele della cistifellea in un cane

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    Si descrive in un cane Schnauzer nano maschio di 8 anni un caso di mucocele della cistifellea, rara condizione caratterizzata da distensione della cistifellea per accumulo abnorme di muco. La patologia, diagnosticata in vita tramite esame ecografico (sovradistensione della cistifellea con materiale anecogeno riferibile a muco lungo le pareti e bile iperecogena con pattern stellato al centro della cavità) è stata trattata chirurgicamente con colecistectomia. La terapia ha risolto completamente il caso e l’esame anatomoistopatologico ha confermato la diagnosi (iperplasia e displasia cistica della mucosa della cistifellea con abbondante produzione di muco denso). Vengono passate in rassegna le principali ipotesi eziopatogenetiche del mucocele della cistifellea

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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