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Introduction a "Iraq After 2003: When Trauma Becomes Art. Myth, History, and Literature"
The article aims at introducing the volume "Iraq After 2003: When Trauma Becomes Art. Myth, History, and Literature", edited By Ada Barbaro. The volume aims to provide lenses that examine, from various angles, a country, Iraq, in the aftermath of the quintessential trauma of its contemporary history, namely, 2003.The volume is thus a collection of "narratives", of
narrative acts that render the relationship between reality and its discourse almost oxymoronic. The present work, born in the wake of the conference «Iraq After 2003: When Trauma Becomes Art. Myth, History, and Literature», is therefore published as an outcome of the scientific project "Forms, Languages, and [Con]texts of Tàrìkh: Writing and Rewriting History in Iraq", of which the author of these pages is the Principal Investigator
RITRATTI D'ARTISTA - LUCIO PICCOLO
Il quaderno nasce all'interno del progetto “Ritratti d’artista”, finanziato dal POR SICILIA 2000-2006 (sottomisura 2.02 azione d) e curato dall’associazione culturale CLAC – centro laboratorio arti contemporanee – per e con il Comune di Sortino. Il quaderno monografico raccoglie una serie di interventi critici e testimonianze sul poeta Lucio Piccolo di Calanovella. Testi di: Marta Barbaro, Fulvio Abbate, Maria Luisa Spaziani,Vincenzo Consolo, Andrea Cortellessa, Michele A.Purpura, Michela Sacco e Flora Di Legam
Umberto Barbaro e il "realismo" della letteratura
Con "L'essenza del can barbone" Umberto Barbaro dà corso a quella forma di realismo di tipo sperimentale che costituì negli anni Trenta la più vera matrice del neorealismo, parola, quest'ultima usata fra i primi proprio dall?autore e critico siciliano in ambito cinematografico. La raccolta di novelle è un importante esempio di impegno letterario di tipo anti rondista, ma debitore alla tradizione di una ricerca linguistica e formale molto accorta
Daniele Barbaro ambasciatore e letterato
Daniele Barbaro fu importante uomo politico per la Repubblica Serenissima; ambasciatore in Inghilterra in periodo particolarmente importante e delicato nei rapporti tra la corona inglese e la Repubblica di San Marco. Come uomo di lettere ebbe una cultura estremamente raffinata, che viene analizzata, insieme ai rapporti che egli ebbe coi maggiori letterati del suo tempo
L'archivio dei danni collaterali. Traduzione e Postfazione di Ada Barbaro
Namir, un giovane studioso iracheno che ha conseguito il dottorato a Harvard, viene assunto da alcuni registi per documentare al devastazione dell'invasione dell'Iraq nel 2003. Durante un'escursione a Baghdad, Namir si avventura in Via al-Mutanabbi, famosa per le sue librerie, dove incontra Wadud, un eccentrico libraio che sta cercando di catalogare tutto ciò che è stato distrutto dalla guerra. Namir rimane ossessionato dall'archivio e dal progetto di Wadud e, ripensando alla sua vita a New York, scopre quanto sia profondamente intrecciata ai frammenti del passato e del presente della sua terra
From the diaries to engineer's novels: Paolo Barbaro between environment, work and progress
openLa tesi ha lo scopo di mettere in luce la narrativa dell'ingegnere-scrittore Paolo Barbaro e si concentra sulla sua produzione dal 1966 al 1978. I testi che appartengono a questo periodo sono: Giornale dei lavori (1966), Libretto di campagna (1972), Le pietre, l’amore (1976), Passi d’uomo (1978). Un primo capitolo è dedicato alla presentazione dell’autore attraverso alcune notizie biografiche e una sintesi complessiva dell’intera sua produzione. Nel secondo capitolo, dopo una prima parte dedicata al contesto letterario, si procede all’analisi dei generi, in quanto Paolo Barbaro esordisce con testi dalla natura diaristica fino ad arrivare al romanzo. Inoltre si prendono in considerazione questioni legate allo spazio, al tempo e ai personaggi. Il capitolo conclusivo riguarda il lavoro come tema letterario: in particolare l'attenzione è rivolta ai trionfi e cedimenti etici del progresso, alla rappresentazione di società e operai, al rapporto tra mondo femminile e lavoro, alla rivoluzione tecnico-informatica e infine al rapporto tra lavoro e paesaggio
Daniele Barbaro : l’architettura come methodus e machina del sapere
Il lavoro verte sulla simmetria tra architettura e dialettica nel pensiero di Daniele Barbaro e sull'individuazione, nell'"architettura della ragione", di un metodo unico applicabile a ogni ambito del sapere. Attraverso il commento al De Architectura (nelle edizioni latina e italiana) e attraverso il Dialogo dell'Eloquenza - entrambi esaminati nel contributo - Barbaro interviene nella discussione umanistica in ordine all'esigenza di una nuova logica, di un nuovo organo del sapere e delle relazioni tra la filosofia, le scienze e le arti del discorso
Daniele Barbaro and the Foundation of the Botanical Garden for the University of Padua
When in the Renaissance the Venetian authorities decided to establish the Botanical Garden at the University of Padua in order to carry out experimental studies directly on plants, they entrusted Daniele Barbaro with the role of administrative supervisor. This essay, by comparing the Garden as built with documentary information and historical records, advances the hypothesis of a role not exclusively focused on economic aspects but also on considerations of design. Although information is scarce, the author reasonably speculates that Daniele Barbaro, probably assisted by other scholars and botanical experts, may have conceived the Hortus Sphaericus of Padua, an original design that was never completed
Che cosa è la rinascita? (Mā hiya al-nahḍah?). Traduzione e Introduzione di Ada Barbaro
Il testo propone la traduzione inedita del saggio "Ma hiya al-Nahda" dello scrittore egiziano Salama Musa. Tra i massimi esponennti della "rinascita" araba, Musa esamina le forme di "rinascita" che hanno caratterizzato il mondo occidentale - con particlare riferimento al Rinascimento italiano e all'Illuminismo francese - proponendo un confronto aperto al fine di promuovere una rinascita anche per la nazione egiziana
The very short story in the time of revolution. al-Mihmāz (the Spur) and the Syrian author Zakariyā Tāmir
The mass protests swept through the Middle East in early 2011 underlined the role of modern information-communication technologies (ICT). From a literary point of view, the “Arab Spring” inevitably marked the birth of a new model of writing, characterised by a more participatory, global and immediate manner of expression that could be defined as Humanism 2.0. In this context, we may insert the experimental writing by the famous Syrian author Zakariyā Tāmir: on the al-Mihmāz (The Spur) Facebook page the writer begins a literary journey publishing daily posts and explicitly supporting the Syrian revolution. This contribution intends to analyse a few of Tāmir’s most significant posts published on Facebook. The time span is 2012, just one year after the Syrian revolution: thanks to aphorisms, posts and short stories, a new literary pact with potential readers is inaugurated, within a phenomenon that we can call al-adab al-raqmī (digital literature
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