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    Un tabernacolo di Giovanni Gaspare Pedoni dalla chiesa di San Domenico di Cremona?

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    Grazie all'iscrizione letta sul retro di una vecchia fotografia conservata presso l'Archivio di Stato di Cremona è forse possibile risalire al luogo di provenienza di un tabernacolo rinascimentale eseguito dallo scultore luganese Giovanni Gaspare Pedoni. L'opera, in pietra arenaria, fino a pochi anni fa conservata presso le raccolte d'arte europea del Brooklyn Museum di New York, dopo essere stata venduta dal museo newyorkese e battutta all'asta da Christie's il 22 novembre 2011 è approdata nella collezione di un privato commerciante

    La Croce dei Fogliata. Un tesoro per la comunità di Montichiari

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    Lo studio vuole illustrare la poco conosciuta Croce processionale detta "dei Fogliata" conservata nel Duomo dell'Assunta di Montichiari ma proveniente dall'antica Pieve di San Pancrazi

    ROLE OF CD30/CD30L POSITIVE T CELLS IN THE PATHOGENESIS OF RHEUMATOID ARTHRITIS

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    CD30 e CD30 ligando (CD30L) fanno parte, rispettivamente, della superfamiglia dei recettori del TNF e del TNF. Il numero di cellule T CD30+ T risulta elevato in molte patologie e l’interazione tra cellule T CD30+ e CD30L+ può portare sia alla proliferazione cellulare che all’apoptosi. Nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR), i livelli della molecola solubile del CD30 (sCD30) sembrano correlare il reclutamento di linfociti T CD30+ nelle articolazioni infiammate ed elevati livelli circolanti sono associati ad una buona risposta a terapie immunosoppressive di tipo sia classico che biotecnologico. Abbiamo valutato i livelli di sCD30 nel siero dei pazienti con AR e della molecola solubile del CD30L (sCD30L) sia nel siero che nel liquido sinoviale degli stessi pazienti. Inoltre, abbiamo valutato se il sCD30L fosse in grado di legarsi al CD30 di membrana e se fosse funzionalmente attivo. Abbiamo trovato alte concentrazioni di sCD30L nel siero e nel liquido sinoviale dei pazienti affetti da AR e siamo stati in grado di correlare alti dosaggi di sCD30 e sCD30L, rispettivamente, con pazienti che rispondevano o meno alla terapia con anti-TNF-α. Abbiamo verificato che il CD30L viene clivato e rilasciato solo quando cellule T CD30+ e cellule T CD30L+ vengono messe in contatto diretto. Inoltre il sCD30L lega il CD30 di membrana espresso costitutivamente dalle cellule Jurkat inibendone la proliferazione attraverso un meccanismo di tipo apoptotico. Le nostre osservazioni suggeriscono che il sCD30L è funzionalmente attivo e che può favorire la persistenza di un’infiammazione attiva inducendo l’apoptosi di cellule T CD30+, note per la loro azione antinfiammatoria in quanto sono preferenzialmente cellule a fenotipo Th2. Abbiamo studiato, inoltre, la stimolazione di cellule T CD30L+ ottenute da sangue periferico di donatori sani e da liquido sinoviale di pazienti con AR. I dati preliminari di real time PCR, dosaggio citochinico dei surnatanti e saggio di secrezione citochinica suggeriscono un coinvolgimento del sistema di segnale CD30/CD30L nella polarizzazione delle cellule T in fenotipo Th17 con caratteristiche proinfiammatorie. Inoltre è interessante notare che nel liquido sinoviale dei pazienti con AR vi è un numero elevato di cellule CD30+ e che circa il 50% delle cellule T regolatorie esprime la molecola CD30, suggerendo un tentativo di “downmodulare” il processo infiammatorio. Infine abbiamo studiato il rilascio di citochine da parte di neutrofili stimolati con la CD30/Fc chimera: abbiamo rilevato un incremento nella secrezione di IL-8 con il doppio stimolo (CD30/Fc chimera e LPS) e un decremento nel rilascio di MMP-9 nelle stesse condizioni di stimolo. In conclusione i dati ottenuti suggeriscono che il complesso sistema di signalling delle cellule CD30+ e CD30L+ e delle molecule solubili, è implicato nella patogenesi della sinovite reumatoide poichè a seconda del prevalere dell’uno o dell’altro avremo un effetto pro o antinfiammatorio.CD30 and CD30 ligand (CD30L) are members of TNF-receptor and TNF superfamilies respectively. CD30+ T cells are increased in several diseases and interaction between CD30+ and CD30L+ T cells leads either to cell proliferation or to cell apoptosis. In patients with rheumatoid arthritis (RA), soluble CD30 (sCD30) levels seem to reflect the recruitment of CD30+ T cells into the inflamed joints and are predictive of a positive response to classical and biological immunosuppressive therapy. We have evaluated levels of sCD30 in the sera of RA patients and the presence of soluble CD30L (sCD30L) in the sera and synovial fluid of patients with RA. We found high levels of sCD30L in sera and synovial fluid of RA patients; moreover we correlated high levels of sCD30 and sCD30L with a good or negative response to anti-TNF-α therapy, respectively. We have observed that CD30L is shedded upon direct contact of CD30+/CD30L+ T cells. We then wanted to define whether sCD30L binds surface CD30 molecule and is functionally active. Indeed sCD30L binds surface CD30 constitutively expressed by Jurkat cell line and inhibit cell proliferation by inducing cell apoptosis. Our findings suggest that circulant sCD30L is functionally active and that it may favor persistence of active inflammation by inducing apoptosis of CD30+ T cells, known to downmodulate inflammation since they mainly belongs to the Th2 phenotype. We have also studied the stimulation of CD30L+ T cells obtained from peripheral blood of healthy donors and from RA patients’ sera synovial fluid. Preliminary data from real time PCR, evaluation of cytokines in the supernatant by ELISA and cytokine secretion assay by FACS analysis have suggested involvement of CD30/CD30L signalling in polarization of T cells towards a Th17 phenotype that have proinflammatory features. Moreover we want to mention that in the synovial fluid of patients with RA the number of CD30+ T cells is high and that nearly 50% of Treg cells express CD30, suggesting an attempt to downmodulate the ongoing inflammatory process. Finally we have investigated cytokines release by neutrophils upon CD30/Fc chimera stimulation: we have detected an increase in IL-8 secretion when neutrophils were incubated with both LPS and CD30/Fc chimera while a decrease in MMP-9 in the same stimulus conditions. In conclusion, the results obtained suggest that the complex signalling of CD30 and CD30L+ cells system, also through the intervention of the soluble molecules, is implicated in the pathogenesis and progression of rheumatoid synovitis depending on the pro- or antinflammatory effect that eventually prevails

