1,721,024 research outputs found

    Esposizione: BANLIEUE, BANLIEUE. ARCHITETTURA E SOCIETÀ NELLA PERIFERIA DI PARIGI, Cesena, Chiesa dello Spirito Santo, 7 novembre - 16 dicembre 2007

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    Seconda edizione dell'Esposizione già presentata al Festival dell'Architettura 3 di Parma, Reggio Emilia e Modena nel 2006 (cfr. scheda 0048621, V. Balducci, V. Orioli, 2007). In questa occasione l'Esposizione è stata accompagnata dalla pubblicazione del catalogo e presentata con una conferenza pubblica degli autori

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Fatty acid hydroxytyrosyl esters: structure/antioxidant activity relationship by ABTS and in cell-culture DCF assays

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    A large series of hydroxytyrosyl esters of C2-C18 fatty acids with increasing lipophilicity was prepared by acylation of methylorthoformate-protected hydroxytyrosol and tested for the relative antioxidant activity using ABTS assays in ethanolic medium and DCF assays on whole L6 cells. No correlation between lipophilicity and antioxidant activity was found. ABTS assays showed a growing activity, with respect to hydroxytyrosol, only for medium-sized ester chains (C4-C10), and a nearly constant activity for the higher homologues. A similar and dose-dependent pattern was observed in DCF assays on whole L6 cells, but a sharp activity drop resulted for long chain esters. Possible explanations are given

    Fatty Acid Hydroxytyrosyl Esters: Structure/Antioxidant Activity Relationship by ABTS and in Cell-Culture DCF Assays

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    A large series of hydroxytyrosyl esters of C2-C18 fatty acids with increasing lipophilicity was prepared by a new highly efficient method based on acylation of methylorthoformate-protected hydroxytyrosol. All products were tested for relative antioxidant effect using ABTS assays in ethanolic medium and DCF assays in L6 cells. No linear correlation between lipophilicity and antioxidant effect was found. ABTS assays showed a growing antioxidant capacity, with respect to hydroxytyrosol, only for medium-sized ester chains (C4-C10) and a nearly constant capacity for the higher homologues. This has been rationalized by molecular dynamics experiments in terms of partial shielding of the catecholic hydroxyls by long-chain esters. A similar and dose-dependent pattern was observed in DCF assays in L6 cells, but a sharp antioxidant activity drop resulted for long-chain esters, probably due to membrane entrapment

    Structure/antioxidant activity relationship of hydroxytyrosol analogues and their fatty acid esters

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    The synthesis of several new hydroxytyrosol analogues and their fatty acids esters is presented as well as their antioxidant activity evaluated by both chemical (ABTS) and biological (DCF) assays. Experiments have evidenced interesting correlation between in vitro antioxidant capacity and chemical structure, while in cell environment the antioxidant activity follows the peculiar trend already established with hydroxytyrosyl esters

