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    Valutazione agronomica e caratterizzazione chimica di Linum usitatissimum L. come coltura oleaginosa per bioprodotti in due ambienti del centro e nord Italia.

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    I prodotti a base vegetale (Bio-based Bb) sono sempre più richiesti dai consumatori e dall’industria in sostituzione dei derivati petrolchimici, come materie prime da destinare soprattutto ai settori dei biopolimeri, della bioedilizia, del packaging e della bio-cosmesi. Si tratta di prodotti principali o secondari di specie vegetali di interesse agricolo, di facile inserimento nei sistemi cerealicoli tradizionali. Nell’ottica della bioeconomia e dell’utilizzazione “a cascata” della biomassa, la valorizzazione dei prodotti principali e dei residui/coprodotti può comportare benefici in termini di aumento della redditività aziendale e della biodiversità agricola, tutela dell’ambiente e eco-compatibilità, riducendo gli scarti e migliorando l’efficienza del processo produttivo. L’obiettivo di questo studio, condotto nell’ambito dell’attività di ricerca “AxBB - Materie prime Agricole italiane PER Bioprodotti e Bioenergie”, è stato la valutazione agronomica e la caratterizzazione chimica dei prodotti e co-prodotti ottenibili dal lino da olio, in due ambienti del nord e del centro Italia (pianura padana e pisana). I risultati hanno consentito di valutare le buone performances produttive del lino nei due areali, nonché la possibilità di sfruttare le diverse componenti della pianta per produrre materie prime ad elevato valore aggiunto, grazie alle specifiche caratteristiche chimiche della biomassa (olio, con particolare composizione acidica, e residui lignocellulosici)

    Lo studio degli stress idrici e da basse temperature nella barbabietola da zucchero: descrizione e confronto di metodi diversi di analisi

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    Nell'ambito del progetto "Miglioramento della barbabietola da zucchero per l'ambiente mediterraneo" si sono studiate le caratteristiche fisiologiche e molecolari della risposta agli stress idrico e da basse temperature di alcune accessioni di bietola. E' stato quantificato l'aggiustamento osmotico in condizioni di stress idrico. Sono stati determinati i potenziali osmotici a pieno turgore ed a turgore zero, ed il volume simplastico. E' stato inoltre sperimentato l'uso eterologo di microarray di Arabidopsis thaliana ibridati con Beta. Circa il 5% dei geni del chip di Arabidopsis hanno trovato sufficiente omologia nell'RNA di bietola, ma i dati ottenuti necessitano di specifici controlli mediante tecniche convenzionali. Per lo studio della risposta alle basse temperature, è stata utilizzata la tecnica cDNA-AFLP, e sono stati ottenuti numerosi frammenti trascritti, modulati dall'esposizionedi piantine di bietola in coltura idroponica a basse temperature (0°C, -2°C, -4°C) in diversi tessuti (foglia, cotiledone, radice). Infine, è stata studiata la risposta ai trattamenti con basse temperature di cinque geni putativi housekeeping di bietola, ed è stata quantificata la loro variazione nei diversi tessuti e condizioni mediante Real Time PCR
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