63 research outputs found

    Il principio di unità tra Carte e Corti: un confronto italo-spagnolo

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    Il presente contributo analizza le declinazioni del principio di unità nell’ordinamento italiano e in quello spagnolo, sottolineando le similitudini tra le rilevanti disposizioni della Costituzione italiana del 1948 e quella spagnola del 1978. Tuttavia, l’articolo si sofferma sulla diversa scelta ordinamentale rispetto alla natura “indisponibile” del principio di unità, considerato un limite implicito alla revisione costituzionale soltanto in Italia e non in Spagna, dove la secessione sarebbe un’ipotesi possibile, salvo il rispetto delle farraginose procedure aggravate contemplate dal procedimento di “revisione totale”. Le conclusioni provano a ragionare su come tale diversa scelta ordinamentale abbia inciso sul ruolo (e sulla legittimazione) delle Corti costituzionali nella gestione dei conflitti territoriali scaturiti dalle rivendicazioni indipendentiste di Veneto e Catalogna

    Magna Carta, Common Law Constitutionalism e mutamenti della funzione giurisdizionale

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    L’articolo muove da un’analisi della Magna Carta per analizzare recenti mutamenti della funzione giurisdizionale, ascrivibili al filone del cosiddetto Common Law Constitutionalism. L’espansione del potere dei giudici nell’ordinamento del Regno Unito, trainata principalmente dall’incontro/scontro con gli ordinamenti sovranazionali e volta a vincolare l’operato del Parlamento attraverso un sindacato giurisdizionale più stringente, sembrerebbe quasi “eretica” rispetto all’ortodossia della teoria della sovranità parlamentare elaborata da Dicey, ed avallata da diversi anni di self-restraint da parte del potere giudiziario. Se guardata però alla luce della cornice storico istituzionale che ha dato vita alla Magna Carta, madre del principio secondo cui una qualunque forma di autorità deve soggiacere al diritto, tale espansione sembrerebbe ancorare le proprie radici più profonde proprio nella tradizione medievale dello stesso ordinamento del Regno Unito. Difatti, la rivisitazione seicentesca di tale tradizione ad opera di Sir Edward Coke, proprio nel cuore del conflitto costituzionale tra Corona e Parlamento, affidava in modo assolutamente inedito al giudice il compito di sindacare la conformità del diritto sovrano agli antichi principi di equità e giustizia

    Art. 4 of the Treaty of European Union

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    The article represents a commentary to Article 4 of the Treaty on the European Union, including paragraph 1 on the presumption of Member State's competence, paragraph 2 on the obligation upon the EU to respect national identities of the Member States, and paragraph 3 on the principle of sincere cooperation. The article explores the original intent of the drafters of the Treaty, the reference to Article 4 TEU by EU institutions, and the legal application of the Article in the case-law of the Court of Justice of the EU

    Un focus dedicato alla Conferenza sul futuro dell'Europa: note introduttive

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    Il presente contributo, in primo luogo, illustra la ratio sottesa all’istituzione della Conferenza sul futuro dell’Europa, un inedito processo di democrazia deliberativa che mette al centro i cittadini europei e si affianca ai canali della rappresentanza e della partecipazione per democratizzare il processo di integrazione. In secondo luogo, analizza la complessa architettura costituzionale della Conferenza e si sofferma sulle future prospettive dalla Conferenza, imbrigliate da un possibile conflitto interistituzionale tra i fautori di una formale convocazione di una Convenzione per modificare i trattati ai sensi dell’articolo 48 TUE, e i sostenitori di un approccio pragmatico che punti a implementare la gran parte delle proposte della Conferenza suscettibili di essere realizzate “a trattati vigenti”. In terzo luogo, traccia il filo conduttore tra i contributi di vari Autori che hanno preso parte al focus tematico interamente dedicato alla Conferenza sul futuro dell’Europa, mettendone in luce complessità, criticità e novità, sia dal punto di vista sostanziale che procedurale

    Potestà regolamentare e riparto di competenze legislative tra dettato costituzionale e prassi giurisprudenziale

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    L’articolo esamina il riparto di potestà regolamentare tra Stato e Regioni, analizzando le evoluzioni del quadro costituzionale, significativamente mutato nel 2001 a seguito della riforma del Titolo V, parte seconda della Costituzione e del novellato art. 117, comma 6. Mentre tale articolo poteva essere finalizzato a garantire quello che la Corte Costituzionale definì un “riparto così rigidamente strutturato” da escludere senza riserve la potestà regolamentare dello Stato nelle materie di competenza legislativa delle Regioni, l’analisi della giurisprudenza costituzionale successiva alla riforma del 2001 dimostrerà che l’incursione della potestà regolamentare statale è ancora molto diffusa e in parte legata al quadro poco nitido del riparto di competenze tra Stato e Regioni delineato dalla riforma

    Il Regolamento per la consultazione delle autonomie territoriali della Commissione parlamentare per le questioni regionali

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    L'articolo analizza le innovazioni introdotte dal Regolamento per la consultazione delle autonomie territoriali della Commissione parlamentare per le questioni regionali. In mancanza di un'attuazione completa della riforma del titolo V, parte II, della Costituzione, che avrebbe dovuto dar luogo ad un'integrazione della Commissione con rappresentanti delle autonomie territoriali, il Regolamento rappresenta l'unica possibilità per consentire la partecipazione delle autonomie territoriali al procedimento legislativo, seppur a livello meramente consultivo e non deliberativo

    Territorial representation in Unitary States. Reforming national legislatures in Italy and in the United Kingdom

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    Important reforms of constitutional significance have recently affected national legislatures in Italy and the United Kingdom. In both cases, those reforms modified—or attempted to modify—the composition of national Parliaments by creating or bolstering territorial representation, and responding to a call for territorial differentiation in one of the Houses of Parliament. In the case of Italy, the 2014 constitutional reform—rejected by the 2016 referendum—required the Senate to represent “territorial institutions”—and no longer “the Nation”—as it happens in many Second Chambers of fully-fledged federal States. In the case of the United Kingdom, the 2015 House of Commons Standing Orders reform introduced the “English Votes for English Laws” procedure: legislation at the UK level affecting England (and Wales) will be enacted only with the consent of Members of Parliament for constituencies in England (and Wales), thus excluding MPs representing devolved legislatures. Against this backdrop, the article will be divided into two sections. Section I will analyse the above-mentioned constitutional reform of national legislatures both in Italy and in the United Kingdom, also focusing on the connections between this sort of “territorialization” of national legislatures and the vertical allocation of powers between central State and territorial autonomies/devolved legislatures. Section II will explore the possible rationale, functions, and constitutional significance of territorial representation for unitary, rather than federal States. It will then highlight the theoretical and empirical difficulties in embedding territorial representation in unitary States, where the trustee model of political representation and the dogma of unitary sovereignty are still dominant
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