    Quartieri che cambiano: un’agenda di ricerca

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    Una vasta letteratura è tornata di recente ad occuparsi di quartieri. In parte, perché sono diventati oggetto di politiche che, in contrasto con la settorialità degli interventi precedenti, hanno enfatizzato l’aspetto di “arealità” delle iniziative pubbliche (Jacquier, 1991; Balducci, 2001; SEU 2001; Cremaschi, 2003). Un altro motivo di interesse deriva dal fatto che i quartieri rappresentano un terreno comune a soggetti sociali diversi, nonostante la crescente segregazione della popolazione sfavorita (Buck, 2001; Galster, 2001); e nonostante il fatto che gli effetti della localizzazione residenziale sui destini individuali siano spesso sopravvalutati o risultino meno evidenti di quanto mantenuto nel common wisdom (Ellen e Turner, 1997; Lupton, 2003; Friedrichs et al., 2003). Un altro motivo ancora riguarda la manifestazione del cambiamento: i quartieri infatti mostrano l’intersezione tra i cambiamenti sociali ed economici che investono le città, tra le logiche della situazione quotidiana e quelle che influenzano (e spesso confondono) le scale geografiche dei fenomeni, con una tensione fertile che riapre a questa scala la ricerca fenomenologia sui mondi e vitali (Blokland, 2001; Amin e Thrift, 2002; Hoffman, 2003). Come spesso accade in questi cicli culturali (Cremaschi, 2007), risultati pur singolarmente apprezzabili producono, non di rado, esiti cumulati poco incisivi. Sedimentano inoltre banalizzazioni e semplificazioni poco desiderabili. In tutto ciò, soprattutto, non è messa in discussione la natura del quartiere rispetto alle nozioni di “microcosmo organizzato” sedimentate nella tradizione sociologica e urbanistica. La ricerca1 che qui si presenta attraverso una prima esplorazione della letteratura cerca di affrontare questi temi, esplorando la costruzione dei legami di convivenza a livello locale “nella città che cambia”. Questa domanda è affrontata in un certo numero di casi studio nelle tre maggiori città italiane (Napoli, Roma, Milano). I casi riguardano “quartieri” e percorsi di trasformazione abbastanza diversi che sintetizziamo provvisoriamente nella tabella riportata in fondo. Le parole chiave sono tre: quartiere; convivenza; cambiamento. Il primo termine è il più problematico. La nozione stessa di quartiere è incerta, una “scatola nera” (Germain, 2005) di cui poco si conosce la natura, gli effetti e il ruolo nelle politiche; in più, è oggetto di profonde trasformazioni. Come è noto, da tempo è stato messo in dubbio che esista – nonostante la perdurante forza del riferimento – una dimensione autonoma e distinta rispetto ai legami interpersonali da un lato; e al legame sociale nel suo insieme dall’altro. Ciononostante, il quartiere sembra oggi conoscere una nuova fortuna, mantiene la sua storica incidenza sulla identità personale, e sperimenta un revival grazie ai complessi processi di rinnovo urbano. Al momento, teniamo ferma una definizione preliminare, in parte discussa nelle pagine che seguono, che intende i quartieri come l’esito dell’incrocio tra pratiche sociali locali che hanno in comune l’orientamento alla convivenza di gruppi e “popolazioni” diverse. La seconda parola chiave, convivenza, allude al legame sociale che si crea intorno alla dimensione “abitativa”, nel senso non solo del risiedere in un luogo, ma della più ampia pratica di appartenenza a (belonging), e fare propri2, luoghi e relazioni. L’intreccio tra pratiche di appartenenza e appropriazione è fortemente influenzato da elementi locali, di contesto, che tendono a definire esiti complessi e molto differenziati. E anche da politiche pubbliche e locali, sempre più influenti sui modi della socializzazione, e sulla (eventuale) ricostruzione di legami sociali a livello locale. La ricerca si svolge dunque costruendo diverse storie di trasformazioni locali su un comune modello di analisi. Le componenti concettuali del “modello” – su cui torneremo più avanti – sono tre: l’habitat di significato, le pratiche sociali e le rappresentazioni (tra cui le politiche). Infine, i casi esplorano questo intreccio a partire da diversi punti di attacco del processo di cambiamento, che a volte è il frutto di processi endogeni, altre il riflesso di fenomeni più vasti, talvolta infine l’esito di politiche che mirano in specifico ai “quartieri”. Misurarsi con il cambiamento di un quartiere non è del tutto arbitrario. È in fin dei conti il cambiamento di una porzione limitata di territorio, per lo più edificato, e degli abitanti che lo usano “sia simbolicamente che praticamente” (Blokland, 2003). La densità di rimandi tra pratiche e significati è una delle ragioni – non recente (Noschis, 1984) – che giustifica una certa curiosità e dà origine anche a questa ricerca. In un dibattito che è acceso e non certo concluso, appare ai più che la società si dissolva, si liquefi da un lato e si globalizzi dall’altro; e che lo spazio venga ristretto, frammentato, o proiettato su scale diverse. Ripartire dal quartiere vuol dire confrontarsi invece con una dimensione riottosa a queste innovazioni; interrogare lo stato delle forme di vita nelle diverse possibili combinazioni; e chiedersi quali siano gli effetti specifici delle trasformazioni economiche o culturali. La ricerca consiste quindi in studi di caso, nella ricostruzione e critica delle categorie interprative, e nella discussione (iniziale) dei modelli di cambiamento. A questo scopo, un certo grado di disomogeneità tra i casi appare inevitabile, né sembra problematico partire da punti di vista diversi. La questione riguarda meno la definizione dei punti di vista (pratiche, politiche, dinamiche), o dei singoli componenti (area, comportamenti, motivazioni); che non le relazioni poste tra questi, che caratterizzano i modelli di cambiamento. A questo fine, le pagine che seguono riportano i materiali della prima riflessione esplorativa della letteratura recente

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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