    Il Reliquiario della Santissima Croce del tesoro del Duomo Vecchio di Brescia

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    Il Reliquiario della Santissima Croce, conservato nel Duomo Vecchio di Brescia, fa parte del tesoro delle Santissime Croci. La preziosa oreficeria, che appare oggi ai nostri occhi come una stauroteca, è il risultato di alcuni restauri e modifiche subite dall’oggetto nel corso del tempo. Infatti quello che in origine doveva essere certamente solo un «tabernaculum», ovvero una custodia realizzata in argento in parte dorato e smaltato dall’orafo Bernardino Dalle Croci fra il 1477 e il 1487 per contenere la preziosa reliquia della Santa Croce, fu riadattato già nel 1516 – dallo stesso artista – a piedistallo, per collocarvi la reliquia non più al suo interno, ma fissata sulla sommità. Solo una terza fase conclusiva comportò la trasformazione definitiva dell’oggetto con l’aggiunta di una preziosa teca in oro, smalti e pietre preziose eseguita tra il 1533 e il 1557 dall’orafo Giovanni Maria Mondella che seppe abilmente e sapientemente fondere le due parti in un insieme elegante e omogeneo. Accanto alla ricca documentazione che ha permesso di ricostruirne la storia, il reliquiario, citato nelle antiche fonti bresciane e anche nella letteratura artistica più recente, ha goduto pure di una discreta fortuna iconografica che ha contribuito a fornire maggiori informazioni sulle sue trasformazioni e sulle possibili aggiunte subite anche in epoche successive

