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Bambini trasparenti e bambini invibili alla ricerca del "Quisipuò"
Nel marzo 2020 il lockdown di scuole e servizi per l’infanzia, a causa della diffusione pandemica del virus Covid-19, ha costretto i bambini e le bambine, insieme alle loro famiglie, a una condizione di clausura domestica. La marginalità della condizione infantile, il non riconoscimento a bambine e bambini dei loro specifici diritti e bisogni anche in momenti di emergenza, li ha resi socialmente “invisibili”. Nel marzo 2020 il lockdown di scuole e servizi per l'infanzia, a causa della diffusione pandemica del virus Covid19, ha costretto i bambini e le bambine, insieme alle loro famiglie, a una condizione di clausura domestica. La marginalità della condizione infantile e il non riconoscimento a bambine e bambini dei loro specifici diritti e bisogni anche in momenti di emergenza li hanno resi socialmente 'invibili'. Ma al tempo stesso è emersa l'urgenza di una riflessione pedagogica e politica sul "bambino sociale", sulla sua posizione di soggetto silenzioso, non ascoltato di fronte a scelti urgenti che lo riguardano. I bambini più di tutti hanno subito il trauma dell'isolamento rotto di tanto in tanto, e solo virtualmente, dalle occasioni di comunicazione a distanza, didattica o affetiva. La direzione della rivista Infanzia ha voluto dar voce e immagine a questa condizione d’invisibilità, sollecitando le famiglie a rappresentarla fotografando giochi, attività didattiche (a distanza), momenti di vita quotidiana, prove di quotidiana resistenza e resilienza in atto nelle loro proprie case durante il lockdown. Molte famiglie hanno risposto e circa 150 fotografie sono arrivate in redazione. Ne dà danno conto una mostra e questo volume, che presenta una selezione d’immagini accompagnata da analisi e ricerche di studiosi dell’infanzia e dell’educazione che, a partire dalle suggestioni delle fotografie, hanno indagato la condizione dell’infanzia nel trauma dell’evento pandemico, per guardare oltre, prospettando visioni e condizioni del rapporto fra adulti e bambini che non si riduca a un semplice “ritorno alla normalità”
Il contributo della video-analisi nel campo della ricerca nella prima infanzia.
Nelle scuole per l’infanzia l’uso dei video non rappresenta una novità nell’ambito della documentazione delle attività educative e in quello della ricerca empirica. I video sono utilizzati per raccontare l’organizzazione delle giornate al nido o alla scuola dell’infanzia, le attività che si svolgono, i momenti di routine come quelli di gioco libero. Più recente è l’utilizzo di questo strumento nel campo della formazione iniziale e in servizio del personale educativo e docente, a supporto di processi riflessivi orientati all’innovazione educativa e didattica
Per una didattica della corporeità nei servizi per bambini da 0 a 6 anni.
Lo sviluppo corporeo e motorio nella prima infanzia è un tema particolarmente ricco di declinazioni e punti di vista che dipendono da due fattori: la matrice interdisciplinare dell'argomento e la molteplicità di approcci con cui i vari problemi vengono trattati anche all'interno di uno stesso ambito di studi. L'articolo, partendo dagli assunti della pedagogia fenomenologica, propone un nuovo approccio alla didattica della corporeità che non si esaurisce in quella motoria, ma che orienta l'agire educativo in una prospettiva olistica
Necessità e valore di un impegno formativo
L'articolo, nel sottolineare la necessità di una pedagogia del corpo capace di riconoscere la centralità del bambino nei suoi aspetti cognitivi, sociali, affettivi e motori, analizza l'approccio psicomotorio per la prima infanzia. Presenta, inoltre, l'evoluzione della proposta formativa del Master in Comunicazione Corporea e strategie psicomotorie dell'Università di Bologna
Due paradigmi sui servizi per l'infanzia
L'editoriale riflette sul cambiamento di paradigma sottostante le politiche a sostegno dei servizi per la prima infanzia: dal diritto all'educazione al social investiment, evidenziando le conseguenze di tale mutamento d'orizzonte
Infanzia
Nata nel 1973, Infanzia è una rivista bimestrale di studi, ricerche ed esperienze sull'educazione 0-6 anni e sulla cultura per l'infanzia.
La direzione scientifica e la redazione di Infanzia hanno sede nel Dipartimento di Scienze dell’Educazione “G.M.Bertin” dell’Università di Bologna. Infanzia è una rivista per studiosi e ricercatori nel campo dell’educazione infantile e per la Formazione continua di insegnanti, educatori/educatrici, responsabili di servizi per l'infanzia. La rivista è strutturata su quattro sezioni:
Focus - Composta da alcuni articoli affrontano da punti di vista diversi un tema monografico che riguarda l’educazione dell’infanzia.
