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E-learning e performance didattiche: potenzialità degli strumenti di comunicazione asincrona
Political communication and multimodality: the Facebook pages of Hillary Clinton and Donald Trump
Cortázar/Antonioni, traduttori di Piero della Francesca. Sulla trasposizione di un segreto pittorico in Blow-up
Numerosissimi e cospicui sono stati gli studi critici che
a partire dalla fine degli anni cinquanta, hanno sondato nel
racconto di Julio Cortázar “Las babas del diablo”1 (1959) le
relazioni intertestuali che esso intrattiene con il discorso foto
grafico e il discorso cinematografico, e altrettanto molteplici
e variegati sono stati gli approcci sulla fedeltà o tradimento
dell’adattamento cinematografico che ne fece Michelangelo
Antonioni con Blow-up (1966). Va, tuttavia, notato che tra
questi innumerevoli studi non esistono approfondimenti sulle
avvincenti strategie traspositive nel film di Antonioni di un re
ticolo di intertestualizzazioni pittoriche – soggiacenti a un di
scorso fotografico più evidente – di fondamentale importanza
sia nella narrazione che nel film. La nostra ipotesi di lavoro sarà, dunque, esplorare e indivi
duare in primis sul testo di partenza il suddetto lavoro interte
stuale pittorico per poi incentraci sulle scelte e trasformazioni
traspositive dell’adattamento filmico di Antonioni, con partico
lare attenzione agli studi sulla traduzione intersemiotica (Eco
2003; Dusi 2000; 2003). Verrà affrontato in alcune sequenze del
film di Antonioni il potenziamento figurativo delle isotopie ine
renti i riferimenti pittorici sopra accennati. Pertanto, la nostra
intenzione è prendere in esame il raffinato e sottile dialogo che
Antonioni, in qualità di “lettore modello” (Eco 1979) di “Las
babas...”, instaura con il livello più profondo di interpretazione
di questo racconto. Un lavoro di trasposizione fatto all’insegna
della “sottigliezza” secondo l’interpretazione di Roland Barthes
(1980) in un celebre discorso commemorativo in onore di An
tonioni: “tu lavori per rendere il senso sottile di ciò che l’uomo
dice, racconta, vede e sente” (trad. it. 1992, p. 13).
In termini più tecnici, a partire dall’individuazione nel testo
letterario delle isotopie di base si procederà ad analizzare le
equivalenze e espansioni operate nel testo sincretico di Anto
nioni, per dimostrare la relazione di coerenza, sebbene parziale
trattandosi di un adattamento (Eco 2000; 2003), con le scelte
più nascoste del testo di partenza. In altre parole, le pagine a se
guire consistono in una riconsiderazione della minuziosa fedeltà
di Antonioni al racconto di Cortázar rispetto alla sua assiologia
profonda, nello specifico, alla logica del segreto del quadrato
della veridizione (Greimas, Courtés 1979), insita, come ha
studiato Calabrese (1985), in differenti stratagemmi figurativi
ideati nell’ambito della pittura, tra cui i dipinti di Piero della
Francesca, pittore studiato e venerato sia da Cortázar che da
Antonioni
El imaginario de la deixis en los discursos del EZLN. Sobre los vínculos entre poesía y palabra política
Este estudio se concentra en los sefectivos vínculos entre poesía y palabra política sobre los que se pueden apuntalar los cimientos de un nuevo imaginario cultural y social, como el que se propuso forjar el movimiento indígena mexicano Ejército Zapatista de Liberación Nacional (EZLN), a partir de 1994. Un movimiento que en un México mitopoético de máscaras superpuestas, como sostenía Carlos Fuentes, supo amalgamar, junto a otros históricos “desenmascaramientos” mexicanos, el sistema axiológico y retórico, sumamente enraizado en la cultura mexicana, de la obra literaria de la poetisa barroca novohispana Sor Juana Inés de la Cruz (1648-1695)
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