    Schede nn. 2289-2295

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    Le sette schede illustrano manufatti di oreficeria conservati nella Pinacoteca Ambrosiana. Sei schede trattano di opere dell'orafo Alfredo Ravasco (1873-1958): Teca con i capelli di Lucrezia Borgia (n. 2289); Teca con i capelli di Federico Borromeo (n. 2290); Teca con i capelli di Camillo Benso conte di Cavour (n. 2291); Teca per il Codice Atlantico (n. 2292); Soprammobile con gufo (n. 2293); Soprammobile con pesce (n. 2294). La settima scheda è dedicata a un antico pastorale: Baculo pastorale (n. 2295

    Terrecotte nel Ducato di Milano. Artisti e cantieri del primo Rinasciemnto

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    Bibliografia generale ordinata cronologicament

    LE TERRECOTTE DECORATIVE DEL MUSEO D'ARTE ANTICA DEL CASTELLO SFORZESCO DI MILANO: PRODUZIONE FITTILE E ARCHITETTURA NELL'ETA' SFORZESCA

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    Le attività di ricerca e catalogazione effettuate durante lo stage condotto tra il 2010 e il 2011 sui materiali fittili conservati nel deposito del Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano sono state all’origine di alcune riflessioni e considerazioni sul tema delle terrecotte decorative del primo Rinascimento in Lombardia - in particolar modo a Milano e a Cremona - che ha trovato un primo importante esito nella presentazione al convegno del 2011 Terrecotte nel Ducato di Milano. Artisti e cantieri del primo Rinascimento. La scelta, in seno alle ricerche per il dottorato, è stata quella di proseguire, incrementandoli, gli studi sulla collezione fittile delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano, approfondendo il tema della produzione coroplastica decorativa nell’età sforzesca, non tralasciando di analizzare, per alcuni casi rilevanti, il coevo contesto architettonico. I risultati ottenuti, riordinati e raccolti nelle pagine di questa tesi, costituiscono il tentativo di una prima mappatura dei repertori ornamentali, dove partendo dai patterns decorativi esibiti dalle singole formelle presenti nel deposito del museo è stato possibile stabilire confronti e tracciare relazioni con i numerosi complessi architettonici con decorazione fittile sparsi sul territorio lombardo e nelle regioni confinanti.The research and cataloguing activities conducted during the internship in 2010-2011 on the clay materials preserved in the deposit of the Museo d’Arte Antica at the Castello Sforzesco in Milan, were what sparked off a series of considerations and reflections on the subject of decorative terracottas during the early Renaissance in Lombardy - particularly Milan and Cremona - the results of which were discussed during the presentation at a conference held in 2011 entitled Terrecotte nel Ducato di Milano. Artisti e cantieri del primo Rinascimento. The decision behind the research conducted for my PhD was to continue and extend the studies to include the collection of clay products preserved by the Art Collections of the Municipality of Milan, more specifically the decorative coroplast productions in the Sforzesca era, which included an in-depth analysis of the contemporary architectonic context of some of the most significant cases. The results obtained, indexed and included in this thesis aim to present an initial mapping of the ornamental repertoires where, starting from the decorative patterns of the individual tiles preserved in the deposit of the Museum, it was possible to establish comparisons and trace relations with the countless architectonic complexes highlighting clay decorations scattered throughout the Lombardy region and bordering areas

    La riscoperta delle terrecotte rinascimentali del Duomo nel Museo Civico di Crema e del Cremasco

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    La riscoperta delle terrecotte rinascimentali del Duomo nel Museo Civico di Crema e del Cremasc

    Lavori in corso al Museo d’Arte Antica di Milano. Le terrecotte rinascimentali: studi, scoperte e restauri