Argomenti - Una raccolta di articoli di riflessione scientifica, critica e pedagogica sui problemi dell'educazione infantile, sull'organizzazione e la gestione dei servizi educativi, sulle politiche e la cultura per l'infanzia.
Esperienze - Un'analisi di esperienze educative e didattiche realizzate nelle scuole dell'infanzia e nei nidi; descrizione di progetti didattici sperimentali e innovativi.
Osservatorio - I contributi su diversi temi della cultura per l'infanzia e dell'educazione (letteratura, iconografie, mass-media, iniziative, recensioni ecc.)
Comunicazione e corpo
Il tema della comunicazione rappresenta una questione centrale in campo educativo, sul piano sia pedagogico sia didattico. La voce pedagogica inerente il corpo qui presentata parte dal presupposto che non è possibile educare senza entrare in relazione con il soggetto ultimo, ma ontologicamente primo di questa azione. La qualità della relazione segna, dunque, tutto il processo educativo ponendo al cuore della riflessione alcuni concetti prioritari: quelli di intenzionalità e, appunto, di comunicazione. La voce si conclude individuando alcune possibili traiettorie operative
Sulla professionalità degli insegnanti
Il saggio tratta il tema della professionalità degli insegnanti, all'interno di un testo di Psicologia Sociale, in un'ottica interdisciplinare. Obiettivo del contributo è quello di contribuire alla comprensione di come i docenti entrino in relazione e contribuiscano alla costruzione di quel mondo sociale, oggetto appunto della psicologia sociale, di cui l'ambito scolastico è tra i principali protagonisti. Dopo aver brevemente descritto la scuola come contesto sociale portatore di una propria cultura, il saggio descrive il sistema scolastico italiano ed analizza le competenze necessarie agli insegnanti oggi ed il profilo professionale che emerge dai percorsi di formazione iniziale
Il buon inizio. Crescere in una comunità educante che si prende cura
Il Buon Inizio si rivolge direttamente a 285 bambini nella fascia 0-3 anni, 720 minori compresi tra 3 e 6 anni, 787 genitori, 158 insegnanti ed educatori, 177 minori stranieri, 60 minori BES e DSA e, tra le altre cose, prevede la definizione di 14 protocolli di rete e l’introduzione di 4 servizi educativi integrati.
L’obiettivo del progetto, che terminerà il 30 giugno del 2025, è quello di avviare nei territori che presentano diverse tipologie di vulnerabilità educative nella popolazione minorile, educativa integrativa di qualità, laboratori di potenziamento cognitivo, percorsi personalizzati di supporto ai bambini, attraverso referral mirato e presa in carico integrata, accompagnamento alle donne in gravidanza e empowerment genitoriale.
La FNAS ha il compito di formare assistenti sociali nei territori previsti dal programma, intervenendo contemporaneamente nell’area delle competenze relative alla fascia 0-6 anni e nella funzione di coordinamento dei servizi territoriali, favorendo un collegamento virtuoso tra equipe multidisciplinari, Terzo Settore e altri attori, per favorire una programmazione strategica delle risorse e degli interventi e una modellizzazione delle procedure e del sistema di presa in cura.
La durabilità del progetto poggia molto sulla crescita strutturale dei servizi sociali professionali che rappresentano un livello essenziale (LEPS) del sistema sociale territoriale e, in particolare, sulla capacità dell’assistente sociale di valorizzare il ruolo e le funzioni della propria comunità professionale per aumentare le opportunità di accrescimento e aggiornamento continuo delle competenze, di condivisione e scambio delle esperienze e di gestione delle reti multilivello
Rethinking educational continuity through participatory action-research and professional development pathways. Case Study Italy
This report illustrates the findings of the Italian case study carried out within the START project.The
project – which was designed for promoting a renewed reflection on the issue of educational
continuity in the light of the new regulatory scenarios outlined by Law 107/2015 (with specific reference
to the establishment of the integrated system 0-6) in the national context, and in the light ET2020
strategy with reference to the European context – is aimed at supporting the educational action of
preschool and primary school teachers through the experimentation of innovative practices facilitating
children’s smooth transitions from one grade to the next. After briefly outlining the context in which
the overall project is located, the present report will focus on the experimentation carried out in the
Italian case study, which involved university researchers at the Department of Educational Sciences of
Bologna University and pre- and primary school teachers of DD Vignola in a shared action-research
and professional development pathway
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