3,435 research outputs found
Vera Kelsey Papers, 1944-1958
An accomplished journalist and author, Vera Kelsey's papers document her writing career through the manuscripts and research notes for her last four books, British Columbia Rides a Star, Red River Runs North!, Tomorrow is for You, and Young Men So Daring. For British Columbia Rides a Star it includes her travel notes from four trips around British Columbia
Open doors presents Judith Van Gieson and Vera John-Steiner
The Open Doors series presents Judith Van Gieson author of ""Confidence Woman"" reads from her new novel and discusses doing research for her books at the Center for Southwest Research and Vera John-Steiner, author of ""Creative Collaboration,"" discusses the her study of the collabortive process
Dall’elettromagnetismo alle onde elettromagnetiche: le basi scientifiche dello sviluppo delle telecomunicazioni nell’Ottocento
Nell’Ottocento, la nascita e la diffusione del telegrafo e del telefono, contestualmente allo sviluppo della rete elettrica, e poi, sul volgere del secolo, del fonografo, del cinema, della radio cambiarono profondamente i modi e le forme della comunicazione. Ciò indusse una vera rivoluzione tecnologica e sociale, innescando il processo culminato nella globalizzazione economica e culturale che noi oggi viviamo. Si trattò non solo di lunga serie di innovazioni tecnologiche, bensì di una vera svolta di sistema, che modificò in profondità il modo stesso di concepire la comunicazione. Lo sviluppo di tecnologie innovative di comunicazione fornì non tanto (almeno all’inizio) prodotti per la nuova industria, quanto strumenti per la razionalizzazione (ed il controllo) produttivo e sociale. Da questo punto di vista si è sostenuto, non senza ragione, che la cosiddetta società dell’informazione e della comunicazione nasce nel cuore del XIX secolo, come risposta alla necessità di controllare una produzione potenzialmente illimitata ed un mercato sempre più lontano dalla produzione.
Il capitolo ripercorre le fasi fondamentali di tale processo, mirando a mostrare come esso evidenzi in modo esemplare la caratteristica fondamentale di uno sviluppo economico basato su un’applicazione intensiva della conoscenza scientifica: la stretta interconnessione tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e realtà socio-economica, che rese, e rende, la ricerca e l’educazione scientifica un prerequisito essenziale dello sviluppo economico
Vera Hall
This chapter describes the recordings of Vera Hall (1902–1964). On October 31, 1940, at the Livingston, Alabama, home of author, painter, and folksong collector Ruby Pickens Tartt, Vera sang “Another Man Done Gone” twice into Lomax's machine. During the first take, the partially filled recording blank ran out of space, abruptly ending the song. The second time, however, Lomax used a fresh side, allowing Vera to include all her verses. Just as she finished, but before he lifted the cutting arm and turned off the microphone, he remarked, “That's perfect.” Lomax's summation saluted more than an unmarred recording. “Another Man Done Gone” became Vera Hall's most celebrated performance. Carl Sandburg recalled listening to it more than a dozen consecutive times during a January 1944 visit to Lomax's Dallas home, later including it in his second folksong anthology and learning it himself. The poet termed it “one of the strikingly original creations of Negro singing art.”</p
Picking up after sloppy children: What pronouns reveal about children’s analysis of English comparative constructions
We present the results of an experiment that reveals that while children are capable of assigning an interpretation to basic comparatives without coreferential pronouns in the elided material, they diverge from adults precisely in the assignment of reference to a pronoun appearing in the standard. This study therefore sheds new light on the components of children's linguistic representations and their developing interpretation of comparatives. We close by discussing possible account for this set of results appealing to binding principles and the representation of the elided pronoun
Luigi Carlo Daneri "La vera architettura non è che tecnica espressa con sentimento d'arte"
Promossa dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e da Parma Urban Center, in occasione del trentesimo anniversario della morte, la raccolta di saggi Cantiere Nervi, la costruzione di un’identità raccoglie gli esiti di un programma triennale di ricerca sulla figura e l’opera di Pier Luigi Nervi che ha visto confrontarsi, a partire dal lavoro sull’archivio, molti studiosi del contesto internazionale.
Al termine di un lungo percorso collettivo di studi, i lavori sono stati orientati su tre direzioni documentate nelle sezioni della pubblicazione: la prima, Storie, dove sono messe a confronto le molte letture e i diversi punti di vista con i quali è possibile guardare all’opera dell’autore attraverso i contributi delle varie discipline che se ne sono occupate come la storia dell’arte, dell’architettura e dell’ingegneria, la scienza e la tecnica delle costruzioni, la composizione architettonica e urbana, la tecnologia, il restauro e il disegno; la seconda, Geografie, un percorso alla scoperta delle molte opere, con una particolare attenzione per quelle inedite o poco conosciute, realizzate in cinquant’anni di attività, grazie ad approfondimenti giunti da molte città italiane e dalle varie latitudini in cui ha lavorato, tra le quali il nord Europa, la Turchia, il nord e il sud America; la terza, Paralleli, dove sono approfonditi i possibili confronti e i molti rapporti che Nervi ha intrattenuto con i protagonisti dell’architettura, dell’ingegneria e della cultura del suo tempo, tra i quali Riccardo Morandi, Gio Ponti, Le Corbusier, Luigi Moretti, Luigi Carlo Daneri, Sergio Musmeci, Eero Saarinen, Félix Candela.
Per l’ampiezza e l’articolazione e per il taglio critico mirato, la pubblicazione costituisce un valido contributo di avanzamento conoscitivo che affronta, interpreta e ricostruisce, nell’accezione politecnica suggerita da Aldo Rossi, la complessità della vicenda personale, culturale e professionale del principale costruttore dell’Italia moderna
Plan de la Rade et Ville de la Vera-Cruz
Representa la Villa de la Vera-Cruz y las Islas del Golfo.</p
Architetture Milanesi. Cinque itinerari /Pjat’ progulok po Milanu
Testo introduttivo alla mostra itinerante Architetti milanesi. Tre generazioni, prodotta dalla Facoltà di Architettura Civile e dal Dipartimento di Progettazione dell'Architettura del Politecnico di Milano. Propone un itinerario storico attraverso le opere dei protagonisti dell'architettura italiana che hanno studiato e lavorato a Milano tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta del Novecento. Le spinte verso la modernizzazione trovano a Milano uno straordinario laboratorio sperimentale, in cui economia e cultura concorrono alla formazione di una precisa identità nell'architettura e nel disegno del prodotto industriale. In questi anni, gli architetti milanesi realizzano alcuni capolavori noti a livello internazionale, ma soprattutto, attraverso l'espressione collettiva di specifiche modalità di lavoro, definiscono i caratteri di una vera e propria Scuola di architettura
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