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    Nel Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco (Milano) è in atto un’attività di ricognizione dedicata al cospicuo deposito delle terrecotte. Sono emerse una serie di importanti scoperte, in particolare per quanto riguarda le terrecotte decorative provenienti dal palazzo detto Banco Mediceo, progettato dall’architetto Antonio Averulino detto il Filarete. Di notevole rilievo l’identificazione delle terrecotte decorative, considerate disperse, di cui ora è possibile avanzare stretti confronti con i Medaglioni con busti di imperatori , provenienti dallo stesso luogo, oggetto di un recente restauro. L’intervento conservativo ha evidenziato soprattutto la tecnica di esecuzione offrendo elementi per inquadrare l’ambito culturale e cronologico di questi manufatti. Le fonti d’archivio del museo, consultate durante l’attività di ricognizione, hanno messo in luce le vicende di acquisizione delle terrecotte dove il mercato dell’arte ha avuto un ruolo determinanteDes recherches consacrées à un riche ensemble de terres cuites sont en cours au Museo d’Arte Antica du Castello Sforzesco (Milan). Elles ont abouti à toute une série d’importantes découvertes, en particulier pour ce qui concerne les terres cuites décoratives provenant du palais surnommé Banco Mediceo, conçu par l’architecte Antonio Averulino, dit le Filarète. Une importance particulière doit être accordée à l’identifi cation des terres cuites décoratives, jusqu’alors considérées comme perdues, qu’il est maintenant possible de comparer de très près aux Médaillons avec des bustes d’empereurs provenant du même lieu, et qui ont fait l’objet d’une récente restauration. L’intervention de conservation a surtout mis en évidence la technique d’exécution des œuvres, et fait apparaître des éléments permettant de défi nir leur contexte culturel et leur cadre chronologique. Les archives du musée, consultées au cours des recherches, ont quant à elles permis de mettre en lumière les circonstances de l’acquisition de ces terres cuites, où le marché de l’art a joué un rôle déterminant

    Il cantiere delle terrecotte nel Museo d'Arte Antica del Castello Sforzesco: attività di ricerca e primi risultati

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    La campagna di studio e catalogazione del materiale fittile di produzione seriale conservato nel deposito del Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco di Milano ha consentito di indagare alcuni aspetti rilevanti della tradizione decorativa in terracotta del primo Rinascimento in Lombardia, con particolare riferimento a Milano e Cremona. Elementi decorativi in cotto provenienti da complessi architettonici condannati alla distruzione dalle riorganizzazioni urbanistiche della seconda metà del XIX secolo sono stati salvati dall’illuminata opera dei primi curatori delle Raccolte, già allora consapevoli della necessità di conservare quanto più possibile di questi edifici, così da garantirne una parziale sopravvivenza attraverso il loro ricovero in Museo. Per Milano si prenderanno in esame le vicende del Banco Mediceo in via dei Bossi e di casa Marliani in contrada di Porta Nuova. Per alcuni contesti i materiali conservati al Castello Sforzesco sono tutto ciò che resta di interi isolati, come casa Missaglia o le abitazioni di via dei Ratti e via degli Orefici. Altre volte è invece possibile un confronto con il materiale ancora presente in situ come nel caso del chiostro di Sant’Antonio abate. Nel deposito del Museo sono conservate anche alcune terrecotte provenienti dall’area cremonese. Fra queste sono state identificate, grazie alla documentazione conservata presso l’Archivio delle Civiche Raccolte d’Arte e con l’ausilio di fotografie d’epoca, quelle appartenute alla demolita chiesa di San Domenico; sono state poi individuate altre terrecotte spettanti probabilmente alla decorazione del chiostro di San Sigismondo, sempre a Cremona. Per concludere si è affrontato brevemente l’interessante tema della ritraduzione in pittura di schemi e modelli della produzione fittile attraverso alcuni confronti con noti esempi figurativi.The activity of analysis and classification of serially-produced fictile materials from the deposit of Museo d’Arte Antica at Castello Sforzesco in Milan has revealed several important pieces of early-Renaissance terracotta decoration in Lombardy, and particularly in Milan and Cremona. Decorative cotto pieces from buildings dismantled in the city’s reorganization of the latter half of the 19th Century were saved thanks to the farsighted activity of the early curators of the collection, already aware of the importance of preserving as much as possible of those buildings, in order to allow them to survive, at least partially, in the Museum. As for Milan, the authors take into account the facts about Banco Mediceo in Via dei Bossi and the Marliani residence in Contrada di Porta Nuova. In some cases, the materials at Castello Sforzesco are the lone remaining testimony of entire neighborhoods, as in the Missaglia residence or the houses in Via dei Ratti and Via degli Orefici. Elsewhere, it is possible to compare the findings with the on-site decorations, as in cloister of Sant’Antonio Abate. Terracotta pieces from the Cremona area are also in the deposit: among these, documents found in the archive of Civiche Raccolte d’Arte, including photographs taken at the time, allowed the authors to identify the decorations from the demolished church of San Domenico, as well as those originally located in the cloister of San Sigismondo, both in Cremona. Finally, the authors introduce - through several comparisons with well-known figurative examples - the fascinating subject of the translation of fictile models into painting
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