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    Gli algoritmi diagnostici

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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Nuovi modelli per lo sviluppo sostenibile in montagna

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    Il contributo affronta il tema dello sviluppo sostenibile in montagna individuando tre punti di partenza: la caducità della bellezza, la precarietà dei beni della nostra civiltà, il lutto e la sofferenza legati alla perdita. Il primo di essi si riferisce all’esigenza di coniugare il vincolo per la protezione dell’ambiente con l’esigenza di fornire non solo sussistenza, ma anche benessere alle popolazioni locali. Purtroppo gli strumenti di pianificazione, pur supportati da un ampio apparato di valutazioni, hanno sì delineato obiettivi e norme per la conservazione dell’integrità, ma spesso questi sono rimasti carenti nella definizione di criteri progettuali per la riqualificazione e la creazione di nuovi paesaggi esteticamente attraenti, ecologicamente stabili e funzionali. La caducità poi è un concetto di cui la è pervasa forse più di ogni altro territorio proprio la montagna. La precarietà è legata sia alle condizioni naturali caratteristiche dei luoghi, ma anche al dissesto idrogeologico, alla delicatezza dei monumenti geologici, all’uso del suolo e alla percezione dei luoghi. Ed ancora all’economia: abitare in montagna significa saper coniugare le conoscenze discendenti proprio dalla forte dimensione culturale delle popolazioni autoctone con la necessaria innovazione, la quale necessita di essere governata per non diventare un ulteriore strumento di dipendenza della montagna dalla pianura. Infine la sofferenza legata alla perdita della bellezza e dei beni. In questo buona parte della responsabilità è ravvisabile proprio nei processi di innovazione economica, sociale e territoriale che, molto spesso, hanno fatto sì che le risorse locali non venissero sfruttate sul luogo e per il luogo. Bellezza, precarietà e perdita sono dunque tre condizioni che sembra abbiano regolato l’abitare in montagna rispetto al tema della gestione del territorio, generando al contempo sia il dolore che lo spunto di una speranza futura
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